Le 5 Migliori Caldaie a Pellet del 2021

Ultimo aggiornamento: 24.10.21

 

Caldaie a Pellet – Guida all’acquisto e Confronti 

 

In questo articolo esamineremo alcune delle caldaie a pellet più richieste, tra tutte quelle attualmente disponibili sul mercato. Tra i modelli più apprezzati ce ne sono due in particolare, entrambi prodotti dal gruppo italiano La Nordica-Extraflame; la Diadema ACS, una termostufa in grado di riscaldare e produrre acqua calda sanitaria per case con superfici fino a 300 metri quadrati, e la Melinda Idro Steel, limitata al solo riscaldamento e adatta per case con superfici fino a 150 metri quadrati.

 

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 5 Migliori Caldaie a Pellet – Classifica 2021

 

In questa sezione esamineremo da vicino alcuni modelli, tra i più venduti sul mercato e apprezzati dagli utenti, con l’obiettivo di offrire qualche spunto su quale caldaia a pellet comprare. Date un’occhiata.

 

 

Caldaia a pellet idro

 

1. La Nordica Stufa a Pellet Diadema ACS Idro

 

Quando si parla di caldaia a pellet idro, in genere si fa riferimento alle stufe a pellet idro, dette anche termostufe o idrostufe che permettono di produrre acqua calda per i radiatori, i pannelli radianti a pavimento e, in alcuni casi, anche ACS, cioè acqua calda sanitaria come nel caso di questo modello La Nordica.

La Nordica è leader nel settore e la sua Diadema ACS è un modello performante dal punto di vista delle prestazioni, perché è in grado di riscaldare ambienti fino a 815 m³, cioè 300 m² considerando l’altezza del soffitto di 2,7 metri.

È un modello molto efficiente anche per quanto riguarda i consumi perché in classe A+ di efficienza energetica e perché vanta quattro stelle su quattro di Aria Pulita, l’ente di certificazione a cui i produttori aderiscono su base volontaria e che valuta emissioni e prestazioni.

Si tratta di una termostufa tecnologicamente avanzata perché integra diversi sistemi che ne aumentano l’efficienza: aria primaria e secondaria bilanciate elettronicamente, regolazione della necessaria quantità di pellet, check up automatico che riduce usura e pulizia, ecc.

Questo modello ha il telecomando, il cronotermostato settimanale e la predisposizione per interfacciarsi col termostato eventualmente presente nell’abitazione.

Rivediamo adesso le principali caratteristiche di una delle migliori caldaie a pellet del 2021, Diadema de La Nordica.

 

Pro

Termostufa: Questa caldaia è in realtà una termostufa o stufa a idropellet o stufa a pellet idro che, oltre a produrre acqua calda, è in grado anche di riscaldare l’ambiente.

Prestazioni: Le prestazioni offerte da questo modello sono considerevoli se si pensa che è in grado di riscaldare un ambiente di 815 m³, cioè 300 m² se l’altezza del soffitto è di 2,7 metri. Sono inoltre numerosi i sistemi che migliorano ulteriormente l’efficienza.

Consumi: I consumi energetici sono ridotti perché la termostufa è in classe di efficienza energetica A+ e vanta quattro stelle su quattro dell’ente certificatore Aria Pulita.

Termostato: La termostufa è dotata di cronotermostato settimanale ed è predisposta per essere collegata al termostato di casa. Le varie funzioni si possono controllare dal telecomando.

 

Contro

Wi-Fi: Per il controllo da remoto occorre acquistare a parte l’apposito kit, non incluso di serie ma comunque disponibile.

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2. La Nordica Melinda Idro Steel 2.0 caldaia a pellet

 

La caldaia a pellet Melinda Idro Steel 2.0, prodotta dal gruppo italiano La Nordica-Extraflame, è il modello più economico tra tutti quelli che abbiamo esaminato nel nostro articolo. Si tratta infatti di una caldaia a pellet progettata per la libera installazione e per soddisfare il fabbisogno termico in abitazioni con superfici non superiori ai 150 metri quadrati; la qualità dei materiali di fabbricazione è di ottimo livello, il corpo principale della termostufa è in lega di acciaio verniciato infatti, mentre la parte superiore è in maiolica. 

