I 12 Migliori Camini del 2020

Ultimo aggiornamento: 01.10.20

 

Camini – Guida all’acquisto e Confronti

 

In questa pagina cercheremo di dare indicazioni su come scegliere un buon camino esaminandone diversi tipi, per esempio quelli a bioetanolo. Due modelli particolarmente gettonati sul mercato sono: Xone Biocamino Jacob, un modello molto elegante, classico, realizzato in MDF, con bruciatore da 3,5 litri. Misura 110 x 37 x 102 cm, pesa 40 kg e permette di appoggiare qualche oggetto sulla parte superiore. Homcom camino a bioetanolo ha uno stile più moderno ed è un modello che va fissato alla parete con dei tasselli. Qui i bruciatori sono due e l’effetto scenografico è assicurato anche in questo caso. Le misure sono: 110 x 54 x 14 cm. Trattandosi di camini a bioetanolo, non vanno collegati alla canna fumaria, possono essere spostati in qualsiasi momento e collocati altrove, non producono fumi, cenere, odori.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 12 Migliori Camini – Classifica 2020

 

Quale camino comprare? In questa sezione cercheremo di rispondere alla domanda facendo una comparazione tra alcuni modelli che hanno particolarmente colpito noi e i consumatori. Scoprite quali sono.

 

 

Camino a bioetanolo

 

1. Xone Biocamino “Jacob” con Nuovo Maxi Bruciatore Inox

 

In questo caso parliamo di un camino a bioetanolo, il gas naturale ricavato dalla fermentazione delle biomasse. Il gas è stoccato nel serbatoio interno al camino, non c’è bisogno di canna fumaria: il gas, bruciando, emette calore e riscalda l’ambiente circostante.

Non occorre nemmeno assemblarlo, di fatto basta scartarlo dalla confezione e collocarlo nella parte più adatta della stanza. Se si cambia idea, basta sollevarlo e spostarlo da un’altra parte, visto che non occorre allacciarlo ad alcun impianto. Il peso è di 40 kg. Il gas, bruciando, non emette fumi né odori, ma deve essere di qualità. Ricordiamo che il camino è aperto sul davanti, proprio per permettere la combustione, per diffondere meglio il calore e per dare una sensazione più realistica, simile a quella che dona un classico camino a legna.

Il nuovo camino Jacob Xone misura esternamente 110 x 37 x 102 cm, è realizzato in MDF, un materiale certamente non prezioso ma in grado comunque di conferire alla struttura un aspetto molto elegante. Inoltre non si riscalda e sulla parte superiore permette di appoggiare qualche oggetto.

Il design e l’estetica sono tra gli aspetti che più hanno colpito gli utenti, i cui pareri sono davvero entusiastici. Sull’autonomia del gas e su quanti mq riesce a riscaldare ci sono opinioni discordanti, ma tutte estremamente positive. Proprio queste ci hanno spinto a considerarlo il miglior camino a bioetanolo della nostra classifica.

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2. Stones, Tete a Tete, Caminetto Al Bionetanolo

 

Tra i migliori camini del 2020 inseriamo anche quest’altro modello a bioetanolo, molto diverso da quello esaminato in alto. È un caminetto più piccolo perché misura solo 78 x 25 x 58 cm ed è anche molto più economico, l’ideale quindi per chi cerca prezzi bassi e non vuole spendere molto.

Naturalmente, anche il bruciatore è meno capiente (1,5 litri in questo caso contro 3,5 litri) e l’autonomia della fiamma, come da specifiche del produttore, arriva massimo a tre ore.

Anche in questo caso non c’è bisogno di montaggio né di collegamento alla canna fumaria o altro, per cui può essere sollevato e spostato in qualsiasi momento, anche perché il peso di 23 kg non è impossibile.

Spicca il design davvero originale di questo camino a bioetanolo da terra, tra i più venduti online: è realizzato in metallo verniciato che non si surriscalda, ha un doppio pannello in vetro temperato nella parte inferiore ed è bifacciale, cioè permette la visione della fiamma da entrambi i lati. I colori disponibili sono diversi.

Per quanto riguarda il potere scaldante, è sempre difficile quantificarlo ma, sulla base dell’esperienza degli utenti che abitano in case ben isolate, questo camino, anche se piccolo, potrebbe arrivare a scaldare ambienti di oltre 30 mq con un’altezza del soffitto di 2,7 metri.

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Camino moderno

 

3. Homcom Camino a Bioetanolo Realizzato in Acciaio Inox

 

Chi è in cerca di un camino moderno potrebbe essere interessato a questo modello. Si tratta di un camino a bioetanolo da parete e, come gli altri modelli analizzati in alto, non produce cenere, fumi e odori particolari. Ricordiamo che questo aspetto, in realtà, dipende dal tipo e dalla qualità del bioetanolo che si acquista più che dal camino. Anche in questo caso il bruciatore è di 1,5 litri e dovrebbe essere sufficiente a riscaldare un ambiente fino a 30 mq per tre ore al massimo.

