Gas R32: 3 cose da sapere

Ultimo aggiornamento: 02.03.21

 

Andiamo a scoprire le caratteristiche del fluido refrigerante che sta soppiantando il gas R410A e che dal 2025 sarà obbligatorio in tutti gli impianti di raffreddamento.

 

Il gas R32 è un fluido refrigerante adoperato negli impianti di climatizzazione e il regolamento Europeo numero 517/2014 prevede, a partire dal 2025, l’obbligo assoluto per tutti gli impianti, inclusi quelli domestici, di utilizzare esclusivamente questo al posto del gas refrigerante R410A, che è invece adoperato negli impianti di climatizzazione di vecchia data.

Il cuore di questi impianti è rappresentato dalla pompa di calore che attua il ciclo frigorifero, il quale è deputato appunto a generare il freddo, e la cui efficienza dipende dal fluido refrigerante che circola al suo interno. Questo è costituito dal gas refrigerante, che può avere origine naturale come l’ammoniaca o il propano per esempio, oppure artificiale come nel caso dei fluidi denominati Freon, un marchio registrato dall’azienda chimica DuPont e utilizzato per identificare un gruppo di composti chimici derivati da etano e metano.

Indipendentemente dalla loro origine e tipologia, però, i gas refrigeranti sono caratterizzati da una composizione chimica che contribuisce all’effetto serra, e di conseguenza sono responsabili dell’incremento del riscaldamento globale. Negli ultimi anni, grazie ai vantaggi fiscali offerti dall’ecobonus e alla maggiore efficienza degli impianti di ultima generazione, la diffusione e l’uso dei climatizzatori sono notevolmente aumentati; questi impianti vengono ormai regolarmente adoperati sia in estate sia in inverno, di conseguenza sono diventati la causa principale dell’aumento di temperatura del pianeta.

Il potenziale di riscaldamento globale GWP

Il gas del climatizzatore può avere un impatto ambientale più o meno consistente a seconda della sua tipologia, e per stabilire l’entità di questo impatto viene usato un parametro indicato con l’acronimo GWP, cioè Global Warming Potential, che significa appunto Potenziale di Riscaldamento Globale.

Il gas di riferimento usato per stabilire il parametro GWP è la CO2, ovvero l’anidride carbonica; per fungere da pietra di paragone con i vari gas refrigeranti, il potenziale di riscaldamento globale dell’anidride carbonica è indicato con il valore GWP 1, dove il numero sta a indicare la quantità in chilogrammi.

Il gas del condizionatore, a seconda della sua tipologia, possiede un diverso parametro GWP. L’R12 per esempio, ha un valore GWP 10.900, il che vuol dire che il potenziale di riscaldamento globale di un solo chilogrammo di R12 equivale a quello di 10.900 chilogrammi di anidride carbonica; l’R500 ha un valore GWP 8.077, il gas R22 ha un valore GWP 1.810, il gas R410A ha un valore GWP 2.088 e così via per i diversi gas refrigeranti.

Nonostante il GWP dell’R410A sia più basso rispetto alla maggior parte degli altri gas refrigeranti, e in particolare per quelli caricati nei condizionatori, nell’ottica dell’ulteriore riduzione dell’effetto serra e del conseguente riscaldamento globale, l’Unione Europea ha deciso che il gas refrigerante R410A sarà bandito totalmente a partire dal 2025, per essere del tutto sostituito dall’R32.

La decisione di prediligere l’R32 è dovuta soprattutto alle caratteristiche possedute da questo gas, che oltre a ridurre l’impatto ambientale porterà anche una serie di vantaggi economici non indifferenti per i consumatori.

2. I vantaggi del gas R32

Il parametro GWP R32 è di appena 675, e per questa ragione risulta l’unico attualmente in grado di rispettare il limite massimo di GWP 750 stabilito dal regolamento Europeo per i condizionatori monosplit dotati di carica refrigerante inferiore ai tre chilogrammi, limite che diventerà obbligatorio per tutti a partire dal 2025.

Il gas R32 inoltre, essendo un idrofluorocarburo, è caratterizzato anche da un valore ODP prossimo allo zero; a parte il basso impatto ambientale per quanto concerne gli effetti sul riscaldamento globale, quindi, l’R32 ha l’ulteriore pregio di non danneggiare la fascia di ozono presente nell’atmosfera, che è vitale per il mantenimento della temperatura entro livelli favorevoli alla biosfera.

Un ulteriore vantaggio consiste nei benefici economici, infatti l’R32 ha un’efficienza energetica superiore del 10% circa rispetto a quella dell’R410A; proprio in virtù di questa maggiore efficienza, a parità di capacità del condizionatore è richiesto in quantità inferiori.

A questo punto vi chiederete come mai sono ancora in circolazione molti condizionatori che adoperano il gas R410A; la risposta a questa domanda è semplice: innanzitutto anche l’R410A ha un impatto ambientale inferiore rispetto ai suoi predecessori e quindi la maggior parte degli impianti di vecchia data sono tutti basati sull’uso di questo gas. Molti di questi impianti, inoltre, sono ancora in funzione tutt’oggi sia in ambito residenziale sia commerciale e industriale.

Tutti i condizionatori di nuova generazione che si trovano attualmente in commercio sono già basati sull’R32 quindi, di conseguenza il termine ultimo stabilito nell’anno 2025 è da considerarsi come un periodo cuscinetto che l’Unione Europea concede a tutti coloro che hanno ancora un impianto di climatizzazione a R410A per non costringerli alla sostituzione forzata; fino a quando questi impianti saranno perfettamente funzionanti, potranno essere ancora adoperati, ma in ogni caso nel 2025 dovranno essere obbligatoriamente sostituiti con i nuovi impianti caricati con R32.

Consultando una qualsiasi tabella pressione temperatura gas refrigeranti R32, potrete ottenere ulteriori informazioni tecniche per quanto riguarda il rendimento e i requisiti di funzionamento in base alle differenti tipologie di impianto in viene utilizzato.

3. Gli svantaggi del gas R32

L’unico svantaggio dell’R32 è rappresentato dal suo livello di infiammabilità, che è leggermente più alto rispetto a quello dell’R410A e di altri gas refrigeranti, di conseguenza bisogna fare molta attenzione e lasciare che siano soltanto i tecnici e le ditte specializzate a occuparsi delle operazioni di installazione, manutenzione e ricarica.

In ogni caso l’R32 non pone alcun rischio negli ambienti domestici, perché in questo contesto è adoperato in quantità modeste e non pone problematiche per quanto riguarda l’installazione degli impianti, mentre il discorso cambia per gli impianti di climatizzazione destinati a uso commerciale, industriale e pubblico.

Dal momento che questi ultimi richiedono unità esterne di maggiore potenza, infatti, i quantitativi di gas sono maggiori e di conseguenza incrementano anche i rischi connessi con le operazioni di installazione, manutenzione e ricarica, che sono soggette a una regolamentazione più rigida.

 

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