La canna fumaria: requisiti, pulizia e manutenzione

Ultimo aggiornamento: 17.08.19

 

Piccola guida esplicativa sugli interventi necessari per assicurare il corretto funzionamento dell’impianto di scarico dei fumi e il mantenimento della sua conformità alle normative vigenti

 

La canna fumaria, o camino che dir si voglia, è l’elemento destinato a convogliare verso l’esterno i fumi prodotti dalla combustione che avviene all’interno della camera di fuoco.

Tradizionalmente veniva realizzata in mattoni, oppure pietra, legati insieme con la malta, mentre di recente si preferisce soprattutto l’uso di tubazioni metalliche, oppure di materiale refrattario, che sono disponibili sul mercato in sezioni di lunghezza variabile a seconda del modello o delle specifiche richieste dell’acquirente.

Le più diffuse però rimangono quelle in acciaio inox coibentate, a parete singola o doppia parete, perché sono molto economiche e si possono trovare a un prezzo che va dai 10-15 fino ai 20-25 euro a sezione, a seconda della ditta produttrice. Le canne fumarie in materiale refrattario, invece, tendono a essere decisamente più costose, dai 50 ai 100 euro a sezione quelle coibentate; il costo sale dai 400 ai 1.300 euro e oltre a sezione, invece, per le canne fumarie refrattarie che invece della coibentazione sono inserite in camicie di materiali cementizi.

 

Le norme da rispettare e l’installazione

Gestire una canna fumaria significa innanzitutto dover rispettare una serie di norme ben precise, che riguardano sia l’installazione e il montaggio sia la manutenzione e la pulizia periodica da effettuare, per evitare il rischio di incendio della canna.

Per quanto concerne il montaggio ex novo o la ristrutturazione di impianti preesistenti, la legge impone degli standard ben precisi che devono essere rispettati per ottenere l’autorizzazione a installare il sistema di scarico dei fumi di combustione, e il primo obbligo è quello della verticalità.

Per consentire che il tiraggio naturale avvenga in maniera corretta, senza creare correnti convettive che potrebbero far rifluire i fumi all’interno dell’abitazione, la canna fumaria va rigorosamente posta perpendicolarmente alla camera di combustione, e deve proseguire il suo percorso in verticale, preferibilmente all’esterno dell’immobile, fino a spuntare al di sopra del tetto dove dovrà raggiungere la quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente nel comune dove è situato l’immobile.

 

 

In alcuni casi particolari, qualora fosse richiesto a causa di particolari condizioni architettoniche, è possibile installare almeno una sezione di tubo con una inclinazione non inferiore ai 45 gradi. È assolutamente proibito dalla nuova normativa, però, l’installazione di una canna fumaria collettiva negli immobili condominiale, alla quale poi collegare le sezioni dei camini di ogni singola abitazione dell’edificio; ogni impianto di riscaldamento deve possedere il proprio sistema di tiraggio e scarico dei fumi.

Sia nel caso di una nuova costruzione sia per una di vecchia data in fase di ristrutturazione, a prescindere se si tratta di una singola unità abitativa o di un condominio, l’installazione dell’impianto di scarico dei fumi va eseguita dal personale tecnico autorizzato, quindi bisogna rivolgersi a una ditta specializzata, meglio ancora se in possesso delle certificazioni richieste dalle normative vigenti.

Al termine dei lavori infatti, la ditta provvederà a rilasciare una documentazione che attesta l’avvenuto completamento dei lavori, la verifica e il collaudo, oltre al contratto per la manutenzione periodica richiesta. Questa documentazione, oltre a garantire che l’impianto è a realizzato nel pieno rispetto delle normative imposte dalla legge, vi permetterà anche di ottenere delle detrazioni fiscali sulle spese di acquisto, montaggio e installazione, detrazioni che per altro sono molto consistenti.

 

Manutenzione e pulizia

Una volta installata e avviato l’impianto di riscaldamento, la canna fumaria avrà bisogno di essere sottoposta a un regolare controllo e pulizia per ragioni di estrema importanza. Una parte del sottile particolato contenuto nei fumi di combustione infatti, comunemente definito fuliggine, tenderà inevitabilmente ad attaccarsi alle pareti del tubo e, col passare del tempo, arrivare a ostruire parti del suo percorso e ridurre l’efficienza nel tiraggio.

Quando le polveri sottili si accumulano per troppo tempo si rischia addirittura l’incendio della canna fumaria, un eventuale incidente da non sottovalutare perché le fiamme potrebbero venire risucchiate dalle correnti convettive all’interno del tubo. Nel caso in cui la canna fosse collegata a un camino a camera aperta il fuoco potrebbe riversarsi all’interno dell’abitazione, mentre se l’impianto è a camera chiusa potrebbe raggiungere l’interno del generatore di calore e, a seconda del combustibile usato, rischiare di farlo esplodere.

Le operazioni di controllo e pulizia vanno eseguite almeno una volta all’anno, due volte in caso di camini a legna, ed è consigliabile affidarsi a personale specializzato; per le ragioni esposte in precedenza, inoltre, è preferibile che a farlo sia lo stesso che ha provveduto all’installazione dell’impianto.

Nel caso in cui la vostra abitazione sia situata in una zona a bassa densità demografica invece, come un piccolo comune o una zona rurale, e l’immobile sia una singola unità abitativa oppure un quadrifamiliare, tanto per fare un esempio, dove l’impianto è un camino a camera aperta con un tiraggio di modesta estensione, allora potreste anche fare a meno del personale specializzato e provvedere personalmente, tenendo conto che parte del lavoro andrà fatta sul tetto però.

 

 

Come eseguire da soli la pulizia

Controllo e pulizia vanno ovviamente effettuati a camino spento e freddo, per il primo basta aprire la piccola botola posta sulla sommità della camera di fuoco e ispezionare la base del tubo di tiraggio. Per questa operazione potete aiutarvi con una torcia e uno specchietto, in modo da non dovervi infilare con la testa nel camino.

Prima di procedere alla pulizia, da effettuare dal tetto usando attrezzature economiche reperibili in qualsiasi ferramenta oppure online, è bene provvedere a sigillare la camera di combustione con un pannello, un telo di plastica e del nastro adesivo da imballaggi. In questo modo le polveri, cadendo, resteranno all’interno della camera e non si diffonderanno nell’ambiente domestico. A questo scopo è consigliabile anche coprire i mobili e le suppellettili nella stanza interessata, per maggior cautela.

Una volta sicuri di aver pulito a dovere le pareti della canna fumaria è meglio lasciar passare dalle 24 alle 36 ore, come minimo, prima di riaprire la camera di fuoco. Nel fare ciò è bene usare la dovuta attenzione ed evitare di smuovere troppo la polvere accumulata al suo interno. Questa dovrà essere poi rimossa con attenzione, e raccolta in un contenitore o busta di plastica per essere poi smaltita.

Va da sé che durante tutta l’operazione è consigliabile proteggersi con una tuta, oppure abiti da lavoro, occhiali di protezione e mascherina con filtri antipolvere, per evitare che questa possa entrare negli occhi o essere respirata.

 

 

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