Rispetto agli altri, questo modello va dunque fissato alla parete. Il montaggio non è complicato perché si tratta di fissarlo con quattro normali tasselli che, dopo il montaggio, non sono visibili; altra differenza è la presenza non di uno ma di due bruciatori che creano un effetto particolarmente suggestivo.

Permette di regolare la potenza della fiamma; per quanto riguarda l’installazione, questo non è un modello da incasso.

Le impressioni degli utenti sono generalmente molto positive. Il camino, grazie alla superficie in acciaio, si abbina bene a diversi ambienti. Misura 110 x 54 x 14 cm. Il prezzo molto competitivo contribuisce a renderlo uno dei modelli più venduti sul mercato.

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4. Homcom Camino a Bioetanolo in Acciaio Inox Serbatoio 1.5LT

 

Ecco un altro modello commercializzato dalla stessa azienda che si adatta bene a un ambiente moderno. Le somiglianze non finiscono qui perché anche in questo caso parliamo di un camino a bioetanolo, quindi senza le complicazioni di un camino tradizionale in termini di costruzione e montaggio.

Anche in questo caso il camino Homcom va fissato alla parete con dei tasselli a scomparsa che quindi non rimangono a vista. Il materiale di fabbricazione è l’acciaio ma qui è previsto anche un pannello di vetro temperato che copre la fiamma.

Per quanto riguarda le dimensioni, questo modello è più piccolo perché misura solo 75 x 22 x 63 cm, quindi è ideale per chi non ha molto spazio a disposizione. L’unico bruciatore da 1,5 litri riesce a riscaldare un ambiente piccolo, di soli 20 mq al massimo e anche l’autonomia è limitata perché non supera l’ora e mezza.

Il design moderno è il punto di forza di questo modello grazie alle varie parti che compongono la struttura, assicurando vivacità e riuscendo a impreziosire l’ambiente come confermano gli utenti soddisfatti. Il prezzo concorrenziale è un altro vantaggio di questo prodotto. Come sempre in questi casi, bioetanolo e accendifiamma vanno acquistati a parte.

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Camino a pellet

 

5. Extraflame Camino a Pellet Comfort P70

 

In questo caso parliamo di un camino a pellet prodotto da La Nordica Extraflame, due aziende leader di mercato che fanno parte dello stesso gruppo e che si occupano rispettivamente di riscaldamento a legna e, appunto, a pellet.

Si tratta di un inserto camino, cioè di un prodotto che va inserito nel vano di un camino preesistente che si vuole sostituire. Naturalmente è un modello molto più complesso di quelli visti in alto e quindi anche il prezzo è decisamente superiore.

Il camino da 9,7 kW riesce a riscaldare un ambiente di 278 metri cubi, cioè circa 100 mq considerando l’altezza del soffitto di 2,7 metri. Essendo un sistema di riscaldamento a biomassa, rientra tra gli impianti che danno diritto alla detrazione fiscale statale.

Come le stufe e le caldaie a pellet Extraflame, integra diverse tecnologie che ne ottimizzano efficienza e consumi come la regolazione automatica della quantità di pellet e dell’aria comburente, il sistema che evita la formazione di depositi sul vetro, lo spegnimento ritardato e altro.

Il camino è dotato di pannello comandi, telecomando, cronotermostato settimanale per un controllo ancora più efficiente dei consumi e si può interfacciare anche col termostato già presente in casa.

Per quanto riguarda il consumo di energia, il camino è in classe A+ e vanta tre stelle su quattro di Aria Pulita, il circuito di certificazione di emissioni e prestazioni. Il rendimento è dell’86%.

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6. Edilkamin Pellkamin 10

 

Ed ecco un altro inserto a pellet di un altro leader di mercato, l’italiana Edilkamin. Il vantaggio di modelli del genere, come ricordato in precedenza, è che vanno a riempire il vano lasciato da un vecchio caminetto con una struttura moderna e programmabile, anche se non è certo escluso che un inserto come questo possa essere usato per la realizzazione di nuovi caminetti.

Questo modello, in particolare, ha dimensioni contenute perché misura solo 74 (lar) x 46 (pr) x 49 (h) cm ed è in grado di riscaldare un ambiente di 270 metri cubi, cioè 100 mq con altezza del soffitto di 2,7 metri.

Come gli altri prodotti Edilkamin simili, cioè stufe e caldaie a pellet, anche questo camino integra diverse soluzioni tecnologiche che lo rendono particolarmente efficiente e gli consentono di avere un rendimento del 90%.

