I Migliori Pellet

Ultimo aggiornamento: 16.08.19

 

Pellet – Guida all’acquisto e confronti nel 2019

 

Sono sempre di più le persone che si convertono al pellet. No, chiaramente non stiamo parlando di una setta religiosa; fatto sta che l’intero settore è in forte crescita. Pensate, l’Italia è tra i maggiori produttori d’Europa di stufe e camini a pellet con l’esportazione che costituisce una voce importante del bilancio. Ma guardando più in casa nostra, la filiera delle biomasse termiche produce oltre 1/3 dell’energia rinnovabile del nostro paese. Per essere brevi, concisi e anche un po’ brutali, gli italiani hanno fame di pellet e preferiscono di gran lunga questo combustibile ad altre fonti energetiche green. Vista la tanta richiesta, ci sembra doveroso mettere a disposizione dei nostri lettori una guida sull’argomento corredata da una serie di consigli per consentirgli di portare a casa un buon prodotto. Avete fretta? L’inverno è alle porte e non volete perdere altro tempo prezioso? Allora vi suggeriamo immediatamente due articoli mentre ai meno frettolosi suggeriamo di leggere tutto ciò che segue. Dicevamo dei due articoli da suggerirvi come anticipazione; eccoli: Mak Holz e Pellet GOLDEN PLUS entrambi caratterizzati da una buonissima resa termica.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Opinioni sui migliori pellet

 

Abbiamo selezionato quelli che a nostro avviso sono i migliori pellet del 2019 organizzandoli secondo una classifica. Per consentirvi di individuare meglio pregi e difetti, abbiamo scritto una recensione per ogni articolo selezionato; nel farlo ci sono stati di grande aiuto i pareri espressi online da clienti soddisfatti o meno. Come avrete modo di vedere, sul mercato ci sono tantissimi pellet a prezzi bassi venduti online. Volete sapere dove acquistare? Vi basta cliccare sul link sottostante l’articolo.

 

Prodotti raccomandati

 

Pellet Holz

 

Mak Holz

 

Nel caso abbiate intenzione di fare una considerevole scorta di pellet, i pellet Hotz che vi proponiamo sono venduti in dieci sacchi da 15 kg. Chiaramente chi ne fa un uso modesto potrebbe ritenere non conveniente la proposta, anche perché c’è il rischio che con il tempo, complice uno stato di conservazione non adeguato, i pellet si inumidiscono perdendo parte della forza riscaldante. 

I pellet sono ricavati da legno di abete austriaco e hanno la certificazione En Plus. La classificazione è A1 dunque stiamo parlando di un buonissimo prodotti; dopotutto è frutto della lavorazione di truciolo vergine. Il potere calorifero dichiarato è di 5,3 KWh/kg e come previsto dai parametri per ottenere la classificazione A1, la quantità di ceneri è pari allo 0,35%. 

Basso il tasso di umidità che è del 6,6%. Il pellet, testimoniano gli utenti, ha un’ottima resa e sporca pochissimo poiché lascia una quantità minima di residui di cenere. Ciò che invece pare essere meno piaciuto ai consumatori è il costo.

 

Pro

Buona qualità: Il pellet soddisfa pienamente per la sua qualità: la resa è alta, riscaldano bene e lasciano una piccolissima quantità di cenere.

Etichetta chiara: Riporta tutte le informazioni importanti da conoscere per un prodotto del genere, è tutto molto trasparente e di questo bisogna dare atto al produttore.

Certificazione: Per dare prova della buona qualità del pellet, il produttore lo ha sottoposto ai test necessari per ottenere la certificazione EN Plus.

 

Contro

Costo: La spesa per l’acquisto del pellet è ritenuta un po’ alta dai consumatori, pur consapevoli di prendere un prodotto di buona qualità.