È dotata di termostato interno e termostato di sicurezza, cronotermostato con programmazione settimanale, telecomando, scambiatore di calore con sistema di pulizia manuale e predisposizione per il collegamento a un termostato ambientale esterno. Come termostufa è basilare, quindi, ma rientra nella classe A+ perciò è parca nei consumi, inoltre ha il pregio di costare poco ed essere affidabile e duratura.

 

Pro

Classe A+: Il consumo orario è compreso tra i 0,9 e i 3,2 chilogrammi di pellet, mentre il rendimento energetico è del 90%; questo la rende decisamente virtuosa e la classificazione A+ le permette di accedere alla detrazione fiscale.

Efficiente: Nonostante sia un modello basico è in grado di sopperire al fabbisogno energetico di appartamenti con superfici fino a 150 metri quadrati; ovviamente solo per il riscaldamento però.

Prezzo: L’ulteriore vantaggio della Melinda Idro Steel 2.0 è quello di essere disponibile a un prezzo a dir poco vantaggioso, soprattutto rispetto ai modelli analoghi prodotti dalle ditte concorrenti.

 

Contro

Solo riscaldamento: Se state cercando una caldaia a pellet in grado di sopperire anche alla produzione ACS, allora dovrete scegliere un modello diverso e più costoso.

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Caldaia a pellet Edilkamin

 

3. Edilkamin Basic Plus caldaia a pellet

 

Anche la caldaia a pellet Basic Plus è un modello basico da 18 kW di potenza progettato per sopperire al fabbisogno termico di appartamenti con superfici non superiori ai 150 metri quadrati, ma ha il pregio di essere adatto sia per il riscaldamento sia per la produzione di acqua calda sanitaria. Si tratta quindi di un impianto progettato per il montaggio a pavimento e predisposto per alimentare diversi tipi di impianto di riscaldamento: a termosifoni o a pannelli radianti; inoltre può essere abbinato anche ai pannelli solari termici e alla caldaia a gas, se sono presenti.

Grazie al sistema Leonardo, brevetto esclusivo della ditta Edilkamin, la Basic Plus è in grado di rilevare come vengono influenzati i parametri della combustione dai fattori esterni, quali le caratteristiche della canna fumaria, quelle del pellet e le condizioni ambientali, e quindi intervenire al fine di ottimizzare il funzionamento e il risparmio di combustibile.

 

Pro

Leonardo: Questa tecnologia esclusiva di Edilkamin permette alla caldaia di rilevare i diversi parametri che influenzano la combustione e di adattarsi in modo da ottimizzare il consumo di pellet.

Completa: Provvede sia al riscaldamento sia alla produzione di acqua calda sanitaria, inoltre è predisposta per il collegamento ai pannelli solari termici o a una caldaia a gas, il che la rende estremamente versatile

Autonomia: Rispetto alla versione Basic, la Basic Plus è caratterizzata da un cassetto ceneri due volte più capiente, quindi offre una maggiore autonomia di funzionamento e diminuisce la frequenza delle operazioni di svuotamento.

 

Contro

Prezzo: Gli accessori necessari alla produzione di acqua calda sanitaria e al controllo remoto dell’impianto, purtroppo, sono optional che incrementano ulteriormente il prezzo.

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Caldaia a pellet La Nordica

 

4. Nordica Extraflame modello PK20 caldaia a pellet 20 kW  

 

Come scegliere una buona caldaia a pellet al giorno d’oggi? Semplice: a prescindere dalla tipologia e dalle caratteristiche possedute dalla caldaia, è importante soprattutto orientarsi verso le ditte più affidabili che offrono maggiori garanzie di qualità e un buon servizio assistenza, come nel caso del gruppo italiano Nordica Extraflame.

Il modello PK20 è una caldaia a pellet all’avanguardia che ha una potenza termica nominale di 20 kW, in grado di riscaldare e produrre acqua calda sanitaria in ambienti fino a 573 metri cubi, quindi adatta per abitazioni fino a 200 metri quadrati circa, tenendo conto di un’altezza massima di 2,70 metri per i solai. Le dimensioni, inoltre, la rendono ideale soprattutto per l’installazione nei locali di servizio o nei garage.

La PK20 è dotata di sistema di autopulizia per il braciere e di motori brushless che movimentano sia il braciere sia il sistema di caricamento del pellet, che è autonomo.

 

Pro

Affidabile: La PK20 è dotata di termostato e pressostato di sicurezza, pressostato, doppia uscita dei fumi di scarico, sistema anticondensa elettronico di serie e candelette ceramiche per accelerare l’accensione.