Tra questi, lo spegnimento automatico quando viene raggiunta la temperatura desiderata e la riaccensione quando questa si abbassa. Il camino ha in ogni caso il programmatore per l’accensione e lo spegnimento all’orario desiderato.

Non manca il check automatico per l’identificazione immediata di eventuali malfunzionamenti, la pulizia automatica del crogiolo che non esclude comunque quella ordinaria, e soprattutto il sistema Leonardo che analizza tre parametri: caratteristiche della canna fumaria, del pellet e le condizioni ambientali per ottimizzare le prestazioni in ogni condizione.

Il camino è migliorabile aggiungendo diversi sistemi di caricamento del pellet, il kit per il controllo a distanza e anche un rivestimento per renderlo più accattivante esteticamente.

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Camino elettrico

 

7. El Fuego Camino Elettrico Tessin

 

Il tepore emesso da un bel camino è impagabile e sebbene si fatichi un po’ per apprendere la corretta manutenzione, si rivela sempre un ottimo sistema di riscaldamento. Non tutti possono però permettersi questo piccolo lusso ma, invece di rinunciare all’effetto scenico del camino, si può sempre optare per una soluzione a basso costo che mantenga vivo almeno l’apporto estetico che può dare a un appartamento. 

Il camino elettrico Tessin di El Fuego si rivela una scelta interessante, grazie al suo design minimal con effetto fiamma particolarmente riuscito, in grado di ingannare a prima vista anche un occhio più esperto. 

Non dovrete effettuare inoltre alcuna installazione a muro, vi basterà posizionarlo nella zona desiderata, alimentarlo tramite presa di corrente elettrica e potrete iniziare a godere del vostro prodotto in qualsiasi momento, spostandolo anche in giro per casa dove lo ritenete opportuno.

Gli utenti affermano che riesce a scaldare in modo efficiente una stanza di circa 20 metri quadri, tuttavia, bisogna prestare molta attenzione ai consumi dal momento che rientra in una classe energetica non particolarmente elevata: B. Sconsigliato dunque da usare per più di un paio d’ore al giorno se non volete ritrovarvi con un conto salato in bolletta.

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8. Bakaji Camino Elettrico Chicago con Cornice Legno Caminetto 1800W

 

Ecco un altro caminetto elettrico molto apprezzato dagli utenti: esteticamente elegante, include il camino vero e proprio e la cornice in MDF laccato.

Tra i modelli di maggior successo online, il camino Bakaji Chicago è piccolo perché misura 23 x 67 x 62 cm e pesa circa 15 kg, mentre la cornice misura 110 x 36 x 96 (h) cm. Essendo elettrico, non ha problemi di installazione o di montaggio, può essere sistemato ovunque in casa, a patto che vi sia una presa di corrente nelle vicinanze.

La mensola soprastante consente anche qui di poggiare soprammobili contribuendo ancora di più ad abbellire l’ambiente dove il camino viene collocato. Anche qui abbiamo un effetto molto realistico della legna (finta) che arde all’interno; la lampada a LED che crea questo effetto può essere accesa senza attivare il riscaldamento.

Per quanto riguarda la potenza, questo modello assorbe 1.800 watt con due elementi da 900 watt l’uno. Anche l’intensità della fiamma interna è regolabile mediante una manopola. Il camino è pensato per riscaldare un ambiente di 30 mq al massimo.

L’aria calda fuoriesce dalla grata sul vetro che non si surriscalda, quindi non ci sono problemi in presenza di bambini.

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Camino a gas

 

9. Caminetti Bio Etanolo Camino, Modello Rafael Premium

 

Abbiamo già visto in alto alcuni camini a gas. Anche nel caso di questo modello Rafael Premium di produzione tedesca, l’alimentazione è affidata al bioetanolo. Il vantaggio è che non bisogna installare niente né collegarlo a una presa di corrente.

A differenza degli altri modelli, questo camino funziona anche con gel. I bruciatori sono tre (non di grande qualità a dire il vero), indipendenti tra loro e possono quindi essere riempiti e accesi separatamente.

Per quanto riguarda le misure, qui abbiamo 90 (lar) x 80 (h) x 30 (pr) cm. Il peso è di 28 kg. La dotazione include i barattoli per il bioetanolo, il bioetanolo, uno smorzafiamma e anche delle pietre che rendono più realistico l’effetto complessivo.

Uno dei punti di forza di questo camino a gas è che la cornice in MDF è disponibile in ben nove colori diversi, l’ideale per abbinarla perfettamente al proprio arredamento. Diversi consumatori avrebbero gradito un vetro temperato che in effetti è assente e il motivo è che bisogna garantire un passaggio di aria per far avvenire la combustione, visto che gli altri lati sono chiusi.

