Dove posizionare il climatizzatore portatile

Ultimo aggiornamento: 25.06.19

 

Il vantaggio principale offerto dal climatizzatore portatile è dato dalla sua mobilità, ovviamente, ma questo non implica affatto che la sua libertà di movimento sia totale e che possa essere posizionato ovunque si desideri, come se fosse un normale ventilatore o una stufa elettrica. Al pari degli impianti di climatizzazione fissi, infatti, anche il climatizzatore portatile è soggetto ad alcune limitazioni di ordine logistico, dovute alle caratteristiche tecniche specifiche di questo tipo di apparecchi. Cerchiamo quindi di esaminare più nel dettaglio i climatizzatori portatili e il loro funzionamento, per capire come poterli posizionare in maniera giusta e nel migliore dei modi possibili.

Il condizionatore, o climatizzatore che dir si voglia, è un sistema di ventilazione forzata che ha lo scopo principale di raffreddare l’aria facendola passare attraverso un sistema di piccoli condotti contenenti del gas refrigerante; alcuni tipi di condizionatore sono dotati anche di pompa di calore, quindi sono in grado sia di raffreddare l’aria sia di riscaldarla, e sono in grado di sostituire di fatto gli impianti di riscaldamento tradizionali alimentati a legna o a combustibili fossili.

Se gli impianti di climatizzazione fissi richiedono l’installazione di una unità esterna e di uno split interno per ogni stanza della casa però, con una spesa complessiva abbastanza consistente, i climatizzatori portatili si propongono come soluzione decisamente più economica dal momento che motore e split sono integrati in un singolo dispositivo, il quale può essere spostato da una stanza all’altra a seconda delle proprie necessità.

 

Necessità di comunicazione con l’esterno

Il funzionamento stesso del climatizzatore, però, richiede particolari requisiti, come la messa in comunicazione con l’ambiente esterno. Negli impianti fissi, il motore dell’apparecchio viene collocato direttamente all’esterno dell’abitazione, dal momento che deve scaricare l’aria calda, sia quella presente all’interno della casa sia quella generata dal suo stesso funzionamento, e deve quindi aspirare l’aria esterna e convogliarla in casa per compensare quella tolta, dopo averla raffreddata. Il motore viene poi collegato allo split installato internamente, tramite un piccolo tubo nel quale viene convogliata l’aria raffreddata.

 

 

Se l’abitazione è nuova, molto probabilmente avrà già la predisposizione al montaggio dell’impianto di climatizzazione, direttamente integrata nella struttura architettonica; ma negli immobili di vecchia data questa predisposizione manca, quindi bisogna ovviare con dei piccoli interventi di ristrutturazione atti a consentire il montaggio.

Molti pensano di poter risolvere questa problematica con l’utilizzo di un climatizzatore portatile quindi, tralasciando che il principio su cui si basa il suo funzionamento è lo stesso dei climatizzatori fissi. A questo punto potrete obiettare: ma che vantaggio offre il climatizzatore portatile se è comunque soggetto a problematiche per il posizionamento?

La domanda a questa risposta è semplice, il vantaggio è innanzitutto economico, visto che con un singolo apparecchio potrete coprire tranquillamente tutta l’area domestica, spostandolo da una stanza all’altra a seconda delle necessità del momento.

Il suo posizionamento all’interno delle diverse stanze, però, è soggetto alla necessità di assicurare all’apparecchio la comunicazione con l’esterno, senza che questa vada però a compromettere la tenuta climatica dell’ambiente interno. Ecco perché la maggior parte dei climatizzatori portatili è dotata di un tubo flessibile, attraverso il quale avviene lo scarico dell’aria calda, ed è questo tubo che bisogna collocare in un punto dove può dare direttamente sull’esterno.

 

Con tubo o senza tubo

Quando apparvero sul mercato i primi modelli di climatizzatore portatile, circa una trentina di anni fa, gli acquirenti erano soliti posizionare l’apparecchio nei pressi di una porta-finestra, lasciandola quindi aperta dello stretto necessario a far passare il tubo, il cui diametro può variare a seconda del climatizzatore ma generalmente non supera quasi mai i 18 centimetri circa.

Questo metodo è semplice e non richiede modifiche strutturali all’abitazione, ma è terribilmente controproducente dal punto di vista dei consumi. Lasciando la finestra aperta infatti, anche se di poco, si compromette la tenuta climatica dell’abitazione e quindi l’apparecchio è costretto a lavorare più del dovuto per mantenere la temperatura, incrementando così il consumo di elettricità.

L’alternativa più efficiente in tal senso rimane quindi quella di praticare un’apertura, preferibilmente nella parete, in modo da poterci far passare il tubo di scarico e da poterla chiudere quando il climatizzatore viene spostato in un’altra stanza.

Il diametro del foro potrà variare in base al tipo di climatizzatore portatile scelto; alcuni modelli infatti sono definiti “senza tubo”, anche se questa attribuzione può essere fuorviante dal momento che il tubo c’è, ma è soltanto più piccolo e disegnato in modo da consentire il posizionamento a parete del climatizzatore, in modo da fargli occupare il minimo spazio possibile. Nei climatizzatori senza tubo sono di fatto presenti due tubi distinti, uno per lo scarico e uno per l’aspirazione dell’aria, ma il loro diametro è ridotto e quindi le modifiche strutturali da eseguire sono minime.

 

 

Le guarnizioni isolanti

Nel caso in cui si voglia evitare di aprire buchi nelle pareti, a prescindere dalle motivazioni del caso, bisogna tornare quindi al metodo della finestra aperta. Proprio per venire incontro alle persone che hanno questo tipo di problematica, alcune ditte hanno pensato bene di realizzare dei teli in plastica morbida che fungono da guarnizione isolante.

Questi teli vanno applicati alla finestra con del nastro biadesivo, in modo da non compromettere la tenuta climatica dell’infisso, pur permettendo di tenerlo aperto quanto basta per far passare il tubo.

In sintesi, quindi, il climatizzatore portatile (Ecco i migliori modelli) offre si la comodità di essere mobile e l’agio di poter essere spostato a piacimento, ma questo non significa che possa essere posizionato proprio ovunque. La sua collocazione dovrà avvenire sempre nei pressi di una finestra, una porta-finestra oppure dei punti dove sono state praticate le aperture nelle pareti, a seconda del metodo scelto dall’acquirente.

Ulteriori aspetti che possono influire sul posizionamento dell’apparecchio sono la distanza dalle prese di corrente, dato che il climatizzatore è alimentato tramite cavo elettrico, e la tipologia di sistema usato per lo smaltimento della condensa che si forma intorno ai condotti del gas refrigerante quando l’apparecchio è in funzione.

Alcuni modelli, soprattutto i più recenti, integrano un sistema per la dispersione automatica della condensa tramite evaporazione, e quindi non pongono particolari problemi. Altri, invece, sono dotati di piccoli serbatoi di raccolta che vanno periodicamente svuotati, quindi bisogna posizionarli in modo da lasciare lo spazio necessario per accedervi facilmente.

 

 

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