Lunga autonomia: Il braciere è dotato di un sistema di autopulizia, inoltre l’alimentazione di combustibile avviene mediante un apposito sistema di caricamento motorizzato che attinge a un serbatoio da 75 kg; inoltre è possibile aggiungere un ulteriore serbatoio di capacità analoga.

WiFi: Grazie al modulo integrato per la connettività WiFi, la caldaia a pellete PK20 può essere tranquillamente gestita tramite smartphone, grazie all’app Total Control 2.0, che permette di intervenire anche quando ci si trova fuori casa.

 

Contro

Costosa: In realtà più che un difetto si tratta di una limitazione; la caldaia è perfetta ed è tecnologicamente avanzata oltre che potente e prestante, ma è anche costosa.

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Caldaia a pellet Palazzetti

 

5. Palazzetti CT Pro 24T caldaia a pellet autopulente

 

Palazzetti è un altro brand italiano estremamente apprezzato nel settore della termotecnica; l’azienda, situata in provincia di Pordenone, è specializzata soprattutto nella realizzazione di camini, stufe e caldaie, ma si occupa anche di cucine, barbecue, rivestimenti e soluzioni personalizzate.

La CT Pro 24T è una caldaia a pellet da 21,2 kW di potenza con un rendimento del 96%, che integra un braciere rotante autopulente e un gruppo idraulico composto da valvola di sicurezza, vaso di espansione chiuso e circolatore in classe A. Il serbatoio interno per il pellet ha una capacità di 110 chilogrammi e lo scarico fumi è compatibile con i tubi da 100 millimetri di diametro.

Si tratta però di un modello base che, così com’è, provvede soltanto al riscaldamento domestico; è predisposto per la produzione di acqua calda sanitaria e per la gestione remota tramite Connection Box, ma i kit di conversione sono optional da acquistare separatamente.

 

Pro

Autopulente: Il braciere rotante è autopulente ed è collegato a un ampio cassetto di raccolta delle ceneri, quindi le operazioni di pulizia e svuotamento sono ridotte al minimo indispensabile.

Valvola anticondensa: Questo componente, che di solito ha un costo molto alto e viene considerato optional nella maggior parte delle caldaie a pellet prodotte dalle ditte concorrenti, nella Palazzetti è integrato già nel sistema.

Ampia autonomia e rendimento: Il serbatoio ha una capacità di ben 110 chilogrammi e in più è presente un sistema di controllo dinamico della combustione che permette di ottimizzare il consumo di combustibile.

 

Contro

Kit Optional: La maggior parte dei kit per incrementare l’efficienza, consentire la gestione remota e implementare la produzione ACS, sono optional da acquistare a parte.

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Guida per comprare una caldaia a pellet

 

Per scegliere la migliore caldaia a pellet per le vostre esigenze valutatene la tipologia, la potenza in rapporto all’ambiente da riscaldare, i consumi e quindi l’efficienza energetica, le funzioni. Ne parliamo in questa sezione con l’indicazione su dove acquistare i modelli al miglior prezzo.

 

 

Funzionamento

Le caldaie a pellet stanno conoscendo un vero e proprio boom negli ultimi anni in Italia grazie al prezzo competitivo del combustibile. Rispetto alle altre caldaie a gas o a legna, la differenza fondamentale sta proprio nel diverso materiale utilizzato, il pellet in questo caso.

Un sistema di regolazione automatico ottimizza l’immissione della giusta quantità di pellet e di aria comburente. In alcuni casi, vengono preliminarmente analizzati parametri quali le condizioni ambientali, il tipo di pellet e le caratteristiche della canna fumaria e in base a questi parametri si ottimizzano prestazioni e consumi.

In definitiva, l’utente non deve fare molto, solo caricare il pellet nel serbatoio che può avere una capienza diversa a seconda dei modelli. Dopodiché la caldaia funziona in automatico, distribuendo il calore prodotto dalla combustione all’acqua utilizzata per i radiatori, i pannelli radianti a pavimento e anche per produrre acqua calda sanitaria (ACS), anche in estate.

 

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi connessi all’uso della caldaia a pellet sono relativi al costo del combustibile. Il pellet viene venduto generalmente in sacchi da 15 kg che hanno un costo che può superare di poco i 5 euro (per i consumi rimandiamo alla sezione in basso).

