Cosa è richiesto per l’installazione di una caldaia a condensazione

Ultimo aggiornamento: 02.12.21

 

Le caldaie a condensazione esistono dal 1961, anno in cui la nota ditta italiana Ignis ne progettò e realizzò il primo modello. Il loro impiego però è divenuto realmente vantaggioso soltanto in anni recenti, quando il problema del riscaldamento domestico ha assunto una dimensione globale a causa dell’elevato impatto ambientale dovuto alle massicce emissioni di fumi scarico.

 

La normative per non inquinare

Per rispettare le direttive internazionali relative al protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni inquinanti e dei gas serra, redatto nel 1997, il governo italiano ha stabilito una serie di normative molto rigide e severe, sia in merito all’installazione, alla verifica, al controllo, e alla manutenzione dei generatori di calore, sia per quanto concerne il corretto modo di smaltire i fumi di combustione, quindi lo standard da seguire per tutto ciò che concerne la creazione e l’installazione di camini, canne fumarie e altri metodi di tiraggio.

Se da un lato il governo è strettamente rigido per quanto riguarda l’applicazione di queste norme, tese soprattutto a colpire i cittadini meno consapevoli o meno sensibili rispetto al grave problema dell’inquinamento, dall’altro è pronto invece a premiare i cittadini che compiono scelte più onerose dal punto di vista economico, ma con una maggiore sostenibilità a lungo termine, sia per l’ambiente sia per l’economia.

 

 

Lo Stato viene in aiuto con l’Ecobonus

Dal momento che le caldaie a condensazione rappresentano uno dei sistemi attualmente meno inquinanti e anche più economici, sul versante dei costi di gestione soprattutto, il governo italiano corrisponde dei munifici incentivi a coloro che scelgono di installarne una ex novo, oppure di sostituire la vecchia caldaia con un nuovo modello a condensazione.

Il primo è una detrazione fiscale del 50% sulle spese di acquisto e installazione, il che significa che se il modello scelto viene a costare, tutto compreso, 1.000 euro, la metà verrà detratta dall’importo annuale da versare delle tasse sul reddito.

Un ulteriore incentivo che pende a favore delle caldaie a condensazione, inoltre, è rappresentato dall’Ecobonus, che è stato rinnovato anche per tutto il 2021, che dà diritto a una detrazione fiscale del 65% se insieme alla caldaia a condensazione si installano anche sistemi di termoregolazione evoluti, come gli impianti solari termici tanto per fare un esempio.

Data la nuova tendenza, le aziende produttrici leader nel settore della termotecnica, stanno proponendo delle soluzioni avanzate per impianti solari termici con caldaia a condensazione che, considerando l’elevata percentuale di detrazione data dall’Ecobonus, a dei costi che possono essere facilmente ammortizzati nel giro di pochi anni, a fronte di una durata complessiva dell’impianto che può superare anche i venti anni

 

I passaggi per l’installazione

Queste sono le motivazioni principali che spingono sempre più persone verso la scelta di una caldaia a condensazione, ma prima di affrettarsi bisogna ricordarsi sempre della famosa norma di legge che ne regola l’installazione, e quindi bisogna prima di tutto verificare le condizioni del proprio immobile e vedere se è possibile o meno effettuare la conversione dal vecchio impianto al nuovo in base alle proprie disponibilità. Se l’immobile è in corso di ristrutturazione, oppure di nuova costruzione, allora il problema non sussiste minimamente visto che l’impianto sarà progettato apposta per essere compatibile con i nuovi standard.

Se invece l’immobile è datato e non può essere soggetto a ristrutturazioni sostanziali, potrebbero non esserci le condizioni adatte all’installazione di una caldaia a condensazione. La tecnologia del recupero di calore attraverso la condensazione dei fumi di scarico, infatti, oltre ai fumi stessi crea un ulteriore sottoprodotto che deve essere smaltito, e cioè la condensa.

Dal momento che l’acqua di condensa dei fumi trattiene tutto il particolato e le eventuali polveri sottili, diventa una sorta di fanghiglia nera che va smaltita nei termini previsti dalla legge. Le caldaie a condensazione, quindi, non solo richiedono il collegamento a una canna fumaria per lo scarico dei fumi, ma anche a un secondo sistema di scarico per la condensa prodotta.