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Bancale di pellet

 

Pellet GOLDEN PLUS

 

Il pellet è ricavato al 100% dall’abete austriaco e a nostro modo di vedere è di ottima qualità. Non ci sono tracce di corteccia o additivi chimici. Ci sono tre possibilità di acquisto: 20, 40 o 70 sacchi. Il prodotto è certificato EN Plus ed è di classe A1. Il residuo di cenere al termine della combustione è di piccola entità. 

Il potere calorifero è di 4,8 Kwh/kg; la resa termica è buonissima. Le buone caratteristiche, dopotutto, sono visibili a occhio nudo, considerato il colore giallo chiaro. Sul serio non ci sono grosse critiche da muovere a questo prodotto a parte una. 

Nel leggere i commenti pubblicati in rete, appare evidente un certo malcontento da parte della clientela. Qual è il problema? Beh, il problema è di natura economica. Molti ritengono che il costo di questo bancale di pellet sia esagerato e di gran lunga superiore a quello di prodotti analoghi.

 

Pro

Convincente: La buona qualità del prodotto appare evidente fin da subito, il colore giallo chiaro lascia ben sperare e la prova del fuoco è stata superata alla grande.

Resa termica: Da un prodotto del genere è lecito aspettarsi una più che buona resa termica e dobbiamo dire che è stato proprio così, i clienti sono rimasti molto contenti.

Certificazione: I pellet sono stati sottoposti a controlli esterni che sono valsi la classificazione A1 e la certificazione EN Plus.

 

Contro

Costo: Le critiche più feroci da parte dei consumatori hanno riguardato il suo prezzo. Pare che il costo sia molto spropositato rispetto ad altri prodotti della concorrenza.

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Pellet 100% legno

 

Pellet 4U

 

I pellet 4U sono di legno di faggio. Hanno la classificazione A1 dunque l’emissione di ceneri è molto bassa. Il potere calorifero si asseta su 4,6% Kwh/kg. È nostra opinione che questo prodotto sia ottimo, e di ciò troviamo conferma nei commenti pubblicati online: i clienti soddisfatti sono parecchi. 

I pellet sono venduti in bancali ed è possibile scegliere tra quello da 20 sacchi, 40 e 70. L’ultima opzione d’acquisto è quella economicamente più conveniente, ma se l’uso non è tale da essere certi di consumare la maggior parte dei sacchi, allora la convenienza non c’è. Non abbiamo evidenziato grosse pecche per questi pellet 100% legno, lo ripetiamo, la clientela ha manifestato totale soddisfazione. 

Solo una cosa non ci ha convinto del tutto ma precisiamo che si tratta di una nostra pignoleria. Cosa non ci soddisfa di questo bancale di pellet? Qual è il problema (se di problema si può parlare in questo caso) del prodotto? Secondo noi il livello di umidità è un po’ alto; infatti, siamo intorno al 10%.

 

Pro

Classe A1: La buona qualità del pellet è attestata dalla classificazione A1 ben leggibile sulla confezione del prodotto.

Prezzo: Molti utenti hanno fatto presente di come i sacchi di pellet abbiano un costo conveniente, soprattutto nel caso dell’opzione di acquisto di 70 pezzi.

Potere calorifero: Gli utenti si sono detti soddisfatti per il potere calorifero che caratterizza i pellet 4U; 4,6 Kwh/kg è un ottimo valore.

 

Contro

Umidità: Pur non essendo eccessivo, dobbiamo sottolineare come il pellet abbia un valore di umidità pari al 10%, questo è l’unico dato che potrebbe far desistere dall’acquisto.

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Pellet per barbecue

 

CookinPellets HICKORY

 

Questi pellet per barbecue contenuti in un sacco da 18 kg sono per uso alimentare, in particolare si prestano molto bene per il barbecue in alternativa alla carbonella o al faggio ma vanno bene anche per l’affumicatura come affermano alcuni consumatori. Il pellet è ricavato dal legno hickory del tutto naturale senza leganti. 

I clienti si sono detti soddisfatti della resa, salvo qualche sporadica voce fuori dal coro. Una cosa però va detta, c’è chi afferma che il pellet si sfaldi e che nella confezione ci siano residui di segatura e questo non è mai un buon segno. Dunque, pur non dubitando della buona resa termica del prodotto, al tempo stesso dobbiamo essere consapevoli che è un pellet buono ma non eccellente. 

