Risparmiare fino al 40% combinando caldaia a condensazione e pannelli solari

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Affrontare gli inverni sempre più rigidi, dovuti ai cambiamenti climatici in atto, sta diventando più oneroso dal punto di vista economico. La costante ricerca di soluzioni che possano ridurre non soltanto i costi di gestione, ma anche l’impatto ambientale dovuto alle emissioni di scarico, che rappresentano una delle cause primarie degli stessi cambiamenti climatici, ci portano ogni anno a una rivalutazione dei metodi impiegati per riscaldare la casa.

 

Un occhio al risparmio

La sostenibilità economica rappresenta, ovviamente, il primo requisito richiesto da chi si appresta a installare un nuovo impianto, in un immobile di nuova costruzione o in uno di vecchia data. Le spese per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, infatti, rappresentano l’87% circa del bilancio familiare annuo, di conseguenza scegliere l’impianto giusto significa avere grosse possibilità di risparmio.

Gli impianti di riscaldamento come le stufe a legna e quelle a pellet sono molto diffusi grazie al costo ridotto, e soprattutto stabile nel tempo, del combustibile che utilizzano. Ancor più economiche sono le caldaie a gas, nella fattispecie quelle a metano perché non richiedono lo sforzo logistico del GPL; a differenza del propano, infatti, il metano è accessibile direttamente tramite le diverse reti cittadine, mentre per il propano bisogna installare una bombola di grandi dimensioni in modo da fare il pieno per tutta la stagione, oppure sobbarcarsi la spesa e lo sforzo aggiuntivi dell’approvvigionamento di bombole che, a seconda del fabbisogno da coprire, potrebbero richiedere una regolare sostituzione ogni settimana.

 

 

I vantaggi della condensazione

Le ultime generazioni di caldaie a gas sono rappresentate dai modelli a condensazione i quali, grazie appunto alla camera di condensazione, sono in grado di recuperare il calore dei fumi di scarico e riutilizzarlo per riscaldare la casa, ragion per cui contribuiscono a ridurre ulteriormente i consumi energetici rispetto alle caldaie a gas di vecchio tipo.

Le caldaie a condensazione costituiscono quindi il più economico e il meno inquinante tra le diverse tipologie di impianti di riscaldamento attualmente esistenti, ma il loro utilizzo è limitato dal tipo di combustibile che bruciano. Di norma sono tutte progettate per offrire il massimo dell’efficienza col metano, ma i produttori consapevoli offrono anche la possibilità, tramite appositi kit da richiedere separatamente, di convertire l’impianto per adattarlo all’aria propanata, e quindi al GPL, in modo da venire incontro alle diverse esigenze dei consumatori.

 

Una combinazione vincente

L’ultimo salto tecnologico in fatto di impiantistica, però, l’hanno compiuto le grandi aziende ai vertici nel settore di produzione della termotecnica, come il Gruppo Viessmann o il Gruppo Vaillant per esempio, che hanno trovato il modo di integrare la caldaia a condensazione nel circuito degli impianti solari termici, permettendo in tal modo di sfruttare al massimo l’energia del Sole ricavata dai pannelli solari e di ottenere una efficienza energetica più elevata con il minimo dei consumi.

In questo tipo di impianto, sostanzialmente, la caldaia a condensazione funziona in parallelo con i pannelli solari termici che, a differenza di quelli fotovoltaici, non sono destinati a produrre energia elettrica ma a convertire l’energia solare in calore per poi trasferirlo all’impianto domestico, grazie a uno scambiatore di calore al cui interno circola un fluido termoconvettore.

Alcuni impianti solari termici possono essere usati sia per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria sia per la produzione di energia elettrica. In questo caso lo scambiatore di calore viene riscaldato fino a essere portato a temperatura di ebollizione e, una volta che il liquido contenuto al suo interno si espande in forma gassosa, viene convogliato verso una turbina termoelettrica il cui movimento viene poi convertito in energia elettrica. Investendo una cifra maggiore e combinando una caldaia a condensazione con un impianto solare termico-elettrico, quindi, non soltanto si potranno ridurre notevolmente le spese per il riscaldamento, ma anche tagliare drasticamente quelle dell’energia elettrica.

 

 

Facciamo due conti

La prima obiezione che sorge spontanea, ovviamente, è relativa alla spesa complessiva per l’acquisto e l’installazione di questo tipo di impianto; fino a poco tempo fa il costo degli impianti solari infatti, soprattutto quelli fotovoltaici, era decisamente elevato e i vantaggi derivanti dal loro impiego non riuscivano a compensare gli oneri dati dall’acquisto e dall’installazione. Le cose sono cambiate notevolmente negli ultimi anni, però, soprattutto a causa dell’elevato tasso di inquinamento, sul quale le emissioni dei fumi di combustione degli impianti di riscaldamento, sia quelli industriali sia di uso domestico, tendono a incidere pesantemente.

La tendenza attuale, quindi, è quella di premiare i virtuosi che scelgono di spendere una cifra iniziale maggiore per inquinare di meno e risparmiare nel tempo e, contemporaneamente, di incentivare la sostituzione dei vecchi impianti a legna, a pellet e a combustibili fossili, economici ma purtroppo altamente inquinanti. Infatti i vantaggi di poter integrare la caldaia a condensazione con un impianto solare termico si fanno sentire innanzitutto sul fronte economico. A favore delle caldaie a condensazione gioca già una detrazione fiscale che può arrivare fino al 50% della spesa complessiva per l’acquisto e l’installazione; l’Ecobonus di cui godono gli impianti solari termici, invece, nel 2018 ha permesso a coloro che li hanno scelti di ottenere il 65% di detrazione fiscale sulla spesa per l’acquisto e l’installazione.

L’ulteriore vantaggio di questo tipo di agevolazione fiscale, come accennato anche in precedenza, è che oltre agli impianti di nuova installazione sono previsti anche per coloro che hanno intenzione di sostituire la vecchia caldaia con uno nuovo impianto che combina pannelli solari termici e caldaia a condensazione.

La detrazione del 65%, unita alla possibilità di dilazionare il pagamento, rappresenta quindi un forte incentivo a cambiare l’impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria; al di là dell’impatto dato dal costo iniziale, infatti, bisogna tenere conto dei successivi costi di gestione, che con le caldaie a gas combinate con i pannelli solari termici, possono essere ulteriormente ridotti fino al 40% in meno rispetto alle caldaie a gas di vecchio tipo e agli impianti alimentati a combustibili fossili.

 

 

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