Installazione e costo di un impianto fotovoltaico: cosa bisogna sapere

Ultimo aggiornamento: 03.03.24

 

Prima di affrontare questo passo è meglio valutare con estrema attenzione i pro e i contro; andiamo quindi ad approfondire l’argomento, dando un’attenta occhiata ai costi.

 

La produzione di energia elettrica mediante impianti solari è un argomento che sta particolarmente a cuore alla maggior parte degli italiani ormai, sia per una questione di sensibilità nei confronti dell’ambiente e dei danni prodotti dall’inquinamento, che ormai hanno raggiunto una proporzione tale da non poter più fare a meno di affrontare il problema, sia per i vantaggi che l’energia solare presenta dal punto di vista economico, soprattutto sui costi di gestione a lungo termine.

Di conseguenza sono in netta crescita i nuclei familiari che scelgono di affidarsi a un impianto fotovoltaico 3 kW per soddisfare i propri bisogni energetici, che possono spaziare dall’alimentazione dei tradizionali elettrodomestici a quella di un climatizzatore senza unità esterna

Prima di compiere questo passo però, bisogna valutare bene tutti gli aspetti correlati perché se è vero che il costo per kW dell’energia prodotta da un impianto a pannelli solari è decisamente inferiore rispetto a quello praticato da una qualsiasi società elettrica, anche se si tratta di un sistema fotovoltaico semplice, questi richiedono comunque un investimento iniziale abbastanza sostanzioso, e quindi non facilmente per tutti.

Per questioni legate soprattutto alle problematiche dell’inquinamento, in particolare per porre un freno alle emissioni che contribuiscono al riscaldamento globale, i vari governi fanno il possibile per promuovere lo sfruttamento di fonti di energia alternativa che siano ecosostenibile, come appunto il solare e l’eolico.

Anche il Governo italiano ha messo a punto e varato una serie di misure finalizzate incentivare la diffusione del solare, attraverso agevolazioni fiscali che prevedono la detrazione dalle tasse di buona parte dell’importo relativo alle spese di acquisto e installazione di un impianto fotovoltaico; chi è propenso a farlo, quindi, può ottenere un rimborso del 65% della spesa complessiva sotto forma di detrazione dall’IRPEF durante i dieci anni successivi all’installazione dell’impianto.

Queste misure hanno reso più facile scegliere di orientarsi verso la produzione autonoma di energia, inoltre contribuiscono anche ad ammortizzare la spesa più in fretta, anche se il periodo di tempo necessario allo scopo può variare in base a una serie di fattori più o meno complessa, e quindi in alcuni casi un impianto fotovoltaico dal costo elevato, in termini di investimento iniziale, potrebbe rivelarsi meno vantaggioso rispetto a un contratto di utenza con una società elettrica, che ha dei costi di gestione superiori ma differiti nel tempo. Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza su questo argomento decisamente delicato.

 

Pannelli fotovoltaici: costo

Il componente principale di un impianto solare fotovoltaico sono i pannelli ovviamente, ma in commercio ne esistono diverse tipologie che hanno caratteristiche e prezzi diversi. Fatta eccezione per i pannelli solari per camper e imbarcazioni, nonché quelli per uso outdoor in generale, la cui potenza raramente oltrepassa i 150 W per unità, quelli destinati agli impianti residenziali o commerciali hanno invece una potenza che può variare dai 100 ai 300 kW e oltre a seconda dei casi. Una ulteriore differenziazione sta nella composizione del silicio delle celle fotovoltaiche, che può essere monocristallino o policristallino.

I pannelli solari dal costo maggiore sono quelli realizzati con celle a base di silicio a struttura monocristallina, perché hanno un grado di purezza più alto e di conseguenza sono in grado di assicurare un rendimento maggiore in condizioni estreme, cioè sia alle basse temperature e sia quando l’intensità della luce solare è limitata a causa di condizioni atmosferiche avverse.

Le celle in silicio policristallino sono meno pure e quindi hanno un costo leggermente inferiore rispetto a quelle in silicio monocristallino; le loro prestazioni subiscono un netto calo in condizioni di freddo intenso e di scarsa luce solare, ma in compenso hanno il pregio di offrire un rendimento superiore perfino ai pannelli monocristallini quando la luce solare è intensa e la temperatura ambiente supera i 25°-30° C. La qualità di fabbricazione è un altro fattore di estrema importanza, i pannelli solari dai prezzi più alti sono realizzati con materiali migliori e hanno una maggiore durata.

