Manutenzione caldaia: quando farla, quanto costa

Ultimo aggiornamento: 13.05.21

 

La manutenzione della caldaia non solo è necessaria ma anche obbligatoria. Scopriamo quando va fatta e quali sono i costi effettivi da sostenere.

 

Non tutti sanno che la manutenzione della caldaia è a tutti gli effetti obbligatoria per Legge, e va effettuata sempre entro determinate scadenze, così da evitare il rischio di sanzioni e possibili conseguenze in materia di sicurezza. In ogni caso, ci sono anche dei vantaggi economici, considerando che un dispositivo funzionante permette di risparmiare in bolletta. Chiaramente, gli interventi da fare non sono privi di costi, perciò vanno considerati e valutati bene a fronte di un utilizzo sicuro di questo dispositivo nel proprio appartamento

 

Ogni quanto si fa la revisione

Il primo controllo che si deve fare riguarda l’analisi della combustione e quindi del rilascio di ossido di carbonio nell’impianto. Questo tipo di attività è chiamata anche “controllo dell’efficienza energetica” e permette di analizzare, tramite la combustione dei fumi, il rendimento del dispositivo, quindi l’indice di fumosità. Per effettuarlo non potete improvvisarvi esperti, perché solo un addetto o un tecnico specializzato può prelevare tutti i prodotti della combustione e quindi misurare la conformità con quelli indicati dalla normativa di riferimento.

In seguito all’analisi e al controllo dei fumi della caldaia, potrete ricevere due tipi di risultati: bollino blu o bollino verde. Per quanto riguarda il primo, si indica che il vostro dispositivo prevede un rilascio dell’energia dell’impianto a fronte di un pagamento di un bollettino, così da verificare sempre il pagamento dei contributi previsti.

Il bollino verde, invece, è rilasciato in seguito alla manutenzione della caldaia obbligatoria e periodica fatta su tutti i dispositivi nei comuni della provincia di appartenenza, con una popolazione che non supera 40.000 abitanti.

Questi segnali vanno poi rinnovati, una volta ogni anno oppure ogni 4 o 8 anni (in base al modello) ma non tramite un sistema automatico, piuttosto solo se il vostro impianto supera i controlli del tecnico specializzato, che ha il compito di identificare le emissioni di sostanze inquinanti. In ogni caso, quanti si chiedono ogni quanto si fa il controllo della caldaia, devono sapere che, rispetto alla manutenzione ordinaria, questa attività è obbligatoria con cadenza annuale o biennale, in base al combustibile impiegato.

 

Manutenzione caldaie: ogni quanto

Sono previsti diversi vantaggi economici e ambientali per chi sceglie di avere un impianto di riscaldamento a norma di legge, seguendo le istruzioni del tecnico della caldaia e della Legge attualmente in vigore. Ovviamente, come per qualsiasi altra cosa, eseguire una manutenzione diventa anche indispensabile per il corretto funzionamento e per far durare più a lungo il dispositivo, permettendo di sfruttare l’efficienza e assicurare un clima accogliente in casa. Tra l’altro, dal 2013 la normativa è stata modificata, ma va distinta comunque dal controllo dei fumi, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Quando si parla di revisione della caldaia, ci si riferisce proprio alla verifica del corretto funzionamento dell’impianto, quindi anche alla pulizia di due componenti fondamentali: il bruciatore e lo scambiatore. Il primo è l’elemento costituente in cui avviene la miscelazione tra combustibile e comburente, e da cui poi viene sprigionata l’energia per riscaldare l’acqua. Questo tuttavia provoca anche un accumulo di materiali di scarto e di scorie all’interno, che se non vengono rimosse possono causare problemi nella resa e malfunzionamenti. 

Ma il controllo della caldaia passa anche da uno dei componenti fondamentali in cui viene convogliata l’acqua fredda per poi essere immessa ad alte temperature nel circuito di riscaldamento. Stiamo parlando del secondo elemento, ossia dello scambiatore di caldaia, il cui controllo periodico è essenziale per conservarne l’efficienza e ridurre i costi, quindi per allungare il ciclo di vita completo di tutto il sistema.

Ma arrivati a questo punto potreste anche chiedervi: “ok, ma ogni quanto devo fare la manutenzione?”. La risposta è: dipende, sia da ciò che è riportato sul libretto di istruzioni tecniche e sia dalle indicazioni date all’inizio da chi ha effettuato l’installazione dell’impianto. In ogni caso, dovendo confrontarsi con la ditta specializzata per la manutenzione, si può anche chiedere a loro riguardo la frequenza e la periodicità consigliata. Noi, comunque, vi consigliamo di mantenere una cadenza annuale, per evitare di incappare in situazioni spiacevoli.

 

Costi e sanzioni

Arriviamo ora al tasto dolente: quanto bisogna sborsare per effettuare un controllo e la pulizia della caldaia? Il costo della manutenzione varia a seconda di alcuni fattori fissi, come la regolamentazione regionale, e variabili, come la ditta incaricata per le operazioni. In ogni caso, possiamo trovare una cifra media che si attesta tra 50 € e 150 €; mentre per il controllo dei fumi questa può superare ampiamente anche i 150€.

Il costo risulta essere molto conveniente considerando che va sostenuto solo una volta all’anno, e anche che la mancata manutenzione è punita con sanzioni e ammende pecuniarie molto importanti. Infatti, seguendo il decreto n° 74 del 15 aprile 2013, sappiamo che le operazioni vanno effettuate con opportuna periodicità e in conformità con le indicazioni fornite e che abbiamo citato precedentemente.

Se non si rispettano tali direttive, si può rischiare una multa che va da 50 a 200 € in caso di irregolarità come la mancata revisione; da 500 a 3.000 € per un mancato controllo del rendimento della combustione, e a quest’ultima si può aggiungere anche il rimborso delle spese di verifica.

Ovviamente, non riceverete nessuna sanzione all’improvviso, infatti i Comuni devono avvisare il soggetto interessato notificando in anticipo di 20 giorni l’intervento che verrà effettuato. Ciò significa che, chi possiede una caldaia e ancora non è in regola, può comunque riuscire a rientrare nei ranghi approfittando del tempo utile fornito dalle istituzioni.

 

 

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