Ecco perché riteniamo opportuno aggiungerci al coro di quanti ritengono l’articolo più caro di quanto dovrebbe essere. Ma torniamo agli aspetti positivi. L’aroma sprigionato dal pellet durante la combustione, ha convinto quasi tutti gli utenti.

 

Pro

Buon aroma: Una delle doti più apprezzate del pellet per barbecue è il buon aroma che viene sprigionato durante la combustione; questo si trasferisce anche al cibo dandogli un sapore e un profumo particolare.

Rendimento: I consumatori hanno fatto sapere che il pellet si contraddistingue per il suo buon rendimento, la loro durata consente di portare a termine la cottura senza problemi.

 

Contro

Consistenza: Non convince visto che il pellet si sfalda. Oltretutto c’è chi nella confezione ha trovato non pochi residui di segatura.

Prezzo: Abbiamo registrato una serie di lamentele circa il costo del prodotto: c’è chi ritiene che questo sia eccessivo e non giustificato sebbene sia 100% legno.

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Pellet White Stag

 

White Stag

 

Questi pellet sono ricavati da legno di abete al 100%. I clienti che si sono convinti a comprarlo raccontano di un’ottima resa. Bruciano bene e per il tempo necessario. Merito di ciò va anche al basso tasso di umidità che è del 5,3%. 

Al termine della combustione la cenere che resta è di modestissima quantità, questo è un altro indice della buona qualità del combustibile.

Ad ogni modo sull’etichetta è ben visibile la certificazione ENplus e la classificazione A1. A ispirare fiducia è anche il colore, un giallo chiaro che promette davvero bene. Non delude il prezzo, anzi, sono parecchi gli utenti che lo giudicano vantaggioso. 

Non ci sono grossi difetti, l’unico problema è che l’offerta prevede l’acquisto di un gran quantitativo; 102 sacchi di pellet White Stag, dunque serve parecchio spazio per sistemare il tutto, per non parlare del tempo necessario al loro consumo.

 

Pro

Resa termica: Il pellet, come confermato dai consumatori, ha un’ottima resa termica; il potere calorifero, infatti, è di 5 KWh/kg

Cenere: La produzione di cere al termine della combustione è molto contenuta, ciò è tipico di un buon prodotto.

Umidità: I pellet hanno un bassissimo livello di umidità; è il 5,3%. Tale caratteristica ha un’incidenza positiva sulla resa.

 

Contro

Quantitativo: L’offerta prevede l’acquisto di un gran quantitativo di pellet: bisogna avere un bel po’ di spazio per sistemare 102 sacchi.

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Paletta per pellet

 

Aubry – Paletta per Pellet

 

Aubury propone una paletta per pellet dal design poco curato, spartano. Tuttavia è un accessorio funzionale che consente di riempire rapidamente e in tutta comodità il serbatoio della caldaia oppure la stufa.

Assolutamente da rivedere il manico che in più recensioni scritte dagli utenti, si afferma sia ballerino e poco rifinito.

Un altro problema segnalato dagli utenti riguarda il prezzo che a giudizio di molti è eccessivo. Quanto detto, comunque, nulla toglie alla soddisfazione manifestata dagli utenti soprattutto per l’aspetto funzionale.

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Guida per comprare un buon pellet

 

Vi siete chiesti come scegliere un buon pellet? Siete capitati nel posto giusto; è nostra intenzione rispondere nel migliore dei modi a questa domanda che oltretutto ci siamo posti anche noi prima di scegliere le offerte da proporvi. La ricerca è stata lunga ma siamo sicuri di aver messo insieme tutte le informazioni necessarie a consentirvi un acquisto soddisfacente. Ma di queste informazioni ve ne parleremo dettagliatamente nei paragrafi seguenti quando spiegheremo meglio quale nuovo pellet comprare.

