Le migliori stufe a pellet

Ultimo aggiornamento: 24.06.19

 

Stufe a pellet – Guida all’acquisto e confronti 2019

 

In questa guida parliamo di come scegliere una buona stufa a pellet, sia per interni che per esterni. Questi prodotti hanno conosciuto un grande successo di vendite in Italia negli ultimi anni, grazie soprattutto al costo competitivo del pellet, il combustibile ricavato dalla lavorazione della segatura del legno che viene compressa e trasformata in cilindretti. Esaminiamo quindi le varie tipologie di stufe esistenti e per ognuno prendiamo in considerazioni alcuni modelli. In cima alla nostra classifica troviamo questi due: Edilkamin Bijoux 11 kW, una cosiddetta termostufa (o idrostufa o stufa a pelle idro) che può essere collegata alla caldaia e ai pannelli solari per scaldare l’acqua nei radiatori. Molto curata esteticamente, è in grado di riscaldare un ambiente di circa 150 m². Può essere programmata giornalmente o settimanalmente. La Aico Star 12.2 è invece una stufa a pellet canalizzata che quindi riscalda più ambienti divisi contemporaneamente. Qui abbiamo una doppia canalizzazione di 3 metri, per cui si possono riscaldare complessivamente due ambienti, oltre a quello dove la stufa è collocata. Entrambe sono in classe di efficienza energetica A+.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Opinioni sulle migliori stufe a pellet

 

Quale stufa a pellet comprare per la propria abitazione? Fate una comparazione tra i modelli presentati in basso, tra i più venduti e apprezzati. Ce ne sono di vario tipo ma tutti hanno ricevuto un gradimento notevole da parte degli utenti. Scoprite dunque quali sono.

 

Prodotti raccomandati

 

Stufa a pellet idro

 

Edilkamin Bijoux 11 kW

 

Una stufa a pellet idro come questa Edilkamin è più simile a una caldaia che a una semplice stufa. Questi modelli vengono chiamati anche idrostufe o termostufe e sono in grado di riscaldare l’acqua che circola nei radiatori e nei pannelli radianti a pavimento.

La termostufa Bijoux è realizzata da Edilkamin, un’autorità nel settore. Italiana, è attiva nel settore da decenni ed esporta in decine di Paesi.

Questa stufa a pellet idro può essere collegata alla caldaia a gas, ai pannelli solari e, volendo, funge da vera e propria stufa riscaldando l’ambiente dove è collocata mediante la ventilazione frontale che, però può essere disattivata.

Ha il focolare in ghisa e acciaio, l’uscita dei fumi posteriore e il pannello per regolare le funzioni, cosa che è possibile fare anche tramite telecomando incluso. A parte può essere acquistato anche il kit Wi-Fi per il controllo da remoto.

Il rendimento è del 91,6%, il serbatoio è da 21 kg e il consumo è di 1 kg di combustibile per 3,7 ore. La stufa è in grado di riscaldare un ambiente di 420 m³, circa 150 m² con un’altezza del soffitto di 2,7 metri. Questo modello vanta anche un innovativo sistema di combustione, più efficiente e pulito, si chiama S.C.P. (è possibile trovare un approfondimento qui). Programmabile giornalmente o settimanalmente, è in classe di efficienza energetica A+.

Non è certo questo il modello più economico sul mercato ma si tratta di un prodotto che spicca non solo per le funzioni ma anche per il design particolarmente curato.

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Extraflame Duchessa Idro Steel

 

Extraflame e La Nordica fanno parte dello stesso gruppo: la prima è attiva nel campo delle stufe a pellet, la seconda in quello del riscaldamento a legna. Entrambe sono molto conosciute e, anzi, sono leader di mercato.

La termostufa Duchessa Idro Steel ha una potenza nominale di 12 kW che consente di riscaldare un ambiente di 344 m³, equivalenti a circa 120 m². Per quanto riguarda le prestazioni offerte, anche qui il rendimento è superiore al 91% e la classe energetica è A+. Sul manuale si vedrà il simboletto di “Aria Pulita”, la certificazione di qualità del riscaldamento a pellet che ha assegnato quattro stelle su quattro a questa stufa che, quindi, inquina il meno possibile senza rinunciare al rendimento.

