I 7 Migliori Termoconvettori del 2022

Ultimo aggiornamento: 28.05.22

 

Termoconvettore – Guida all’acquisto e Confronti

 

I termoconvettori sono destinati al riscaldamento domestico, anche in grandi spazi, per questa ragione sono diversi dai normali termoventilatori elettrici e offrono una maggiore versatilità. Se non sapete ancora quale termoconvettore comprare, dando un’occhiata alla nostra guida riuscirete a farvi una chiara idea dei diversi modelli disponibili sul mercato, del loro costo e del tipo di prestazioni che possono garantire. Oltre alla guida troverete un’interessante recensione dei modelli più apprezzati dai consumatori, soprattutto l’Imetec Eco Rapid, silenzioso, potente e facile da spostare in qualsiasi punto sia necessario, e il De’Longhi Slim Style, caratterizzato da un eccellente rapporto qualità-prezzo.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 7 Migliori Termoconvettori – Classifica 2022

 

 

Termoconvettore elettrico

 

1. Imetec Eco Rapid TH1-100 Stufa Elettrica 2000 W

 

L’Eco Rapid TH1-100 prodotto dalla ditta italiana Imetec, stando ai pareri degli acquirenti, è il miglior termoconvettore elettrico tra tutti quelli attualmente venduti online, sia per il prezzo accessibile sia per l’ottimo livello qualitativo e le prestazioni offerte.

La potenza massima assorbita è di 2.000 Watt, ma quando è in modalità Eco può ridurre il consumo elettrico fino al 40% in meno rispetto alla modalità di funzionamento normale. Le dimensioni gli permettono di essere usato tranquillamente sia in posizione libera sia a ridosso di una parete, in modo da ottimizzare l’ingombro dell’apparecchio, che somiglia molto a quello di un modello a parete.

Il termoconvettore elettrico Imetec è dotato anche di termostato ambiente e quattro diverse modalità di funzionamento: Eco, Medium, Rapid e Ultrarapid. Un ulteriore aspetto che gli acquirenti hanno apprezzato molto, inoltre, è la sua silenziosità. È consigliato tranquillamente per riscaldare ambienti con una superficie fino a 60 metri quadrati.

 

Pro

Efficiente: 2.000 Watt di potenza e quattro diverse modalità di funzionamento, tra cui una a basso consumo. È il modello ideale per riscaldare grosse stanze, fino a 60 metri quadrati, in modo occasionale o durante le mezze stagioni.

Funzione Eco: La funzione Eco gli permette di consumare fino al 40% di elettricità in meno rispetto alla modalità Ultrarapid, soltanto 1.200 Watt invece di 2.000, cosa che permette di usarlo senza doversi preoccupare eccessivamente per la bolletta.

Silenzioso: Anche lavorando alla massima potenza e con la ventola alla massima velocità, il termoconvettore elettrico Imetec è decisamente più silenzioso rispetto ai modelli analoghi prodotti dalle altre ditte.

 

Contro

Consumo: La funzione ECO fa risparmiare ma ne diminuisce notevolmente le prestazioni, soprattutto se lo usi in ambienti molto grandi. Dato l’elevato assorbimento di potenza, quindi, va usato con attenzione e parsimonia.

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Termoconvettore De’Longhi

 

2. De’Longhi HSX2320F Slim Style Convettore Elettrico

 

Come lascia facilmente intuire il nome, il termoconvettore De’Longhi Slim Style si distingue soprattutto per la sua sottigliezza; lo spessore è di appena 9 centimetri infatti, e questo lo rende molto più facile da spostare in giro per casa e da collocare anche in spazi ridotti.

Il suo design è essenziale ma elegante, è interamente di colore bianco con i comandi e le maniglie per il trasporto realizzate in plastica nera e collocate sui lati; su uno dei lati è situata anche un’ulteriore griglia per la ventilazione forzata, in modo da distribuire uniformemente il calore in tutta la stanza.

È dotato di due resistenze con interruttori indipendenti, una da 800 watt e una da 1.200 watt, che possono essere accese singolarmente oppure insieme, per fornire una potenza di riscaldamento totale di 2.000 watt; integra anche un termostato che spegne automaticamente le resistenze non appena viene raggiunta la temperatura impostata.

 

Pro

Conveniente: Il termoconvettore De’Longhi Slim Style è un modello appartenente alla fascia dei prodotti a prezzi bassi, quindi è facilmente accessibile anche per chi ha limiti ristretti di spesa.

Resistenze indipendenti: Le resistenze integrate hanno interruttori separati e possono essere accese in maniera indipendente l’una dall’altra, in modo da consumare meno elettricità.

Slim: Non si può certo paragonare ai termoconvettori svedesi e norvegesi, che sono ultrasottili, ma lo spessore di soli 9 centimetri è abbastanza compatto da permetterle una maggiore facilità di collocazione negli spazi ridotti.

 

Contro

Odore: Quando viene accesa per la prima volta, oppure dopo un lungo periodo di inattività, emette un forte odore di plastica cotta che è poco piacevole da inalare.

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Termoconvettore ad acqua

 

3. Aermec Omnia UL26 Ventilconvettore Fan Coil

 

L’Aermec Omnia UL26, in comparazione agli altri modelli esaminati nella nostra guida, si distingue prima di tutto per il prezzo abbastanza elevato. Ma non potrebbe essere altrimenti per questo termoconvettore ad acqua, progettato appositamente per essere abbinabile agli impianti di riscaldamento e sostituire i radiatori di vecchio tipo, a prescindere dal tipo di caldaia utilizzato.