Qualche lamentela è emersa anche a proposito dei consumi – ritenuti alti dai più – e delle rifiniture non perfette.

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Camino ad angolo

 

10. Caminetti Camino ad Angolo ed Etanolo Gel Modello Moskau

 

Questo è un caminetto a bioetanolo realizzato dalla stessa azienda produttrice del modello precedente, il Rafael Premium, ma alcune differenze saltano subito all’occhio: qui parliamo di un camino ad angolo che, quindi, non può essere collocato in qualsiasi punto dell’abitazione. Le dimensioni in questo caso sono: 65 (h) x 70 + 18 (lar) x 67 (lato poggiato al muro) cm, il peso anche qui è di 28 kg.

Altra differenza è che il bruciatore in questo caso è unico, da 1 litro, regolabile, quindi ci sarà una sola fiamma. Identico è invece il materiale di realizzazione della cornice: legno MDF. Inoltre anche qui è possibile scegliere tra diversi colori e anche qui la dotazione include alcune pietre bianche decorative. L’area che il camino riesce a riscaldare è di 25-30 mq.

È un modello che, tutto sommato, è stato molto gradito dagli utenti, soprattutto dal punto di vista estetico. Il ripiano superiore consente di appoggiare diversi oggetti. Non è presente il vetro di protezione ma dovrebbe essere disponibile su richiesta. Il vetro non copre comunque tutta la superficie ma lascia scoperta la parte superiore per non bloccare la combustione.

Comodo da usare come tutti i modelli a bioetanolo, anche questo Moskau non necessita di alcun assemblaggio né di canna fumaria.

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Camino finto

 

11. Rebecca Mobili Camino Finto Decorativo

 

Quello proposto da Mobili Rebecca è un camino finto decorativo, quindi si tratta della sola cornice esterna. In stile moderno, è realizzata in legno MDF, misura esternamente h 100 cm x l 109 cm x p 26 cm ed è disponibile in colori diversi. Con un apposito smalto per legno, potrebbe, perché no? essere anche ridipinto.

Pesa 17 kg, richiede un assemblaggio che però non ha dato problemi ai consumatori, dopodiché può essere appoggiata alla parete senza forarla, risultando quindi estremamente comoda.

Certo, l’effetto non è quello di un vero caminetto ma con un po’ di fantasia si può ottenere un risultato di grande effetto, specialmente se si acquistano a parte dei kit decorativi come candele a LED e legnetti finti o pietre.

Naturalmente, la cornice può essere utilizzata per rivestire un caminetto elettrico già presente in casa oppure come un originale ripiano su cui collocare i propri soprammobili preferiti. È possibile poggiarvi anche oggetti più ingombranti, tipo un televisore, tenendo conto che la profondità della parte superiore è di 26 cm. In questo caso, però, l’azienda produttrice consiglia di fissare la cornice al muro con dei tasselli.

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Camino bifacciale

 

12. La Nordica Focolare a Legna 80 Bifacciale Hybrid

 

Il modello che consigliamo di prendere in considerazione qui è un camino bifacciale, una soluzione che quando viene adottata assicura uno straordinario impatto scenografico all’interno dell’abitazione. Questi modelli, infatti, si inseriscono tra due ambienti rendendo visibile la fiamma da due stanze contemporaneamente, un effetto unico ed esclusivo, adorato dagli arredatori d’interni.

Questo modello, nello specifico, è realizzato da La Nordica, un’azienda che abbiamo già visto e che è spesso presente nelle classifiche dei sistemi di riscaldamento a legna, cioè il combustibile che serve per alimentare questo camino.

Si tratta di un modello da 10,2 kW in grado di riscaldare un ambiente di 292 metri cubi, cioè circa 110 mq considerando un’altezza del soffitto di 2,7 metri.

I materiali utilizzati sono di qualità, il camino è in classe energetica A+ e ha tre stelle Aria Pulita che certifica livello di emissioni e rendimento, pari all’83%. Spicca la presenza dell’apertura saliscendi di una porta e dell’apertura a libro dell’altra.

Dal punto di vista tecnologico, questo camino vanta, tra l’altro, un sistema di prese che preleva l’aria direttamente dall’esterno, non esaurendo quella del locale dove si soggiorna; un sistema che evita la formazione di depositi sul vetro; un sistema radiante efficace che diffonde rapidamente ed efficacemente il calore nella stanza.

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Accessori camino

 

Legna per camino

 

Delegn Legnetti Accendifuoco di Abete Larice

 

Questa è legna per camino che ha la funzione non di tenerlo vivo ma di accendere il fuoco, un’operazione spesso non facile se si vuole usare la legna e non altri sistemi chimici perché la presenza eccessiva di umidità o la legna non adatta la complicano e la ritardano.