Meno pregevole esteticamente del modello Edilkamin visto in alto, ha un prezzo anche parecchio inferiore, come si evince dal link suggerito dove acquistare il prodotto a un’ottima offerta.

Si tratta di una stufa tecnologicamente avanzata con numerosi accorgimenti che ne migliorano la qualità: tra questi, il sistema che regola la quantità di pellet da immettere nella camera di combustione e quello che evita la formazione di depositi sul vetro della porta fuoco.

Non manca il cronotermostato che permette di ottimizzare i consumi, il timer per lo spegnimento, il blocco tasti per evitare che i bambini, per esempio, possano modificare impropriamente le impostazioni della stufa.

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Stufa a pellet canalizzata

 

Aico Star 12.2

 

In questo caso parliamo di una stufa a pellet canalizzata, cioè di un modello che è in grado di riscaldare contemporaneamente più ambienti di una stessa abitazione, anche se sono disposti su piani diversi.

Questo modello, in particolare, è prodotto dall’italiana Aico, un gruppo che controlla anche i marchi Revelli e Elledi. Si tratta di una stufa con doppia canalizzazione fino a 3 metri, pertanto può scaldare altri due ambienti, oltre a quello in cui è posizionata.

Ha una potenza termica massima di 11,8 kW, mentre per le altre caratteristiche come autonomia e consumi rimandiamo alla scheda tecnica che è possibile visualizzare qui.

Disponibile nei colori bianco e bordeaux, è in classe di efficienza energetica A+, ha un rendimento di oltre il 91% con potenza ridotta e cinque livelli di potenza regolabili.

Ha lo scarico fumi posteriore e laterale, dispone di sistema di pulizia vetro, cronotermostato programmabile giornalmente, settimanalmente e nei fine settimana. Riscalda efficacemente un ambiente di oltre 100 m².

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Nordica Ilenia

 

Ecco un’altra stufa a pellet canalizzata, questa volta della Nordica. Spicca subito la maggiore cura posta al rivestimento esterno di questo modello che è realizzato in maiolica bianca o bordeaux di qualità.

Come l’altro modello visto in alto, anche questo è in classe di efficienza energetica A+ ed è stato certificato quattro stelle (su quattro) da Aria Pulita.

Questi di Nordica non sono certo modelli venduti a prezzi bassi: nel caso di Ilenia, la potenza termica non è neanche clamorosa perché siamo a meno di 9 kW di potenza termica globale introdotta, quindi quella utile è ancora inferiore, cioè 8 kW, sufficiente per ambienti di 230 m³, cioè circa 85 m².

L’unica canalizzazione è fino a 6 metri con lo scarico dei fumi posteriore, superiore o laterale destro avente diametro di 80 mm.

L’efficienza energetica utile al carico minimo è del 92,3%; l’efficienza della combustione è ottimizzata grazie allo speciale sistema di autopulizia che riduce l’usura e la pulizia del braciere. È programmabile con cronotermostato che gestisce la temperatura durante il giorno a seconda della fascia oraria in cui è stato suddiviso.

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Stufa a pellet senza canna fumaria

 

Flig Tennessee

 

Come spieghiamo in basso, non è possibile parlare correttamente di stufe a pellet senza canna fumaria. Le stufe a pellet bruciano combustibile e producono sempre fumo che, per legge, deve essere convogliato con scarico a tetto.

La vera e propria stufa a pellet senza canna fumaria è un modello come questa Flig Tennessee che va posta all’esterno, come un fungo riscaldante a gas, ed ha una funzione decorativa perché, naturalmente, il calore prodotto si disperde subito. Per riscaldarsi bisogna rimanerci molto vicino. Ecco, in questo caso la canna fumaria non serve.

Si tratta di una soluzione adottata, per esempio, da ristoranti o altri locali che possono così offrire ai propri clienti che sono in attesa o che sono usciti fuori un po’ di sollievo.

Naturalmente, può essere installata anche in un giardino o terrazza. Realizzata in acciaio e vetro, la stufa Flig assicura anche un effetto scenografico e un funzionamento ininterrotto di 3,5 ore grazie al serbatoio da 5 kg.

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Bierrestore Kaleos

 

Kaleos, come il precedente, è un altro modello di stufa a pellet senza canna fumaria che quindi può essere posto all’esterno per rendere più piacevole l’attesa dei clienti in un ristorante o altro locale. Anche questa stufa non ha bisogno di corrente elettrica.