L’Omnia UL26, infatti, è predisposto per l’installazione universale a uso residenziale su impianti a due tubi, installato a pavimento oppure a parete, e con la possibilità di essere anche canalizzato e dotato di controllo centralizzato.

Questo ventilconvettore, o termoconvettore ad acqua che dir si voglia, ha una resa termica che va dai 2 ai 5,9 kW, è dotato di un motore elettrico che aziona un ventilatore centrifugo a coclea realizzato in ABS, capace anche di emettere aria fresca con una potenza frigorifera che va da 0,84 a 2,83 kW, quindi adatto sia d’inverno sia d’estate.

 

Pro

Completo: Si tratta di un apparecchio da collegare direttamente all’impianto dell’acqua calda, sostituendo i radiatori esistenti, e può essere usato tanto per il riscaldamento quanto per il raffreddamento dell’abitazione.

Versatile: Può essere abbinato a qualsiasi tipo di generatore di calore, sia esso una caldaia a gas o una stufa a pellet, l’importante è che l’impianto per l’acqua calda sia a due tubi.

Ventilatore centrifugo: Oltre alla sua efficienza e alla rumorosità ridotta, grazie al profilo alare delle alette, il ventilatore è posizionato in una coclea ispezionabile, facilmente raggiungibile per la pulizia e la manutenzione.

 

Contro

Termostato: Presente solo sui modelli superiori, caratterizzati da un costo più elevato. Il modello base ne è privo. Ma si può risolvere acquistando un termostato a contatto.

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Termoconvettore Olimpiad Splendid

 

4. Olimpia Splendid 99552 Caleo T Termoconvettore 2000 W

 

Volete sapere dove acquistare un buon termoconvettore senza spendere cifre esagerate? Allora è proprio il caso di dare un’occhiata al Caleo T prodotto dalla ditta italiana Olimpia Splendid.

Si tratta del modello più economico tra tutti quelli esaminati nella nostra classifica, e in quanto a potenza e prestazioni non ha nulla da invidiare ai termoconvettori più costosi prodotti da marchi più blasonati. Il termoconvettore Olimpia Splendid, infatti, è dotato di due livelli di potenza, 1.000 e 2.000 watt, termostato di sicurezza e funzione Turbo per il riscaldamento rapido; inoltre ha tre diverse modalità di funzionamento: 1.000 watt, 1.000 watt con ventola e 2.000 watt con ventola, in modo da adattarsi alle esigenze del caso. 

Essendo un modello a basso costo, però, è alquanto rumoroso e risente di alcune limitazioni progettuali, come la mancanza di maniglie per il trasporto e la bassa qualità dei materiali di fabbricazione.

 

Pro

Prezzo: Rispetto agli altri modelli esaminati nella nostra classifica, il Caleo T risulta in assoluto il meno costoso; la qualità è proporzionata al prezzo ovviamente, quindi è consigliato alla clientela meno esigente.

Funzionale: In termini di potenza e prestazioni non ha nulla da invidiare rispetto ai modelli più costosi, inoltre è possibile impostarlo per funzionare al minimo della potenza con o senza ventilazione.

Turbo: Grazie alla funzione Turbo è possibile riscaldare l’ambiente più rapidamente e raggiungere la temperatura desiderata in minor tempo, in modo da ridurre ulteriormente il consumo elettrico.

 

Contro

Qualità generale: A parte la rumorosità della ventola bisogna aggiungere anche la mancanza delle maniglie di trasporto e la bassa qualità dei materiali di fabbricazione.

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Termoconvettore a parete

 

5. Black+Decker BXWSH2000E Termoconvettore a Parete, 2000 W

 

Una valida alternativa al termoconvettore a gas da parete, e anche più sicura, è il termoconvettore a parete BXWSH2000E prodotto dalla nota ditta statunitense Black+Decker, già famosa per la sua linea di elettroutensili destinati al fai da te.

La sua caratteristica principale è il design all’avanguardia, che nonostante la sua semplicità è curato fin nei minimi dettagli; è interamente di colore nero ed è dotato di un display LED che permette di visualizzare le impostazioni di funzionamento e la temperatura ambiente.

Il termoconvettore Black+Decker è dotato di resistenze ceramiche a lunga durata e ha due modalità di riscaldamento, 1.000 e 2.000 watt, la ventola integrata permette di distribuire il calore in modo uniforme e grazie a un limitatore termico non ci sono rischi di surriscaldamento. L’apparecchio è dotato anche di telecomando e timer, e può essere programmato per accendersi a orari prestabiliti; purtroppo, però, il timer è privo di memoria.

 

Pro

Design: Il termoconvettore Black+Decker si distingue soprattutto grazie al suo design all’avanguardia. Le linee pulite e arrotondate ai bordi, il colore nero e il display LED circolare a luce blu gli donano un aspetto Hi-Tech.

Programmabile: Il timer può essere impostato per accendersi e spegnersi a orari prestabiliti. La programmazione si può eseguire su base giornaliera o settimanale, regolando anche la temperatura grazie al termostato integrato.

Telecomando: La dotazione accessori include anche un comodo telecomando che permette di accenderlo e spegnerlo da remoto, senza essere costretti a usare il pannello di controllo del termoconvettore.

 

Contro

Memoria: Purtroppo il timer è privo di memoria, quindi in caso di black out improvviso tutte le impostazioni relative alla programmazione vengono perse e bisogna inserirle di nuovo.

