Scaldabagno e consigli utili per il risparmio energetico

Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Lo scaldabagno è un dispositivo fondamentale per chi non ha una caldaia centralizzata che possa scaldare l’acqua che viene utilizzata per fare la doccia o anche banalmente lavarsi le mani. Tali apparecchi, che possono essere installati in qualsiasi luogo della casa nonostante abbiano un nome che fa pensare immediatamente alla toilette e si chiamano così semplicemente perché un tempo si potevano trovare unicamente in bagno.

Ma come funziona uno scaldabagno? Sebbene il risultato sia sempre lo stesso, ovvero il riscaldamento dell’acqua, tale effetto può essere raggiunto in modi diversi in base alla tipologia del prodotto che può essere quindi elettrico o a gas.

Uno scaldabagno elettrico è costituito da un contenitore nel quale si trova l’acqua che verrà poi utilizzata e una serpentina interna che può raggiungere una temperatura di circa 60°C, preposta al vero e proprio riscaldamento del liquido. I prodotti elettrici possono essere poi istantanei e ad accumulo. La differenza tra questi è data dalla velocità di utilizzo, con una maggiore comodità per quanto riguarda gli scaldabagno elettrici istantanei.

L’acqua viene scaldata al momento della richiesta da parte dell’utente, evitando quindi un consumo energetico di notevole intensità che si avrebbe invece con quelli ad accumulo. Dopo aver utilizzato tutta l’acqua preriscaldata, quindi, lo scaldabagno elettrico ad accumulo deve “ricaricarsi” e impiegherà svariate ore prima di portare a una temperatura compresa tra 35 e 50°C l’acqua al suo interno.

Entrambi i dispositivi hanno un costo inferiore rispetto ad altri modelli sul mercato ma lo scaldabagno ad accumulo comporta una spesa energetica che non può non essere presa in considerazione. Si tratta quindi di scaldabagno consigliati per utenti che vivono da soli o che devono installarli in una seconda casa poco frequentata.

 

Scaldabagno a gas

Un discorso diverso può essere fatto per una categoria di scaldabagno differente, quella a gas. Tali apparecchi utilizzano gas metano, butano o GPL e possono anche in questo caso essere istantanei o ad accumulo. Un buon scaldabagno a gas è sicuramente quello che riesce ad abbattere i consumi energetici, permettendo di consumare poco e offrire prestazioni soddisfacenti, per questo sarebbero da preferire quelli istantanei.

 

 

Il funzionamento è dato dalla presenza di una fiamma pilota che all’apertura dell’acqua calda lascia uscire il gas da ugelli che scaldano quindi il liquido, permettendogli di fluire nelle condutture alla temperatura desiderata. Che scegliate uno scaldabagno a gas o uno elettrico, bisogna comunque rispettare delle regole essenziali se si vuole risparmiare sull’energia elettrica e sul riscaldamento.

 

Regole fondamentali per il risparmio

Il primo elemento da considerare è la manutenzione dell’impianto di riscaldamento, quindi non solo dello scaldabagno ma anche della caldaia. I dispositivi ben curati hanno una resa prestazionale superiore e si può evitare la rottura degli stessi con una piccola spesa di manutenzione, sicuramente inferiore all’acquisto di un dispositivo nuovo.

Bisogna poi controllare anche la temperatura dell’ambiente in cui si vive, tramite il termostato della caldaia. Sul mercato sono presenti numerosi dispositivi di nuova concezione, dotati anche di collegamento WiFi, che possono essere gestiti in modo semplice e veloce anche dal proprio smartphone. Scegliere quindi una temperatura di base che non superi i 20 gradi potrebbe essere un buon modo per risparmiare qualcosa ed evitare un gran consumo energetico.

 

Quando siete al lavoro

Se siete fuori casa per molte ore e l’appartamento non è abitato, è importante regolare i riscaldamenti in modo che non siano accesi fino a quando non siete in casa. Secondo la legge i riscaldamenti possono essere accesi per un massimo di 14 ore al giorno, tuttavia riducendo a meno della metà questo valore potrete abbattere i consumi, selezionando magari solo le ore più fredde del mattino e quelle più tarde della sera per l’attivazione del riscaldamento.

 

Gestione dei termosifoni

I termosifoni emettono calore quando in funzione, tuttavia, essendo posizionati solitamente nei pressi di un muro, come si può evitare che il calore venga disperso all’esterno? Secondo alcuni studi è possibile posizionare un pannello riflettente tra il muro e il termosifone (ma mai davanti al termosifone) per far sì che il calore venga diffuso nella stanza e non all’esterno. Lo stesso si può dire di porte e finestre, chiudendo le persiane e posizionando delle tende si può tenere il calore all’interno dell’appartamento.

Anche la caldaia gioca un ruolo fondamentale in questa lotta al risparmio. Se disponete di un apparecchio vecchio potrebbe essere arrivato il momento di sostituirlo con una a condensazione o addirittura a pompa di calore.

 

 

Cos’è una pompa di calore?

Una pompa di calore è un circuito in grado di cedere energia termica da un ambiente freddo a uno caldo (e talvolta anche il contrario). Per scegliere una caldaia a pompa di calore dovrete considerare il valore COP, ovvero il coefficiente di performance, che deve essere solitamente compreso tra tre e sei. La pompa di calore non è però in grado di risolvere tutti i problemi, per esempio è sconsigliata in luoghi in cui la temperatura scende molto d’inverno poiché può funzionare solo fino a -20 gradi esterni.

Per chi volesse sfruttare tale tecnologia, esistono anche gli scaldabagno a pompa di calore che hanno un funzionamento simile ma permettono il passaggio di un liquido all’interno dei tubi che può evaporare o condensare, sfruttando l’energia termica prodotta da questi passaggi di stato per scaldare l’acqua che potrete poi utilizzare in casa. Il risparmio energetico, anche in questo caso, è notevole, tuttavia bisogna prendere in considerazione il costo più alto della media per dotarsi di apparecchi di ultima generazione.

 

 

Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments