Come calcolare la potenza della caldaia per il proprio edificio

Ultimo aggiornamento: 02.03.21

 

Calcolare il fabbisogno termico della propria casa è un’operazione di fondamentale importanza; vediamo come farlo nel modo più preciso possibile.

 

Come si calcola la potenza necessaria a una caldaia per soddisfare il fabbisogno termico della propria abitazione? La risposta è semplice: basta moltiplicare la superficie della casa per l’altezza delle stanze e per il coefficiente termico.

Se l’operazione in sé è facile, però, nella realtà dei fatti le cose stanno diversamente e bisogna tenere conto di numerosi fattori che possono incidere sul calcolo kW. Ogni casa, infatti, possiede caratteristiche specifiche quasi uniche ed è inserita in un contesto climatico ben definito; se non si considerano tutti questi aspetti, quindi, diventa molto più facile sbagliare il calcolo potenza caldaia.

 

Superficie e volume

Come abbiamo accennato in precedenza il calcolo kw per riscaldamento si basa innanzitutto sul volume di metri cubi da riscaldare, e per ricavare questo dato basta moltiplicare i metri quadrati della superficie dell’abitazione per l’altezza delle stanze.

Facciamo quindi l’esempio di un’abitazione da 100 metri quadrati con un’altezza di 2,7 metri; l’operazione da eseguire sarà 100 x 2,7 e il risultato, cioè 270, equivale al volume in metri cubi. L’altezza delle stanze, però, può variare a seconda dell’abitazione, e a parità di superficie può determinare una variazione di volume più o meno sostanziale.

Nel nostro esempio abbiamo indicato un’altezza di 2,7 metri perché negli immobili di recente costruzione, in particolar modo negli edifici condominiali, per favorire il risparmio energetico si sta adottando questo standard, ma la maggior parte delle abitazioni di vecchia data hanno un’altezza che varia dai 3,2 ai 3,7 metri, e in alcuni casi si può arrivare addirittura ad altezze che variano dai 4 ai 5 metri e oltre.

Tornando al nostro esempio dell’abitazione da 100 metri quadri, nel caso in cui l’altezza sia di 3,7 metri il volume complessivo aumenta di molto e arriva a 370 metri cubi. Ecco perché il solo dato della superficie non va tenuto in considerazione quando bisogna calcolare la potenza termica utile di un impianto di riscaldamento.

 

Il coefficiente termico e le zone climatiche

L’altro fattore di calcolo è rappresentato dal coefficiente termico indicato in kcal/mc, cioè nella quantità di kilocalorie necessarie a riscaldare un metro cubo d’aria. Il coefficiente termico varia in funzione della zona climatica in cui sorge l’immobile, e il territorio italiano è ripartito in cinque distinte aree climatiche indicate con lettere dell’alfabeto dalla A alla F, per indicare rispettivamente le zone a partire da quella dove fa più caldo fino a dove fa più freddo.

Il coefficiente termico varia dalle 30 alla 40 kcal/mc in funzione della zona climatica; a questo punto andiamo a terminare il nostro esempio di calcolo dell’abitazione da 100 metri quadrati, inserendo come ultimo dato il coefficiente termico intermedio di 35 kcal/mc corrispondente alla zona climatica C, e completiamo la formula nel seguente modo:

(100 x 2,7) x 35 = 9.450

Il risultato ottenuto equivale alle kilocalorie necessarie per riscaldare un volume di 270 metri cubi, ma per convertire queste kilocalorie in kiloWatt bisogna dividerle per un valore fisso, stabilito a 862, quindi bisogna eseguire la seguente operazione:

9.450 : 862 = 10,96

Indicativamente parlando, quindi, per riscaldare un’abitazione con un volume di 270 metri cubi situata in una zona climatica mite, occorrono circa 11 kW e quindi la potenza nominale della caldaia deve essere uguale a superiore a questo valore.

Questa formula è semplificata ovviamente, e di conseguenza è offre un risultato approssimativo; a incidere sul dato reale del fabbisogno termico, infatti, non sono soltanto le dimensioni dell’abitazione e la zona climatica in cui è situata, ma anche il numero di finestre, la quota a cui si trova, l’esposizione, l’eventuale presenza di grandi vetrate, la necessità di includere o meno la produzione di acqua calda sanitaria e soprattutto la qualità degli infissi, il grado di coibentazione e l’eventuale presenza di ponti termici.

L’isolamento termico

Per grado di coibentazione si intende il livello di isolamento termico posseduto dall’abitazione; uno dei fattori che incidono maggiormente sulla resa dell’impianto di riscaldamento, infatti, è la dispersione di calore dovuta alla presenza di ponti termici o agli infissi di bassa qualità, i quali generano correnti d’aria.

Un altro metodo semplificato che si può adoperare per calcolare la potenza termica necessaria al riscaldamento, infatti, è moltiplicare il volume per un altro tipo di coefficiente approssimativo basato sul grado di coibentazione.

Questi coefficienti generici sono quattro; il più alto è fissato a 0,12 kW per metro cubo e corrisponde a un edificio di vecchia data che non è ben isolato, 0,08 kW per le condizioni di una vecchia casa non ristrutturata ma con un discreto livello di isolamento termico, 0,05 kW per le case ristrutturate secondo i principi di un corretto isolamento termico e 0,03 kW per le case di costruzione recente, dotate di tutti gli accorgimenti necessari per garantire la massima efficienza energetica.

Prendendo di nuovo come esempio l’abitazione da 270 metri cubi, quindi, a seconda del coefficiente applicato la potenza termica nominale richiesta alla caldaia potrebbe variare come indicato nella tabella seguente:

(100 x 2,7) x 0,03 = 8,1 kW
(100 x 2,7) x 0,05 = 13,5 kW
(100 x 2,7) x 0,08 = 21,6 kW
(100 x 2,7) x 0,12 = 32,4 kW

Anche questa formula è approssimativa, ovviamente, nonostante il coefficiente basato sul grado di coibentazione tenga conto di tutti i fattori elencati in precedenza; per avere una stima reale bisogna consultare un tecnico qualificato in grado di eseguire il calcolo basandosi su tutti i parametri dell’abitazione, misurati accuratamente.

Il consumo di energia

Il calcolo del fabbisogno termico dell’abitazione non serve soltanto a stabilire la potenza termica che deve possedere la caldaia; i calcoli esemplificativi mostrati nei paragrafi precedenti, infatti, permettono di capire anche quanto costa riscaldare una casa di 100 mq e stabilire in linea di massima il consumo energetico dell’impianto ricavando, dalla potenza termica ottenuta, un secondo calcolo sul consumo gpl riscaldamento, nel caso di una caldaia a gas, oppure sul consumo di pellet se si tratta di una caldaia alimentata a biomasse. 

Va da sé che i consumi vengono anche influenzati dalla stato di salute di tutti gli elementi del dispositivo, dunque teneteli d’occhio, con un’attenzione particolare per lo scambiatore di caldaia, e fate eseguire periodicamente la manutenzione. 

 

 

 

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