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Termoconvettore a metano

 

6. ROBUR Supercromo 3002 Radiatore a Gas Metano 2320W 

 

Anche il Supercromo 3002, prodotto dalla ditta italiana ROBUR, è un termoconvettore a metano ottimo per chi vive in zone che hanno accesso alla rete del gas di città. A differenza del SICAR esaminato in precedenza, però, la cui potenza equivale a 4,2 kW, il Supercromo 3002 ha una potenza di riscaldamento inferiore, equivalente a 2,3 kW circa.

Infatti le specifiche lo descrivono come radiatore individuale a metano, dotato di accensione elettronica e controllo della fiamma a ionizzazione, scambiatore di calore in acciaio a elevate prestazioni, sistema di tiraggio forzato nel circuito di combustione e ventilatore integrato.

È facile da installare e richiede soltanto un piccolo foro nella parete per il condotto coassiale, non ha bisogno di canna fumaria né di impianto idrico. Il modello 3002 è dotato anche di orologio programmatore digitale di serie, programmabile fino a una settimana, ed è certificato secondo le normative EU 2015/1188 e 2015/1186.

 

Pro

Convertibile: Di base è progettato per l’alimentazione a metano ma, a differenza di altri modelli analoghi, la sua dotazione accessoria include anche un kit per la conversione a GPL.

Modulare: Trattandosi di un termoconvettore a metano individuale, può riscaldare senza tempi di attesa e soltanto nelle stanze dove è effettivamente richiesto. Questo gli permette di risparmiare fino al 30% sulle spese di riscaldamento rispetto a un impianto centralizzato.

Compatto: Le dimensioni contenute e la tipologia di apparecchio, lo rendono particolarmente adatto per l’impiego saltuario nei locali adibiti a uso lavorativo, come uffici, mense aziendali, bagni, negozi, ristoranti e locali di servizio.

 

Contro

Costo elevato: Il Robur Supercromo 3002 è compatto ed estremamente efficiente in ambienti fino a 30 metri quadrati circa, ma e caratterizzato da un costo decisamente elevato e poco accessibile conveniente per l’impiego domestico.

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Termoconvettore caldo freddo

 

7. Vinco 70328 Termoconvettore a 2000 W

 

Il 70328 è un termoconvettore a parete prodotto per la ditta Vinco e caratterizzato da un costo decisamente vantaggioso. Questo apparecchio, infatti, ha il vantaggio di possedere le stesse caratteristiche e funzionalità dei modelli analoghi prodotti dalle ditte più blasonate, inclusa la potenza di riscaldamento, ma un prezzo nettamente inferiore.

Può essere usato anche durante la stagione estiva a resistenze spente, come se fosse un normale ventilatore; in modalità riscaldamento, invece, può essere impostato su due livelli, 1.000 oppure 2.000 watt. È dotato anche di timer programmabile (sia settimanalmente sia sulle 24 ore) e di telecomando per accenderlo e spegnerlo da remoto senza bisogno di intervenire sul pannello comandi.

Essendo un modello a basso costo, però, è realizzato con materiali di qualità mediocre e presenta altre limitazioni progettuali, come per esempio l’elevata rumorosità della ventola. Tutto sommato però, considerando il prezzo dell’apparecchio non si può pretendere di più.

 

Pro

Economico: Il termoconvettore Vinco è apprezzato soprattutto perché costa dal 30% al 40% in meno rispetto ai modelli analoghi prodotti dalle ditte concorrenti. È consigliato a chi non ha grosse esigenze e non vuole spendere molto.

Funzionale: Può essere usato sia come ventilatore durante la stagione estiva, sia per riscaldare durante l’inverno; in modalità riscaldamento può essere impostato su due diverse intensità di calore: 1.000 oppure 2.000 watt.

Timer e telecomando: Alla pari dei termoconvettori a parete prodotti dalle ditte più blasonate, anche questo è dotato del timer programmabile e di un pratico telecomando per la gestione da remoto.

 

Contro

Qualità mediocre: Si tratta di un modello economico, quindi è fabbricato con materiali di qualità mediocre, inoltre la ventola è decisamente rumorosa.

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Guida per comprare un termoconvettore

 

Finalità di utilizzo

Come scegliere un buon termoconvettore tra tutti i modelli disponibili sul mercato? Niente di più semplice, basta avere ben chiare le proprie esigenze.

Per capire in modo più chiaro quali sono le alternative possibili, abbiamo suddiviso i vari tipi in base alla destinazione d’uso per la quale sono stati progettati: riscaldamento di singoli ambienti, dell’abitazione e uso specifico a bordo di veicoli o all’interno di un ufficio.

 

 

Riscaldamento di singoli ambienti

Per riscaldare una singola stanza della casa, qualsiasi essa sia, sono adatti sia i termoconvettori portatili sia quelli predisposti per il montaggio a parete, ma sempre di tipo elettrico. Dal momento che questo tipo di apparecchi assorbe molta energia, infatti, la loro resa migliore si attua proprio in questi casi, soprattutto se il tempo di funzionamento è limitato. Per questo sono ottimi soprattutto da tenere in bagno, in modo da poterlo riscaldare velocemente per il tempo necessario a fare una doccia.

I termoconvettori elettrici compatti, inoltre, sono particolarmente adatti come dotazione a bordo di autoveicoli come camper e roulotte e sulle imbarcazioni cabinate. Il prezzo medio di questi apparecchi, a seconda del modello scelto, può variare dai 20-30 euro fino ai 100-120 euro circa.