 

 

La gestione dei fumi di scarico

Il tiraggio dei fumi rappresenta un altro grosso scoglio da superare, la norma infatti prevede lo scarico obbligatorio dei fumi a tetto, con la canna fumaria in posizione sempre verticale e inclinata massimo di 45° soltanto in presenza di condizioni architettoniche e strutturali che non è possibile alterare in alcun modo. Le caldaie tradizionali sono meno penalizzate da questa normativa, soprattutto in ambito condominiale, le caldaie a condensazione invece, proprio per il loro sistema di recupero del calore, sono prive di tiraggio naturale ma integrano un sistema di ventilazione forzata che convoglia i fumi nel ciclo di restituzione del calore, prima di spingerli verso uno scarico che, per comodità, la maggior parte delle volte è posizionato a parete. Questo contravviene alla norma, che invece prevede lo scarico obbligatorio a tetto dei fumi, con tiraggio verticale.

In ultima analisi, quindi, la caldaia a condensazione offre una serie di vantaggi che la rendono una delle migliori soluzioni adottabili dal punto di vista economico, ma richiede una certa spesa iniziale e l’installazione, per quanto semplice in alcuni contesti, è decisamente più problematica in altri e impone un’attenta valutazione della sua fattibilità.

La normativa sullo scarico dei fumi per esempio, in alcuni condomini, può essere tranquillamente soggetta a delle eccezioni, oppure vi potrebbe capitare di dover richiedere una semplice autorizzazione dai condomini stessi. Negli immobili di nuova costruzione invece, condomini inclusi, non troverete particolari problemi, anzi sarete facilitati dalle predisposizioni per l’installazione degli impianti più evoluti, inclusi gli impianti solari termici, già integrate nell’edificio perché studiate ad hoc a partire dalla fase progettuale dello stesso.

Molta più flessibilità invece, è attuata verso coloro che vivono in zone remote, rurali o scarsamente urbanizzate; in quei casi, per favorire l’utilizzo di un impianto di riscaldamento a basso consumo e a basso impatto ambientale come la caldaia a condensazione, è permesso anche lo scarico dei fumi a parete e altre autorizzazioni speciali che permettono di alleggerire notevolmente le restrizioni imposte dalla normativa. Se vi trovate in una situazione del genere, quindi, e state pensando di dotare di un nuovo impianto di riscaldamento la vostra casa in montagna, non avrete alcuna particolare difficoltà nell’installazione di una bella caldaia a condensazione.

 

 

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16 COMMENTI

Barbara

November 29, 2021 at 2:37 pm

Buongiorno, è vero che per mettere una caldaia a condensazione bisogna far passare tutte le tubazioni nuove perche non sono compatibili con le caldaie nuove. Mi hanno parlato di fanghiglia dei vecchi impianti che va a rovinare in 2 anni la caldaia a condensazione nuova. Quindi si deve spaccare tutta la casa?
Grazie

Risposta
Ricardo

December 1, 2021 at 4:37 pm

Salve Barbara,

la risposta è no, è del tutto assurdo pensare di sostituire le tubazioni perché “non compatibili” con la caldaia a condensazione.
Per quanto riguarda la fanghiglia è vero invece, ma questo vale per tutti i tipi di caldaie a prescindere; quelle a condensazione sono più sensibili a questo problema, che però viene risolto installando un componente aggiuntivo che si chiama appunto “defangatore”.
Di conseguenza puoi tranquillamente installare una nuova caldaia a condensazione se vuoi, senza alcun timore riguardo la fanghiglia; infatti il defangatore è un componente essenziale, come il kit di scarico dei fumi, e viene proposto direttamente dal tecnico installatore.

Saluti

Team USP

Risposta
Roberta Gentilucci

November 22, 2021 at 10:07 am

Buongiorno vorrei sapere se lo sconto in fattura, usufruendo dell’ ecobonus è possibile anche per una nuova istallazione o soltanto per una sostituzione caldaia, Grazie

Risposta
Ricardo

November 23, 2021 at 10:21 am

Salve Roberta,

purtroppo in caso di nuova installazione non è possibile usufruire dello sconto in fattura; lo scopo dell’ecobonus, infatti, è proprio quello di incentivare la sostituzione delle vecchie caldaie, che hanno un maggior impatto ambientale, con i nuovi modelli che hanno emissioni inquinanti ridotte e un minor consumo energetico.

