Acqua calda nella seconda casa al mare, quale impianto conviene?

Ultimo aggiornamento: 14.09.19

 

Una panoramica sui diversi modelli di scaldabagno attualmente disponibili sul mercato, e su quale conviene installare in una seconda abitazione

 

La scelta del tipo di impianto da installare in una seconda casa destinata alle vacanze è una questione a dir poco delicata e da ponderare con estrema attenzione, soprattutto dovendo considerare il fatto che la seconda abitazione viene usata soltanto dai due ai tre mesi all’anno, e quindi per la maggior parte del tempo l’impianto rimane inutilizzato.

Le soluzioni possibili sono diverse: scaldabagno ad accumulo oppure istantaneo, elettrico, a gas, a pompa di calore oppure un impianto solare termico, magari integrato una caldaia che possa fornire anche il riscaldamento, nel caso in cui l’abitazione venga utilizzata anche per le vacanze invernali. Ogni soluzione ha i suoi pro e i suoi contro, soprattutto in base alla frequenza d’uso della seconda abitazione, quindi adesso cercheremo di capire quali sono le differenze tra le varie tipologie di impianto e quale tra queste potrebbe soddisfare al meglio le vostre esigenze.

Prima di procedere alla scelta dello scaldabagno, però, è bene stabilire innanzitutto la capacità necessaria alle proprie esigenze, in modo da non ritrovarsi con un apparecchio insufficiente a coprire il reale fabbisogno. Più è numerosa la famiglia, infatti, tanto più grande dovrà essere il serbatoio. Un modello da 100 litri, per esempio, va bene per un nucleo familiare composto da quattro persone, nel caso in cui la famiglia sia più numerosa allora è bene orientarsi verso un modello da 150 litri, o anche di più a seconda delle esigenze.

Una volta stabilite le dimensioni e la capacità dell’apparecchio, quindi, rimane solo da scegliere la sua tipologia.

 

Scaldabagni a gas

Rappresentano una delle soluzioni preferite dai consumatori, sia per quanto riguarda i costi di acquisto e successiva gestione sia perché la produzione di acqua calda è praticamente istantanea e non richiede lunghi tempi d’attesa. È effettivamente vero che la spesa per l’acquisto di uno scaldabagno a gas non è eccessiva, visto che oscilla tra i 300 e i 600 euro circa a seconda del modello scelto, e senza contare le spese per l’installazione ovviamente. Inoltre è anche più economico nella gestione, in quanto il gas costa decisamente meno rispetto all’elettricità.

 

 

L’ulteriore vantaggio degli scaldabagni a gas è dato dalla scarsa manutenzione richiesta, si tratta infatti di apparecchi semplici che, a differenza delle caldaie a gas, sono privi di libretto d’impianto e non sono soggetti ai controlli periodici obbligatori.

Se la seconda casa non è servita dalla rete di distribuzione del metano, però, oppure è situata in una zona più o meno remota, potrebbe presentarsi il problema dell’approvvigionamento, del trasporto e dello stoccaggio delle bombole di gas GPL destinate al suo funzionamento.

 

Scaldabagni elettrici

Sono la soluzione più economica in assoluto, visto che la spesa complessiva tra acquisto e installazione raramente supera i 200 euro, purtroppo è di gran lunga meno virtuoso nei consumi.

Dal momento che lo scaldabagno è destinato alla casa delle vacanze, però, la scelta di un modello elettrico potrebbe rappresentare una soluzione ottimale.

Se l’abitazione è utilizzata soltanto durante la stagione estiva, infatti, alimentare le piastre di cottura e i principali impianti soltanto a corrente, anche se i consumi sono un po’ più alti, significherebbe eliminare altre spese e incombenze varie, come quelle relative al trasporto e allo stoccaggio delle bombole di gas per esempio.

In quest’ottica, volendo considerare l’acquisto di uno scaldabagno elettrico per una famiglia di quattro persone, un modello da 100 litri con una potenza da 1,5 kW risulterebbe la scelta ideale visto che lascerebbe ampio margine per l’utilizzo contemporaneo delle piastre di cottura a induzione, per esempio, o di altri dispositivi con minore assorbimento, come TV, computer e altri piccoli elettrodomestici.

Gli svantaggi di questa scelta sono legati innanzitutto al tempo di riscaldamento, dato che occorrono dalle due alle tre ore per riscaldare 100 litri con 1,5 kW di potenza, e alla dispersione termica dell’apparecchio stesso, espressa in kWh/24h. Questa è indicata tra le specifiche dell’elettrodomestico, quindi bisogna stare attenti a scegliere quello che riporta il valore di dispersione più basso possibile.

 

 

Scaldabagno elettrico a pompa di calore

Si tratta di una soluzione innovativa che permette di ottenere il triplo dell’energia termica rispetto alla potenza utilizzata. In parole povere, quindi, un apparecchio che assorbe 1,5 kW di energia elettrica è capace di restituire fino a 4,5 kW di energia termica, con una riduzione effettiva dei consumi energetici fino al 60-75% in meno rispetto a un normale scaldabagno elettrico (controllare qui la lista delle migliori offerte) . La pompa di calore, inoltre, può servire anche un impianto composito costituito da scaldabagno e caldaia a gas.

Se il risparmio energetico è in cima alla lista delle vostre priorità e la possibilità di integrare una caldaia a gas vi sembra auspicabile, allora si potrebbe considerare anche l’idea di installare un impianto solare termico con uno o due collettori e un serbatoio dalla capacità compresa tra i 150 e i 300 litri. I vantaggi di quest’ultima soluzione in particolare, risiedono nelle agevolazioni fiscali a cui è possibile accedere acquistando questo tipo di impianti, e nella drastica riduzione dei consumi energetici e dei relativi costi. La caldaia a gas inoltre, vi permetterà di riscaldare anche l’acqua del circuito dei termosifoni, in questo modo non avrete limitazioni di sorta e potrete usufruire della seconda casa sia durante la stagione estiva sia durante le vacanze invernali.

Lo svantaggio, invece, è dato soprattutto dall’entità dell’investimento iniziale richiesto, che seppur soggetto a detrazioni va comunque anticipato interamente. La spesa da sostenere, quindi, potrebbe oscillare da un minimo di 1.200 euro circa fino ai 5.500 euro e oltre, per quanto riguarda l’impianto solare termico, più altri 500-800 euro circa per la caldaia a gas; oppure, nel caso di uno scaldabagno a pompa di calore, dovrete considerare una spesa variabile dai 1.200 ai 2.800 euro circa, a seconda del modello scelto, escluse ovviamente le spese di installazione.

 

 

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