L’installazione non dovrebbe presentare particolari problemi perché la caldaia va collegata ai tubi già esistenti del vecchio impianto. Queste caldaie hanno un’efficienza generalmente molto elevata, superiore al 90%.

Per quanto riguarda gli svantaggi rispetto al gas, bisogna procurarsi ogni volta gli ingombranti sacchetti di pellet e avere lo spazio per stoccarli. Inoltre la caldaia ha un costo iniziale non indifferente e anche l’ingombro è superiore rispetto, per esempio, a una caldaia a condensazione. Bisognerà poi mettere in conto la rimozione periodica della cenere prodotta.

 

Il pellet

Cos’è e come si ottiene il pellet? Si tratta di un nuovo tipo di combustibile ottenuto dalla lavorazione della segatura e di altri scarti di falegnameria. Questo materiale viene raccolto, essiccato, purificato, pressato, ridotto in cilindretti e controllato in modo che l’umidità presente si mantenga intorno al 15%. Per aumentarne la resistenza vengono aggiunte diverse altre sostanze naturali.

Il pellet non è tutto uguale, ce ne sono di diverse qualità e prezzo. Se all’interno del sacchetto è presente un quantitativo eccessivo di segatura, oppure se si nota una produzione eccessiva di cenere, il pellet è di qualità scadente.

Sull’etichetta, inoltre, è riportata la classe di appartenenza del pellet: A1 è migliore di A2 e B proprio perché c’è una minore produzione di cenere. Il marchio ENplus assicura invece che il prodotto è stato controllato e che è di qualità, a prescindere dal Paese di provenienza.

 

Termostufe

Da valutare anche l’acquisto di una caldaia a legna e pellet combinata, di cui però non parliamo in questo articolo. Una soluzione molto gettonata ultimamente è quella rappresentata dalle termostufe, dette anche stufe a pellet idro o idropellet. Si tratta di stufe a pellet che quindi riscaldano l’ambiente in cui sono collocate ma in più possono riscaldare l’acqua per i termosifoni e per i pannelli radianti a pavimento, come una normale caldaia.

Non solo, generalmente è possibile predisporle per riscaldare anche l’acqua sanitaria, in modo da renderle davvero complete e versatili. Possono essere utilizzate anche solo come caldaie perché la funzione ventilazione può essere staccata.

 

 

Detrazione fiscale

Da diversi anni ormai lo Stato italiano, nell’intento di efficientare i sistemi di riscaldamento/raffreddamento/coibentazione di abitazioni e aziende, eroga degli incentivi fiscali che variano in base a quanto stabilito ogni anno dalla legge di bilancio.

Nel momento in cui scriviamo, chi installa una caldaia a pellet ha diritto a una detrazione fiscale (Ecobonus), cioè a uno sconto sull’IRPEF o IRES del 50% dell’intervento in caso di “sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A (prevista dal regolamento UE n. 811/2013) o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili”, quali appunto il pellet. L’incentivo fiscale arriva al 75% nel caso di interventi condominiali.

A questo beneficio fiscale sono ammessi privati, aziende, associazioni, enti pubblici e gli interventi che rientrano in questo regime fiscale agevolato riguardano la sostituzione di vecchi generatori termici e anche nuove installazioni su edifici esistenti, non su quelli in costruzione. Le spese ammesse in detrazione sono:

“quelle per smontare e dismettere l’impianto di climatizzazione invernale esistente

la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche,
elettriche ed elettroniche

le opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione degli impianti
preesistenti

quelle relative alle prestazioni professionali che si rendessero necessarie

eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento
dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione, sui sistemi di emissione”.

Per accedere a questo beneficio fiscale occorre disporre dell’asseverazione del tecnico abilitato che certifica che la caldaia rientra tra gli impianti ammissibili; della scheda informativa con, tra l’altro, i dati del soggetto, il costo e il tipo di intervento.

Questi documenti vanno trasmessi per via telematica all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona una caldaia a pellet?

La differenza fondamentale tra una caldaia a pellet e una a gas sta proprio nel combustibile utilizzato, il pellet in questo caso. Questi impianti sono completamente automatizzati oggi, per cui l’utente deve solo caricare il serbatoio col pellet.

Sarà la caldaia a prelevarne via via la giusta quantità, insieme all’aria comburente per generare calore nella camera di combustione. Il calore prodotto dai fumi caldi andrà nel corpo caldaia (dove sono presenti scambiatori di calore e tubi) a riscaldare l’acqua per i termosifoni, i pannelli radianti a pavimento e quella per uso sanitario.

