Pro e contro del raffrescamento a pavimento

Ultimo aggiornamento: 02.03.21

 

Il riscaldamento a pavimento è efficiente anche nel raffrescamento e nella riduzione dei consumi di energia, ma quali sono gli svantaggi? Andiamo a scoprirlo insieme.

 

Gli impianti di riscaldamento a pavimento sono caratterizzati da un elevato livello di comfort, perché le loro caratteristiche gli permettono di mantenere costante la temperatura all’interno dell’abitazione attraverso una distribuzione ottimale e omogenea del calore in tutti gli ambienti della casa.

Il loro funzionamento è basato sull’installazione di pannelli radianti che possono essere di due tipi: elettrici o ad acqua. Il limite dei pannelli elettrici, però è che possono essere adoperati soltanto quando fa freddo, mentre quelli ad acqua possono essere utilizzati anche in estate come impianto di raffrescamento a pavimento, contribuendo quindi a mantenere la casa fresca ed evitare di installare i condizionatori.

 

Riscaldamento a pavimento come funziona

A differenza dei termosifoni, che funzionano secondo il principio della convezione, il riscaldamento e il raffreddamento a pavimento sfruttano invece il principio dell’irraggiamento. Installare un impianto di questo tipo, quindi significa innanzitutto creare delle camere d’aria sotto i pavimenti, dove vengono poi installati i pannelli e le serpentine in PVC che vanno a sostituiscono il circuito dell’acqua dei termosifoni; al di sopra dei pannelli, infine, viene posato il pavimento. In alternativa alle camere d’aria, le serpentine possono essere anche annegate direttamente in un massetto di cemento, il quale andrà poi ricoperto dal pavimento.

Indipendentemente dal tipo di soluzione scelta però, per ottimizzare il riscaldamento a pavimento le serpentine devono essere installate in modo da coprire la sua intera superficie così l’acqua calda, circolando al loro interno, sarà in grado di cedere il calore ai pavimenti in maniera uniforme.

Gli impianti radianti sfruttano infatti il principio della fisica secondo cui il calore viene trasmesso dal corpo più caldo a quello più freddo, di conseguenza il raffrescamento a pavimento funziona secondo lo stesso principio con la differenza che l’acqua che circola nelle serpentine, invece di essere calda, ha una temperatura di circa 16°-18° e questo permette di portare il pavimento a una temperatura di 19° circa, mantenendosi costante nel tempo.

In questo modo, durante il periodo estivo, l’aria all’interno dell’abitazione cede il calore in eccesso al pavimento portando la temperatura a valori più accettabili, e si potrà fare tranquillamente a meno dei condizionatori anche nel caso di ondate di calore estremo.

 

Riscaldamento a pavimento pro e contro

Come tutti gli impianti anche quelli basati sui pannelli radianti hanno i loro pro e i loro contro ovviamente, andiamo quindi a esaminarli più nel dettaglio in modo da cercare di capire se il raffrescamento a pavimento può essere più o meno conveniente rispetto ai condizionatori.

 

I vantaggi

Prima abbiamo accennato al fatto che il principio di funzionamento di questo tipo di impianto è basato sull’irraggiamento. Questo significa che la temperatura, alta o bassa che sia a seconda del periodo dell’anno, si trasmette nell’ambiente domestico in modo graduale, omogeneo e costante.

Il termosifone e il climatizzatore a pavimento o a parete, hanno l’innegabile pregio di riscaldare o raffreddare l’aria in maniera quasi immediata, ma nel farlo generano flussi convettivi che spostano anche la polvere e gli allergeni; la disomogeneità nella temperatura ambiente inoltre, provoca a sua volta sbalzi di temperatura e innesca fenomeni di condensa

I pannelli radianti invece, in modalità di riscaldamento cedono il calore al pavimento che a sua volta lo trasmette all’aria, mentre in modalità di raffrescamento avviene il processo inverso e sono i pavimenti ad assorbire il calore in eccesso dall’aria; questi processi avvengono senza lo spostamento di masse d’aria, quindi senza movimentare la polvere, e in maniera molto più omogenea, di conseguenza uno dei vantaggi principali del raffrescamento a pavimento è quello di essere meno dannoso per la salute.

Uno dei limiti è di tipo operativo invece, perché il processo di irraggiamento avviene in maniera graduale, infatti l’impianto a pannelli radianti impiega dai 30 ai 45 minuti circa prima di raggiungere la temperatura di esercizio. Questo aspetto però si traduce in un notevole vantaggio dal punto di vista dell’efficienza energetica, perché una volta che l’impianto è a regime il consumo è notevolmente ridotto, sia perché la caldaia non è costretta a spegnersi e accendersi più volte durante la giornata, sia perché l’acqua che circola nelle serpentine non deve essere portata a 70° come invece capita nei termosifoni, ma a una temperatura di gran lunga inferiore. 

Proprio perché l’acqua del circuito non deve raggiungere temperature elevate, inoltre, il vantaggio di questo tipo di impianto è quello di poter utilizzare fonti di energia rinnovabili invece del gas. L’ulteriore pregio degli impianti di riscaldamento e raffrescamento a pavimento è quello di non richiedere l’installazione di split, radiatori o altri elementi che possono risultare limitanti sia dal punto di vista estetico sia per quanto riguarda la disposizione dell’arredamento.

 

Gli svantaggi

Più che di svantaggi veri e propri, nel caso degli impianti di riscaldamento a pavimento bisogna parlare di limitazioni. Il costo di acquisto e installazione, per esempio, è maggiore rispetto a quello dei termosifoni, dei ventilatori nebulizzatori e dei condizionatori, soprattutto considerando che i pannelli vanno posati al di sotto del pavimento; quest’ultimo, inoltre, dovrà essere realizzato con materiali conduttivi, e quindi non tutti i pavimenti risultano adatti allo scopo.

Data la particolare installazione inoltre, nel caso di un eventuale guasto o di successive modifiche ci si vedrà costretti a rimuovere la parte di pavimento che ricopre la sezione interessata; per quanto l’eventualità di un guasto alle serpentine sia possibile, però, di fatto è poco probabile e l’impianto in sé ha il pregio di non comportare spese di manutenzione, a differenza dei termosifoni e dei condizionatori, e mantenendo il pavimento sempre in buone condizioni e regolarmente pulito con aspirapolvere o scope a vapore, pro e contro esclusi, potrebbe durare senza problemi per molti decenni.

Un’altra limitazione dei pannelli radianti invece, come accennato nel paragrafo precedente, sta proprio nel loro principio di funzionamento, che gli impedisce di essere acceso e spento a intermittenza. Per raggiungere la massima efficienza l’impianto va tenuto acceso costantemente per l’intera giornata, il che lo rende poco vantaggioso per chi trascorre la maggior parte del tempo fuori casa.

 

 

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