 

 

Impariamo a riconoscere un buon pellet

Per essere certi di non sbagliare acquisto dobbiamo saperne qualcosa di più su questa biomassa, insomma, quali caratteristiche deve avere il miglior pellet? Ma facciamo un ulteriore passo indietro, ossia alle sue origini. Cos’era il pellet prima di diventare ciò che è? Segatura. Il pellet è ricavato da segatura ad alta resa; per produrlo, dunque, non vengono abbattuti alberi come accada, per esempio, con la legna da ardere. Si usano materiali di scarto che altrimenti sarebbero dovuti essere stati smaltiti in altro modo.

È importante precisare che quando parliamo di scarti, non significa che questi siano legni verniciati o incollati. Il pellet, infatti, viene prodotto solo con legno vergine, ovvero, che è stato sottoposto solo a trattamenti di tipo meccanico. Ma adesso preoccupiamoci di come riconoscere un buon prodotto. Come prima cosa osservate il colore: questo deve essere chiaro. I residui chimici devono essere assenti e l’umidità deve avere un livello basso.

 

La classificazione

Dopo aver visto in generale come riconoscere un buon pellet, cerchiamo di andare più nel dettaglio spiegandovi la classificazione, o se preferite, la categorizzazione con la quale sono distinti i pellet per qualità. Ci sono due caratteristiche molto importanti: la prima è il contenuto delle ceneri mentre la seconda è la quantità di segatura contenuta nella confezione.

Un pellet con una grossa quantità di ceneri genera più polvere durante il processo di combustione, dunque si rende necessario pulire con maggior frequenza la stufa o quello che è. Per quanto riguarda la seconda caratteristica, se nel sacchetto notate molta segatura significa che i pellet lì dentro contenuti hanno la tendenza a sfaldarsi. Questo significa altri problemi di pulizia. 

Dunque, possiamo distinguere tre classi di pellet. Nella categoria A1 rientrano i pellet di migliore qualità e migliore marca poiché contengono appena lo 0,7% di ceneri, chiaramente non è questo il combustibile più economico.

Facendo una comparazione tra il pellet di tipo A1 con quello A2 è evidente che il secondo tipo ha maggior cenere per una percentuale non superiore all’1,2%. I pellet A2 sono i più venduti poiché hanno un prezzo più contenuto rispetto a quelli A1. Infine ci sono quelli di classe B che però non sono per uso domestico: hanno un contenuto di ceneri che può arrivare fino al 3,5%.

 

 

La certificazione

Purtroppo ai produttori non è fatto obbligo di certificare la qualità del loro pellet. Nonostante ciò alcuni, evidentemente più trasparenti di altri, sottopongono il loro prodotto a una serie di test che ne determina certifica la qualità. Il nostro consiglio è di preferire quei pellet che sulla confezione riportano tali informazioni. 

Esiste una certificazione unica a livello europeo che è la EN Plus ma ce ne sono anche altre che variano a seconda del paese d’origine del produttore. Nel caso italiano c’è la Pellet Gold che se presente sulla confezione avete la garanzia che state comprando un prodotto di buona qualità. Altre certificazioni sono la Din Plus per la Germania, la ONORM per l’Austria ecc.

 

 

 

Domande frequenti

 

Quanto dura un sacco di pellet?

Premesso che ci sono diversi fattori da considerare come l’uso che si fa del pellet, nel senso se viene usato per alimentare una caldaia, una stufa o per altri scopi meno impegnativi per il combustibile e dalla qualità del prodotto (vedi resa calorica), un sacco da quindici kg può durare tra le 8 e le 10 ore.

 

Come si realizza il pellet?

Il pellet è prodotto impiegando gli scarti e/o residui di legno vergine. Questi residui possono essere segatura e/o trucioli. La materia prima è selezionata per poi essere essiccata e pulita dalla impurità. Come legno si usa quello tenero, pensiamo per esempio all’abate. Più è accurata la scelta e la preparazione del materiale e più elevata è la qualità e di conseguenza la resa del pellet. 