Rispetto al modello visto in alto, il costo è superiore ma c’è anche un serbatoio più capiente da 11 kg che assicura un riscaldamento per sei ore consecutive (al costo di circa 3 euro). Altri possibili utilizzi sono: giardini, in occasione di eventi, anche piscine e ambienti esterni di un albergo. In casa può andare bene in una veranda o in un patio.

Altra differenza rispetto alla Flig Tennesse è che qui sono presenti le ruote alla base che semplificano notevolmente lo spostamento. La stufa, made in Italy, è alta 2,17 metri, vanta un design particolarmente curato, per cui arreda l’ambiente esterno, oltre che riscaldarlo.

Il funzionamento è semplice: bisogna riempire la camera di combustione col pellet con 11 kg o 6 kg (mezza carica), accenderlo dall’alto e chiudere. La fiamma salirà lungo il tubolare in vetro creando un effetto scenografico di sicuro impatto.

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Stufa a pellet Nordica

 

Extraflame Ketty

 

Come spiegato in alto, Nordica ed Extraflame fanno parte dello stesso gruppo occupandosi, rispettivamente, di sistemi di riscaldamento a legna e a pellet, ecco perché in questo caso troviamo il marchio Extraflame.

Ketty ha una potenza massima di 7,3 kW e una potenza nominale di 6,3 kW che consentono di riscaldare ambienti fino a 180 m³, cioè meno di 70 m², considerando un’altezza di 2,7 metri. In base alla potenza, consuma da 0,6 a 1,5 kg di combustibile all’ora.

Come gli altri modelli Nordica/Extraflame, anche Ketty condivide le tecnologie sviluppate dall’azienda italiana, tra queste la regolazione della quantità di pellet da immettere nella camera di combustione, il riavvio automatico in caso di blackout, il sistema Auto Clean Checkup che aumenta il rendimento e riduce la pulizia del braciere. È dotata di termostato interno e programmazione settimanale.

Le stufe a pellet Nordica-Extraflame hanno anche la certificazione Aria Pulita, un progetto a cui si aderisce su base volontaria e che ha assegnato a questo prodotto tre stelle sulle quattro previste tenendo conto di rendimento ed emissioni.

In classe di efficienza energetica A+, ha un rendimento superiore all’86%, pesa circa 70 kg e ha un serbatoio di 15 kg.

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Extraflame Doroty

 

La stufa a pellet Nordica-Extraflame Doroty presenta significative differenze rispetto al modello Ketty esaminato in alto, come si evince dal prezzo che è notevolmente superiore, come le prestazioni, del resto.

Qui la potenza nominale è di 9 kW e i metri cubi riscaldabili sono 258, equivalenti a 95 quadrati, sempre considerando l’altezza del soffitto di 2,7 metri.

La certificazione Aria Pulita è di quattro stelle su quattro, quindi il massimo in termini di rendimento e riduzione delle emissioni. La classe di efficienza energetica è A++ e la capacità del serbatoio è di 19 kg.

Anche qui abbiamo il termostato interno e la possibilità di programmazione settimanale. In più c’è anche il telecomando per controllare le varie funzioni con maggiore comodità.

Un’altra differenza rispetto al modello Ketty è che qui è previsto il doppio scarico dei fumi, posteriore o superiore. Per il resto, nella stufa Doroty ritroviamo la stessa tecnologia che caratterizza altri modelli Extraflame. Ricordiamo il Clean Glass Control che evita la formazione di depositi sul vetro della porta, il bilanciamento elettronico dell’aria primaria e secondaria, il timer per lo spegnimento ritardato. Il cronotermostato è suddiviso in quattro fasce giornaliere. Questa stufa a pellet ventilata permette di regolare la forza della ventilazione.

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Stufa a pellet piccola

 

MCZ Cute Air

 

Se lo spazio disponibile non è molto, occorre acquistare una stufa a pellet piccola. Questo modello è prodotto dal gruppo italiano MCZ, operante da decenni nel settore e non solo in Italia.