 

Riscaldamento dell’abitazione

Se si ha intenzione, invece, di riscaldare l’intera abitazione usando i termoconvettori, allora è bene orientarsi verso i modelli alimentati a gas o ad acqua.

Il potere riscaldante di questi termoconvettori, infatti, è dato dal tipo di impianto di riscaldamento a cui è possibile collegarli. I modelli a gas vanno direttamente sull’impianto del metano per esempio, alcuni sono alimentabili anche a GPL, quelli ad acqua invece vanno collegati alle tubazioni dei termosifoni, in modo da sostituire i vecchi radiatori.

L’unico componente elettrico, quindi, rimane il sistema di ventilazione che ha un assorbimento di potenza minimo, e offre il vantaggio di poter essere usato anche in estate per ventilare la casa e tenerla fresca.

Questo tipo di termoconvettori, in particolar modo quelli a metano e a GPL, sono convenienti soprattutto per le abitazioni dai 30 ai 60 metri quadri, o per superfici di dimensione analoga, ma bisogna fare attenzione al costo. Quelli destinati all’uso domestico, infatti, non devono superare i 250 euro al massimo.

 

 

Termoconvettori a uso specifico

Questa categoria raggruppa in realtà modelli appartenenti a entrambe le tipologie a cui abbiamo accennato in precedenza, con la differenza che si tratta di apparecchi particolari destinati a soddisfare esigenze di tipo più specifico, quindi adatti soprattutto all’impiego in ambito professionale o comunque lavorativo.

Sia i modelli portatili, sia quelli a parete, con alimentazione elettrica, a gas o ad acqua di questo tipo, sono caratterizzati o da piccole variazioni nello standard, come la potenza assorbita e il tipo di funzionalità offerte, o da un costo decisamente più elevato rispetto ai modelli analoghi destinati però a uso domestico.

Possiamo fare un esempio proprio citando i termoconvettori a gas, i modelli domestici hanno un prezzo variabile dai 100 ai 250 euro circa. I termoconvettori a gas modulari progettati per i locali di pubblico servizio, invece, possono arrivare anche a 800 euro.

 

 

 

Domande frequenti

 

Cosa significa termoconvettore?

Il termine convezione, in fisica, indica un tipo di trasporto di materia o energia che avviene all’interno di un fluido, attraverso la creazione di una serie di correnti all’interno dello stesso. La parola termoconvettore, quindi, serve a definire un impianto di riscaldamento basato sul ricircolo delle correnti d’aria calda all’interno dell’abitazione.

 

Quanto costa un termoconvettore?

Il costo dei termoconvettori cambia a seconda della tipologia e del modello, il prezzo quindi è può variare dai 20-30 euro dei modelli portatili Mini fino ai 700-800 euro e oltre dei termoconvettori a gas modulari.

 

Termoconvettore elettrico, quanto consuma?

I termoconvettori elettrici, che riscaldano grazie alle resistenze integrate, hanno solitamente un assorbimento di potenza standard a due livelli e possono raggiungere anche i 1.200-2.200 Watt. Esistono però dei modelli ai quali l’elettricità serve soltanto per azionare la ventola, in quel caso l’assorbimento è minimo e può variare dai 40 agli 80 Watt a seconda del modello.

 

Termoconvettore ad acqua, come funziona?

Il termoconvettore ad acqua è progettato per sostituire in tutto e per tutto i normali termosifoni. Si collega direttamente ai tubi dell’impianto dell’acqua calda e il consumo elettrico è minimo, poche decine di Watt soltanto, ma la ventola offre un netto miglioramento nella resa termica distribuendo l’aria calda emanata dal radiatore e facendola circolare nell’ambiente in maniera uniforme. Inoltre lo si può usare anche d’estate, per mantenere la stanza fresca e ventilata.

 

Quanto consuma un termoconvettore a gas?

Il termoconvettore a gas è un’altra tipologia di apparecchio decisamente economica per quanto riguarda il consumo energetico. In questi modelli infatti, come in quelli ad acqua, l’elettricità è usata soltanto per alimentare il sistema di ventilazione, quindi l’assorbimento di potenza è minimo e, a seconda del modello, può variare dai 40 agli 80 Watt al massimo.

Il consumo di gas, invece, dipende dalla potenza delle piastre riscaldanti, che viene misurata in kW.

 

Come pulire un termoconvettore?

Per effettuare questa pulizia in modo corretto è bene studiare con attenzione il manuale delle istruzioni, dato che ogni modello ha le sue procedure specifiche per accedere al vano della ventola.

 

Come nascondere un termoconvettore?

A meno che non l’abbiate rubato è assolutamente sconsigliato nascondere il termoconvettore. Scherzi a parte, coprire gli apparecchi destinati al riscaldamento di un’abitazione con pannelli o tendaggi, equivale a diminuire drasticamente l’efficienza, aumentare i consumi energetici e correre il rischio di incendi.

 

Quanti kw consuma un termoconvettore?

Il consumo elettrico di un termoconvettore dipende da quanta potenza assorbe. Lo standard diffuso è la doppia potenza 1.000-2.000 Watt, quindi il rateo di consumo varia da 1 a 2 kWh in base alla potenza di esercizio selezionata.

 

Come montare un termoventilatore a parete?

I modelli elettrici sono facili da installare, servono solo il trapano e i tasselli, per i modelli a metano invece, bisogna praticare un piccolo foro attraverso la parete per il condotto coassiale.

 

Come si installa un termoconvettore?