Problemi che non si verificano con questi legnetti di abete e larice tagliati perfettamente, con diversi spessori e lunghezza di 16 cm che vengono venduti in una pratica cassetta, anch’essa di legno. Si tratta di legna pulita, ben essiccata, priva di segatura, un prodotto di qualità, insomma, che non ha deluso i consumatori.

La cassetta è riutilizzabile, mentre i legnetti possono essere usati per il camino ma anche per stufa o barbecue. È insomma una valida soluzione per chi non sa quale legna per camino comprare. La cassetta è da 5 kg: acquistandone di più si risparmia.

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Parascintille camino

 

Artigian Ferro 685 Parascintille, Ferro Battuto

 

Si tratta di un parascintille per camino non banale perché realizzato in ferro battuto con una gradevole decorazione floreale al centro. È un modello di colore nero che misura 62 x 45 cm ed è leggermente curvo, l’ideale soprattutto per i camini ad angolo.

La maggior parte degli utenti l’ha trovato solido e stabile grazie ai piedini alla base. Le dimensioni sono ridotte, quindi va bene per camini non troppo grandi; non avendo alette laterali richiudibili si solleva e si maneggia con facilità.

Il prezzo contenuto e l’efficace schermatura che assicura spiegano il notevole apprezzamento da parte degli utenti.

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Vetro per camino

 

Cruccolini Parascintille Style in Cristallo

 

Una soluzione interessante per parare le scintille potrebbe essere impiegare un vetro per camino come questo modello Style prodotto artigianalmente dall’italiana Cruccolini.

Un vetro del genere, pur assicurando la necessaria protezione dalle scintille, non nasconde il fuoco come i classici parascintille e permette di godersi tutta la bellezza della legna che arde.

Si tratta di un modello che misura 60 x 44 cm, mentre la profondità, considerando i piedini, è di 13 cm. Il vetro è invece spesso 8 mm. I piedini su cui poggia il vetro sono in ferro forgiato e assicurano la necessaria stabilità.

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Guida per comprare un camino

 

In questa guida non ci occuperemo di camini in pietra, in muratura o termocamini che necessitano di complessi lavori edilizi che solo gli esperti possono realizzare. Ecco invece le tipologie di camino più gettonate, di cui in alto potete leggere le nostre recensioni con prestazioni offerte e indicazioni su dove acquistare i vari modelli al miglior prezzo.

 

 

Camino a gas

Ci sono due tipi di camini a gas: quelli alimentati a metano/GPL e quelli alimentati a bioetanolo. I primi sono meno diffusi sul mercato, del resto hanno un costo decisamente superiore a quello degli altri ma possono comunque rappresentare una valida alternativa in quegli ambienti dove non è possibile o non si vuole installare un camino tradizionale.

A loro volta, i camini a gas si distinguono in due tipologie: i modelli a tenuta stagna prelevano l’aria necessaria per la combustione all’esterno dell’abitazione, gli altri – detti di tipo B – prelevano l’aria dall’ambiente in cui sono collocati ed espellono l’aria combusta all’esterno tramite una cappa.

Questi camini, pur essendo meno complessi di un modello tradizionale, devono comunque essere installati da personale qualificato.

Diverso è il discorso per i camini a bioetanolo – il gas ricavato dalla fermentazione delle biomasse – che non presentano problemi di nessun tipo per quanto riguarda l’installazione. Si tratta, infatti, di stufe che hanno esteticamente l’aspetto di un camino ma, come le normali stufe a gas, non devono essere collegate a canne fumarie, prese di corrente o altro.

Si possono collocare ovunque in casa e se si decide di cambiare posizione basta sollevarli e spostarli, versare il gas liquido o in gel all’interno e accendere il camino/stufa.

 

Camino a biomassa e inserti

In questa sezione facciamo riferimento a un solo tipo di biomassa e, cioè, il pellet. Si tratta di cilindretti ricavati dalla lavorazione della segatura e di scarti di falegnameria. Questo materiale viene essiccato, ulteriormente lavorato e venduto spesso in sacchi da 15 kg.

Il pellet non è tutto della stessa qualità, quello migliore – cioè quello che presenta pochi residui di segatura nel sacco e che produce meno cenere – lo si riconosce dall’etichetta che indica l’efficienza: sono migliori, nell’ordine, i pellet A1, A2, B. Il marchio ENplus è un altro elemento che garantisce la qualità del prodotto.