Si tratta di una stufa essenziale e funzionale, con il braciere stretto e lungo e un ampio vetro centrale che crea un piacevole effetto camino. Le dimensioni sono: 60 x 55,6 x 80 (h) cm e lo scarico è superiore, quindi adatto ad ambienti in cui è già presente la canna fumaria.

Da sottolineare la funzione che consente di ridurre notevolmente la rumorosità, escludendo quasi totalmente la ventilazione forzata.

La stufa può essere programmata giornalmente o settimanalmente, si possono scegliere temperature diverse in base alle varie fasce orarie e tutto questo tramite telecomando. Acquistando a parte l’apposito kit, queste funzioni possono essere gestite anche da remoto tramite applicazioni dedicate; ce ne sono due, MCZ Wi-Fi e MCZ SMS.

Cute Air è una stufa in classe A+ di efficienza energetica e ha ricevuto tre stelle dal progetto volontario di certificazione Aria Pulita. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, la stufa ha una potenza nominale di 7,6 kW, un rendimento intorno all’87%, il serbatoio da 20 L e un consumo che oscilla da 0,9 a 1,8 kg di combustibile l’ora. È un modello per ambienti fino a 187 m³.

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Punto Fuoco Minni

 

Un’altra interessante soluzione per chi cerca una stufa a pellet piccola è questa prodotta dall’italiana Punto Fuoco, marchio di Eva Calor. Si tratta di un modello che potrebbe suscitare attenzione proprio per le dimensioni anche in questo caso molto compatte che sono: lunghezza 38 x profondità 39 x altezza 89 cm, mentre il peso è pari a 50 kg. Si presenta con un bel colore rosso ma dovrebbe essere disponibile anche la versione bianca. Uno dei punti di forza di questo modello è il prezzo decisamente competitivo, ideale per chi ha un budget ristretto.

Per quanto riguarda le altre caratteristiche tecniche, questa stufa ha una potenza di riscaldamento di 5 kW ed è indicata per ambienti fino a 120 m³. Spicca la capacità del serbatoio che è di 10 kg, mentre come consumi siamo a 0,6-1,3 kg/h di combustibile.

Lo scarico è posteriore e il diametro per il tubo è standard, quindi da 80 mm. Non mancano il cassetto estraibile per le ceneri, il programmatore e il telecomando. Il rendimento è dell’87,5%, mentre la certificazione ambientale per le emissioni dei generatori di calore alimentati a combustibile solido prevede quattro stelle in una scala che va da una a cinque.

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Stufa a pellet Palazzetti

 

Ecofire Anita 10 kW

 

Palazzetti è uno dei marchi italiani più noti nel settore: quando cominciò la produzione di stufe a pellet si impose come il produttore con le più basse emissioni di monossido di carbonio, solo 0,06%.

In questo caso parliamo della stufa a pellet da 10 kW Anita (9,3 kW per l’esattezza), una idrostufa disponibile in diversi colori e nella versione da 15 kW che può essere quindi utilizzata per riscaldare l’acqua dei radiatori o a uso sanitario.

Stufa ermetica, preleva l’aria necessaria per la combustione direttamente dall’esterno. È un modello in classe energetica A++ che ha ottenuto il massimo punteggio nella scala delle certificazioni Aria Pulita, mentre il rendimento è dell’82%.

La stufa a pellet Palazzetti è predisposta per essere controllata tramite telecomando e anche da remoto via cellulare mediante l’app dedicata.

Il funzionamento è programmabile su base giornaliera o settimanale in base alle fasce orarie presenti. Include la valvola anticondensa. Il gruppo idraulico è integrato per facilitare e velocizzare l’installazione. Prezzo non di prima fascia.

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Stufa a pellet Edilkamin

 

Meg Pergamena

 

Abbiamo già visto in alto qualche modello Edilkamin, l’azienda italiana leader nel settore che esporta in decine di Paesi. In questo caso parliamo di una termostufa capace di riscaldare l’acqua dei radiatori e dei pannelli radianti a pavimento. Con apposito kit può però produrre anche ACS (acqua calda sanitaria). Può essere usata anche per riscaldare l’ambiente dove è collocata con la ventilazione frontale che è possibile disattivare. È presente anche la funzione Turbo per un rapido riscaldamento dell’ambiente.