Dipende tutto dal modello, alcuni sono fatti per essere usati free standing e posizionati ovunque si desideri, altri invece sono predisposti per il montaggio a parete. I modelli ad acqua e a gas, invece, vanno allacciati ai tubi del relativo impianto, metano o acqua a seconda del modello.

 

 

 

Come usare un termoconvettore

 

L’uso di un termoconvettore non richiede particolari conoscenze, si tratta di un tipo di apparecchio tra i più semplici anzi. Le cose cambiano invece quando si tratta di installarne uno, visto che alcuni modelli richiedono l’intervento di personale specializzato.

 

 

Innanzitutto cominciamo col precisare che il termoconvettore, fondamentalmente, non è altro che un ventilatore dotato di resistenze elettriche, ma esistono delle varianti specifiche dove queste ultime sono sostituite da un diverso sistema riscaldante, nella fattispecie piastre di ceramica per i modelli alimentati a gas ed elementi radianti per quelli alimentati ad acqua.

Per quanto riguarda l’installazione e il montaggio, quindi, i modelli a gas e quelli ad acqua è preferibile farli installare da un tecnico, in modo da collegarli al relativo impianto in maniera sicura e corretta. I termoconvettori elettrici predisposti per il montaggio a parete, invece, sono semplici e possono essere installati anche da soli se possedete un minimo di manualità e gli attrezzi giusto, in questo caso un trapano e dei tasselli.

Il funzionamento, anche se varia il tipo di alimentazione, rimane standard per la maggior parte degli apparecchi, che possiedono un termostato di sicurezza, un interruttore di accensione e due interruttori distinti per le due potenze di esercizio, oppure una manopola che può regolare il range di assorbimento nell’intervallo tra i 1.000 e i 2.000 Watt.

I modelli ad acqua e a metano, invece, hanno soltanto la manopola di regolazione della potenza.

Esistono poi i modelli con controllo elettronico, spesso dotati di display LCD di tipo Touchscreen, quindi sono ancora più facili da usare e programmare. I termoconvettori alimentati a metano o a GPL per esempio, sono tutti dotati di controlli elettronici, sensori di rilevamento della CO2 e accensione a ionizzazione, molto più sicura rispetto alla vecchia fiamma pilota. I modelli elettronici, ovviamente, nella maggior parte dei casi includono anche il telecomando o l’app per il controllo da dispositivi mobili.

Ogni tipologia di termoconvettore ha i suoi pro e i suoi contro ovviamente, quindi se volete acquistare un nuovo apparecchio dovrete sceglierlo con attenzione, a seconda delle vostre esigenze.

I modelli elettrici infatti, pur essendo efficienti, consumano molta energia e quindi sono destinati soprattutto all’impiego occasionale e in ambienti piccoli. Sono molto usati soprattutto per riscaldare momentaneamente il bagno, e come dotazione a bordo di veicoli e imbarcazioni.

I modelli a gas e ad acqua sono destinati soprattutto al riscaldamento domestico, oppure dei locali pubblici, come ristoranti, uffici e negozi. Quelli progettati a scopo espressamente professionale, inoltre, tendono ad avere un costo abbastanza elevato.

 

 

Come ultima raccomandazione è bene ricordare di pulire il sistema di ventilazione del termoconvettore con una certa frequenza, in modo da liberarlo dagli accumuli di polvere e sporco che potrebbero causare un calo nell’efficienza, e quindi nelle prestazioni. Per fare questo bisogna fisicamente aprire il termoconvettore, alcuni modelli illustrano la procedura nel manuale delle istruzioni mentre altri potrebbero richiedere l’intervento di un tecnico, a seconda del modello scelto.

È consigliabile fare bene attenzione a questo aspetto, e leggere con attenzione il manuale delle istruzioni del proprio apparecchio quindi, per evitare il rischio di guasti o malfunzionamenti indesiderati.

 

 

La tentazione di installare un termoconvettore in casa è forte ma avete valutato con attenzione i vantaggi e gli svantaggi? Non preoccupatevi perché lo abbiamo fatto noi per voi.

 

Siete stanchi di gelare in inverno, purtroppo la vostra casa fino ad ora è stata priva di un qualsiasi sistema di riscaldamento ma, siccome avete finalmente deciso di ristrutturarla, avete pensato bene di “attrezzarvi” per il periodo freddo. Tra le tante possibilità, vi stuzzica particolarmente l’idea di un termoconvettore buono ed economico.

Non vi sconsigliamo la scelta ma come per tutte le cose o quantomeno per la maggior parte di esse, conviene valutare bene i vantaggi e gli svantaggi o se preferite, i pro e i contro. Noi lo abbiamo fatto e l’articolo che state leggendo vi mostra il nostro punto di vista che chiaramente non vuole essere la verità assoluta. Più semplicemente si tratta di come la pensiamo noi e chissà che non possiate trovarvi d’accordo con quanto abbia scritto dopo una serie di accurate ricerche.

 

Il termoconvettore

Come primo passo, spieghiamo cos’è un termoconvettore. Si tratta di un impianto termico installabile a parete oppure a muro. La sua azione si basa sulla convenzione termica e può essere ad acqua, elettrico oppure a gas. Il termoconvettore di primo tipo richiede la presenza di una caldaia alla quale va allacciato.

È dotato di tubi alettati all’interno dei quali passa l’acqua. Sono presenti, inoltre, dei filtri che evitano di reimmettere la polvere nell’ambiente. Periodicamente è necessario sostituire questi filtri. Nel caso del termoconvettore elettrico non ci sono tubi e tanto meno acqua. In questo caso il calore si deve a delle resistenze elettriche. Il suo uso è suggerito soprattutto per gli ambienti piccoli. C’è, poi, il termoconvettore a gas. In questo caso l’aria viene riscaldata dalla fiamma sprigionata da un bruciatore.

