Canna fumaria e tiraggio. Cosa c’è da sapere

Ultimo aggiornamento: 24.05.19

 

La canna fumaria è uno degli elementi più importanti per qualsiasi tipo di abitazione, che si tratti di un immobile singolo o di un edificio condominiale. Si tratta infatti dell’impianto destinato a scaricare all’esterno i fumi prodotti dalla combustione del generatore di calore adibito al riscaldamento domestico, qualsiasi sia la sua tipologia e il combustibile utilizzato.

Le canne fumarie possono essere realizzate con vari materiali: mattoni, pietre, argille refrattarie inserite in camicie di cemento oppure acciaio inossidabile, e avere un prezzo che può partire da un minimo di circa 15 euro fino ai 1.500 euro e oltre per ogni sezione di tubo, a seconda del tipo e del materiale scelto. Ma l’aspetto più importante nella loro realizzazione, è dato dal dover rispettare le norme di legge che regolamentano lo scarico dei fumi di combustione, proprio ai fini di assicurare l’efficienza e il corretto tiraggio dell’impianto.

 

Norma UNI 10683

La normativa in questione è la UNI 10683, e contiene tutti gli obblighi e le modalità da adempiere per quanto riguarda l’installazione di una canna fumaria. Tra i vari requisiti vi è quello della tenuta ai prodotti della combustione, l’impermeabilità e la coibentazione in base alle condizioni di impiego, la resistenza alle alte temperatura, alle condense e altre voci riguardanti espressamente i materiali di fabbricazione della canna, le tipologie e la corretta sistemazione dei tubi di scarico.

 

 

Un altro requisito fondamentale è la verticalità della canna, che per offrire il massimo dell’efficienza nel tiraggio naturale deve essere per forza collocata perpendicolarmente alla camera di combustione, e continuare il suo percorso in verticale fino a spuntare sul tetto. La modalità di scarico è un altro obbligo previsto dalla legge, ovviamente, secondo la quale la canna fumaria dovrà non soltanto arrivare al tetto ma anche superarlo per una certa quota; delle deroghe speciali in favore dello scarico dei fumi a parete possono essere applicate in casi particolari, come negli edifici storici per esempio, o in caso di sostituzione di una vecchia caldaia che possedeva già lo scarico a parete.

Lo stesso vale per la sistemazione inclinata di parte della canna fumaria, che è consentita esclusivamente in un contesto dove la modificazione del percorso del tubo di scarico è resa necessaria a causa delle particolari condizioni architettoniche dell’immobile. L’inclinazione, in questi casi, dovrà essere realizzata con sezioni a gomito aperto con un angolo non superiore ai 45°, il tratto di collegamento tra la canna fumaria e il generatore di calore, inoltre, non potrà ricevere lo scarico di altri generatori di calore.

 

La canna fumaria nei condomini

Per quanto riguarda gli edifici condominiali, invece, è possibile avvalersi di una canna fumaria collettiva, se questa è già presente e conforme alla normativa vigente, altrimenti andranno applicati gli stessi standard a cui abbiamo accennato in precedenza, con la differenza che si dovranno obbligatoriamente ottenere le relative autorizzazioni condominiali rilasciate dagli altri proprietari, da presentare insieme al resto della documentazione la quale include anche la DIA, la dichiarazione d’inizio attività.

La legge che regola l’installazione delle canne fumarie, ovviamente, stabilisce anche le dimensioni, le distanze da rispettare e altri fattori di primaria importanza, allo scopo di garantire non soltanto l’efficienza nello scarico delle emissioni, ma soprattutto per facilitare le operazioni di manutenzione e pulizia, nonché per prevenire il rischio di incendi. E questo ci introduce al secondo argomento sensibile per quanto riguarda le canne fumarie, e cioè come assicurare l’efficienza del tiraggio.

Oltre alla linearità del percorso della canna fumaria, i materiali con cui è fabbricata e il livello di isolamento termico dato dal tipo di coibentazione influiscono sull’efficienza del tiraggio. Più la canna fumaria si riscalda infatti, e più le correnti calde favoriscono l’espulsione dei fumi, ecco perché l’isolamento termico delle diverse sezioni è così importante. La combustione però, soprattutto quella di combustibili come legna e pellet, genera un’elevata percentuale di particolato solido comunemente noto come fuliggine, ma composto da polveri sottili, o PM10 per amor di precisione.

Le polveri sottili, col passare del tempo, si attaccano alle pareti interne della canna fumaria creando incrostazioni che crescono lentamente in volume, finendo con il compromettere l’efficienza del tiraggio. La fuliggine che si crea nella canna fumaria, inoltre, se non viene periodicamente rimossa non soltanto presenta il rischio di un ritorno dei fumi nell’ambiente domestico, ma potrebbe anche incendiarsi e creare danni ancor più gravi, sia all’impianto di riscaldamento sia all’appartamento e all’immobile dove è situato.

 

 

Manutenzione e pulizia

La pulizia della canna fumaria deve necessariamente essere effettuata come minimo una volta all’anno, se il generatore di calore è alimentato a legna o pellet e viene usato tutti i giorni, e magari capita che a volte si brucino pezzi di legna non del tutto asciutti, oppure molto resinosi, allora la pulizia dovrebbe essere fatta come minimo due volte all’anno invece di una.

Dal momento che la pulizia viene eseguita dalla parte terminale della canna fumaria, bisogna salire sul tetto e quindi è preferibile rivolgersi a spazzacamini professionisti che sono specializzati in questo tipo di lavoro. Ma se le altezze non vi spaventano e la vostre condizioni fisiche lo permettono, allora potreste anche valutare la possibilità di eseguire la pulizia da soli.

Per farlo però, dovrete prendere le necessarie precauzioni. Innanzitutto si dovrà sigillare la camera di combustione con un pannello di compensato, oppure con un telo di plastica da fissare con del nastro adesivo per imballaggi. In questo modo la dispersione di cenere nell’ambiente domestico sarà minima, un ulteriore accorgimento da prendere è quello di coprire con grossi teli i mobili e le suppellettili presenti nella stanza dove si trova il camino (Controllare qui la lista delle migliori offerte), in modo da proteggerli in caso di fuoriuscite improvvise di cenere.

A questo punto bisogna salire sul tetto, rimuovere la copertura della canna fumaria e calarvi una spazzola metallica speciale chiamata istrice, progettata appositamente per la pulizia delle canne fumarie. Queste spazzole si possono tranquillamente acquistare in ferramenta oppure online, e sono disponibili in diverse misure a seconda delle esigenze dell’acquirente.

Una volta sicuri di aver ripulito a dovere l’interno della canna fumaria, si dovranno attendere almeno 24-48 ore, in modo da lasciar posare sul fondo tutta la polvere in sospensione, a quel punto si dovrà procedere con estrema cautela nel rimuovere sia il telo posto in precedenza come sigillo, sia la cenere accumulata.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...