Tra le altre funzioni presenti, ricordiamo il timer per l’accensione e lo spegnimento all’orario desiderato; Confort Clima, che spegne la stufa al raggiungimento della temperatura desiderata; il controllo automatico per rilevare eventuali malfunzionamenti; la pulizia automatica del crogiolo; la predisposizione per il controllo a distanza.

Particolarmente raffinato è il sistema che gestisce la combustione del pellet, chiamato Leonardo. Con questo sistema vengono individuate le caratteristiche della canna fumaria, le condizioni ambientali e del pellet. In base a questi parametri viene quindi regolata la combustione per ottimizzare il risparmio.

La stufa a pellet Edilkamin Med è disponibile anche nei colori bianco panna e bordeaux, ha un rendimento del 94,5% ed è in classe energetica A++.

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Mini stufa a pellet

 

IperCalor Street Libra

 

Per chi cerca una mini stufa a pellet questa Street Libra potrebbe rappresentare una soluzione interessante. Si tratta di un modello prodotto dall’azienda italiana IperCalor e la particolarità sta proprio nelle dimensioni ridotte.

La stufa fa parte della linea slim, è infatti compatta e le misure sono: larghezza 58 cm, profondità 27 cm, altezza 70 cm. Anche il peso è contenuto perché è pari a soli 44 kg. La potenza è di 5 kW ma della stessa linea fa parte anche la stufa a pellet da 12 kW, 14 kW e 7 kW.

Street Libra è disponibile in tre colori: bianco, nero e bordeaux. Il modello da 5 kW ha un serbatoio da 7,5 kg e permette di riscaldare ambienti fino a 150 m³, cioè circa 55 m².

Come tutti i modelli più efficienti, anche questo ha la regolazione elettronica dell’aria immessa e della quantità di combustibile da bruciare per ottimizzare il rendimento che in questo caso è superiore all’87%.

Il cassetto, naturalmente, è estraibile per recuperare le ceneri, mentre il telecomando è disponibile ma va richiesto e acquistato a parte.

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Stufa a pellet slim

 

Eva stampaggi Susy

 

Tra le migliori stufe a pellet del 2019, nonché tra i modelli più venduti online, troviamo la stufa a pellet slim prodotta da Eva Calor che spicca proprio per la profondità di soli 23 cm ed è ideale quindi per chi ha un punto stretto dove collocarla. La lunghezza è di 63 cm, l’altezza di 103 cm, il peso di 70 kg.

È disponibile in diversi colori: avorio, rosso e nero e con diverse potenze. Quella che si vede cliccando sul link in basso ha una potenza massima di riscaldamento pari a 6,5 kW, un ampio serbatoio da 12 kg (anche se non tutti i pellet vengono effettivamente pescati) e un rendimento che va dall’88,5% al 90,5% in base alla potenza impiegata.

Per quanto riguarda il consumo orario di pellet, il minimo è di 0,7 kg/h e il massimo è di 1,57 kg/h. Si tratta di un modello con scarico posteriore ma è disponibile anche la versione con scarico laterale aggiuntivo.

È una stufa economica che, dal punto di vista del design e delle rifiniture, non è certo il massimo, ma per quanto riguarda la funzionalità e la programmazione non ha dato problemi particolari. I più l’hanno ritenuta silenziosa, anche se le vibrazioni potrebbero essere superiori alle aspettative.

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Accessori per stufa a pellet

 

Tubi per stufa a pellet

 

MBM Kit stufa a pellet tubi 80 mm

 

Per chi sta cercando un kit tubi per stufa a pellet, questo potrebbe essere l’ideale. L’azienda produttrice è italiana e online si trovano offerte allettanti dal punto di vista economico. I pareri della maggior parte degli utenti confermano che si tratta di un set di qualità e anche completo.

Contiene in totale nove pezzi: due tubi da 1 metro e uno da mezzo metro, poi c’è la curva a 90°, un raccordo con tappo in silicone, un rosone, due fascette da fissare al muro.

I materiali impiegati sono di qualità: acciaio al carbonio saldato senza apporto di materiale con rivestimento di vetroporcellanatura che conferisce notevole resistenza alla corrosione e alla fuliggine interna.