 

 

I vantaggi

Ora che abbiamo più chiaro cos’è un termoconvettore, vediamo quali sono i vantaggi; successivamente illustreremo anche i contro. In inverno fa freddo, si sa. In alcune zone dell’Italia nevica e le temperature scendono anche parecchio sotto lo zero, i liquidi, di conseguenza, congelano. Per tale ragione i termosifoni, in questi casi, vanno lasciati sempre accesi; proprio per evitare che l’acqua al loro interno congeli. Ciò, tuttavia, obbliga a consumare maggiore energia. Tale problema non si presenta con i termoconvettori poiché non c’è alcun liquido in circolo, neanche nel modello ad acqua. 

Questo significa che se avete una casa in montagna dove andate di tanto in tanto, il termoconvettore si fa preferire al termosifone così da non avere brutte sorprese. Il termoconvettore riscalda in tempi abbastanza rapidi e soprattutto i modelli più recenti hanno le dimensioni compatte dunque fanno al caso di chi ha poco spazio da sfruttare. La manutenzione richiesta è minima, visto che basta eseguire un po’ di pulizia e, se presenti, cambiare i filtri. Non è nulla di complicato.

Non c’è dispersione di scarichi nocivi, anche con il termoconvettore a gas non c’è il pericolo che la casa si saturi del pericolosissimo e insidioso monossido di carbonio causa di non poche vittime in inverno. A seconda dei modelli si può disporre di un timer per impostare accensione e spegnimento. È possibile, inoltre, regolare la temperatura. Il termoconvettore ad acqua, poiché dotato di filtri, rende l’aria più salubre.

 

Svantaggi

Se il vostro problema sono i piedi freddi, farete bene a mettere un paio di calzini in più poiché il termoconvettore (ecco i migliori modelli), sfruttando il fenomeno della convezione, l’aria in basso è più fredda. In altre parole riscaldamento non è uniforme. Una volta spento il termoconvettore, rispetto a un termosifone, l’ambiente di raffredda più in fretta.

Tale problema, probabilmente, annulla il vantaggio iniziale del rapido riscaldamento dell’ambiente al momento dell’accensione del dispositivo. Il costo di un termoconvettore, mediamente, è superiore a quello di un termosifone.

 

 

Conclusioni

Giunti a questo punto è probabile che abbiate le idee più chiare se e quale tipo di termoconvettore installare in casa.

Come avete visto, i pro sembrano essere in netto vantaggio rispetto ai punti a sfavore ma chiaramente ci sono tanti altri aspetti da valutare che non valgono per tutti. Dunque integrate quanto appena letto al vostro caso specifico, solo così avrete davvero un quadro completo dei vantaggi e degli svantaggi.

 

 

Non c’è un solo tipo di termoconvettore: possiamo scegliere tra quelli ad acqua, elettrici oppure a gas. Due, invece, le possibilità d’installazione: a parete oppure a pavimento.

 

Sono sempre più le persone che decidono di risolvere il problema del riscaldamento domestico installando un termoconvettore. Questo dispositivo può essere una valida alternativa ai termosifoni (può comunque essere usato anche come un supplemento e far così fronte alle eventuali difficoltà di riscaldamento per un ambiente troppo grande) o alla stufa. La loro installazione è semplice è non è strettamente necessario l’intervento di un tecnico.

 

Che cosa è un termoconvettore?

Ne avete sentito parlare tanto ma nonostante ciò non avete ancora ben chiaro cosa sia un termoconvettore? Ve lo spieghiamo noi. Si tratta di un impianto termico che basa la sua azione sulla convezione termica (nel paragrafo successivo spiegheremo di cosa si tratta, chi invece lo sa già può proseguire oltre).

Questo può essere a parete oppure da pavimento ma la distinzione principale riguarda il mezzo impiegato per riscaldare l’aria. Il termoconvettore, dunque, può essere ad acqua, elettrico oppure a gas. C’è una ulteriore distinzione da fare, il ventilconvettore. Ma per dare a ciascun tipo il giusto risalto, ne discutiamo di seguito in paragrafi distinti.

 

 

Che cos’è il fenomeno della convezione termica

Il calore si trasmette secondo tre modi, la convezione termica è uno di questi, gli altri due sono la conduzione e l’irraggiamento. Quando si verifica il fenomeno della convezione termica? Tale fenomeno si verifica quando un fluido entra in contatto con un corpo la cui temperatura è superiore.

La differenza di temperatura ha come conseguenza un flusso di calore di natura conduttiva tra le pareti del corpo e le particelle del fluido e ciò dà origine a variazioni nella densità degli strati fluidi in prossimità della superficie. Il fluido più leggero (quello caldo), a causa delle differenze di densità, va verso l’alto mentre il più pesante (quello freddo) va in basso.

 

Il termoconvettore ad acqua

Il termoconvettore ad acqua, che richiede l’allacciamento a una caldaia, sfrutta la convezione termica in un modo abbastanza innovativo. L’involucro del termoconvettore più venduto racchiude dei tubi alettati.

All’interno di questi tubi passa l’acqua, o in alternativa il vapore. Il passaggio di calore si ha dai tubi all’aria circostante la quale circola all’esterno per convenzione naturale o, se presente una ventola, per convenzione forzata. Da segnalare la presenza di filtri con lo scopo di evitare che la polvere presente nell’ambiente circoli insieme all’aria.

