L’hi-tech applicato all’irrigazione dei campi

Ultimo aggiornamento: 02.04.20

 

Che questo inverno sia anomalo è piuttosto evidente, come è evidente che le ridotte precipitazioni piovose stanno generando una serie di problemi piuttosto gravi. Il primo della lista – che riguarda soprattutto le grandi città – è l’aumento dell’inquinamento e delle polveri sottili estremamente dannose per l’uomo. Ma non è questa la sede in cui sviscerare questo argomento, perché qui ci vogliamo concentrare sull’impatto negativo che le temperature sensibilmente più alte della media stanno avendo sull’agricoltura, sia in larga sia in piccola scala. 

 

Le piante ci capiscono poco…

Il clima atipico e il caldo inusuale per l’inverno stanno mandano in confusione alcune piante che “pensano” che la primavera sia già arrivata. La conseguenza, dunque, è la fioritura anticipata dei mandorli e delle piante da frutto in quasi tutte le regioni bagnate dal mare, nelle quali il clima è ancora più mite. Se questo, da un lato, consente di avere già a disposizione alcune primizie per cui, in precedenza, era necessario attendere i mesi primaverili, dall’altro rischia di creare una sorta di corto circuito nelle piante, soprattutto se nelle prossime settimane le temperature dovessero abbassarsi sensibilmente e tornare nella media stagionale. In questo caso, infatti, le piantine germogliate, così come i cereali, potrebbero venire inesorabilmente rovinati in caso di gelate o di violenti temporali.

Ma un problema ancora più grave per piante e colture è rappresentato dall’emergenza idrica con cui già diverse regioni meridionali devono fare i conti. L’allarme è stato lanciato da Coldiretti che, riportando i dati dell’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari), fa sapere che la disponibilità idrica in molte regioni (in particolare Basilicata e Puglia) si è dimezzata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e oltre il 50% del territorio di queste zone è a rischio desertificazione. 

Sono molti i Comuni o i singoli agricoltori che hanno dovuto riattivare gli impianti di irrigazione in modo da assicurare l’acqua necessaria alle coltivazioni, seriamente fiaccate dall’assenza di precipitazioni. Diventa dunque importante disporre di strumenti di qualità, come per esempio le pompe per l’irrigazione o per la gestione dell’acqua piovana proposte da Pompaacquashop.it, in modo da poter fare fronte a qualunque necessità, sia su piccola sia su grande scala.

 

L’irrigazione guarda al futuro

Come in tutti i settori dell’economia, anche l’agricoltura sta cambiando profondamente perché influenzata dalle soluzioni tecnologiche. Sono sempre di più le start up che hanno lanciato o hanno in cantiere sistemi hi-tech per semplificare la vita agli agricoltori e incentivare la produzione. Un esempio in questo senso arriva da Israele, dove la terra non è semplice da coltivare, visto il clima piuttosto arido, e dove è indispensabile non sprecare nemmeno una goccia d’acqua. 

Ebbene la start up Manna ha sviluppato una piattaforma che, analizzando i dati satellitari e incrociandoli con quelli delle previsioni meteorologiche e con quelli relativi alla tipologia di coltivazione, è in grado di supportare l’agricoltore comunicandogli la corretta quantità di acqua da utilizzare per annaffiare il campo. Sempre in ottica ottimizzazione del processo di irrigazione si colloca Viridix che ha realizzato un tensiometro “smart” che riesce a misurare la quantità d’acqua di cui le radici e il terreno hanno bisogno e lo comunica allo smartphone, in modo da poter provvedere, senza sprechi. 

La “smart irrigation” viene applicata non solo all’agricoltura ma anche alla cura del verde pubblico come, per esempio, nel caso che riguarda il Comune di Firenze che ha installato in due nuovi giardini – quelli delle ex Officine Galileo e quello di Porta Leopolda – una serie di sensori in grado di misurare la temperatura esterna e l’umidità del terreno nonché analizzare le previsioni del tempo, così da decidere quando fare partire il sistema di irrigazione. In questo modo si evitano situazioni involontariamente comiche – come gli irrigatori che si avviano mentre diluvia – ma soprattutto si punta a ottenere un risparmio del 30% sui consumi annuali d’acqua. 

 

Il giardino di casa

Spostando il focus dall’irrigazione delle colture a quella degli orti o dei giardini domestici, notiamo come non manchino analoghe soluzioni, ovviamente più in piccolo, così da soddisfare le necessità di chi vuole prendersi cura del proprio spazio verde. Sul mercato sono tantissime le proposte, più o meno articolate e di facile gestione, che sfruttano la rete Wi-Fi e una serie di sensori per dialogare con lo smartphone e avvisare della necessità di bagnare l’orto o avviare in automatico l’irrigazione delle piante. 

La casa diventa parte della natura

Nell’ottica di essere sempre più sostenibili, è importante che le città prestino grande attenzione agli spazi verdi e che trovino il modo di invertire la tendenza che, negli ultimi decenni, li ha visti soccombere in favore del cemento. Le metropoli puntano a essere sempre più “green” e va visto dunque in quest’ottica il progetto della Smart Forest City che vedrà la luce in Messico, nella penisola dello Yucatàn, in un’area dove inizialmente sarebbe dovuto sorgere un enorme centro commerciale. 

Invece quello che vedrà la luce sarà una città a “misura di natura”, con parchi, tetti su cui cresceranno erba e piante, palazzi costruiti ad altezze differenti così da agevolare la ventilazione naturale, corsi d’acqua navigabili, pannelli solari e una torre di desalinizzazione. Verranno così ospitati, tra gli altri, oltre 260mila alberi e la città sarà in grado di assorbire più di 115mila tonnellate di anidride carbonica all’anno. Il concept, tra l’altro, ha un’anima tutta italiana visto che l’idea è dell’architetto Stefano Boeri e che a capo del progetto c’è l’architetto Francesca Cesa Bianchi. 

Senza arrivare agli estremi di Smart Forest City, anche nel nostro Paese è indispensabile che le città diventino più green ed ecosostenibili, visto che ne va della salute dei loro abitanti. In quest’ottica, ogni anno Legambiente, Il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, stilano la classifica Ecosistema Urbano 2019 delle città più attente alla qualità della vita, valutando questi parametri: qualità dell’aria, mobilità, rete idrica, gestione rifiuti e ambiente. Nel 2019 il primato è andato per la prima volta a Trento, grazie alle iniziative volte a migliorare la qualità dell’aria, all’incremento dei trasporti pubblici e alla creazione di piste ciclabili. Sul podio anche Mantova e Bolzano mentre il fanalino di coda della classifica è risultata Catania.   

 

 

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