Come le stufe e le caldaie a pellet, anche i camini sono sistemi di riscaldamento moderni, molto più efficienti di quelli tradizionali con tiraggio naturale. Sono controllati elettronicamente, dosano in automatico la giusta quantità di aria e combustibile, possono essere programmati e perfino controllati da remoto. Generalmente hanno anche sistemi di autodiagnosi e altre funzioni.

Trattandosi di sistemi che utilizzano combustibile naturale rinnovabile, permettono anche di accedere alle detrazioni fiscali statali.

Questi modelli sono generalmente inserti camino, cioè prodotti che vanno inseriti nel vano lasciato da un camino preesistente che si desidera smantellare ma possono essere usati naturalmente anche per la realizzazione di nuovi caminetti. Il potere scaldante dei camini a pellet è notevolmente superiore a quello dei camini a bioetanolo.

 

Scenografici

Nella sezione in alto, analizzando da vicino alcuni modelli, ne abbiamo incrociato alcuni che spiccano per il design e per l’effetto scenografico che assicurano: questo è un altro parametro per molti più importante dell’efficienza o dell’alimentazione del camino.

In particolare, potrebbero rivelarsi di grande interesse i modelli a bioetanolo da applicare a parete come fossero dei quadri, semplicemente fissandoli con dei comuni tasselli. In alternativa, esistono anche modelli a incasso, cioè studiati per essere incassati all’interno della parete, non all’esterno, in una cavità già presente o da ricavare.

Altra alternativa di indubbio impatto scenografico è costituita dai camini bifacciali, cioè da quei modelli, alimentati a biomasse o a gas, che si inseriscono all’interno di una parete divisoria; hanno due sportelli e permettono di vedere la fiamma da entrambe le stanze.

Nel caso dei camini a bioetanolo semplici, è possibile inserire ciottoli e legnetti finti che aumentano considerevolmente il realismo dell’installazione.

 

 

Detrazioni fiscali

Come accennato in precedenza, chi acquista un caminetto alimentato a biomasse ha diritto a un’agevolazione fiscale, cioè a uno sconto sull’IRPEF. A questo incentivo sono ammessi privati ed aziende – in questo caso la detrazione è a valere sull’IRES – e, per le biomasse, è del 50% rispetto alle spese sostenute, salvo cambiamenti legislativi successivi.

In questa sede rileviamo sommariamente che l’utente deve presentare all’Enea entro 90 giorni dall’intervento l’asseverazione del tecnico qualificato che ha installato l’impianto e la scheda informativa compilata.

L’intervento deve essere in sostituzione di un vecchio impianto o una nuova installazione in un edificio esistente, non in un edificio in costruzione.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona un camino a bioetanolo?

È semplicissimo. Una volta scartato dalla confezione, non va collegato alla presa di corrente né alla canna fumaria perché ha bisogno di una presa d’aria esterna, basta collocarlo nella zona dell’abitazione prescelta e se si cambia idea lo li solleva e lo si colloca altrove, anche in caso di trasloco. Chi vuole acquistare un modello a parete, dovrà fissarlo come un quadro, con dei normali tasselli a espansione.

Per chi non sa come accendere il camino a bioetanolo, anche qui si tratta di un’operazione facile e alla portata di tutti: basta comprare e inserire il combustibile liquido o in gel e accendere con un accendifiamma.

 

Quanto costa un camino?

In questa pagina non ci siamo occupati di camini tradizionali in muratura o in pietra che vanno costruiti da professionisti e richiedono interventi edilizi.

Se rimaniamo nell’ambito dei modelli a bioetanolo visti in alto, quelli piccoli con bruciatore da 1,5 o 3 litri costano circa 100 euro: tanto costa un camino moderno o classico a bioetanolo, a pavimento o sospeso a parete. Il prezzo sale di qualche decina di euro se si punta su un modello più grande.

Per quanto riguarda i camini elettrici, il prezzo sale a 200 euro per quelli semplici, arrivando a 300, 400 e oltre per quelli più grandi, con cornice e meglio rifiniti.

Nel caso degli inserti camini a pellet, superiamo i 2.000 euro ma è possibile ottenere una detrazione fiscale. Gli inserti rappresentano inoltre una soluzione molto gettonata per chi non sa come trasformare un camino a legna in pellet.

 

Come rivestire un camino?

Nel caso di un camino elettrico o a bioetanolo che non sia di design, occorrerà molto probabilmente acquistare una cornice – qualora non sia già inclusa nella dotazione – della stessa misura: si tratta di camini finti che possono essere usati anche come mensole originali sulle quali appoggiare qualche soprammobile, portafoto o altro. Per chi non sa cosa mettere nel camino, spento o acceso, per abbellirlo, si possono acquistare ciottoli e legnetti finti che aumentano il realismo facendo assomigliare maggiormente questi modelli a un camino tradizionale.