 

È utile il puffer?

Il puffer è un serbatoio di accumulo di forma cilindrica di varie dimensioni realizzato in acciaio e coibentato che viene utilizzato per immagazzinare l’acqua calda. Nel caso della caldaia a pellet, il puffer può essere utile perché permette di disporre di acqua calda anche molte ore dopo lo spegnimento della caldaia stessa. Grazie a questo serbatoio, infatti, l’energia prodotta in eccesso non viene dispersa perché viene utilizzata quando l’impianto non è in funzione. In tal modo si riduce anche l’usura perché la caldaia è meno soggetta ad accensioni e spegnimenti continui.

Il puffer è consigliato specialmente quando l’impianto di riscaldamento è collegato ai pannelli solari. È consigliabile rivolgersi a un tecnico specializzato che sappia come collegare il puffer a una caldaia a pellet e che consigli anche la giusta capienza in base alle esigenze specifiche.

 

Quale potenza scegliere?

È importante scegliere una caldaia che riscaldi efficacemente l’ambiente dove viene collocata assicurando il necessario comfort ma senza essere sovradimensionata. In genere sono le stesse case produttrici che indicano per quanti metri cubi (non quadrati perché bisogna considerare l’altezza del soffitto) un modello è adatto.

Per dimensionare correttamente la potenza necessaria, è consigliabile rivolgersi a un tecnico che dovrà eseguire un sopralluogo. I parametri da tenere in considerazione, infatti, sono numerosi: isolamento dell’abitazione, esposizione, numero di finestre, di porte, qualità degli infissi e altro.

In ogni caso, per dare un’idea, bisogna partire dai metri cubi dell’ambiente che si desidera riscaldare, moltiplicando quindi i metri quadrati dell’ambiente per l’altezza del soffitto.
Bisogna poi moltiplicare il valore così ottenuto per un coefficiente di coibentazione che va da un minimo di 0,04 per abitazioni ben isolate a un massimo di 0,06 per abitazioni vecchie e con coibentazione scadente.

Per esempio, se l’ambiente è di 400 metri cubi e il coefficiente è di 0,06, occorre una caldaia da 24 kW. Quanti mq sono? 150 circa, considerando l’altezza del soffitto di 2,7 metri.

Ancora, quanti kW per 300 mq? Sempre considerando un’altezza di 2,7 metri e un coefficiente di 0,06 abbiamo esattamente il doppio: 48 kW.

 

Quanto costa una caldaia a pellet?

Le caldaie a pellet sono più costose di quelle a gas ma garantiscono un risparmio nel tempo perché il combustibile costa meno. In ogni caso, i costi si stanno riducendo anche per questi impianti, visto che è possibile trovare, per esempio, modelli da 25 kW a meno di 2.000 euro e qualche esempio lo potete trovare in alto.

Per dare un’idea, il costo varia in base alla potenza e parte da 2.000 euro per i modelli più piccoli fino ai 5.000 euro per i modelli da 50 kW. A questo bisogna aggiungere il costo di installazione e sottrarre l’incentivo fiscale statale.

 

 

 

Come usare una caldaia a pellet

 

Come montare una caldaia a pellet?

Per installare una caldaia a pellet bisogna naturalmente rivolgersi a un tecnico specializzato, l’unico in grado di garantire la necessaria sicurezza e l’unico che è anche autorizzato a redigere la certificazione necessaria per accedere agli incentivi fiscali.
In assenza dell’asseverazione del tecnico che la caldaia rispetta determinati requisiti, non si può accedere al bonus.



Dove installare la caldaia a pellet?

La caldaia a pellet è diversa dalla stufa a pellet che spesso è molto più curata dal punto di vista estetico proprio perché può essere installata all’interno dell’abitazione e quindi finisce per essere un complemento d’arredo, assicurando anche la piacevole visione del fuoco che arde, come fosse un camino.

Diverso è il discorso per le caldaie a pellet che vanno installate in un locale a parte di diversi mq dove in genere si stocca anche il pellet stesso. I collegamenti nella parte superiore della caldaia consentono l’installazione anche adiacente alle pareti.

 

Consumi

Tutti coloro che acquistano una caldaia, non solo a pellet, studiano come regolare la caldaia e come consumare meno. In primo luogo bisogna acquistare un modello con un rendimento elevato.

