La stufa a pellet senza canna fumaria

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

La normativa UNI EN13501-1 stabilisce norme severe per quanto riguarda l’installazione dei sistemi di scarico dei fumi prodotti dalla combustione dei generatori di calore usati per il riscaldamento domestico. Dal momento che la legge relativa al controllo, alla verifica, all’installazione e alla manutenzione di detti impianti ha subito una modifica restrittiva nel 2012, estendendo l’obbligo dello scarico a tetto dei fumi anche alle singole unità abitative, si sente parlare sempre più spesso ormai di un particolare tipo di stufa a pellet la cui caratteristica principale sarebbe quella di non richiedere la canna fumaria.

Grazie a questa particolare caratteristica, quindi, sarebbe possibile installare la stufa in qualsiasi angolo della stanza senza essere vincolati dalle attuali norme vigenti.

In realtà tutto ciò è fuorviante e per due motivi ben precisi, il primo dei quali è dovuto alla natura stessa dell’impianto. La stufa a pellet, infatti, brucia combustibile come tutti gli altri impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, e di conseguenza produce fumi di combustione che devono essere necessariamente evacuati attraverso un impianto di scarico.

 

Che cosa si intende esattamente

Anche se la definizione di stufa a pellet senza canna fumaria è chiaramente erronea e anche paradossale, quindi, al punto da trarre facilmente in inganno i meno esperti, in realtà è usata per indicare, nello specifico, quei modelli che dispongono di un sistema di tiraggio forzato dei fumi di combustione, il cui tubo di scarico ha un diametro variabile dagli 80 ai 100 millimetri, in modo da adattarsi al diametro della ventola utilizzata dal sistema di aspirazione, e quindi risulta decisamente inferiore rispetto al diametro standard posseduto dalle normali canne fumarie.

Il tubo di scarico di queste stufe, inoltre, è collocato lateralmente in modo da predisporlo per l’attacco a parete invece che a tetto, il che effettivamente ne rende l’installazione meno problematica dal punto di vista del posizionamento, dato che non bisogna metterla per forza nel punto si trova il raccordo per la canna fumaria.

 

 

Dove utilizzarla

Le stufe a pellet con scarico dei fumi a parete si potevano tranquillamente installare nelle singole unità abitative e anche nei condomini, a patto di ottenere le dovute autorizzazioni dai comproprietari. Nell’anno 2012, però, è stata introdotta una modifica alla legge che regola gli standard per l’installazione, e l’obbligo dello scarico a tetto dei fumi di combustione è stato esteso a tutte le stufe a pellet, inclusi i modelli dotati di sistema di tiraggio forzato, sia nelle abitazioni che si trovano in edifici condominiali sia nelle singole unità abitative.

I pochi contesti dove è ancora possibile installare una stufa a pellet con scarico a parete quindi, con tutta probabilità rimangono le case di campagna, situate in zone a bassa densità demografica e urbanistica, e gli immobili soggetti a particolari condizioni. In ogni caso, se l’intenzione è quella di installare una stufa a pellet con scarico a parete, è bene informarsi attentamente in modo da capire che tipo di autorizzazioni bisogna richiedere, e cosa fare per ottenerle.

 

Chi le produce

La maggior parte delle aziende produttrici di stufe a pellet, a partire dal 2012, hanno interrotto la produzione dei modelli “senza canna fumaria”, alcune però continuano a produrre un numero limitato di esemplari ogni anno, proprio per venire incontro alle esigenze di coloro che abitano in zone remote e quindi hanno maggiori possibilità di ottenere deroghe speciali alla normativa.

Tra queste ditte spiccano soprattutto le italiane Zibro Qlima ed Eva Stampaggi, che hanno una linea di produzione di stufe a pellet di piccole dimensioni, fino a una potenza massima di 7,4 kW tanto per intenderci, che dispongono di un sistema di sicurezza basato su dispositivi anti-surriscaldamento e sensori per il controllo della fuoriuscita dei fumi. Date le dimensioni ridotte della camera di combustione rispetto ai modelli di maggiore potenza, inoltre, quest’ultima è collegata a un sistema di tiraggio forzato che aspira direttamente i fumi dalla camera tramite un ventilatore elettrico, e li convoglia all’esterno lateralmente, attraverso il raccordo collegato allo scarico a parete.

 

La potenza

Come accennato in precedenza, le stufe che integrano sensori di sicurezza e sistemi di ventilazione forzata che non richiedono necessariamente l’attacco a una canna fumaria, sono modelli dalle dimensioni ridotte creati apposta per chi ha problemi di spazio e per coloro che vivono in case prive di sistema per il tiraggio naturale dei fumi di combustione.

La loro potenza, per quanto bassa, può variare dai 4,8 agli 8,5 kW a seconda del modello, e quindi essere efficiente nel riscaldare superfici a partire dai 40 fino ai 200 metri quadrati, sono sicure grazie al sistema di tiraggio forzato e possono essere facilmente regolate grazie al termostato integrato, che è anche programmabile, ma sono privi del serbatoio interno per il pellet e del relativo sistema di trascinamento fino alla camera di combustione.

Richiedono quindi un maggiore impegno nella gestione, dal momento bisognerà ricordarsi di riempire manualmente la camera ogni volta che ce n’è bisogno.

Un ulteriore vantaggio di questo tipo di stufa a pellet, se siete in possesso dell’autorizzazione necessaria a poterla installare, è rappresentata proprio dai costi richiesti dall’operazione, notevolmente ridotti rispetto all’installazione di un modello con scarico dei fumi a tetto, da collegare quindi a una canna fumaria.

Per riassumere, quindi, la stufa a pellet senza canna fumaria non esiste, si tratta soltanto del modo di riferirsi a una sua particolare variante, di larga diffusione nelle singole unità abitative e anche nei condomini fino all’anno 2012, ma che attualmente la normativa vieta assolutamente di installare, fatta eccezione soltanto a determinate condizioni.

 

 

Se sussistono le giuste condizioni e avete ottenuto le autorizzazioni del caso, allora potrete scegliere e acquistare una stufa a pellet con scarico a parete, dalla potenza adeguata a soddisfare le vostre esigenze specifiche.

 

Parliamo di prezzi

Il suo costo di mercato non è tanto dissimile dalle stufe tradizionali, dato che può variare dai 700 ai 2.500 euro circa, a seconda del modello scelto e della potenza in kW, e richiede in ogni caso l’allacciamento alla rete elettrica, per alimentare la resistenza del bruciatore. L’installazione è più facile da eseguire e anche più economica, ma le operazioni di manutenzione e pulizia periodica sono analoghe a quelle delle stufe a pellet prive di sistema di tiraggio forzato.

 

 

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