Saluti

Team USP

Risposta
Daniele

October 11, 2021 at 9:44 pm

Salve,la mia propietaria di casa mi ha fsto installare una caldaia a condesazione dove gli operai però non hanno provveduto a cambiare le valvole bloccate dei caloriferi in ghisa e non hanno considerato che la casa non ha la messa a terra, quindi io come inquilino non posso pretendere dagli operai che mi mettano le valvole funzionanti ai caloriferi senza sovraprezzo? non è compreso che tutto deve essere in regola e a posto?e poi senza messa a terra la caldaia sara esente da garanzia? grazie infinite daniele

Risposta
Ricardo

October 19, 2021 at 8:32 am

Salve Daniele,

le valvole termostatiche non incidono sulla funzionalità della caldaia stessa ma fanno parte dell’impianto dei termosifoni, quindi la loro installazione comporta un sovrapprezzo; per quanto riguarda la messa a terra, invece, il discorso si fa diverso.
Di solito gli immobili di vecchia data non hanno la messa a terra, di conseguenza gli installatori di elettrodomestici e impianti risolvono questo problema collegando la messa a terra degli apparecchi su un tubo dell’impianto idrico; in caso di eventuali problemi, se la caldaia non è stata collegata “a terra” corre effettivamente il rischio di non vedersi riconosciuta la garanzia.
In questo caso ne consegue che l’installazione della caldaia non è stata fatta a regola d’arte e se il tecnico ha certificato il contrario ha reso una falsa dichiarazione, con tutto ciò che ne consegue a livello legale.

Saluti

Team USP

Risposta
Gayla

September 2, 2021 at 7:26 pm

Buonasera
Sto effettuando dei lavori di ristrutturazione e così facendo volevo spostare la mia caldaia turbo 2mt più in là rispetto a dov’é ora mandando lo scarico direttamente sul tetto tramite canna fumaria personale..per portare il tubo però della caldaia alla canna fumaria che dopo 2mt raggiunge il tetto devo fare 1,5mt in orizzontale…é consigliabile o per evacuare dev’essere per forza tutta dritta o basta che il prima pezzo ora previsto dritto sia leggermente in diagonale tramite curva a 45?!
Riuscirà a prendere aria bene?buttare fuori se in diagonale credo vada bene?!
Dovessi sostituirla con una condensazione potrò usare gli stessi passaggi?
Il tubo in diagonale volevo metterlo sotto traccia .
vi ringrazio per le vostre illuminanti risposte.

Risposta
Ricardo

September 4, 2021 at 2:47 pm

Salve Gayla,

la normativa sulla canna fumaria impone che il percorso della stessa deve avere un andamento prevalentemente verticale, sono consentite le deviazioni da questo asse ma non superiori ai 45°; questo significa che in caso di necessità è possibile mettere la canna fumaria in diagonale, ma l’inclinazione non deve superare i 45° a partire dall’asse verticale e non da quello orizzontale.
Inoltre il tubo non può assolutamente essere messo sottotraccia ma deve rimanere a vista, in quanto deve consentire un facile accesso in caso di controlli e di manutenzione, nonché in caso di sostituzione di una o più sezioni dello stesso. Una volta realizzato l’impianto di scarico, questo può essere collegato a qualsiasi tipo di caldaia, incluse quelle a condensazione, a patto che il diametro del tubo sia compatibile; a questo riguardo gli standard più diffusi sono i tubi da 80 e 100 millimetri di spessore.

Saluti

Team USP

Risposta
Cinzia

July 14, 2021 at 8:31 am

Buongiorno,la ditta a cui mi sono rivolta per un preventivo mi ha detto che per istallare una nuova caldaia bisogna smontare i termosifoni e pulirli. Chiedo se è da fare tale procedura. Grazie

Risposta
Ricardo

July 15, 2021 at 3:30 pm

Salve Cinzia,

la procedura di pulizia sui termosifoni può essere necessaria o meno a seconda del loro stato; se sono stati installati di recente, allora se ne può fare a meno, ma se sono stati installati da parecchi anni allora sarebbe conveniente procedere a una pulizia, in modo da migliorare le prestazioni, ridurre il consumo di gas ed evitare il rischio che le incrostazioni possano staccarsi e circolare nell’acqua arrivando così fino alla caldaia.

