Quando chiude il servizio elettrico nazionale e cosa fare

Ultimo aggiornamento: 24.10.21

 

Gennaio 2023: ecco la data della fine dei prezzi tutelati e la chiusura del Servizio Elettrico Nazionale. Cosa fare quando questo accadrà e i fornitori scompariranno? Vediamolo.

 

Chi è cliente del Servizio Elettrico Nazionale e ha già sentito parlare della fine del mercato tutelato, allora è bene che giochi di anticipo per non farsi trovare impreparato.

Infatti, la data di chiusura è segnata sul calendario a gennaio 2023, ufficializzata con la proroga del 2022.

Questo è un momento importante: ora esistono fornitori di energia elettrica che operano nel cosiddetto mercato tutelato, ma nel giro di pochi mesi si entrerà nel mercato libero.

Il sistema del Servizio Elettrico Nazionale è sempre stato utile per tutte quelle famiglie che non volevano o non potevano sottoscrivere contratti con aziende del mercato libero, e per questo offrivano soluzioni giuste e commisurate alle esigenze di ogni nucleo.

Al momento ci sono due tipologie di clienti: utenze domestiche e utenze aziendali, e alla chiusura accadrà che i primi dovranno scegliere uno tra i numerosi fornitori che si possono trovare, chiaramente in base ai propri bisogni, budget e consumi.

Si tratta senza dubbio di un passaggio epocale, perché il Servizio Elettrico Nazionale chiude a cavallo di due anni di cambiamenti in cui è prevista la completa liberalizzazione del mercato energetico, facendo diventare gli utenti principali i veri protagonisti del risparmio in bolletta.

Enel energia nel mercato libero e tutelato

Chi non ha mai cambiato fornitore e quindi modificato la propria offerta di energia e gas fa parte del mercato tutelato. Quest’ultimo è infatti pensato per offrire tutele sicure, come suggerisce anche il nome stesso, grazie a un tariffario che viene modificato e fissato ogni tre mesi dall’Arera, l’ente che si occupa anche della salvaguardia dei consumatori.

L’Enel offre maggior tutela anche per tutte le aziende che godono di particolari requisiti, come la connessione con la bassa tensione, una squadra di meno di 50 dipendenti e un fatturato non superiore ai 10 milioni di euro.

A oggi, il servizio di maggior tutela è affidato a operatori che lavorano nelle specifiche aree di competenza, tra cui compare soprattutto Enel, per l’appunto.

La fine del mercato tutelato e il passaggio a quello libero è in realtà un evento positivo per il consumatore finale, perché ha la possibilità di scegliere tra tariffe variegate e offerte più convenienti, con la possibilità di accedere a prezzi bloccati per un determinato periodo.

 

Sciogliamo qualche dubbio

Ci saranno interruzioni di energia e gas?

Il passaggio al mercato libero è un argomento che può spaventare più di qualcuno, ma che in realtà è fondamentale e conveniente. La risposta a questa domanda è: no, per l’utente finale non si verificheranno interruzioni dell’energia elettrica e del gas, e nemmeno disservizi derivanti dal passaggio, perché il tutto avverrà come se stesse stipulando un contratto con un altro fornitore.

Il mercato libero dell’energia elettrica prevede costi di cambio del fornitore?

L’ente di Autorità che prevede per l’appunto il passaggio al mercato libero, ha stabilito che questo non comporterà alcun costo per il cliente finale. 

Inoltre, non dovrete neanche occuparvi della burocrazia, perché le pratiche amministrative saranno onere per l’azienda che sceglierete. Il passaggio perciò non prevede alcun costo, salvo alcuni casi previsti dal contratto, come il rilascio di una forma di garanzia come il deposito cauzionale. In ogni caso, il cliente avrà sempre diritto al recesso e al ripensamento, quest’ultimo entro 14 giorni dall’attivazione e dalla stipula del contratto. Tutto ciò per garantire sempre una maggiore tutela al consumatore finale.

 

Quali sono le differenze di prezzo dell’Enel nel mercato libero e in quello tutelato?

Sono molti coloro i quali iniziano a informarsi già da ora su cosa comporterà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero. E ancora di più chi vuole capire anche quali sono le effettive differente sull’andamento dei prezzi che si potranno vedere.

Ebbene, dovete sapere che nel mercato tutelato le tariffe vengono stabilite dalle autorità competenti, con una variazione trimestrale obbligatoria e necessaria.

Ora invece tutto sarà a discrezione delle aziende, che si faranno concorrenza proprio su questi dettagli fondamentali.

Il regime del mercato libero metterà a confronto numerosi fornitori vecchi e nuovi, affinché il consumatore finale abbia un quadro completo e possa scegliere di aderire a offerte con prezzi fissi per un determinato periodo, che di solito non supera mai i 36 mesi.

Potrete anche optare per un prezzo variabile, che verrà modificato a seconda degli indici di mercato e di altri fattori spiegati in sede contrattuale.

In ogni caso, le differenze saranno enormi, ma tutte convenienti, anche perché l’utente non sarà più vincolato alla scelta di un fornitore in ambito geografico, ma potrà prendere vincolo con chiunque.

Con il mercato libero dell’energia bisogna mantenere lo stesso fornitore?

La risposta a questa domanda è negativa: no, non sarà obbligatorio mantenere lo stesso fornitore, perché il passaggio ha come scopo quello di favorire la convenienza per l’utente finale. Ciò vuol dire che dopo gennaio 2023, potrete optare autonomamente per soluzioni che ritenete essere più vantaggiose e adatte alle esigenze vostre e della vostra famiglia.

In ogni caso, chi vuole può mantenere lo stesso fornitore, aderendo a un’offerta del mercato libero.

Tutto ciò è pensato propriamente per poter democratizzare il mercato dell’energia elettrica nazionale, perciò chi magari fa solo utilizzo di uno scaldino elettrico in casa durante l’inverno, pagherà solo per quello, senza trovarsi in bolletta cifre esagerate.

 

 

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