Esistono cornici di vari materiali che possono decorare splendidamente un camino a parete, a incasso o bifacciale rendendo l’effetto ancora più scenografico.

 

Quali accessori/attrezzi servono? Dove buttare la cenere?

Per i camini elettrici e a bioetanolo non occorrono accessori o attrezzi particolari. Per i modelli a pellet, bisognerà solo munirsi di una paletta per inserire il pellet e raccogliere la cenere. A proposito, la cenere del camino dove si butta? Le risposte sono due: nella frazione umida/organica oppure nell’orto, nelle piante da giardino o da terrazzo per essere usata come fertilizzante. Alcuni usano la cenere come disinfettante e per pulizia.

Per i camini a legna serve poi un parascintille che può essere di metallo o di vetro temperato e un kit di attrezzi, spesso venduti insieme, che sono paletta, scopettina, pinza e attizzatoio. Non deve mai mancare un portalegna, mentre molti usano un braciere/griglia o degli alari per camino che servono per mantenere la legna sollevata, permettere una migliore ossigenazione ed evitare che i pezzi cadano.

 

 

Costi di gestione, manutenzione, controllo e pulizia periodiche: quali sono i pro e i contro che derivano dall’uso del più tradizionale dei focolari

 

L’essere umano ha sempre avuto una particolare fascinazione per il fuoco, fin dalla sua prima scoperta. Grazie al fuoco era possibile cuocere il cibo e permettere la sua conservazione. Il calore generato permetteva di sopravvivere durante l’inverno, e le fiamme hanno contribuito alla convivialità e alla creazione di forti legami familiari, al punto da divenire un’icona espressiva nella cultura dell’intero genere umano: il focolare domestico.

In passato il camino a legna era il metodo più comune e diffuso per il riscaldamento delle abitazioni, quindi era uso comune includerlo direttamente a partire dalle fasi di disegno e progettazione della casa.

Nell’era moderna però, soprattutto nelle aree più sviluppate tecnologicamente e più densamente abitate, come le grandi metropoli, installare in casa il classico camino a camera aperta alimentato a legna è diventato alquanto problematico, se non addirittura impossibile, per un’ampia serie di ragioni.

 

I Pro:

 

Costo della legna

I motivi per cui il camino a legna è ancora desiderato da molti sono diversi, il primo dei quali è rappresentato dal costo del combustibile. La legna da ardere ha il pregio di possedere un prezzo accessibile infatti, oltretutto stabile e poco soggetto a fluttuazioni consistenti.

La qualità mista “taglio camino”, cioè spaccata in pezzi di lunghezza variabile dai 40 ai 50 centimetri, può costare dagli 8 ai 10 euro al quintale, il “taglio stufa” invece, con pezzi più sottili e lunghi dai 20 ai 25 centimetri, è disponibile dai 10 ai 12 euro quintale, mentre la legna pregiata ha un costo che si aggira dai 15 ai 20 euro al quintale.

Se l’abitazione è situata in una zona dove è possibile la realizzazione di un camino a legna, quindi, questo rappresenta la soluzione migliore dal punto di vista dei consumi, specialmente se si sceglie di realizzare la versione a camera chiusa, e cioè il termocamino. Quest’ultimo, infatti, è chiuso da uno sportello di vetro a tenuta termica, che sigilla la camera di combustione senza ostacolare la visione delle fiamme. In questo modo il calore prodotto non si disperde, ed è interamente utilizzato per riscaldare l’ambiente in modo uniforme riducendo in maniera notevole il consumo di legna.

Un ulteriore vantaggio del termocamino è quello di poterlo collegare ai tubi dell’acqua e usarlo per la produzione di acqua calda sanitaria, per esempio, o per scaldare l’acqua dei termosifoni.

 

 

Estetica

L’estetica è un altro fattore di primaria importanza, visto che il camino genera un notevole impatto sull’arredamento della stanza dove si sceglie di collocarlo, che si tratti della cucina o di un ampio salone.

Parlando di cucina, l’ulteriore vantaggio dei camini a camera aperta è quello di poter essere realizzati in modo da poterli usare anche per cucinare, con un disegno particolare che ne esalti le qualità rustiche magari, con un’apertura ampia che permetta di usare la griglia, le padelle e le pentole al suo interno. In un ampio salotto, invece, è possibile adattare le forme del camino al tipo di arredamento scelto, senza essere costretti a dover optare per forza verso uno stile classico o rustico.

Tornare a casa ed essere accolti da un bel camino, anche quando è spento, dà sempre un senso di grande soddisfazione e calore familiare, oltre a rendere più gioiose le riunioni tra amici o parenti.

