Quali e quanti tipi di termoconvettore esistono?

Ultimo aggiornamento: 13.10.19

 

Non c’è un solo tipo di termoconvettore: possiamo scegliere tra quelli ad acqua, elettrici oppure a gas. Due, invece, le possibilità d’installazione: a parete oppure a pavimento.

 

Sono sempre più le persone che decidono di risolvere il problema del riscaldamento domestico installando un termoconvettore. Questo dispositivo può essere una valida alternativa ai termosifoni (può comunque essere usato anche come un supplemento e far così fronte alle eventuali difficoltà di riscaldamento per un ambiente troppo grande) o alla stufa. La loro installazione è semplice è non è strettamente necessario l’intervento di un tecnico.

 

Che cosa è un termoconvettore?

Ne avete sentito parlare tanto ma nonostante ciò non avete ancora ben chiaro cosa sia un termoconvettore? Ve lo spieghiamo noi. Si tratta di un impianto termico che basa la sua azione sulla convezione termica (nel paragrafo successivo spiegheremo di cosa si tratta, chi invece lo sa già può proseguire oltre).

Questo può essere a parete oppure da pavimento ma la distinzione principale riguarda il mezzo impiegato per riscaldare l’aria. Il termoconvettore, dunque, può essere ad acqua, elettrico oppure a gas. C’è una ulteriore distinzione da fare, il ventilconvettore. Ma per dare a ciascun tipo il giusto risalto, ne discutiamo di seguito in paragrafi distinti.

 

 

Che cos’è il fenomeno della convezione termica

Il calore si trasmette secondo tre modi, la convezione termica è uno di questi, gli altri due sono la conduzione e l’irraggiamento. Quando si verifica il fenomeno della convezione termica? Tale fenomeno si verifica quando un fluido entra in contatto con un corpo la cui temperatura è superiore.

La differenza di temperatura ha come conseguenza un flusso di calore di natura conduttiva tra le pareti del corpo e le particelle del fluido e ciò dà origine a variazioni nella densità degli strati fluidi in prossimità della superficie. Il fluido più leggero (quello caldo), a causa delle differenze di densità, va verso l’alto mentre il più pesante (quello freddo) va in basso.

 

Il termoconvettore ad acqua

Il termoconvettore ad acqua, che richiede l’allacciamento a una caldaia, sfrutta la convezione termica in un modo abbastanza innovativo. L’involucro del termoconvettore più venduto racchiude dei tubi alettati.

All’interno di questi tubi passa l’acqua, o in alternativa il vapore. Il passaggio di calore si ha dai tubi all’aria circostante la quale circola all’esterno per convenzione naturale o, se presente una ventola, per convenzione forzata. Da segnalare la presenza di filtri con lo scopo di evitare che la polvere presente nell’ambiente circoli insieme all’aria.

 

Il termoconvettore elettrico

Nel termoconvettore elettrico non troviamo i tubi bensì delle resistenze le quali hanno la funzione di riscaldare l’aria. Come si può facilmente intuire, in questo caso la fonte di energia è l’elettricità.

Un termoconvettore del genere è particolarmente indicato per gli ambienti piccoli, anche perché è abbastanza compatto. Il termoconvettore detto “svedese” è a basso consumo e ha una superficie ampia. Alcuni modelli consumano sette volte in meno rispetto a una stufa elettrica.

 

Termoconvettore a gas

In questo caso l’aria è riscaldata grazie all’azione di un bruciatore. È necessario installare un tubo per lo scarico dei fumi.

 

Il ventilconvettore

Tanto il convettore ad acqua quanto quello elettrico o a gas possono essere ventilconvettori. Ma quando si parla di ventilconvettore? Quando è presente una ventola che forza la convenzione.

Il termoconvettore non è un fulmine di guerra nel riscaldare l’ambiente ma la presenza della ventola accelera i tempi perché forza il passaggio dall’aria fredda a quella calda. Mediamente il ventilconvettore ha un costo maggiore e consuma anche di più.

 

Quanto consuma un termoconvettore

Sappiamo che i costumi sono un tasto dolente. Magari è arrivata una bolletta del gas eccessivamente salata e state pensando di servirvi di un termoconvettore proprio per ridurre i consumi. La domanda che vi state ponendo dunque, è: quanto consuma un termoconvettore (controllare qui la lista delle migliori offerte).

Non c’è una risposta precisa, ma vale la stessa regola per tutti gli impianti analoghi: tutto dipende dall’uso che se ne fa ma anche da una serie di misure che andrebbero adottate a prescindere dal dispositivo di riscaldamento. Per esempio non vanno posti ostacoli davanti al termoconvettore, porte  finestre devono stare chiuse, e bisogna porre rimedio agli spifferi.

 

 

La manutenzione

I termoconvettori hanno bisogno di manutenzione? La risposta è sì ma niente panico, non si tratta di un’operazione nè lunga nè dispendiosa: è sufficiente pulirli ed eventualmente cambiare i filtri. Come vedete nulla per il quale si renda necessario rivolgersi a un tecnico.

 

 

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