Caldaia e bollino blu: cosa sapere

Ultimo aggiornamento: 13.10.19

 

Far controllare la propria caldaia è assolutamente necessario per non incorrere in costose contravvenzioni. Ma come fare a ottenere il famigerato bollino blu? 

 

Avete appena comprato una nuova caldaia a gas o in casa avete ancora quella vecchia? In tal caso la caldaia dovrà essere controllata dagli esperti e certificata con un bollino blu. Il motivo è legato alla sicurezza, dato che i fumi di scarico devono rientrare entro un certo limite consentito. Allo stesso modo anche il funzionamento della caldaia deve essere regolare, altrimenti si potrebbero correre dei rischi seri. Il bollino blu è obbligatorio in tutti i comuni d’Italia, quindi verranno effettuati controlli in ogni città del paese per assicurarsi che le caldaie negli appartamenti siano in regola. 

Tenete conto che il materiale che viene bruciato dalla caldaia si trasforma in sostanze inquinanti, per questo la legge ha stabilito dei limiti oltre i quali non si può andare. In molti infatti stanno lentamente passando alle caldaie a condensazione, molto più sicure e con un impatto ambientale decisamente ridotto rispetto a quelle normali a gas. 

 

Ogni quanti anni va controllata la caldaia?

Il decreto legge n.192 del 19 agosto 2005 stabilisce che il bollino blu è obbligatorio. Il controllo della caldaia però va richiesto dagli stessi cittadini entro un periodo di tempo che varia a seconda del tipo di caldaia e dell’installazione. Secondo questo decreto se possedete una caldaia di potenza inferiore a 35 kw, vecchia di 8 anni e che si trova all’esterno o è stagna allora dovrete rinnovare il bollino blu ogni 4 anni. Per caldaie interne più vecchie di 8 anni installate in casa si rinnova ogni 2 anni, mentre per quelle non alimentate a gas la revisione è annuale. I condomini con impianti centralizzati devono adempiere a quest’ultima scadenza. 

Nel 2013 però il Consiglio dei Ministri ha cambiato le regole, imponendo il controllo sulla caldaia ogni 4 anni con due distinzioni: le gli impianti termici a combustibile liquido o solido per i quali il bollino blu va rinnovato ogni 2 anni, mentre per quelle con potenza superiore ai 100 Kw va fatto annualmente. 

 

 

Chi si occupa del bollino blu?

Per il bollino blu dovete rivolgervi a tecnici specializzati autorizzati dal comune della vostra città. Questi professionisti sono gli unici autorizzati a verificare il livello dello scarico fumi e di effettuare la manutenzione della caldaia per controllare se questa è in regola. Una volta provato il funzionamento corretto della caldaia verrà rilasciata la documentazione per attestarlo e sul libretto verrà posto il bollino blu. 

Come il bollino blu, anche il libretto impianto è obbligatorio per poter effettuare i controlli ogni 4 anni, quindi i cittadini devono richiederlo al comune di loro spontanea volontà. Su questo libretto verrà tenuta traccia anche del corretto funzionamento di altri impianti come i condizionatori e climatizzatori per la casa o per le attività professionali. 

Per le caldaie nuove viene emesso un bollino blu dalla prima accensione che avrà una scadenza iniziale di 4 anni dopo i quali seguirà i controlli previsti per la tipologia. 

Chi vive in affitto si può giustamente chiedere se deve occuparsi del bollino blu o se quest’onere spetta al proprietario. In realtà il controllo, la manutenzione e la revisione spettano sia al coinquilino sia al proprietario di casa che dovranno consultarsi per tenere sempre sotto controllo la scadenza del bollino blu. Per gli impianti centralizzati sarà l’amministratore di condominio a occuparsi di contattare il tecnico autorizzato per eseguire i dovuti controlli. 

 

Multe

Come si può immaginare, il mancato controllo della caldaia prevede delle multe e delle sanzioni. Non c’è scusa che tenga, se vi dimenticate di farlo verrete multati dato che è vostra responsabilità tenere le scadenze sotto controllo. La multa meno salata si aggira intorno ai 500 euro, ma si può arrivare anche a sanzioni di 3.000 euro per i responsabili degli impianti che come abbiamo visto possono essere inquilino, proprietario e amministratore di condominio. 

Sorte ben peggiore tocca ai tecnici e le ditte che non eseguono il corretto controllo: si parte da 1.000 euro di multa fino a 6.000, con eventuali provvedimenti disciplinari sul lavoro. La multa per i responsabili è retroattiva, quindi se le verifiche non vengono fatte si possono ricevere sanzioni per tutti i mancati controlli.

Per questo è consigliabile conservare tutta la documentazione rilasciata dal tecnico professionista, in modo da non correre rischi. Con il libretto per l’impianto unico del 2019 si dovrebbe riuscire a tenere tutto sotto controllo senza dover per forza tenere mille fogli sparsi per la casa. Un altro buon metodo e scansionare i documenti per salvarli sul PC, su hard disk esterno o su cloud in modo da tenere tutto più ordinato e pronto all’occorrenza. 

 

 

Bollino verde o blu?

Oltre al bollino blu esiste anche il bollino verde che viene dato agli utenti per i controlli di rendimento energetico. Del bollino verde però se ne deve occupare la Regione o la provincia e non il responsabile dell’impianto. I comuni con una popolazione fino a 40.000 abitanti devono effettuare obbligatoriamente i controlli per ogni abitazione. Il costo del bollino blu è molto basso e si aggira intorno ai 10 euro. 

Ricordatevi che per entrambi i bollini i tecnici per il controllo devono necessariamente essere autorizzati dal comune, quindi se avete qualche conoscente che si occupa di caldaie, ma che non dispone di tale autorizzazione sappiate che il suo controllo non sarà ritenuto valido. 

 

 

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