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Candeletta per stufa a pellet

 

Easyricambi candeletta accensione

 

Il nostro consiglio per una candeletta per stufa a pellet è questo. Il prodotto venduto da Easyricambi ha ampiamente soddisfatto le aspettative dei consumatori. Anche questa prodotta in Italia, ha una lunghezza totale di 150 mm, un diametro di 9,9 mm e il raccordo filettato da 3/8.

Si tratta di un modello universale che va bene per tutte le stufe, le caldaie e i bruciatori, a patto che siano compatibili con le misure e il wattaggio che in questo caso è di 280 W.

È completa di faston per il collegamento e di fili lunghi circa 50 cm rivestiti da guaina. Facile da montare, con una spesa contenuta riporta a nuova vita la stufa che aveva difficoltà nell’accensione.

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Braciere per stufa a pellet

 

Extraflame braciere in ghisa completo

 

Il braciere per stufa a pellet è una componente importante perché qui va a finire il pellet poco a poco e, grazie alla candeletta di accensione, viene bruciato man mano sfruttando l’aria che entra dai fori presenti ai lati.

La maggior parte dei bracieri, proprio come questo Extraflame, è realizzata in ghisa; è già completo perché ha la piastra antincendio avanti e dietro, le necessarie viti e la guarnizione. Le misure sono 16 x 10 x 12,5 (h) cm. Occorre quindi verificarle per capire la compatibilità con la propria stufa. Tra i modelli compatibili ci sono non solo varie stufe Extraflame come Divina Plus o Graziosa o Zotto Opera (che fanno parte dello stesso gruppo) ma anche modelli Merkle.

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Guida per comprare una stufa a pellet

 

Cos’è il pellet? Come funziona una stufa alimentata con questo combustibile? Quali tipi di stufe a pellet esistono e qual è la potenza adeguata a riscaldare la propria abitazione? Sono queste le domande a cui cerchiamo di rispondere brevemente in questa guida.

Il pellet

Negli ultimi anni avrete sentito sicuramente parlare di pellet poiché un numero sempre crescente di famiglie in Italia lo utilizza per il proprio riscaldamento. L’Italia è anzi il primo mercato in Europa per il consumo di questo nuovo tipo di combustibile. Si tratta di cilindretti ricavati dalla lavorazione della segatura o di scarti di lavorazione del legno.

Questo materiale iniziale viene selezionato dalle falegnamerie, essiccato, purificato e controllato affinché l’umidità non sia eccessiva ma si mantenga intorno al 15%. Il materiale così ottenuto viene pressato e poi addizionato con sostanze naturali per aumentarne la resistenza. In generale, il pellet ha una resa e un potere calorifico superiore a quelli del legno.

 

Funzionamento

Come funziona una stufa a pellet? Ci sono vari tipi di stufe a pellet ma il principio di funzionamento resta lo stesso ed è simile a quello di una stufa a legna. Anche esteticamente sono pressoché uguali. Il rivestimento può essere di ceramica, acciaio, pietra ollare e alcuni modelli sono particolarmente pregevoli dal punto di vista del design e finiscono per impreziosire l’ambiente in cui vengono collocate.

Cambia, naturalmente, il combustibile: pellet e non legno ma in entrambi i casi sono questi materiali che vengono bruciati e producono calore. La stufa a pellet però va anche collegata a una presa di corrente. La quantità di pellet da inserire varia in base alla capienza del serbatoio: in tutti i casi, il pellet finisce nel braciere – il contenitore di ghisa con i fori per il passaggio dell’aria comburente – al di sotto del quale si trova la candeletta che dà avvio alla combustione.

 

Tipologia

Abbiamo parlato di stufe a pellet ad aria ma esistono anche i modelli idro, le cosiddette termostufe o idrostufe che, collegate all’impianto idraulico, consentono di riscaldare l’acqua per i termosifoni, per i pannelli radianti a pavimento e, con appositi kit, anche l’acqua calda sanitaria. Sono quindi delle vere e proprie caldaie che, in più, possono essere usate per riscaldare l’ambiente dove sono collocate, anche se a volte la ventilazione può essere disattivata.

Un altro modello che va per la maggiore è quello canalizzato, cioè provvisto di uno o più canali per riscaldare contemporaneamente più ambienti, non solo quello dove si trova la stufa.