La pressatura trasforma la lignina della materia prima nel collate che poi riveste la fibra cellulosa. L’aggiunta di sostanza naturali come l’amido o la farina, conferisce resistenza all’abrasione oltre che rendere più agevole la pressatura. Allo scopo di rispettare la normativa secondo la quale le polveri non debbano superare l’1%, prima dello stoccaggio il prodotto viene passato al setaccio.

 

Come si riconosce il pellet di qualità?

Per essere certi della buona qualità del pellet è bene affidarsi a quanto riportato sull’etichetta, in particolare certificazione e classificazione. Precisiamo che la certificazione non è un obbligo ma è meglio evitare quelle confezioni che non ne sono in possesso. La certificazione unica a livello europeo è la EN Plus, a queste se ne aggiungono altre di carattere nazionale. Per esempio in Italia si usa la certificazione Pellet Gold mentre in Germania si usa la Din Plus. Quanto alla classificazione si individuano tre classi che sono A1, A2 e B. I pellet classificati B non sono adatti all’uso domestico.

 

Quali parametri verificare per un buon pellet

Sull’etichetta del prodotto sono riportate informazioni utili e da tenere in grande considerazione. Tali informazioni riguardano il livello di umidità, il residuo di ceneri e il potere calorifero. Ma quali sono i valori che caratterizzano il pellet di miglior qualità? Nel caso dell’umidità, un buon pellet ha un tasso non superiore al 7% mentre il residuo di cenere si attesta sull’1,2% mentre il potere calorifero dovrebbe essere intorno ai 5 Kwh/kg.

 

 

 

Come utilizzare il pellet

 

Negli ultimi anni c’è stato un considerevole incremento del consumo di pellet. La scelta di questo biocombustibile sono principalmente di natura economica poiché i costi da sostenere sono inferiori, ad esempio, rispetto al gas che soprattutto in inverno raggiunge cifre molto alte. Sia chiaro, anche il pellet può aumentare di prezzo in corrispondenza di una maggiore domanda che per ovvie ragioni coincide quando comincia a far freddo.

 

 

Come risparmiare sul pellet

Il pellet, come detto in apertura, può aumentare di prezzo in coincidenza dei periodi invernali. Un modo per risparmiare una bella cifra è acquistarlo con intelligenza. Cosa vogliamo dire con ciò? Vogliamo dire che la scorta del biocombustibile andrebbe fatta durante il periodo di minori richiesta, ossia, in estate. Se si dispone dello spazio necessario e adeguato, è bene accumularlo con discreto anticipo.

 

La conservazione del pellet

Se avete trovato buono il suggerimento che vi abbiamo dato nel primo paragrafo, allora è bene capire come fare per conservare al meglio il pellet. La prima regola è evitare il contatto diretto con il suolo; possibilmente apoggiatelo su un bancale così che la parte inferiore sia anche arieggiata. Lasciate una decina di centimetri di distanza dalle pareti e possibilmente applicate su queste un pannello isolante, va bene anche del cartone. 

Il luogo dove sistemate il pellet deve essere ben arieggiato, al riparo dalla pioggia e dall’umidità. Chiaramente non tutti dispongono di un luogo al coperto per lo stoccaggio del pellet ma c’è comunque uno spazio all’aperto. In questo caso bisogna attivarsi in altro modo per garantire la necessaria protezione da pioggia, sole, e neve. Procuratevi il famoso bancale e insieme a questo dei cappucci isolanti sa sistemare sui sacchi.

 

Seguite un ordine cronologico

Nel consumare il pellet accatastato è importante seguire un ordine cronologico: va bruciato quello che è stato acquistato prima, tenetelo presente quando sistemate i sacchi, fate in modo che i più vecchi siano facilmente raggiungibili.

 

 

La paletta per pellet

Procuratevi una paletta per pellet, questa vi sarà molto utile per sistemare il biocombustibile nel serbatoio della vostra caldaia o nella stufa: in questo modo non dovrete sollevare il sacco.

 

 

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