Oggi, in realtà, le caldaie a pellet sono molto performanti però è sempre bene capire qual è la percentuale di rendimento, cioè quanta potenza nominale generata viene effettivamente utilizzata per scaldare l’acqua: i modelli con un rendimento superiore al 90% sono i migliori proprio perché assicurano un basso consumo di pellet.
Una caldaia moderna, inoltre, integra sistemi e tecnologie che ottimizzano le performance e quindi riducono i consumi, oltre che l’usura delle componenti.

In ogni caso, per avere un’idea concreta su quali sono i consumi, date un’occhiata qui alla simulazione che fa l’Associazione Italiana Energie Agroforestali.

 

 

Come pulire una caldaia a pellet?

La manutenzione, la revisione, la pulizia approfondita della caldaia vanno fatte per legge da personale specializzato e periodicamente, in base a quanto stabilisce l’installatore o il produttore del singolo modello. Se tale periodicità non è riportata nel libretto di istruzioni, sarà il caldaista stesso a elaborarla.

Le caldaie moderne integrano sistemi di pulizia automatica che non evitano, ma riducono significativamente l’intervento dell’utente. Molto utile, a tal proposito, è anche il compattatore cenere.

Canna fumaria, fasci tubieri e camera di combustione con cassetto cenere sono le tre parti più soggette a usura che vanno pulite con maggiore frequenza. Ogni quanto, dipende dal modello.

Da segnalare che migliore è la qualità del pellet e meno frequente sarà la necessità di intervenire con la pulizia.

 

 

Vuoi saperne di più? Scrivici!

19 COMMENTI

Silverio

October 22, 2021 at 5:24 am

Ho una villa su tre livelli molto grande, con 27 termosifoni istallati con una caldaia a gas, vorrei integrarla con una caldaia a Pellet, con il boiler, penso che ci vorrebbe una 28 kw

Risposta
Ricardo

October 22, 2021 at 5:56 pm

Silverio,

se la villa è grande come dici, e considerato anche l’elevato numero di termosifoni, una caldaia da 28 kW potrebbe non essere sufficiente, per saperlo con certezza si dovrebbe eseguire il calcolo dei metri cubi (ovvero i volumi da riscaldare) e mettere in conto anche le esigenze per quanto riguarda la produzione di acqua calda sanitaria. Meglio considerare l’idea di una caldaia a pellet dai 30 kW in su, come la Termoboiler Maxi 33, che integra un serbatoio di accumulo da 150 litri ed è in grado di riscaldare volumi dai 700 ai 900 metri cubi.

Saluti

Team USP

Risposta
Danut buburuzan

September 24, 2021 at 11:25 am

Mi interessa una caldaia a Pelet per collegare impianto a pavimento e termosifoni per un ambiente di 400 mq

Risposta
Ricardo

October 1, 2021 at 3:47 pm

Ciao,

date le specifiche ti occorre una caldaia ad alta potenza, da 50 a 65 kW almeno, come questa Pelletti Maxi Touch; quindi ti consigliamo di contattare direttamente la ditta Paradigma attraverso il link che ti abbiamo fornito e chiedere ulteriori informazioni riguardo il preventivo e l’installazione.

Saluti

Team USP

Risposta
Francesco Aquaro

September 12, 2021 at 6:35 pm

Salve, vorrei sapere solo per produrre acqua sanitaria in estate, quanto consuma, inoltre le frequenti accensioni della caldaia laminox 29 si danneggerebbe prima?

Risposta
Ricardo

September 19, 2021 at 7:36 am

Ciao Francesco,

la Laminox Termoboiler 29 è progettata apposta per sopperire anche alla produzione di acqua calda sanitaria quindi è dotata un serbatoio da accumulo la cui capacità è di 100 litri di acqua, proprio per evitare che il bruciatore attacchi e stacchi ogni qualvolta si apre il rubinetto dell’acqua calda.
Durante il periodo estivo, quindi, il bruciatore si accende soltanto per portare la riserva d’acqua alla temperatura impostata, dopodiché si spegne e si riaccende soltanto periodicamente e per brevi periodi, per mantenere costante la temperatura dell’acqua nel serbatoio. In questi frangenti il consumo di pellet è minimo, ed è di circa 1 chilogrammo per ora.