Saluti

Team USP

Risposta
Luciano Turchi

May 18, 2021 at 7:40 am

Mi stanno presentando un preventivo per convertire il mio impianto con una caldaia a condensazione….l’applicazione delle norme includono obbligatoriamente valvole ellettrostatiche mai istallate e la sostituzione di valvole di zona con quelle esistenti per la detrazione del 65%….avendo l’appartamento in due piani?….dove posso trovare il dettaglio ed illustrazioni di queste norme?….grazie

Risposta
Ricardo

May 20, 2021 at 7:13 pm

Salve Luciano,

se sei interessato a conoscere l’argomento nel dettaglio, allora ti consigliamo di scaricare la Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico pubblicata dall’Agenzia delle Entrate. L’aggiornamento della Guida risale al mese di marzo 2019, ma da allora ad oggi non sono stati apportati ulteriori cambiamenti, e ogni anno il testo viene riconfermato così com’è.

Saluti

Team USP

Risposta
Ferraiolo Vincenzo

April 7, 2021 at 7:58 am

Ho fatto installare una nuova caldaia a condensazione,il condotto per lo scarico della condensa e in comune con l’inquilino del piano di sotto.La caldaia della signora e di vecchio tipo ,la ditta che ha fatto il nuovo impianto non potendo incanalare il tubo in PVC , hanno fatto uno scarico di circa 1 metro fuori da un finestrino.Posso essere in regola con le norme.

Risposta
Ricardo

April 8, 2021 at 5:51 pm

Salve Vincenzo,

la tua situazione è particolare perché la canna fumaria collettiva, o che mette in comune gli scarichi di due o più impianti, non è più a norma da un bel po’ di anni ormai. L’unica maniera per esserne certi, però, è quella di recarti presso l’Ufficio Tecnico del tuo Comune di residenza; ogni Provincia e Comune italiano, infatti, è libero di applicare delle modifiche circostanziali alle normative che regolano l’emissione dei fumi, e di conseguenza solo loro possono dire se la soluzione che hai applicato è conforme oppure no.

Saluti

Team USP

Risposta
LEONELLI ADRIANO

January 29, 2021 at 4:04 pm

Se installo una caldaia a condensazione in un appartamento a piano terra dove attualmente i fumi sono scaricati direttamente all’esterno ( circa 40 cm dalla parete facciata), posso portare il tubo di scarico fino al tetto (condominio con piano terra, 1° e 2° piano) passando il tubo di scarico sul pilastro e dietro il pluviale della acque piovane a circa 50 cm dall’attuale scarico senza comportare impatto visivo del tubo che sale in alto? Per fare quanto su espresso mi occorre qualche autorizzazione del Comune , basta l’ok della maggioranza dei condomini? Sapete darmi qualche suggerimento in merito. Grazie. Distinti saluti
ADRIANO LEONELLI

Risposta
Ricardo

January 30, 2021 at 4:52 pm

Salve Adriano,

per come hai descritto la situazione, la cosa migliore che puoi fare è cercare di riutilizzare lo scarico attuale. Un intervento di modifica alla canna fumaria di questa portata infatti, per portare lo scarico dei fumi a tetto come previsto dalla legge, richiede non solo l’autorizzazione da parte dei condomini ma anche del Comune, perché se i lavori non sono fatti nel rispetto delle normative vigenti nel tuo Comune di residenza corri il rischio di dover poi smantellare tutto a tue spese, oltre a pagare le debite sanzioni.
Per andare sul sicuro ti suggeriamo di rivolgerti a un tecnico installatore del posto, oppure a un geometra, in modo da capire come muoverti al meglio; in alternativa invece, come accennato prima, puoi chiedere al tecnico che deve installare la nuova caldaia di collegarla allo scarico fumi già esistente.

Saluti

Team USP

Risposta