Bonus mobili: cos’è e come fare per ottenerlo

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Piccola guida a un’agevolazione fiscale che vi permetterà di rinnovare in toto (o quasi) l’arredamento della vostra casa, elettrodomestici inclusi

 

Uno degli aspetti più interessanti della legge che regola gli interventi di ristrutturazione edilizia, è sicuramente rappresentato dalle diverse agevolazioni fiscali che è possibile ottenere a seconda del tipo di interventi da realizzare. Questi ultimi sono illustrati nel testo guida dell’Agenzia delle Entrate, che li raggruppa in tre categorie più una tabella riassuntiva con l’elenco completo dei lavori agevolabili.

Le categorie sono le seguenti: i lavori destinati al recupero del patrimonio edilizio, sia per le singole unità abitative sia per le parti condominiali, i lavori di costruzione o l’acquisto di box e posti auto, e l’assegnazione o l’acquisto di immobili già ristrutturati; la detrazione, inoltre, è prevista anche sugli interessi passivi dei mutui accesi per la ristrutturazione della casa.

 

Come risparmiare comprando i mobili…

Tra le diverse agevolazioni a cui è possibile accedere c’è anche il Bonus mobili; tra i vari interventi di ristrutturazione elencati nella guida della Agenzia delle Entrate, infatti, è citato anche l’acquisto di mobili nuovi e dei grandi elettrodomestici necessari a completare l’arredamento e la funzionalità dell’immobile oggetto della ristrutturazione, che sia già avvenuta, da iniziare oppure in corso d’opera.

Il Bonus mobili, nello specifico, consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili, a patto che siano nuovi e non riciclati o di seconda mano. Le tipologie di forniture che possono godere delle agevolazioni sono: letti, armadi, cassettiere, scrivanie, librerie, tavoli, comodini, credenze, divani, poltrone, sedie, materassi e apparecchi di illuminazione, come lampade a piantana, faretti, appliques, plafoniere e lampadari.

Non rientrano nelle agevolazioni, invece, i complementi di arredo, i tendaggi, le porte, le pavimentazioni speciali, i parquet, e qualsiasi altro tipo di fornitura che non sia finalizzato alla funzionalità, ma soltanto al decoro e all’estetica.

 

 

…. e gli elettrodomestici

Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, invece, anche questi devono essere rigorosamente nuovi e non ricondizionati, inoltre devono possedere una classe energetica non inferiore alla A+, fatta eccezione per i forni ovviamente, che in ogni caso non devono essere inferiori alla classe A. Sono ammessi nel Bonus anche e quei particolari elettrodomestici la cui tipologia non richiede l’obbligo di etichetta energetica.

L’elenco delle varie tipologie che possono godere dell’agevolazione include i congelatori, i frigoriferi, le lavatrici, le lavastoviglie, le asciugatrici, le stufe elettriche, le piastre riscaldanti elettriche, i forni elettrici e quelli a microonde, i radiatori e i ventilatori elettrici, gli impianti di condizionamento e climatizzazione e altri apparecchi elettrici di riscaldamento, come i termoconvettori e ventilconvettori.

 

Consumare meno energia

Gli interventi di ristrutturazione dell’immobile illustrati nel relativo testo guida dell’Agenzia delle Entrate, ovviamente, hanno come scopo ultimo il miglioramento del rendimento energetico, la diminuzione delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici dell’immobile oggetto dei lavori, quindi nel panorama delle varie opzioni di ristrutturazione è compresa anche la semplice sostituzione di una vecchia caldaia con un nuovo modello a condensazione.

Chiunque si trovi nella posizione di dover sostituire la propria caldaia con una nuova, quindi, può godere non soltanto della detrazione fiscale da applicare alla spesa complessiva di acquisto e montaggio del nuovo impianto, ma ha il diritto di accedere anche al Bonus mobili e approfittarne per sostituire, in toto o in parte, l’arredamento di casa acquistando mobili più moderni e adeguati alle circostanze, e sostituire i grandi elettrodomestici più datati con dei modelli nuovi, di gran lunga meno dispendiosi in termini di consumo energetico.

 

 

Metodi di pagamento

Tra gli adempimenti da rispettare, al fine di ottenere la detrazione, sono elencate anche le modalità di pagamento dei beni acquistati: sono ammessi il bonifico bancario, o postale, e il pagamento con carta, sia quella di credito sia di debito. Non sono ammessi, invece, il pagamento tramite assegni bancari, contanti o altri mezzi. Nel caso in cui si scelga di pagare tramite bonifico, inoltre, non è necessario utilizzare il modello predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia, che è soggetto a ritenuta.

La detrazione del Bonus mobili è ammessa anche se i beni vengono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione però che la società che eroga il finanziamento si impegni a pagare il corrispettivo con le stesse modalità indicate in precedenza e, ovviamente, fornisca al contribuente una copia della ricevuta di pagamento.

La documentazione da conservare, invece, include l’attestazione del pagamento, quindi la ricevuta del bonifico o la ricevuta di avvenuta transazione in caso di pagamento tramite carta, e la documentazione di addebito sul conto corrente. Ovviamente vanno conservate anche le fatture di acquisto dei beni, riportanti chiaramente la natura, la qualità e la quantità dei beni acquisiti. Anche lo scontrino, se reca il codice fiscale dell’acquirente e i dati relativi ai beni acquisiti, è da considerarsi equivalente alle fatture.

Se il richiedente rispetta tutte queste prescrizioni, allora nella detrazione possono essere ammessi anche mobili e grandi elettrodomestici acquistati all’estero.

Il discorso sugli adempimenti da rispettare relativi alle modalità di pagamento, ovviamente, si applica innanzitutto alla sostituzione della caldaia a gas, non dimentichiamo infatti che l’acquisto di una nuova caldaia a condensazione è una condizione sine qua non, cioè senza la quale non è possibile chiedere e ottenere l’ulteriore detrazione fiscale del Bonus mobili. In quel caso bisognerà aggiungere anche la documentazione relativa alla ditta che dovrà eseguire i lavori di sostituzione e verifica della nuova caldaia, ed eventuali documenti integrativi a seconda dei casi specifici.

Per ulteriori approfondimenti sugli adempimenti e l’iter da seguire per accedere alle detrazioni fiscali, potete andare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Cittadini, e cercare le voci relative alle agevolazioni e alle ristrutturazioni edilizie.

Oltre al testo guida che abbiamo citato nel nostro articolo infatti, che è possibile scaricare integralmente in formato PDF, sono ampiamente spiegati la tipologia di lavori, i termini e le scadenze da rispettare, le norme e l’iter burocratico da seguire e il tipo di documentazione da produrre, con le relative variazioni a seconda dei casi.

 

 

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