Impianti fotovoltaici prezzi chiavi in mano

Il prezzo dell’impianto viene calcolato in base alla taglia, ovvero alla potenza che questo deve produrre, e varia dai 1.500 ai 2.500 euro per kWp (kilowatt picco) a seconda del tipo di pannelli scelti. Un impianto domestico da 3 kWp che arriva a produrre dai 3.000 ai 4.500 kWh all’anno, quindi, può avere un costo che oscilla dai 5.600 agli 8.000 euro circa, mentre le cifre possono raddoppiare per un impianto fotovoltaico 6 kW, con un costo oscilla dai 12.000 ai 16.000 euro circa a seconda dei casi.

I sistemi stand alone, invece, hanno un costo variabile dai 900 ai 2.000 euro circa o poco più, ma di questi parleremo più avanti. Le cifre indicate sono al netto dell’IVA, ovviamente; al preventivo del fotovoltaico vanno aggiunte anche ulteriori voci di spesa poi, andiamo quindi a esaminarle più da vicino.

 

Componenti e costi aggiuntivi dell’impianto fotovoltaico

Per capire bene quanto costa un impianto fotovoltaico a livello complessivo, bisogna tenere conto di ulteriori elementi che presentano un costo aggiuntivo che non è facile quantificare; alcune componenti, infatti, sono opzionali ma se vengono inserite nell’impianto permettono di incrementare le prestazioni, come per esempio gli ottimizzatori, che sono in grado di aumentare la resa dell’impianto fino al 25% in più, poi ci sono i sistemi di accumulo, cioè le batterie per immagazzinare l’energia prodotta in surplus in modo da renderla disponibile a impianto fermo oppure per essere venduta alla società elettrica, e le pompe di calore, che permettono di estendere le funzionalità dell’impianto alla produzione di acqua calda sanitaria e al riscaldamento domestico.

Ulteriori costi aggiuntivi possono essere rappresentati da eventuali opere murarie di supporto da realizzare per l’installazione dell’impianto, e dall’affidamento della gestione delle pratiche burocratiche alla ditta che effettua l’installazione, la quale richiede un piccolo compenso a parte.

Alcune di queste “voci di spesa aggiuntive” e dei componenti elencati sono opzionali, ovviamente, altri invece sono necessari, come l’inverter per esempio, quindi il costo complessivo potrebbe subire ulteriori variazioni a seconda delle circostanze e delle esigenze specifiche; non bisogna dimenticare, infine, che anche i costi per l’assicurazione e la manutenzione dell’impianto sono da calcolare in modo aggiuntivo al preventivo di partenza.

Il fotovoltaico in condominio

Il discorso relativo a pannelli fotovoltaici e prezzi cambia drasticamente quando si tratta di installare un impianto condominiale. In base al numero degli appartamenti, infatti, bisogna installare un impianto atto a produrre la potenza adeguata, e cioè almeno 3 kW per ogni appartamento. L’aspetto critico è dato dallo spazio disponibile; negli edifici condominiali il tetto ha una superficie equivalente a quella del numero di appartamenti che si trovano su un singolo piano dello stabile, ma quest’ultimo possiede più piani.

Lo spazio a disposizione è proporzionalmente limitato, di conseguenza bisogna installare pannelli fotovoltaici di dimensioni contenute ma in grado di produrre una potenza maggiore, e questo fa lievitare ulteriormente i costi. Un impianto fotovoltaico condominiale, infatti, può costare dai 12.000 ai 50.000 euro circa a seconda della potenza erogata.

 

Impianto fotovoltaico a isola: è legale?

Gli impianti off grid e quelli stand alone, data la loro natura particolare, meritano un approfondimento a parte, cominciamo quindi parlando della prima tipologia e della prima domanda che di solito viene posta in merito: sono o non sono autorizzati dalla legge?

Il termine inglese off grid significa staccato dalla rete, e viene usato appunto per indicare gli impianti fotovoltaici che non sono collegati alla rete di distribuzione elettrica. In Italia sono comunemente noti come impianti “a isola” e vengono solitamente installati nelle zone remote, dove è assente qualsiasi infrastruttura di distribuzione elettrica. In Italia, infatti, questo tipo di impianto è del tutto autorizzato solo ed esclusivamente alle condizioni esposte in precedenza, e cioè deve essere separato dalla rete di distribuzione elettrica.

L’eventuale problema, in questo caso, è rappresentato dal tipo sistema di accumulo collegato all’impianto fotovoltaico; per i sistemi on grid la società di Gestione dei Servizi Energetici non ammette il collegamento dei sistemi di accumulo certificati secondo lo standard CEI EN 62040, ma soltanto di quelli in possesso di certificazione CEI 0-21, i quali agiscono esclusivamente come gruppi di continuità ed entrano in funzione solo in casi di emergenza.