Saluti

Team USP

Risposta
Marco

March 22, 2021 at 7:29 pm

Ciao a tutti e grazie in anticipo x la disponibilità..chiedevo cortesemente un info..vorrei eliminare il gpl e togliere la caldaia a condensazione sostituendola con una a pellet. Io ho i pannelli solari con un boiler da 3hl quindi andrei a collegare il tutto alla caldaia a pellet. Dovrei scaldare i termosifoni di una bifamiliare su 2 piani di circa 130mq con altezza 2,6mt. Che caldaia mi consigliate? Grazie mille

Risposta
Ricardo

March 23, 2021 at 7:16 pm

Salve Marco,

tenendo conto delle dimensioni che ci hai indicato, ti occorre una caldaia in grado di riscaldare un volume complessivo di 680 metri cubi (visto che ogni appartamento ha un volume di 338 metri cubi). La maggior parte delle caldaie a pellet di questa potenza fatte per sopperire al fabbisogno di più appartamenti, però, sono progettate sia per il riscaldamento sia per la produzione di acqua calda sanitaria. Se ti va bene una soluzione del genere puoi optare per una Laminox Termoboiler Classic 29 Domus o una Ravelli HR EVO 290; la Eva Calòr EV 34, invece, è disponibile anche nella versione per il solo riscaldamento.

Saluti

Team USP

Risposta
Antonia

December 9, 2020 at 12:23 pm

Buongiorno, ho un appartamento di 160mq circa su un unico piano, altezza 3metri e 20
9 punti tra finestre e porte. Infissi a taglio termico nuovi.
Vorremmo mettere una caldaia a pelle idro per produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento collegato a termosifoni (8 punti in totale più 2 termoarredi nei 2 bagni presenti). Siamo indecisi su azienda e marca da scegliere, kw della caldaia.. Vorremmo insomma avere delucidazioni in merito. È una prima casa..
Grazie mille

Risposta
Ricardo

December 12, 2020 at 9:50 am

Salve Antonia,

calcolando l’altezza e la superficie il volume da riscaldare è di circa 520 metri cubi, quindi la potenza minima consigliata è da 22 a 27 kW, a seconda del rendimento della caldaia. Il numero di termosifoni non è importante, basta che la potenza sia in grado di coprire il volume d’aria dell’abitazione. A questo punto hai due alternative possibili, la caldaia Laminox Idro Termoboiler 24, che ha 24 kW ma con potenza nominale di 26,5 kW, e la Laminox Idro Termoboiler Classic 24, sempre da 24 kW ma con potenza nominale di 22 kW.
La prima, cioè la Termoboiler 24 ha un rendimento del 93,50% su un volume riscaldabile indicativo di 600 metri cubi (leggermente al di sopra delle tue esigenze), rientra nella classe A+ e richiede il collegamento a un tubo di scarico dei fumi dal diametro di 100 millimetri.
La Termoboiler Classic 24 invece (quella con potenza di 22 kW), ha un rendimento leggermente superiore, il 93,80%, su un volume leggermente inferiore, 550 metri cubi, ma comunque sufficiente per la tua casa; rientra sempre nella classe A+ ma richiede il collegamento a un tubo di scarico dal diametro inferiore: 80 millimetri.
Sostanzialmente entrambi i modelli sono più che adeguati alle tue esigenze, le differenze nel rendimento e nelle caratteristiche sono minime infatti, anche nell’efficienza energetica, ma comunque incidono sul costo della caldaia; puoi scegliere tranquillamente uno qualsiasi tra questi due modelli, quindi, magari basandoti sulla dimensione del tubo di scarico che hai fatto installare in casa.

Saluti

Team USP

Risposta
Antonia

December 12, 2020 at 12:07 pm

In ogni caso noi la termostufa vorremmo montarla nella tavernetta
Anche se il suo compito deve essere quello di riscaldare l appartamento di su.
Sinceramente a livello estetico preferiremmo qualcosa di carino, non una caldaia quindi.
Per il discorso Acqua calda come possiamo avere sempre acqua calda garantita sia in estate che in inverno, con stufa accesa o spenta.?
Grazie ancora

Risposta
Ricardo

December 16, 2020 at 6:07 pm

Antonia,

purtroppo a livello estetico devi metterti l’animo in pace, perché le stufe a pellet idro (cioè che fanno anche acqua calda sanitaria), sono tutte prive della classica “finestrella” che lascia intravedere il fuoco, e la ragione di questo sta proprio nel metodo di funzionamento sul quale tu hai giustamente espresso la tua curiosità. Siccome per scaldare l’acqua la stufa deve essere necessariamente accesa, per evitare che durante l’estate questa sia perennemente in funzione di solito, insieme all’impianto, si usa montare un puffer, cioè un serbatoio dove poter accumulare una riserva d’acqua calda.
Le stufe a pellet idro di nuova generazione integrano già tutta la parte idrica necessaria (che viene collegata al circuito dell’acqua sanitaria) incluso il serbatoio di accumulo (che nelle Laminox è di 100 litri); durante la stagione estiva, quindi, la stufa si accende solo una mezz’oretta al giorno, in modo da riscaldare la riserva d’acqua utilizzata giornalmente.