Ci sono poi le stufe a pellet cosiddette senza canna fumaria: qui va specificato che tutti i modelli a combustione producono dei fumi che devono essere necessariamente espulsi e convogliati sul tetto. In questa categoria rientrano quindi solo le stufe a pellet da esterno, che effettivamente non vanno collegate a nessuna canna ma sono per lo più decorative e servono per rendere piacevole l’attesa dei clienti a un locale o ristorante.

Per scegliere la migliore stufa a pellet per le proprie esigenze vanno naturalmente tenute in conto le dimensioni: esistono modelli particolarmente compatti, slim, ideali per chi ha poco spazio a disposizione. Esistono gli inserti a pellet, cioè quelli che vanno installati nei vani di vecchi caminetti, per ottimizzare ulteriormente gli spazi. Un modello particolare è la stufa a pellet con forno.

Potenza

La potenza di una stufa a pellet viene calcolata in kW: ma come fare a individuare il modello adeguato alla propria abitazione? La soluzione migliore è senz’altro quella di rivolgersi a un tecnico professionista che, previo sopralluogo, può consigliare il modello in grado di scaldare efficacemente l’abitazione col consumo minimo. Solo il personale esperto può dare una risposta precisa, tenendo conto dei due parametri fondamentali da valutare: dimensioni e isolamento dell’ambiente. Poi c’è il discorso ancora più complesso di ambienti diversi che si vogliono riscaldare contemporaneamente con una termostufa e, a maggior ragione, serve l’intervento di un esperto.

Detto questo, spesso è lo stesso produttore che indica la cubatura che la stufa è in grado di gestire, cioè i metri cubi e non i metri quadrati ma la conversione dall’una all’altra unità di misura è semplice, basta dividere i metri cubi per l’altezza del soffitto. Per esempio, una stufa indicata per riscaldare 250 metri cubi è una stufa che va bene per un ambiente di 92 metri quadrati considerando un’altezza di 2,7 metri: 250/2,7.

 

 

 

Domande frequenti

 

In cosa consiste il conto termico per una stufa a pellet?

Chi acquista una stufa a pellet o una idrostufa ha diritto a un incentivo economico, indipendentemente dal reddito. La procedura per i piccoli impianti è semplificata, può essere richiesta direttamente al GSE (Gestore Servizi Energetici) entro 60 giorni dalla fine dei lavori, previa dichiarazione di conformità della stufa e certificato dell’installatore abilitato che attesta di aver rispettato le norme relative agli impianti a pellet. L’incentivo arriva al 65% dei costi sostenuti e varia in base alla zona climatica in cui è stata suddivisa l’Italia, alla potenza della stufa e alle emissioni in atmosfera e viene erogato entro due mesi in un’unica soluzione fino a 5.000 euro.

 

Quanto consuma una stufa a pellet?

Prendiamo come riferimento il Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige. Come si può leggere qui, viene effettuato un calcolo su quanto combustibile serve per un kWh, cioè l’energia necessaria per fornire una potenza di 1 kilowatt in un’ora. In altre parole, per conoscere i consumi occorre stimare il numero di ore in un anno in cui la stufa verrà accesa e moltiplicarlo per la potenza della stufa stessa.

Per esempio, una stufa da 6 kW che rimane accesa 1.150 ore in un anno (cioè 8 ore al giorno per 144 giorni) ha un consumo di 6.900 kWh. Dal Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige noi sappiamo che 1.458 kg di pellet equivalgono a 7.000 kWh. Considerando che il pellet costa circa 4,5 € al kg e che fornisce circa 4,2 kWh termici, con 1 kg di pellet si spendono circa 0,075 €/kWh, quindi circa 500 € all’anno nel caso da noi considerato.

Naturalmente ci sono altri fattori da valutare, come l’efficienza dell’impianto, il tipo di pellet e l’uso della stufa. Facciamo un altro esempio: considerando un potere calorifico di 4,6 kWh/kg, una stufa da 9 kW con rendimento dell’87% consuma al massimo 2,25 kg e al minimo 600 g di pellet all’ora.

Scegliendo prodotti con termostato integrato o collegabile a quello a parete, sarà possibile ottimizzare i consumi scegliendo le fasce orari giornaliere e settimanali in base alle proprie abitudini di vita senza rinunciare mai al comfort.

 

Come pulire una stufa a pellet?

