Bonus verde 2021: cos’è, come funziona, a chi spetta

Ultimo aggiornamento: 23.04.21

 

Tutto quello che c’è da sapere sulle agevolazioni fiscali previste per le spese relative alla sistemazione di aree verdi, sia quelle private sia quelle comuni degli edifici condominiali.

 

La Legge di Bilancio 2021 ha confermato il pacchetto di agevolazioni fiscali dove sono inclusi anche i bonus per la riqualificazione energetica, per la ristrutturazione degli immobili e per sistemare giardini e aree verdi. Come le altre agevolazioni, però, anche l’ottenimento del bonus verde dell’Agenzia delle Entrate è soggetto all’adempimento di una serie di regole ben precise, vediamo quindi di approfondire ulteriormente l’argomento, e di capire nello specifico in cosa consiste l’agevolazione, chi può beneficiarne e come bisogna fare per ottenerla.

 

Che cos’è il bonus verde 2021

Il bonus verde, comunemente noto anche come bonus giardini, consiste in una detrazione del 36% sulle spese sostenute per interventi di sistemazione a verde, installazione di coperture su aree verdi e realizzazione di giardini pensili e di impianti di irrigazione. L’importo massimo di spesa sul quale è possibile applicare la detrazione è stabilito in 5.000 euro per ogni unità immobiliare. Nel caso di una singola unità quindi, per esempio una villetta monofamiliare, il limite massimo di spesa sul quale sarà possibile applicare la detrazione sarà di 5.000 euro.

Dal momento che la normativa non riporta ulteriori specificazioni in merito, però, si può considerare che il limite dei 5.000 euro possa essere moltiplicato per il numero delle unità immobiliari; di conseguenza, nel caso in cui i lavori di sistemazione a verde abbiano come oggetto le aree comuni di edifici condominiali oppure delle unità immobiliari plurifamiliari, il limite di spesa viene moltiplicato per il numero di abitazioni facenti parte dell’immobile.

Chi può beneficiare del bonus verde

Al bonus verde può accedere chiunque possieda o detenga l’immobile oggetto degli interventi e si faccia carico delle relative spese; quindi sia i proprietari sia gli inquilini in possesso di regolare contratto di locazione possono presentare la richiesta per l’ottenimento.

Nel caso degli edifici condominiali l’agevolazione fiscale sarà ripartita tra tutti i condomini in proporzione alle relative quote, a patto però che le spese per i lavori eseguiti siano state pagate nei tempi e secondo le modalità previste per la presentazione della dichiarazione dei redditi. La detrazione fiscale del 36%, inoltre, viene applicata sull’IRPEF ed è suddivisa in dieci rate annuali, di conseguenza i soggetti IRES non possono avere accesso al bonus giardino.

 

Bonus verde e bonifico

Come accennato in precedenza, la detrazione massima che è possibile ottenere è di 1.800 euro, equivalenti appunto al 36% dei 5.000 euro che costituiscono il tetto massimo di spesa a cui è possibile applicare la detrazione.

A differenza del bonus ristrutturazione e di quello per la riqualificazione energetica, inoltre, nel bonus verde non sono indicate modalità specifiche di pagamento ma viene soltanto precisato l’obbligo di usare strumenti fiscalmente tracciabili; anche se non è chiaramente indicato, quindi, è comunque preferibile effettuare i pagamenti mediante carta di credito, assegno oppure bonifico bancario o postale.

Che tipo di lavori possono essere agevolati

Nell’elenco dei lavori detraibili sono inclusi i seguenti interventi:

♦ Sistemazione a verde di giardini e terrazzi in singole unità immobiliari, oppure in cortili e aree comuni di edifici condominiali.

♦ Interventi di realizzazione di giardini pensili oppure installazione di coperture su aree verdi.

♦ Realizzazione di impianti di irrigazione e attuazione di lavori sui pozzi.

Gli interventi devono necessariamente avere carattere di straordinarietà, cioè devono risultare “innovativi” rispetto alle condizioni precedenti dell’area interessata ai lavori.

Le spese per l’installazione ex novo di un impianto di irrigazione, per esempio, o per la trasformazione di un pozzo al fine di renderlo parte integrante di un sistema di irrigazione, sono considerate spese detraibili; gli interventi di manutenzione ordinaria sugli impianti di irrigazione già esistenti invece, oppure quelle per l’installazione di una doccia in giardino, per esempio, non sono ammissibili di detrazione.

Lo stesso discorso vale per la sistemazione a verde dei giardini e dei terrazzi; la realizzazione di nuove aiuole e recinzioni, l’installazione di tettoie per zone verdi e l’acquisto di nuove piante, anche in vasi o fioriere, sono tutte spese agevolabili.

La manutenzione ordinaria del giardino, invece, non è considerata una spesa agevolabile; fanno eccezione a questa regola soltanto gli interventi di manutenzione ordinaria di alberi secolari oppure di specie vegetali che hanno un grande valore storico, naturalistico, culturale o paesaggistico.

Le spese che non possono essere agevolate

I lavori in economia, come per esempio quelli realizzati in proprio, non sono ammissibili per l’ottenimento dell’agevolazione fiscale; gli interventi di sistemazione a verde devono essere necessariamente eseguiti da una ditta specializzata che rilasci regolare fattura, ai fini della tracciabilità fiscale.

Per quanto riguarda l’acquisto di attrezzature, invece, abbiamo già accennato in precedenza che i sistemi di irrigazione possono essere inclusi nelle spese detraibili, ma non è possibile detrarre impianti come la doccia solare, le piscine fuori terra o altre attrezzature idrauliche che non siano inerenti al giardino in quanto tale.

Lo stesso discorso vale per le attrezzature necessarie alla successiva cura e mantenimento del giardino; di conseguenza non si potrà approfittare del bonus verde per detrarre le spese di acquisto di strumenti come zappe, rastrelli, cesoie o altri utensili manuali, e di utensili a motore come il potatore elettrico, il tagliasiepi telescopico e il tosaerba.

L’unica eccezione a questa regola è rappresentata dai robot tagliaerba; questi dispositivi possono essere inseriti tra le voci di spesa detraibili infatti, ma solo a patto che sia inquadrati all’interno di una installazione fissa comprendente la stazione di ricarica e il filo perimetrale. In questo contesto il robot tagliaerba diventa parte integrante del rinnovamento globale del giardino, e nella somma dell’importo agevolabile si possono inserire le relative spese di acquisto e installazione.

 

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