Sostituzione caldaia: quali sono le spese detraibili dalle tasse

Ultimo aggiornamento: 08.12.19

 

Piccola guida per coloro che sono in procinto di cambiare la caldaia: i requisiti e gli adempimenti richiesti per accedere alle agevolazioni fiscali

 

Se siete in procinto di sostituire la vecchia caldaia per sopraggiunti limiti di età, prima di decidere quale modello acquistare è bene sapere che la legge, nel contesto dei lavori di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, prevede delle agevolazioni fiscali che permettono di recuperare gran parte dei soldi spesi per l’acquisto e l’installazione dell’impianto.

Anche per l’anno 2019, infatti, è stato confermato il Bonus caldaie, il quale prevede una detrazione sull’IRPEF variabile dal 50 al 65% a seconda del tipo di caldaia che si intende installare. Quindi adesso cercheremo di capire come funziona questa detrazione, chi può fruirne, qual è il tetto massimo di spesa, quali documenti occorrono e che iter bisogna seguire per poterla ottenere.

 

Cosa dice la legge

La circolare 3/E, emessa dall’Agenzia delle Entrate il 2 marzo 2016, stabilisce che la detrazione fiscale sulla caldaia è fruibile soltanto se si presenta la dichiarazione dei redditi tramite il Modello 730 o il Modello UniCo. La spesa per l’acquisto della caldaia infatti, insieme al bonus mobili ed elettrodomestici, può beneficiare di una detrazione IRPEF o IRES, del 50 o del 65% a seconda del caso, a patto ovviamente che il miglioramento energetico sia certificato da un tecnico autorizzato dall’ENEA.

Nello specifico, la detrazione del 50% spetta in caso di installazione di una caldaia a condensazione di classe A, mentre il 65% è corrisposto soltanto se, contestualmente all’installazione di una caldaia a condensazione di classe A, viene eseguita anche l’installazione di un sistema di termoregolazione evoluto, come i cronotermostati modulanti per esempio, oppure i cronotermostati Smart di nuova generazione.

La detrazione sarà applicata fino a un tetto massimo di spesa che varia a seconda della percentuale richiesta, in genere per la sostituzione della caldaia il limite è di 10.000 euro, ma in alcune circostanze può arrivare fino a un massimo di 30.000 euro.

 

 

Un bonus anche per l’arredamento nuovo

In precedenza abbiamo accennato anche al bonus mobili, un’ulteriore detrazione alla quale è possibile avere accesso in caso di sostituzione della caldaia, dal momento che si tratta di un intervento identificabile come “manutenzione straordinaria”, e applicabile fino a un tetto massimo di spesa di 10.000 euro.

La detrazione sulle spese di sostituzione della caldaia spetta a tutti i contribuenti che hanno intenzione di effettuare degli interventi di ristrutturazione, recupero del patrimonio edilizio e miglioramento dell’efficienza energetica. Ne consegue, quindi, che il requisito fondamentale richiesto alla caldaia, e ai grandi elettrodomestici nel caso si avesse intenzione di integrare anche il bonus mobili, è una classificazione non inferiore alla A+, e A per i forni elettrici, sulla tabella dell’efficienza energetica. La sostituzione della caldaia, ovviamente, deve essere effettuata all’interno degli interventi di riqualificazione energetica.

 

La documentazione

Per fruire dell’agevolazione fiscale non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva. Gli adempimenti burocratici da rispettare per l’ottenimento della detrazione, invece, riguardano la documentazione attestante l’avvenuta installazione dell’impianto e i pagamenti. La certificazione quindi, come riportato dal testo guida alle agevolazioni per il risparmio energetico, include:

– L’asseverazione da parte di un tecnico abilitato, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti, oppure una dichiarazione analoga resa dal direttore dei lavori.

– L’attestato di prestazione energetica APE, finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio. Questa certificazione è prodotta dopo l’esecuzione degli interventi e deve essere redatta da un tecnico non coinvolto nei lavori, ma per alcuni tipi di intervento non è strettamente necessaria.

– La scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell’allegato E o F del decreto attuativo D.M. 19 febbraio 2007, che dovrà contenere i dati identificati del soggetto che ha sostenuto le spese e dell’edificio su cui sono stati eseguiti i lavori, la tipologia di intervento eseguito e il risparmio energetico che ne consegue, nonché il relativo costo, specificando l’importo per le spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione.

 

L’ENEA effettua controlli su tali attestazioni, ovviamente, anche a campione. La non veridicità di quanto dichiarato nella documentazione richiesta, quindi, comporta la decadenza automatica dal beneficio. Il tempo utile per trasmettere tutta la documentazione all’ENEA è di 90 giorni dalla fine dei lavori, la trasmissione deve avvenire in via telematica, attraverso l’applicazione web sul sito https://detrazionifiscali.enea.it/.

L’invio dei documenti a mezzo raccomandata con ricevuta semplice, sempre entro il termine dei 90 giorni dal termine dei lavori, è consentito solo ed esclusivamente quando la complessità dei lavori eseguiti non trova adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall’ENEA. In quel caso si dovrà inviare la documentazione al seguente indirizzo:

 

ENEA – Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile

Via Anguillarese 301 – 00123 Santa Maria di Galeria (Roma)

 

indicando come riferimento “Detrazioni fiscali – riqualificazione energetica”.

L’ENEA attesta di aver ricevuto la documentazione inviando una e-mail di conferma, che il contribuente interessato a fruire della detrazione avrà l’obbligo di conservare.

 

 

Le tipologie di pagamento

Per quanto concerne il pagamento della caldaia e dei lavori di installazione, questo dovrà essere effettuato obbligatoriamente tramite bonifico bancario o postale, anche online, a meno che il contribuente non sia titolare di reddito d’impresa, nel qual caso è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico e autorizzato a fornire altra idonea documentazione.

Nel modello di versamento del bonifico andranno indicate la causale del versamento, con l’indicazione degli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale viene effettuato il bonifico, che sia il professionista o la ditta che ha eseguito i lavori.

È possibile ottenere la detrazione anche pagando mediante un contratto di leasing, e quindi con un finanziamento a rate. In questo caso, però, si applicano le regole previste per i contribuenti titolari di reddito di impresa, e quindi l’obbligo di pagamento tramite bonifico viene trasferito alla società di leasing che eroga il finanziamento, la quale dovrà poi trasmettere al contribuente la documentazione che attesta l’avvenuto pagamento secondo le modalità previste dalla legge.

Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo di accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate e consultare i testi guida disponibili nella sezione Agevolazioni.

 

 

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