Utilizzo e manutenzione: come pulire una stufa a pellet

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Una delle caratteristiche che rendono la stufa a pellet tanto apprezzata dai consumatori, a parte quella di portare grossi vantaggi economici, è quella di essere estremamente facile da gestire, sia per quanto riguarda il funzionamento sia per la manutenzione.

Quest’ultima, per quanto limitata rispetto a quella richiesta dai generatori di calore di diversa tipologia, è comunque presente e richiede un minimo di conoscenza e attrezzatura per poter essere eseguita al meglio, garantendo così una lunga durata della stufa e dei suoi componenti, inclusi i tubi di scarico e la canna fumaria dell’impianto. Innanzitutto bisogna capire come è strutturata una stufa a pellet.

 

Le caratteristiche della stufa a pellet

Esteticamente parlando, la stufa a pellet non è tanto dissimile da quelle a legna visto che rappresenta la loro diretta evoluzione, al posto dei ceppi però, brucia gli scarti di lavorazione del legno compattati sotto forma di piccoli cilindretti denominati pellet. Possiede quindi un vano adibito a serbatoio per il combustibile, solitamente provvisto di apertura per la carica dall’alto, e al suo interno è presente anche un sistema a coclea che serve a trasferire il pellet dal serbatoio alla camera di combustione.

Nella camera di combustione, sulle cui caratteristiche torneremo più avanti, è presente un braciere dotato di resistenza elettrica. Data la natura del pellet, infatti, non è possibile bruciarlo normalmente come si fa con la legna, ma bisogna preriscaldare la camera in modo che raggiunga la temperatura atta a favorire la combustione del pellet nella fase d’avvio. Per questo motivo, a differenza della stufa a legna, bisogna collegarla alla rete elettrica in modo da alimentare il bruciatore per il breve tempo richiesto dalla fase di accensione.

Riguardo la camera di combustione, questa può variare a seconda del modello e della potenza in kW della stufa. Quelle piccole, fino a 8,5 kW di potenza circa, hanno camere di combustione dalle dimensioni ridotte e quindi sono realizzate in modo da essere ermeticamente sigillate e provviste di un sistema automatizzato per le pulizia periodica, il che facilita ulteriormente le operazioni di manutenzione.

I modelli che superano i 9 kW di potenza, invece, hanno camere di combustione più grandi, non sigillate e quindi direttamente accessibili per effettuare la pulizia periodica. Questi modelli hanno anche il braciere rimovibile, in modo poter pulire agevolmente e in tutta sicurezza la resistenza elettrica, per liberarla dagli accumuli di cenere che potrebbero comprometterne la funzionalità e la durata.

 

 

Come eseguire la pulizia

Prima di procedere alla pulizia della stufa a pellet, bisogna ovviamente spegnerla ed attendere che tutti i suoi componenti si raffreddino completamente, in modo da evitare il rischio di bruciature indesiderate. La pulizia della parte esterna, cioè la scocca della stufa, non richiede particolari accorgimenti o strumenti, salvo il consiglio di usare soltanto semplice acqua e mai detergenti, di qualsiasi tipo essi siano, per evitare che i residui siano liberati nell’aria dal calore della stufa. Le parti interne, invece, andranno pulite esclusivamente a secco, con l’ausilio di attrezzi specifici.

La parte interna della stufa a cui bisogna dedicare maggiore attenzione, durante la pulizia periodica, è la camera di combustione. Una volta aperta bisognerà rimuovere prima liberare il braciere con la resistenza elettrica dalla cenere e quindi, nei modelli che lo consentono ovviamente, procedere a rimuoverlo in modo da proseguire più agevolmente nella pulizia della camera. Per quest’ultima conviene usare un apposito set di attrezzi composto da una paletta per la raccolta dei residui, più una spazzola metallica e un raschietto, da usare per rimuovere le incrostazioni di fuliggine e cenere dalle pareti e dal fondo della camera.

La pulizia della resistenza elettrica del braciere richiede particolare attenzione, a prescindere se questa sia rimovibile oppure no, e va eseguita con gli stessi strumenti ma di taglia più piccola, in modo da lavorare il più delicatamente possibile al fine di non compromettere la conduttibilità e l’integrità dei contatti elettrici. Ogni anno inoltre, oppure ogni due a seconda del modello, bisogna ricordarsi di sostituire la resistenza elettrica del braciere.

Anche la parte interna del vetro-finestra che chiude la camera di combustione va pulita a dovere, ovviamente, anche se per quello basta utilizzare un panno inumidito soltanto con acqua.

L’operazione di pulizia della camera di combustione va effettuata almeno due volte la settimana, ma la cadenza potrebbe variare in base all’utilizzo e alle ore di funzionamento, quindi bisogna pianificare bene i tempi in modo da non causare contrattempi.

Infatti, anche i modelli con camera chiusa e sistema di pulizia automatizzato, che non richiedono un intervento personale, vanno comunque controllati e gestiti in modo da avviare la routine di pulizia soltanto nei momenti in cui è possibile tenere spenta la stufa senza creare problemi ai residenti dell’appartamento. Almeno una volta l’anno, inoltre, è necessario sottoporre smontare del tutto i componenti della camera di combustione: il rivestimento interno, il crogiolo e il relativo vano, per sottoporli a una disincrostazione completa e approfondita.

 

 

Manutenzione

Anche i cablaggi elettrici e le altre componenti interne vanno ispezionate almeno una volta l’anno, e cambiati all’occorrenza, e il sistema a coclea per il trascinamento del pellet, i ventilatori del sistema di tiraggio, il pannello della centralina e il telecomando vanno periodicamente puliti.

La pulizia periodica della canna fumaria, invece, è un procedimento più o meno complesso a seconda della sua lunghezza, di come è posizionato il tubo di raccordo e altri fattori.

La normativa UNI EN 13501-1, infatti, stabilisce norme severe in materia, soprattutto riguardo l’accessibilità dei tubi e il collocamento specifico in modo da poter raccogliere e smaltire adeguatamente i residui e le incrostazioni di fuliggine che si formano al loro interno.

Sia la manutenzione sia la pulizia periodica della stufa a pellet (Lista dei migliori prodotti), solitamente, sono concordate in fase d’acquisto e affidate a personale tecnico specializzato indicato direttamente dall’azienda produttrice dell’impianto o dal venditore.

Ovviamente è possibile anche incaricarsi personalmente di queste operazioni, munendosi degli appositi kit di attrezzi per la pulizia delle stufe e dei camini, ma ovviamente è sempre preferibile l’intervento dei tecnici specializzati, soprattutto per ragioni di sicurezza e per non perdere la garanzia sul prodotto.

 

 

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