Come calcolare la classe energetica della casa

Ultimo aggiornamento: 03.03.24

 

Senza la certificazione energetica, ormai, è impossibile dare luogo a qualsiasi operazione immobiliare. Se non l’avete ancora fatto, quindi, ecco come procedere.

 

Il metodo più semplice per conoscere la classe energetica della casa è consultare l’Attestato di Prestazione Energetica APE, oppure della vecchio Attestato di Certificazione Energetica ACE, in quanto per legge sono parte integrante della documentazione ufficiale dell’immobile.

Il Certificato ACE è stato ormai sostituito da quello APE, che deve essere redatto dal certificatore energetico, cioè un tecnico qualificato, abilitato e regolarmente iscritto al suo specifico ordine professionale, quindi un architetto, un ingegnere o un geometra.

Il certificato può apparire graficamente diverso a seconda della Regione in cui viene emesso, ma al suo interno devono essere riportati chiaramente i dati generali dell’immobile, e cioè la sua tipologia e destinazione d’uso, quelli identificativi, i servizi energetici presenti e una sezione relativa alla prestazione energetica globale e del fabbricato, dove è riportata appunto la classificazione energetica dell’immobile in oggetto.

Scrivania d’ufficio con progetti e certificazione energetica

Le certificazioni APE sono trasmesse anche all’ENEA, cioè l’ente che si occupa di energia e ambiente, inoltre sono obbligatorie ai fini dello svolgimento della maggior parte delle operazioni immobiliari, come la locazione, la compravendita, il trasferimento a titolo gratuito, la ristrutturazione e perfino la semplice pubblicazione di annunci su un giornale o in un’agenzia immobiliare.

 

Le classi energetiche

Ormai siamo abituati a controllare le etichette ErP degli elettrodomestici prima di acquistarli, al fine di verificare l’efficienza energetica le cui classi sono identificate mediante lettere dell’alfabeto, dalla G fino alla A.

Per gli immobili avviene la stessa cosa ma con una differenza: gli elettrodomestici, soprattutto quelli di ultima generazione, rientrano quasi tutti nella classe energetica A mentre gli immobili arrivano a occupare questa classe soltanto se sono di recente costruzione e realizzati in modo da ridurre al minimo il dispendio energetico. La maggior parte degli immobili di vecchia data infatti, nella migliore delle ipotesi non supera la classe E e nella maggior parte dei casi rientra addirittura nelle classi F e G.

Questa sostanziale differenza è dovuta al fatto che gli immobili di vecchia data sono stati costruiti tenendo conto di canoni obsoleti, sono dotati di infissi e serramenti non a tenuta oppure sono privi di pannelli isolanti, ragion per cui il consumo kWh/anno di tutti i servizi energetici presenti, quindi illuminazione, impianti di climatizzazione, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, ed eventuali impianti ventilazione meccanica o di trasporto di persone e cose, come ascensori e montacarichi, risulta più dispendioso.

Immobile efficiente: significato della definizione

Il sistema di classificazione energetica applicato alle abitazioni, quindi, serve a indicare il fabbisogno di energia per il riscaldamento invernale e viene espresso in kWh/anno per riscaldare un metro cubo di volume, oppure un metro quadrato di superficie utile.

Le Ecolabel con le classi energetiche degli edifici, quindi, sono simili a quelle degli elettrodomestici e degli impianti; l’etichetta di una caldaia Vaillant, per esempio, riporta la classe energetica di appartenenza con una lettera dell’alfabeto, e lo stesso sistema è adottato anche nella classificazione delle abitazioni; nella tabella seguente sono riportati i valori di consumo relativi a ogni classe, a partire dalla A+ fino alla G.

Classe energetica A+ Meno di 15 kWh/anno
Classe energetica A Meno di 30 kWh/anno
Classe energetica B Da 31 a 50 kWh/anno
Classe energetica C Da 51 a 70 kWh/anno
Classe energetica D Da 71 a 90 kWh/anno
Classe energetica E Da 91 a 120 kWh/anno
Classe energetica F Da 121 a 160 kWh/anno
Classe energetica G Più di 160 kWh/anno

Le ultime classi evidenziate nella tabella, e cioè la E, la F e la G, sono quelle che indicano i maggiori consumi e quindi la minore efficienza; la classe C è presa a modello per indicare il valore minimo a partire dal quale si considera efficiente un immobile, infatti tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere progettati in modo da rientrare come minimo nella classe C.

Come si fa a stabilire l’efficienza energetica di un’abitazione

I fattori che incidono sull’efficienza energetica di un immobile sono diversi: il tipo di infissi e serramenti, la tipologia di tetto, la dispersione termica, il grado di isolamento e il tipo di impianto. Ognuno di questi gioca un ruolo chiave nella capacità di mantenere caldo l’ambiente domestico durante l’inverno con la minor spesa possibile. 

Dal momento che la classificazione energetica degli immobili è diventata obbligatoria per legge, quindi, è importante affidarsi al certificatore energetico, un professionista che oltre a essere in grado di calcolare con esattezza tutti i fattori indicati è legalmente abilitato a rilasciare la certificazione energetica richiesta dal Decreto Legislativo 192/05 e senza la quale non è possibile eseguire operazioni immobiliari.

 

È possibile migliorare la classe energetica di un immobile?

Gli edifici di vecchia data sono quasi tutti penalizzati da un elevato consumo energetico, inoltre esistono tuttora molti edifici e appartamenti ancora privi di certificazione energetica. Tralasciando questo aspetto, però, è possibile migliorare l’efficienza energetica di un immobile?

A questa domanda risponde il certificatore energetico; una volta esaminati i diversi fattori, infatti, il tecnico individua con certezza quelli che possono essere migliorati. In alcuni casi potrebbe bastare la sostituzione degli infissi e dei serramenti, mentre in altri potrebbero essere richiesti interventi di ristrutturazione più consistenti, come la sostituzione del tetto o la coibentazione delle pareti. Di conseguenza è possibile incrementare la classe energetica di un’abitazione, ma gli interventi richiesti potrebbero essere più o meno dispendiosi a seconda dei casi.

L’incremento delle prestazioni energetiche non è obbligatorio ai fini delle operazioni immobiliari; quindi se il certificatore assegna l’immobile alla classe F o G, il proprietario può decidere di astenersi dalle modifiche richieste per il miglioramento della classe, anche se questo risulterà comunque penalizzante per il valore dell’immobile.

L’importo per l’acquisto di una casa che rientra nella classe F o G, infatti, è nettamente inferiore rispetto a quello di una casa classificata C o superiore, e anche la semplice locazione potrebbe risultare più ardua.

 

 

 

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