I sistemi di accumulo CEI EN 62040 sono autorizzati soltanto negli impianti a isola separati dalla rete di distribuzione; anche in questo caso ci sono delle restrizioni, però, in quanto l’autorizzazione vige a patto che non ci sia lo scambio sul posto di energia, cioè non è permesso usare l’impianto a isola per fornire energia a terzi nel circondario, magari dietro compenso.

A parte le restrizioni imposte dalla società di Gestione dei Servizi Energetici (GSE), la quale invia ispettori incaricati di controllare che gli impianti siano realizzati secondo quanto esposto in precedenza, in Italia non esistono ancora leggi che regolamentano gli impianti fotovoltaici a isola; gli unici obblighi da rispettare sono quelli relativi alle norme sui quadri elettrici e di distribuzione, nonché la richiesta del permesso al Comune in caso di installazione dei pannelli fotovoltaici su una falda.

 

Gli impianti fotovoltaici stand alone

Il termine inglese stand alone viene solitamente usato per indicare un kit fotovoltaico da 1 kW di potenza, che vista la sua natura nella maggior parte dei casi è anche un impianto off grid. Di solito gli impianti stand alone sono utilizzati soprattutto per veicoli, come i camper e le roulotte, per le imbarcazioni o per le piccole baite di montagna; ciò non esclude, però, che possano lavorare in parallelo a un’utenza domestica, e anche in maniera efficiente.

Il vantaggio degli impianti stand alone sta soprattutto nell’ingombro ridotto; la risposta alla domanda “quanti pannelli fotovoltaici occorrono per 1 kW?” è semplice: ne bastano appena quattro da 250 Watt ognuno; questo tipo di impianto, quindi, può essere installato con estrema facilità anche se lo spazio a disposizione è limitato.

L’ulteriore caratteristica degli impianti stand alone da 1 kW, e alla quale bisogna prestare molta attenzione, è che l’inverter può essere impostato su due diverse modalità di funzionamento, una che assegna la priorità alla rete di distribuzione elettrica e una che assegna la priorità alle batterie.

Nel primo caso l’inverter funziona come gruppo di continuità e si attiva soltanto in caso di emergenza, cioè se c’è una improvvisa interruzione di elettricità nella rete di distribuzione; nel secondo caso, invece, l’inverter fornisce energia prendendola direttamente dal sistema di accumulo collegato ai pannelli fotovoltaici, e si limita a usare l’elettricità della rete di distribuzione solo nei momenti in cui le batterie sono sottoposte al ciclo di ricarica, che peraltro è molto breve.

Fate attenzione, però, perché se l’utenza domestica è collegata alla rete di distribuzione, la seconda modalità di utilizzo dell’inverter non è consentita, i trasgressori possono essere diffidati e la società di distribuzione con la quale hanno stipulato il contratto, può decidere di interrompere arbitrariamente e definitivamente la fornitura di elettricità all’abitazione.

Di conseguenza anche gli impianti stand alone sono da considerare a tutti gli effetti off grid, e come tali sono consigliati soltanto su veicoli, imbarcazioni e per abitazioni situate in zone dove non sono presenti infrastrutture di distribuzione elettrica.

Pannelli fotovoltaici ultima generazione: prezzi

Negli impianti fotovoltaici residenziali, il costo dei pannelli è incluso nel preventivo insieme al costo degli altri componenti e dell’installazione, ma nel caso di impianti di piccola portata, come quelli stand alone, è possibile acquistare i diversi elementi separatamente e poi montarli secondo le proprie esigenze.

In linea di massima, però, il prezzo di un pannello fotovoltaico di ultima generazione varia a seconda della potenza e del tipo; i monocristallini da 100 a 400 Watt possono oscillare da un minimo di 100 fino a un massimo di 500 euro circa.

Quelli per uso residenziale si collocano nella fascia che va dai 250 ai 500 euro, mentre i pannelli per impianti stand alone, camper e imbarcazioni, possono avere un prezzo compreso tra i 75 e i 200 euro a seconda del tipo e della potenza.

A parte le celle solari da montare negli impianti, poi, in commercio esistono tutta una serie di pannelli fotovoltaici di piccole dimensioni e capacità, progettati per l’uso esterno da parte di campeggiatori e trekkers, o per alimentare piccoli dispositivi elettronici; anche in questo caso i prezzi variano a seconda della potenza e delle dimensioni, e oscillano dai 15 ai 150 euro circa.

 

 

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