Termoventilatore o stufa?

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Stufa e termoventilatore sono buone alternative al riscaldamento e permettono di ammortizzare i consumi. Quale dei due dispositivi è più adatto? Scopriamolo insieme.

 

Quando arriva il momento di accendere i riscaldamenti in casa ci si trova spesso a pensare ai costi della bolletta di fine mese che solitamente sono parecchio impietosi. L’Italia continua ad essere un paese con tasse davvero troppo alte rispetto agli stipendi medi, a soffrirne di più sono le famiglie giovani e i pensionati.

Al momento non ci sono segnali positivi per una riduzione delle tasse, bisogna solo sperare che nei prossimi anni si alzino un po’ gli stipendi e magari si riducono anche i costi degli affitti e delle case. A peggiorare le cose ci si mette anche il clima, nel 2020 infatti si sono registrate delle temperature molto basse fino a maggio, facendo praticamente ‘scomparire’ la primavera dal calendario. 

Come fare quindi a tenere la casa calda senza spendere troppo? Ci sono diverse possibilità tra le quali comprare un termoventilatore o una stufa per potenziare l’impianto di riscaldamento e magari tenere a temperatura ideale determinate zone della casa. Con un termoventilatore si possono riscaldare molti metri quadri, sebbene dipende dalla qualità e dalla potenza del modello. Le stufe elettriche vanno bene per piccoli ambienti, ad esempio sono perfette per riscaldare un bagno prima di entrare a fare una doccia. 

 

Termoventilatore

Facciamo una premessa: anche il miglior termoventilatore non potrà mai sostituire completamente un impianto di riscaldamento, infatti solitamente si utilizza per aumentare il calore in casa. Inoltre è poco consigliabile usarlo per lunghi periodi di tempo perché si rischierebbe di aumentare notevolmente i consumi. Uno dei suoi vantaggi principali sta proprio nella velocità con la quale riesce a riscaldare un ambiente. Il suo funzionamento è abbastanza semplice, infatti si basa su una resistenza che viene riscaldata dalla corrente elettrica. La ventola si occupa di diffondere il calore in tutta la stanza. 

 

 

Ci sono modelli con resistenze elettriche composte in metallo, ma in tempi recenti stanno venendo lentamente sostituite da prodotti con resistenze in ceramica molto più sicure e performanti. Ovviamente questi modelli costano di più rispetto ai prodotti con fili di metallo. Potete trovare dei termoventilatori con un design molto gradevole che ricorda vecchie stufe a legna o camini, ideale nel caso ci teniate all’arredamento. Un termoventilatore economico non costa più di 50 €, mentre quelli più costosi arrivano anche ai 300 €. Un altro pregio del termoventilatore sta nelle misure e peso ridotti che permettono di trasportarlo facilmente da una stanza all’altra o addirittura di portarlo alla casa per le vacanze senza problemi. 

Sul mercato ci sono anche i ‘termoconvettori’ con i quali è facile confondersi. Attenzione però perché il termoconvettore va appeso al muro e le sue dimensioni sono tutt’altro che pratiche. Se il termoventilatore viene usato per riscaldare ambienti di pochi metri quadri, il termoconvettore va bene solo per spazi più ampi.

Per usare al meglio un termoventilatore è necessario posizionarlo in un punto strategico, in modo da fargli riscaldare l’ambiente in modo ottimale. Per esempio è una buona idea metterlo contro la parete o magari in prossimità del divano, così da stare al caldo mentre si vede un bel film. 

 

Stufa elettrica

La stufa elettrica è molto simile al termoventilatore, con l’unica differenza che la ventola non distribuirà il calore nell’ambiente.A differenza delle stufe a combustione, quelle elettriche vanno benissimo per gli appartamenti in un condominio, in quanto sono di dimensioni molto compatte e funzionano grazie a un semplice collegamento con la rete elettrica. Le stufe elettriche arrivano massimo a 2.000 watt di potenza, sufficienti a riscaldare un piccolo ambiente. Solitamente si mettono in bagno o in altre piccole stanze, come ad esempio uno studio. 

Nulla vieta di portare la stufa elettrica anche in officina o magari in sala prove, in generale vanno benissimo per riscaldare luoghi chiusi umidi o troppo freddi. Ci sono stufe elettriche di diverse dimensioni, per questo è sempre meglio sceglierne una adatta allo spazio a disposizione.

Se vivete in un monolocale o un bilocale è abbastanza inutile comprarne una molto grande perché potrebbe risultare molto ingombrante. Per distribuire il calore potete optare per una stufa elettrica con dispositivo oscillante, simile a quello dei ventilatori e che torna molto utile nel caso ci siano più persone in una sola stanza. 

 

 

Consumi

Veniamo alla parte dolente: i consumi. Termoventilatori e stufe elettriche purtroppo non sono proprio ‘amici’ del risparmio e vanno utilizzati con un certo criterio. Prima di comprare un prodotto assicuratevi che questo abbia una funzione per regolare la potenza o magari un impostazione ‘eco’ in modo da ammortizzare sui consumi. Un’altra soluzione è spendere qualcosa in più e comprare un prodotto con classe energetica A+ o superiore, in modo da far rientrare i costi nel corso dell’anno e risparmiare sulla bolletta di fine mese. 

In generale tenere un termoventilatore o una stufa elettrica accesi per tutta la giornata non è assolutamente una buona idea. Non pensate di poter ‘aggirare’ il problema dei costi del gas comprando tre o quattro di questi elettrodomestici, distribuirli per casa e tenerli accesi per ore, perché altrimenti vi arriverà una bolletta della luce molto salata. 

 

 

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