Lo scaldabagno a pompa di calore è davvero efficiente ed economico?

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Tutto quello che c’è da sapere in merito ai vantaggi e agli svantaggi di questo sistema, per scoprire quanto è efficace e quanto si risparmia

 

Coloro che dipendono ancora dallo scaldacqua elettrico per la produzione dell’acqua calda sanitaria, sanno bene cosa significa dover combattere quotidianamente contro gli sprechi e cercare di ridurre il più possibile il consumo di energia. Purtroppo però, per una gran parte dell’utenza domestica, lo scaldabagno elettrico rappresenta ancora l’unica soluzione possibile per coprire il fabbisogno quotidiano di acqua calda.

Nell’ottica di una riduzione dei consumi, quindi, si può ricorrere a diverse soluzioni a partire da una gestione oculata tesa a evitare gli sprechi. Fare un uso moderato dell’acqua calda facendo la doccia al posto del bagno in vasca per esempio, oppure cercare di integrare ulteriori dispositivi allo scaldabagno, quali i timer, gli interruttori programmabili e le Smart Plug per il controllo remoto degli elettrodomestici, allo scopo di evitare che l’apparecchio rimanga acceso più del necessario.

 

La pompa di calore

Da qualche anno a questa parte, però, ha fatto la sua comparsa sul mercato un nuovo tipo di scaldabagno elettrico, e cioè quello che, oltre alla serpentina, integra anche una pompa di calore e che promette un’efficienza energetica di gran lunga superiore ai modelli tradizionali dotati della sola serpentina.

In Italia non sono ancora molto diffusi, per questa ragione c’è ancora una certa diffidenza e gli acquirenti sembrano essere intimoriti dalla presenza di un ulteriore dispositivo ad assorbimento elettrico che funziona insieme alla serpentina. In realtà, però, questi apparecchi sono estremamente efficienti e consumano fino al 70% di elettricità in meno rispetto ai modelli tradizionali, e il perché sarà presto spiegato.

 

 

Cominciamo innanzitutto col dire che quando si sente parlare di scaldacqua a pompa di calore, boiler a pompa di calore o scaldabagno a pompa di calore, si sta parlando sempre dello stesso tipo di elettrodomestico.

Per capire come funziona bisogna prima capire cos’è una pompa di calore, o termopompa che dir si voglia. Si tratta fondamentalmente di una macchina termica capace di trasferire il calore, l’energia termica appunto, da una sorgente a temperatura più bassa a una sorgente a temperatura più alta, utilizzando solitamente l’energia meccanica. Le pompe di calore installate sugli scaldabagni, nella fattispecie, utilizzano i cambiamenti di stato di un liquido refrigerante che scorre all’interno di un circuito chiuso.

Il circuito chiuso è composto da quattro elementi: un compressore, un condensatore, una valvola di espansione e un evaporatore. Sia il condensatore sia l’evaporatore sono costituiti da scambiatori di calore, il fluido frigorigeno quindi, scorrendo nel circuito arriva fino all’evaporatore dove cambia stato sottraendo calore dall’esterno, la sorgente fredda, tramite gli scambiatori. Il fluido quindi, trasformato in vapore, continua il suo viaggio fino al condensatore, dove cambia nuovamente stato cedendo il calore all’acqua contenuta nel serbatoio.

 

Diamo i numeri

L’efficienza della pompa di calore è misurata dal coefficiente di prestazione C.O.P. Nello specifico, cioè, del rapporto tra l’energia fornita, quindi il calore ceduto all’acqua, e l’energia elettrica consumata nel processo. Il C.O.P delle pompe di calore è variabile a seconda del tipo e delle condizioni di funzionamento, ma in media si attesta su valori prossimi a 3, ovvero 3 kWh di calore prodotti per 1 kWh di energia elettrica consumato.

Come mai allora, vi chiederete a questo punto, lo scaldabagno non utilizza soltanto la pompa di calore ma conserva anche la serpentina elettrica? La ragione è molto semplice e ha a che fare sempre con il risparmio e l’efficienza energetica.

La serpentina e la pompa di calore, nello scaldabagno, lavorano di concerto e in modo alternato, e la ragione di ciò risiede nel fatto che la pompa di calore è estremamente efficiente alle basse temperature, ma la sua resa cala drasticamente alle alte temperature.

La serpentina invece è diametralmente opposta, alle basse temperature rende molto meno di quel che dovrebbe, in relazione alla potenza assorbita, mentre alle alte temperature diventa più efficiente. Negli scaldabagni elettrici a pompa di calore, quindi, la pompa provvede al riscaldamento iniziale dell’acqua portandola fino a una temperatura tra i 55 e i 60 gradi, a quel punto si disattiva ed entra in funzione la serpentina, per completare il riscaldamento dell’acqua portandola a una temperatura di circa 80 gradi.

Il funzionamento della pompa di calore, però, dipende molto anche dalle caratteristiche climatiche del posto dove viene installata, dalle condizioni d’impiego e dalle caratteristiche tipologiche dell’edificio. Quando la temperatura scende in un arco compreso tra i -2 e i 2 gradi, infatti, la pompa di calore smette di funzionare in quanto la sua resa cala drasticamente. La brina che si forma durante il periodo invernale, inoltre, depositandosi sull’evaporatore ne pregiudica il corretto scambio termico. Le cose migliorano molto, però, se come sorgente fredda si usa l’acqua o il terreno al posto dell’aria.

Se si installa la pompa di calore in cantina, quindi, o nel locale caldaia dell’abitazione invece che all’esterno, il rumore e la condensa legati al funzionamento del dispositivo non danno problemi.

 

 

I conti in tasca

Per quanto riguarda il risparmio energetico invece, come abbiamo accennato anche in precedenza, lo scaldabagno a pompa di calore rappresenta una vera e propria evoluzione dei modelli tradizionali, sia energetica sia ecologica, e consente di risparmiare fino al 70% di elettricità. L’unica pecca, purtroppo, è data dal possedere un costo di gran lunga superiore rispetto ai boiler tradizionali; il prezzo medio di uno scaldabagno a pompa di calore da 80 litri, infatti, non è inferiore ai 1.000 euro.

Inoltre, come tutti gli impianti a produzione di calore di ultima generazione, è soggetto a un’accurata manutenzione volta a garantire il mantenimento delle prestazioni nel tempo. Nella fattispecie hanno molta importanza soprattutto gli interventi atti a garantire il buon funzionamento della pompa di calore, e cioè la pulizia periodica e accurata dell’evaporatore, del condensatore, dei filtri e del tubo di scarico della condensa, con la frequenza e le modalità riportate nel libretto di utilizzo e manutenzione dell’apparecchio.

 

 

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