Bisogna effettuare una manutenzione periodica della stufa per tenerla sempre al massimo dell’efficienza. A questo proposito, è molto importante pulirla quotidianamente: per farlo, occorre rimuovere tutti i residui di cenere all’interno aiutandosi con un aspirapolvere, o meglio ancora un aspiracenere. Poi bisogna pulire accuratamente il braciere liberando bene i fori, magari con una spazzola di metallo, per permettere il giusto passaggio dell’aria comburente. Qui c’è un video esplicativo al riguardo.

 

Quale pellet scegliere?

La scelta di un buon pellet è importante per semplificare la pulizia della stufa. Ma come fare a riconoscerlo? Basta dare un’occhiata all’interno del sacco: se si nota troppa segatura, vuol dire che siamo davanti a un pellet di bassa qualità che tende a sfaldarsi troppo facilmente.

Anche la presenza di un quantitativo eccessivo di cenere è indice di scarsa qualità. A questo proposito, è opportuno esaminare l’etichetta che indica la classe di appartenenza del pellet: A1 è quella con la minore produzione di cenere rispetto alla A2.

 

 

 

Come usare una stufa a pellet?

 

Di seguito diamo qualche breve cenno su installazione, programmazione e reset delle stufe a pellet con alcuni link a video esplicativi che potrebbero chiarire eventuali dubbi in pochi minuti e meglio di ogni spiegazione.

 

 

Installazione

Come avviene l’installazione di una stufa a pellet? Naturalmente è necessario rivolgersi a un tecnico specializzato con apposita abilitazione. Per due motivi: se il montaggio della stufa a pellet non viene eseguito correttamente la garanzia decade. Ma più importanti ancora sono i rischi legati alla sicurezza di un apparecchio come questo che rimane potenzialmente pericoloso.

Il tecnico dovrebbe sempre eseguire un sopralluogo per consigliare il tipo di stufa più adatto alle proprie necessità, in modo da preparare anche un preventivo. L’installazione vera e propria dura qualche ora. Naturalmente sarà più complessa nel caso delle stufe canalizzate che alimentano contemporaneamente più stanze e quando il tecnico deve decidere come collegare una stufa a pellet idro ai termosifoni.

Poi c’è il caso dell’installazione di una stufa a pellet senza canna fumaria. Come già accennato in alto, in realtà stufe di questo tipo non esistono perché anche quelle che prevedono solo lo scarico posteriore a parete devono comunque essere collegate alla canna fumaria che scarica a tetto e non a parete. Questo dice la legge. Diverso è il discorso per quanto riguarda i modelli da esterno che sono più simili a un fungo a gas: il funzionamento di questa stufa a pellet è infatti molto più semplice proprio perché va collocata in giardino o all’esterno di un locale per rendere più piacevole l’attesa degli avventori.

 

Programmazione e reset

Come programmare una stufa a pellet? In genere sono presenti due modalità d’uso: manuale e automatica. La programmazione può avvenire in quest’ultima modalità, con possibilità di impostare orario di accensione e spegnimento. È poi possibile impostare la temperatura desiderata, il giorno e l’ora in cui si vuole che la stufa parta. Naturalmente ogni modello ha un suo pannello comandi su come impostare la stufa a pellet. È possibile farsi un’idea guardando questo video su una stufa Nordica Extraflame qui.

Lo stesso discorso vale per stabilire come resettare la stufa a pellet: spesso basta tenere premuto OFF per qualche secondo per resettarla in caso di errori. Diverso è il discorso per azzerare le ore: la stufa ha bisogno di manutenzione dopo un tot di ore e lo segnala con un messaggio che in genere è SERV. In realtà si possono azzerare le ore anche senza chiamare un tecnico. Qui c’è un breve video su come resettare una stufa a pellet MCZ; qui invece un video più completo.

 

 

A quanti gradi impostare la stufa a pellet?

Qual è la temperatura ideale all’interno di un ambiente? In Europa ci sono diverse sensibilità: al Nord gli ambienti sono più caldi, per non parlare dell’Est o di Paesi come la Russia dove si viaggia tranquillamente sui 25 gradi.

In Italia la maggior parte delle persone trova benessere settando la temperatura su 20 gradi. Del resto, le stesse norme nazionali impongono che venga mantenuta questa temperatura all’interno di uffici pubblici e scuole.

 

 

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