Risposta
Antonia

December 18, 2020 at 11:00 am

Buongiorno, ma una 24 non è piccola? Eventualmente c è anche più grande? Cioè si tratta comunque di riscaldare 154 mq

Risposta
Ricardo

December 19, 2020 at 7:57 pm

Salve Antonia,

se controlli la scheda tecnica delle Laminox Idro 24 vedrai che sono in grado di riscaldare da 550 a 600 metri cubi di volume, che sono equivalenti a un’abitazione con una superficie di circa 188 metri quadrati e un’altezza media di 3,2 metri. Se hai dubbi in merito alla potenza, però, puoi sempre contattare la ditta Laminox e farti consigliare direttamente da loro.

Saluti

Team USP

Risposta
Rossana Prugnoli

January 23, 2021 at 5:32 pm

buon pomeriggio,volevo saper per riscaldare una villetta bifamigliare su 3 piani di 150 mq con10 termosifoni piu 1arredo bagno volendo istallare una caldaia idro per termosifoni piu acqua calda cosa mi consigliate ,ho infissi a taglio termico,ho un balcone chiuso di9 mq circa ,dove passa la canna fumaria dove è collegato sia il forno a legna che il camino che ho nella taverna, potrei metterla li nel balcone.
dimenticavo,i soffitti sono alti 2,78 ,la scala che porta alle camere da notte è alta sui 4 metri ed è li che fa molto freddo.Vi ringrazio tantissimo

Risposta
Ricardo

January 25, 2021 at 3:11 pm

Da quel che ci è dato di capire dalla tua descrizione, la zona notte si trova al piano superiore ed è l’ambiente della casa che tende a essere più freddo. Probabilmente, quindi, questo accade perché il tetto non è isolato a dovere, e quindi gli infissi da soli non bastano a evitare la dispersione termica. Detto ciò ti suggeriamo due caldaie che potresti installare, entrambe prodotte dalla ditta Laminox.
Una è la Laminox Idro Termoboiler da 19 kW, che ha una resa ottimizzata per una superficie di 150 metri quadrati esatti, e quindi nel caso in cui la nostra ipotesi sul tetto e sulla dispersione termica sia corretta potrebbe rivelarsi insufficiente a risolvere il problema della dispersione termica nelle camere da letto, ragion per potresti prendere in considerazione la Laminox Idro Termoboiler da 24 kW, che essendo ottimizzata per riscaldare abitazioni fino a 210 metri quadrati di superficie dovrebbe “compensare” la dispersione termica senza che ci sia bisogno di mettere mano a rifare il tetto.
Entrambe provvedono anche all’acqua calda sanitaria e hanno un serbatoio integrato da 100 litri di capacità, e la differenza in termini di prezzo è minima. La caldaia puoi installarla tranquillamente nel balcone coperto, come hai indicato, a patto che oltre al collegamento della canna fumaria sia presente anche quello per l’impianto idrico ovviamente.

Risposta
Antonia

December 12, 2020 at 12:01 pm

Grazie per la Vs gentile risposta. Per il discorso acqua calda sanitaria come funziona esattamente? Dato che la vogliamo collegare alla termostufa? Quando ad es non accendiamo la stufa oppure in estate come si fa?

Risposta
salvatore fatuzzo

October 8, 2020 at 3:46 pm

volevo sapere se la caldaia eco spar hydro Auriga usufruisce del conto termico grazi

Risposta
Ricardo

October 12, 2020 at 9:19 pm

Salvatore,

purtroppo le caldaia prodotte dalla ditta macedone Eco Spar non sono inserite nel Catalogo Caldaie e Stufe a biomasse (2B) stilato dal Gruppo Servizi Energetici, e di conseguenza non sono qualificate per l’accesso al bonus del Conto Termico.

Saluti

Team USP

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