 

Il termoconvettore elettrico

Nel termoconvettore elettrico non troviamo i tubi bensì delle resistenze le quali hanno la funzione di riscaldare l’aria. Come si può facilmente intuire, in questo caso la fonte di energia è l’elettricità.

Un termoconvettore del genere è particolarmente indicato per gli ambienti piccoli, anche perché è abbastanza compatto. Il termoconvettore detto “svedese” è a basso consumo e ha una superficie ampia. Alcuni modelli consumano sette volte in meno rispetto a una stufa elettrica.

 

Termoconvettore a gas

In questo caso l’aria è riscaldata grazie all’azione di un bruciatore. È necessario installare un tubo per lo scarico dei fumi.

 

Il ventilconvettore

Tanto il convettore ad acqua quanto quello elettrico o a gas possono essere ventilconvettori. Ma quando si parla di ventilconvettore? Quando è presente una ventola che forza la convenzione.

Il termoconvettore non è un fulmine di guerra nel riscaldare l’ambiente ma la presenza della ventola accelera i tempi perché forza il passaggio dall’aria fredda a quella calda. Mediamente il ventilconvettore ha un costo maggiore e consuma anche di più.

 

Quanto consuma un termoconvettore

Sappiamo che i costumi sono un tasto dolente. Magari è arrivata una bolletta del gas eccessivamente salata e state pensando di servirvi di un termoconvettore proprio per ridurre i consumi. La domanda che vi state ponendo dunque, è: quanto consuma un termoconvettore (controllare qui la lista delle migliori offerte).

Non c’è una risposta precisa, ma vale la stessa regola per tutti gli impianti analoghi: tutto dipende dall’uso che se ne fa ma anche da una serie di misure che andrebbero adottate a prescindere dal dispositivo di riscaldamento. Per esempio non vanno posti ostacoli davanti al termoconvettore, porte  finestre devono stare chiuse, e bisogna porre rimedio agli spifferi.

 

 

La manutenzione

I termoconvettori hanno bisogno di manutenzione? La risposta è sì ma niente panico, non si tratta di un’operazione nè lunga nè dispendiosa: è sufficiente pulirli ed eventualmente cambiare i filtri. Come vedete nulla per il quale si renda necessario rivolgersi a un tecnico.

 

 

In inverno asciugare il bucato è sempre un problema, spesso servono giorni e giorni. Potete ridurre i tempi grazie a una serie di accorgimenti e consigli che abbiamo raccolto per voi.

 

In estate il problema non si pone; le giornate sono calde, lunghe e difficilmente piove: tutte condizioni che favoriscono la rapida asciugatura del bucato, ma come fare durante l’inverno? 

Il bucato, dopo lavato, anche se è passato per la centrifuga al massimo dei giri, può richiedere diversi giorni di tempo per asciugarsi. Precisiamo, la cosa migliore è sempre lasciare il bucato steso fuori, soprattutto se si vive in una zona circondata dal verde e quindi dove lo smog non è un grosso problema (sporca e rende maleodorante il bucato), ma il prezzo da pagare è un processo di asciugatura lungo, senza contare l’acquazzone che è sempre dietro l’angolo. L’alternativa è lasciare che i panni asciughino in casa.

 

Una soluzione ibrida

Prima di entrare nel dettaglio spiegando alcuni metodi per asciugare il bucato tra le mura domestiche, vogliamo proporvi una soluzione ibrida a patto che le condizioni climatiche lo consentano, anche se ciò comporta il doppio del lavoro. Potete stendere i panni all’aperto sfruttando il sole quanto più possibile e riportarli in casa nel tardo pomeriggio, prima che l’aria diventi umida, per poi completare l’asciugatura il giorno seguente stendendo nuovamente il bucato all’aperto.

 

 

Asciugare il bucato con il riscaldamento di casa

In inverno si sa, ci serviamo di dispositivi utili a riscaldare l’ambiente: una stufa, un buon termoconvettore oppure i termosifoni sono utili a tenere la casa calda. Si può approfittare del calore generato dai suddetti dispositivi per accelerare il processo di asciugatura. Alzi la mano che non ha mai appoggiato gli abiti umidi sul termosifone o magari avvicinato lo stendino a una stufa (non troppo, mica volete bruciare casa?)

Questi sistemi hanno certamente una loro utilità nel consentire al bucato di asciugarsi in minor tempo, però c’è un “ma”. Così facendo avrete certamente il bucato asciutto più in fretta ma sappiate che la casa non si riscalderà per bene e consumerete più energia. 

Prendiamo il caso del termosifone; per asciugare rapidamente il bucato imposterete il termostato a 30°, cosa che non andrebbe mai fatta a prescindere perché è un inutile spreco di energia.

Ora, se sui termosifoni ci sono gli abiti bagnati a ostacolare il calore, la temperatura impostata, già di per sé troppo alta, non verrà mai raggiunta e dunque il termostato non comanderà mai alla caldaia di spegnersi. Avrete il bucato asciutto ma anche la bolletta dei vostri incubi peggiori.

 

Usate la centrifuga

Non tutti amano la centrifuga poiché se da un lato i panni escono dalla lavatrice umidi, ma non zuppi, è altrettanto vero che si stropicciano parecchio. Ciò è comunque sconsigliato per i capi delicati. Generalmente il numero di giri è di 1.200, ad ogni modo consigliamo di impostare sempre il valore massimo.

