Lo scaldabagno elettrico e i consigli per una gestione economica

Ultimo aggiornamento: 14.09.19

 

Tutti gli accorgimenti e le abitudini che vi permetteranno di ridurre in maniera più o meno consistente il consumo di elettricità

 

Lo scaldabagno è un dispositivo che trae il suo nome dal fatto che, in origine, veniva installato esclusivamente nelle stanze da bagno delle abitazioni, al fine di garantire la produzione di acqua calda sanitaria. Nel periodo storico in cui venne progettato e messo a punto, infatti, non esistevano impianti di riscaldamento per l’acqua di altro genere, e men che meno la necessità di produrla per impieghi che fossero diversi dall’igiene personale.

Nel corso del tempo sono state prodotte numerose versioni di questo apparecchio, a seconda delle diverse applicazioni ed esigenze, ma i modelli più diffusi rimangono soprattutto quelli alimentati a gas e gli scaldabagni elettrici.

 

I modelli elettrici

Quest’ultimo, in particolare, ha goduto di un grossa popolarità grazie alle sue caratteristiche distintive, e cioè la facilità di utilizzo e di installazione. Per installare uno scaldabagno elettrico, infatti, basta semplicemente fissarlo a una parete e collegarlo alla rete elettrica.

Il suo funzionamento è basato sull’effetto Joule, che sfrutta il passaggio di corrente in un elemento circuitale per trasformare la potenza elettrica in energia termica.

 

 

Nel caso specifico dello scaldabagno, l’elemento circuitale è rappresentato dalla serpentina, costituita da un resistore che sviluppa il calore, ceduto poi all’acqua contenuta nel serbatoio. Nell’elettrodomestico è inserito un termostato che tiene sotto controllo la temperatura dell’acqua e regola l’accensione e lo spegnimento della serpentina, al fine di mantenere sempre la scorta d’acqua nel serbatoio a una temperatura compresa tra i 35 e i 60 gradi.

Quello che abbiamo appena descritto è il più classico degli scaldabagni elettrici, e cioè il modello ad accumulo, esistono però anche le versioni a produzione istantanea e i modelli a pompa di calore che rappresentano la nuova generazione di scaldabagni.

Le differenze tra loro sono dovute soprattutto al principio di funzionamento, che influisce sul consumo di elettricità dell’apparecchio. I modelli ad accumulo, infatti, entrano in funzione quando il serbatoio si riempie e si spengono non appena l’acqua ha raggiunto la temperatura impostata. Il tempo necessario a riscaldare l’acqua può variare in funzione della potenza d’esercizio dello scaldabagno e della capacità del suo serbatoio, oscillando dai 45 minuti a un’ora e mezza circa, poi bisogna considerare i periodi di tempo in cui l’elettrodomestico si riaccende per evitare che l’acqua nel serbatoio si raffreddi.

Complessivamente, quindi, lo scaldabagno elettrico ad accumulo può funzionare in media fino alle 5-6 ore al giorno se la famiglia e mediamente numerosa e l’acqua calda viene usata più spesso, il consumo elettrico, quindi, e chiaramente notevole.

Lo scaldabagno elettrico istantaneo, invece, riscalda soltanto l’acqua che viene utilizzata nel momento in cui serve. Non avendo una scorta d’acqua da mantenere a una certa temperatura, quindi, entra in funzione solo ed esclusivamente quando andiamo ad aprire il rubinetto dell’acqua calda.

Lo svantaggio di questo tipo di apparecchio, però, è rappresentato dall’assorbimento di potenza richiesto per riscaldare l’acqua in modo istantaneo. Se un normale boiler ha un assorbimento medio variabile da 1.000 a 2.000 Watt, infatti, un boiler con produzione istantanea ha un assorbimento medio che può variare dai 3.000 ai 10.000 Watt a seconda del modello scelto. Ragion per cui, anche se lo scaldabagno istantaneo entra in funzione soltanto all’occorrenza e per il tempo necessario, in ogni caso è caratterizzato da un consumo che è dalle tre alle cinque volte superiore rispetto a quello ad accumulo.

 

Il risparmio energetico come obiettivo

Gli scaldabagni elettrici di nuova generazione invece, progettati per ridurre il più possibile il consumo elettrico, sono basati sui modelli ad accumulo. La differenza sostanziale è che, oltre alla serpentina, sono dotati anche di una pompa di calore.

Quest’ultima, alle basse temperature, è più efficiente e consuma meno della resistenza elettrica, quindi provvede alla fase iniziale del riscaldamento portando la temperatura dell’acqua fino a 55 gradi circa. A quel punto la pompa di calore si disattiva ed entra in funzione la normale resistenza, che al contrario della pompa è molto più efficiente alle alte temperature ed effettua il riscaldamento finale portando l’acqua fino a 80 gradi, in modo da sterilizzarla dai batteri della Legionella.

A prescindere dalla tipologia però, come si può intuire da quanto detto finora il problema principale dello scaldabagno elettrico è rappresentato dai costi di gestione, a causa dell’elevato consumo elettrico. Ecco perché la prima regola da seguire, per cercare di ridurre le spese, è quella di installare questo tipo di elettrodomestico soltanto in abitazioni dove l’uso di altri elettrodomestici rilevanti e il consumo generico di elettricità è ridotto.

Nel caso in cui, per diverse ragioni, non se ne possa fare a meno e si debba installare uno scaldabagno elettrico in una casa dove risiede una famiglia numerosa, allora è bene cercare di acquisire delle abitudini che possano contribuire a evitare gli sprechi e a ridurre il consumo elettrico.

 

 

Il primo consiglio è relativo all’isolamento termico dell’apparecchio, bisogna evitare di installarlo nei pressi di una finestra o su una parete che comunica direttamente con l’esterno, dato che tenderà a essere più fredda e umida rispetto alle pareti interne.

È importante anche collocarlo nelle immediate vicinanze degli elettrodomestici e degli impianti che dovrà servire, dal momento che l’acqua tende a disperdere il calore accumulato durante il passaggio nei tubi, e di conseguenza a sprecare energia.

Installate un timer, un interruttore a tempo da applicare direttamente sulla presa di corrente, oppure collegate lo scaldabagno a una Smart Plug. Questi dispositivi sono di grande aiuto nel tenere sotto controllo il funzionamento dell’elettrodomestico e permettono di programmare accensione e spegnimento a orari prestabiliti, oppure di poterlo controllare anche dai dispositivi mobili tramite app, in modo da poterlo spegnere o accendere ovunque ci si trovi.

Un altro modo per consumare meno elettricità è quello di fare un uso oculato dell’acqua calda, quindi sacrificate i bagni in vasca, che richiedono dagli 80 ai 150 litri d’acqua, in favore delle docce, che in media richiedono dai 25 ai 35 litri d’acqua soltanto, inoltre cercate di prendere l’abitudine di chiudere i rubinetti mentre vi insaponate le mani o vi lavate i denti, aprendo l’acqua soltanto per bagnarvi e per risciacquarvi.

 

 

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