Come riconoscere ed eliminare il tarlo del legno

Ultimo aggiornamento: 06.07.22

 

Le infestazioni dei parassiti del legno possono creare seri problemi, soprattutto se attaccano le strutture portanti. Vediamo come fare per contrastarle.

 

Il tarlo del legno è una delle maggiori minacce per i mobili, gli infissi e anche per le strutture portanti di una casa. Non appena avete il sospetto, oppure la matematica certezza che un’infestazione di tarli è in atto, quindi, è importante correre ai ripari il prima possibile.

Gli insetti xilofagi non si limitano soltanto a rovinare i mobili costosi; i tarli del legno volano e sono in grado di attaccare facilmente anche le travi di sostegno del tetto e altre strutture portanti, arrivando a compromettere seriamente la loro integrità strutturale e a rendere obbligatori dei radicali interventi di ristrutturazione che in circostanze normali non avrebbero luogo.

Prima di arrivare al punto di essere costretti a spendere un capitale per ristrutturare l’intero immobile, quindi, meglio agire per tempo attuando una disinfestazione completa; quest’ultima infatti, anche se viene affidata a una ditta specializzata, richiede una spesa di gran lunga più ragionevole rispetto a un rifacimento completo del tetto.

Come accorgersi della presenza dei tarli

In molti pensano che le infestazioni dei tarli siano facilmente rilevabili grazie al tipico rumore che questi producono quando divorano il legno, ma questo non è del tutto corretto. È vero che alcune specie, soprattutto le cerambicide, fanno rumore quando masticano il legno, ma quelle che non emettono alcun suono sono altrettanto numerose e diffuse.

La maniera migliore per individuare la presenza dei tarli, quindi, è attraverso i fori che lasciano nel legno; se un mobile, oppure un infisso, dovesse mostrare dei piccoli buchi, allora vuol dire che ha subito l’attacco di parassiti del legno. Se in corrispondenza del buco si dovesse trovare anche il rosume, come viene chiamata la sottilissima segatura che i piccoli insetti provocano rodendo il legno con le loro mandibole, allora significa che l’infestazione è in atto. L’assenza di rosume, infatti, potrebbe significare che il legno era infestato in precedenza, ma che attualmente non lo è più e sono rimasti soltanto i buchi a testimonianza.

Non sempre il rosume si può individuare però, in quanto spesso viene spazzato via durante le pulizie senza che venga notato; nel caso della presenza dei soli fori, quindi, è opportuno contarli e marcarli, oppure fotografarli, e tenerli sotto controllo in modo da notare se ci sono cambiamenti nel tempo. Se possibile, inoltre, è bene scuotere il legno tarlato, in modo da controllare se dai fori fuoriesce del rosume; se non accade allora è probabile che l’infestazione sia stata già debellata, oppure si sia risolta da sola; questa possibilità però è decisamente remota, a meno che non si tratti di un vecchio mobile acquistato da poco.

Da dove hanno origine le infestazioni di tarli

Bisogna stare molto attenti quando si acquistano vecchi mobili da restaurare, perché è molto facile che questi siano infestati dai tarli. Di conseguenza è importante sottoporre a uno scrupoloso esame visivo sia le parti esterne sia quelle interne dei mobili che si intende comprare, soprattutto se questi sono rimasti per lungo tempo abbandonati in locali caldi e umidi.

Uno dei modi più semplici con cui gli insetti xilofagi possono introdursi in casa, però, è attraverso la legna da ardere. I possessori di forni, camini o stufe a legna, infatti, sono soliti stoccare il combustibile in rimesse esterne oppure in cantina; entrambi i posti sono caratterizzati da un ambiente caldo e umido, quindi ideale per i tarli del legno. È bene controllare sempre i pezzi di legno prima di portarli in casa, in modo da evitare potenziali rischi.

 

Come eliminare i tarli dal legno

Non appena si manifestano i segni di un’infestazione è opportuno adottare subito le misure necessarie a eliminarla. I tarli in sé non rappresentano l’unico problema, le loro larve sono portatrici di spore infatti, e spesso e volentieri all’infestazione fa seguito anche una proliferazione di muffe fungine che fanno marcire il legno.

La disinfestazione deve essere mirata perché esistono numerose varietà di insetti che attaccano il legno e dal momento che, per consuetudine, sono tutti chiamati tarli o tarme, spesso vengono confusi con altre specie simili che però attaccano le fibre tessili o le derrate alimentari al posto del legno.

L’importanza di distinguere tra le diverse specie sussiste anche perché i prodotti da usare sono specifici, e si potrebbe correre il rischio di acquistare quelli sbagliati e affrontare la disinfestazione con un prodotto inefficace. Un’altra cosa molto importante da sottolineare, inoltre, è l’inutilità delle soluzioni fai da te; i prodotti ricavati da miscele casalinghe non servono assolutamente a nulla contro i tarli, però potrebbero rovinare irrimediabilmente il legno.

La disinfestazione fai da te è fattibile ovviamente, ma sempre a patto di acquistare gli impregnanti specifici a base di insetticida antitarlo e fungicida, e di seguire le indicazioni d’uso indicate dal produttore. Prima di applicare l’insetticida, inoltre, bisogna pulire con cura il legno eliminando la polvere e l’eventuale rosume depositato nelle cavità; ove possibile, poi, è meglio smontare prima i pezzi così da permettere l’applicazione uniforme dell’impregnante.

Una volta che l’impregnante ha fatto effetto è possibile richiudere i buchi lasciati dai tarli usando una miscela di cera d’api e olio d’oliva; i tarli non sopportano la cera d’api, quindi questa sostanza aiuta a prevenire eventuali infestazioni successive. La quantità di olio di oliva da aggiungere alla cera d’api deve essere adeguata a renderla malleabile e cremosa quanto basta da poterla inserire nei buchi come se fosse stucco; per i buchi che si trovano su legno laccato, verniciato o smaltato, invece, la cera d’api non è adatta ed è meglio sostituirla con un prodotto specifico.

Considerata la spesa da sostenere per l’acquisto dell’impregnante antitarlo e degli altri prodotti necessari, nonché del tempo che occorre per eseguire la disinfestazione, la soluzione migliore rimane quella di rivolgersi a una ditta oppure a un professionista specializzato nel campo, soprattutto se la disinfestazione è estesa e ha toccato le travi del tetto e altre aree sensibili della casa.

 

 

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