Sostituire un impianto gpl con solare termico e caldaia a pellet

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Quando si ristruttura casa è l’occasione di ripensare al sistema di riscaldamento, optando per qualcosa di più moderno ed economicamente conveniente. Vediamo le possibili soluzioni.

 

La vostra casa ha un impianto di riscaldamento a gpl ma nel corso del tempo vi siete resi conto che non è una soluzione economicamente conveniente. Avete deciso di ristrutturare la vostra abitazione; è l’occasione per cambiare l’impianto con un altro più efficiente e che comporti meno costi. Dopo aver riflettuto con attenzione e ascoltato il parere di un esperto, avete scelto un sistema combinato solare termico e caldaia a biomasse.

 

L’impianto energetico

Per l’energia elettrica bisogna predisporre un impianto fotovoltaico; questo deve essere dimensionato tenendo conto dei consumi reali. Chiaramente andrà fatta una stima verosimile, compito al quale un tecnico esperto saprà sicuramente assolvere.

 

 

L’integrazione tra la caldaia a pellet e i collettori solari

L’impianto di produzione di energia termica rinnovabile integra una caldaia a pellet e dei collettori solari. Al centro di questo impianto c’è una centralina elettronica di controllo. Conviene sempre scegliere componenti di altissima qualità, meglio se tutti della stessa marca così da avere la migliore integrazione possibile tra tutti gli elementi. Per esempio, prendiamo in considerazione una caldaia a pellet modello Lino, prodotta da Solvis. Questa ha una potenza di 15 KW con un rendimento pari al 94%. Il livello delle emissioni è molto basso. La sua capienza è di 200 kg di pellet (vanno usati quelli certificati ENplus A1). Il caricamento è manuale e si pulisce una sola volta l’anno.

Un contributo al riscaldamento viene dato dal solare termico. A tale scopo abbiamo preso in considerazione due collettori piani, sempre prodotti da Solvis. Per quanto riguarda la cella termica, abbiamo scelto la Solvis Max poiché l’accumulo e la sua centralina intelligente permettono di sfruttare al meglio l’energia termica prodotta dai collettori solari interagendo ottimamente con quella generata dalla caldaia. Di conseguenza non c’è il rischio di sfasamenti tra disponibilità di risorsa solare e domanda di calore: tutto ciò va a beneficio del risparmio energetico.

Per quanto riguarda il serbatoio di accumulo, va impostato per una temperatura massima di 90°. Ciò che caratterizza l’accumulo è l’elevata stratificazione dunque, nella parte superiore c’è il calore con la temperatura più alta: questo viene utilizzato per l’acqua calda. Nella zona centrale si preleva il calore per il riscaldamento. Per quanto riguarda la parte inferiore, dove la temperatura è più bassa, c’è uno scambio termico che favorisce l’utilizzo del solare termico; ciò evita il verificarsi di fenomeni di stagnazione.

 

 

Non badate a spese

Non vi diciamo di spendere più del necessario, anzi: si tratta di spendere il giusto ma soprattutto spendere bene. Comprate i migliori componenti disponibili sul mercato per evitare, in futuro, di dover rimettere mano al portafogli per riparazioni e sostituzioni. Per l’installazione, poi, affidatevi esclusivamente a ditte esperte, con tecnici che la sanno lunga sul termoidraulico.

Prima di affidare il lavoro, chiedete in giro, fate approfondite ricerche su chi dovrà mettere mano al vostro impianto poiché non è un lavoro da improvvisare. Parlate di persona con chi potenzialmente potrebbe occuparsi dell’impianto, ascoltate più voce, rivolgetevi a più ditte. Il preventivo è importante ma lo è ancor di più un lavoro fatto bene, con cognizione di causa. Pretendete tutte le spiegazioni del caso, fatevi fare un’analisi dei costi e benefici chiara e dettagliata, anche questo è un modo per carpire la competenza di chi vi sta di fronte.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...