Come avrete modo di vedere voi stessi, il bucato uscirà umido, a patto che non abbiate caricato il cestello più del dovuto. In questo caso non solo il bucato potrebbe uscire zuppo ma anche la pulizia non sarà delle migliori.

 

Il metodo degli asciugamani di spugna

Questo metodo non è molto conosciuto ed è adatto solo per un quantitativo molto ridotto di indumenti. Potete usarlo, ad esempio, se avete bisogno con estrema urgenza di un pantalone o una maglia. Prendete il capo che vi serve e mettetelo tra quattro asciugamani di spugna cosicché possano assorbire l’acqua. Gli asciugamani devono essere lunghi almeno quanto l’indumento da asciugare e vanno disposti su un piano rigido. Sistemate la prima coppia di asciugamani, dunque adagiate la maglia o quello che è, e coprite con altri due asciugamani.

A questo punto, con le mani, esercitate una pressione per tutta la lunghezza dell’indumento. Per accelerare ulteriormente il processo, potete coprire il capo con un asciugamano asciutto e su questo passare un ferro da stiro.

 

Il phon per la biancheria intima

Nel caso della biancheria intima o comunque di indumenti piccoli come possono essere quelli di un neonato, si può accelerare l’asciugatura con un phon. Questo sistema è comunque da usare solo con capi umidi per avere risultati apprezzabili e celeri.

 

 

Lo stendibiancheria elettrico

Utile per asciugare il bucato in casa, in inverno, è lo stendibiancheria elettrico. In commercio se ne trovano di diversa potenza. Certo, in termini di consumi non sono il massimo della convenienza, ma almeno avrete il bucato asciutto più in fretta. Oltretutto è sempre meglio uno stendibiancheria del genere che mettere gli abiti ad asciugare sul termosifone, soluzione ancor più dispendiosa sotto il profilo dei consumi.

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

Wintem Olimpo Termoventilatore a Muro con Timer

 

Se cercate dove acquistare un termoconvettore a parete a prezzi bassi, il Wintem Olimpo potrebbe essere proprio quello che fa al caso vostro. In comparazione agli altri modelli che abbiamo preso in esame, infatti, l’Olimpo risulta essere il più economico, ma anche quello da gestire in maniera più oculata.

Si tratta infatti di un apparecchio con resistenze elettriche in ceramica con due diverse potenze di esercizio: 1.000 e 2.000 Watt, quindi ha un assorbimento energetico notevole se viene usato per periodi prolungati di tempo.

È il classico dispositivo da installare a una parete del bagno, in modo da poterlo accendere soltanto all’occorrenza e per il poco tempo che occorre a scaldarlo e fare una doccia in tutta comodità, e non come il povero ragionier Fantozzi. Il termoconvettore da parete Olimpo è dotato anche di un comodo display Touch Screen, di telecomando e di timer programmabile per lo spegnimento automatico.

 

Pro

Eccellente rapporto qualità-prezzo: Al prezzo incredibilmente vantaggioso, il termoconvettore da parete Olimpia unisce anche un design elegante e delle ottime prestazioni.

Programmabile: L’accensione va eseguita sempre personalmente, tramite il telecomando, ma lo spegnimento è automatizzato e programmabile per gli orari desiderati, grazie al timer integrato.

Facile da usare: Il display è del tipo Touch Screen, ciò lo rende estremamente semplice da gestire. Dispone anche di un indicatore luminoso per segnalare che l’apparecchio è in funzione.

 

Contro

Consumo elettrico: 1.000 e 2.000 Watt di assorbimento sono tanti, quindi bisogna fare molta attenzione quando lo si usa e cercare di ottimizzare al massimo i tempi, per evitare bollette salate.

 

 

Marner Climatizzatore Riscaldatore Ventilatore Digitale Pinguino

 

Il Marner MNJL, invece, è un termoconvettore caldo freddo, cioè un apparecchio che si propone come analogo del più famoso Pinguino, prodotto dalla ditta italiana De’Longhi. Anche se può sembrare simile al Pinguino per quanto riguarda l’aspetto però, in realtà non è un climatizzatore ma un semplice termoconvettore mobile su ruote, capace di funzionare anche a resistenze spente e quindi di ventilare l’ambiente e tenerlo fresco.

Può essere usato durante il periodo estivo quindi, e con un consumo elettrico di soli 80 Watt, mentre per l’inverno offre due potenze di riscaldamento, 1.000 e 2.000 Watt, con un flusso di aria di 25 metri cubi al minuto. La modalità refrigerante, invece, è mutuata dai raffrescatori evaporativi, infatti ha un serbatoio interno della capacità di 7 litri che oltre a raffrescare gli permette di funzionare anche come umidificatore, ionizzatore e diffusore, di aromi oppure di prodotti contro le zanzare e altri insetti.

 

Pro

Economico: Dato il tipo di apparecchio e le prestazioni offerte, il costo risulta decisamente accessibile e conveniente. È consigliato preferibilmente a chi non ha particolari esigenze però.

Multifunzione: Oltre a riscaldare può funzionare anche come raffrescatore evaporativo, umidificatore, ionizzatore e diffusore. La sua versatilità d’impiego lo rende estremamente utile.

Potente: Con i suoi 2.000 Watt di potenza massima offre delle prestazioni di riscaldamento che non hanno nulla da invidiare ai termoconvettori di fascia più alta.

 

Contro

Non è un climatizzatore: Molti hanno lamentato la scarsa efficienza nel potere refrigerante, va quindi ribadito che non si tratta di un climatizzatore, ma di un normale termoconvettore di fascia economica.

 

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