 

La magia del fuoco

La suggestione prodotta dalle fiamme danzanti e un’altra delle sue attrattive, e forse la più grande, come accennato anche in precedenza. Stare seduti a riscaldarsi davanti al fuoco acceso, magari assaporando una tazza di tè in compagnia di una persona cara, o anche da soli, è un piacere speciale che i moderni impianti di riscaldamento non sono in grado di offrire in alcun modo.

 

I Contro:

 

La cenere

Il primo degli svantaggi che si tira in ballo solitamente, quando si parla del camino a legna, è la cenere prodotta dalla legna bruciata e la relativa pulizia della stessa, sia nella camera di fuoco sia nel tubo di scarico dei fumi.

Normalmente e già con il semplice uso, infatti, se il camino è a camera aperta, la polvere che si deposita nella stanza è maggiore rispetto al resto della casa, soprattutto durante la stagione invernale quando il camino viene acceso tutti i giorni.

Almeno due volte all’anno, inoltre, bisogna eseguire la pulizia della canna fumaria, che va fatta seguendo una procedura ben precisa allo scopo di ridurre al minimo la dispersione delle ceneri nell’aria. Questa procedura, oltre a dover usare cautela a causa delle polveri, va fatta con attenzione perché bisogna salire sul tetto, quindi è preferibile lasciare che sia del personale specializzato a occuparsene, e intervenire personalmente solo se si ha una certa manualità e padronanza di sé, facendo comunque attenzione a munirsi di occhiali di protezione e maschera dotata di filtri antipolvere.

La pulizia del camino e della canna fumaria sono di estrema importanza, per quanto possano rappresentare un momento irritante nella routine della vita domestica a causa del trambusto e della sporcizia che si creano in casa per il periodo necessario all’operazione, se questa non viene regolarmente eseguita i rischi che si corrono sono tutti potenzialmente estremi, dall’avvelenamento da fumo causato dal tiraggio insufficiente fino al rischio di incendio.

 

 

I fumi di combustione

Se la cenere è un problema con cui fare i conti soltanto periodicamente, i fumi prodotti dalla combustione rappresentano invece una realtà con cui combattere ogni volta che si accende la fiamma nel camino.

I fumi di combustione della legna da ardere, infatti, sono quelli che pesano maggiormente sulla bilancia delle emissioni globali, e sono quindi una delle cause primarie dell’inquinamento da polveri sottili, tecnicamente definite con la sigla PM10. Anche assicurandosi l’efficienza costante del tiraggio della canna fumaria, con regolare manutenzione e pulizia, i fumi della legna bruciata vengono dispersi nell’ambiente senza alcun trattamento previo possibile, creando una seria minaccia per l’ambiente e per il genere umano.

Per quanto possa apparire romantica e suggestiva l’idea di possedere un camino a legna quindi, dalla prospettiva del rispetto dell’ambiente e della lotta contro l’inquinamento, risulta la meno nobile e virtuosa delle scelte.

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

El Fuego AY0621 Camino Elettrico ‘Chiglia’, 750 W/1500 W

 

Qui parliamo di un camino elettrico che andrà quindi collegato a una presa di corrente per funzionare. Non va montato, è subito pronto all’uso. È dunque simile a una stufa, anche per quanto riguarda i consumi visto che è possibile scegliere due livelli di potenza: 750 e 1.500 watt.

L’elemento che pare aver colpito maggiormente i consumatori è l’estetica: questo caminetto riproduce infatti un classico camino rustico realizzato con mattoni anche se, in questo caso, i mattoni sono di resina. Particolarmente suggestiva è la legna all’interno con la fiamma che arde e che accentua ulteriormente il senso di realismo. È anche possibile attivare l’opzione per cui si vede solo la fiamma che arde senza che il camino produca calore. Naturalmente, legna e fiamma non sono veri.

Si tratta di un modello poco ingombrante che misura solo 65 x 67 (h) x 28 cm. Sulla parte superiore è anche possibile appoggiare qualche soprammobile. Non si registrano commenti particolarmente negativi per quanto riguarda la rumorosità: il camino è stato giudicato complessivamente silenzioso.

Il telecomando non è incluso e non è presente nemmeno il termostato; in generale questo modello è stato molto apprezzato dai consumatori, anche se è soggetto a una forte, fastidiosa e difficilmente comprensibile oscillazione di prezzo.

 

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maurizio
maurizio
6 months ago

bUONGIORNO
Desidererei installare un camino (con cornice in mediodensity) su una parete con librerie. Siccome mi arriva il Gas Metano, sarebbe bello poterlo utilizzare. Esiste un sistema, anche a censione manuale (tipo quella del gas per cucinare)? Ho anche la canna fumaria e va in un locale ampio e ventilato con molte finestre.
Vedo solo bioetanolo..ma preferirei il cas