Perché acquistare un deumidificatore?

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

In molti si chiedono se il deumidificatore sia realmente necessario all’interno di una casa e, soprattutto, se abbia poi tutta questa efficacia nell’assorbire effettivamente l’umidità.

Il fatto che oltre ai deumidificatori si possano trovare in commercio anche elettrodomestici che svolgono la funzione diametralmente opposta, e cioè i raffrescatori e gli umidificatori, ha reso perplessi molti consumatori sulla reale utilità di questi prodotti.

Cominciamo subito col chiarire la questione dicendo che la percentuale di umidità contenuta nell’aria, se non è perfettamente equilibrata, può effettivamente creare problemi non indifferenti. Una scarsa percentuale di umidità si traduce in un’aria troppo secca, favorendo la formazione di polvere e creando problemi alle piante d’appartamento per esempio. Quando l’umidità è troppo elevata invece, da un lato diventa un pericolo per la salute e dall’altro si instaurano le condizioni perfette per lo sviluppo di funghi e muffe.

 

Una scelta a salvaguardia della salute

L’utilizzo del deumidificatore, quindi, non soltanto è giustificato, ma anche necessario in base al microclima che si viene a creare nelle abitazioni. La sua prima ragione d’essere infatti, e anche quella più importante, è salvaguardare la salute delle persone quindi, i rischi sono rappresentati soprattutto dalle allergie e dai problemi collegati alle vie respiratorie, ma anche da altre patologie di natura più specifica, soprattutto durante i mesi invernali e per le categorie di persone tradizionalmente più esposte, cioè anziani e bambini.

Lo sviluppo di muffe e funghi, inoltre, non è dannoso soltanto per la salute, questi microrganismi infatti si attaccano alle fibre con cui entrano in contatto, facendo marcire quindi i vestiti, il legno dei mobili ed eventualmente quello delle travi del tetto. Penetrando nell’intonaco e negli strati superficiali delle opere in muratura, inoltre, attuano una lenta opera di sfaldamento che, a lungo andare, comincia a manifestarsi con sfarinamenti, scagliature e sgretolamenti che mettono a rischio l’integrità strutturale della casa stessa.

 

 

Il modello più adatto

Rispetto alla reale efficacia del deumidificatore nell’assorbire l’umidità dell’ambiente circostante, questo dipende soprattutto dal tipo di apparecchio e dalle sue specifiche tecniche. Se avete intenzione di acquistare un deumidificatore elettrico, infatti, dovrete farlo basandovi sulle dimensioni dell’ambiente dove avete intenzione di usarlo.

I modelli portatili sono capaci di raccogliere da 0,3 a 0,7 litri per ora, con una media di circa 5 litri estratti dopo otto ore di funzionamento continuo. Bisogna quindi fare attenzione anche al tempo di utilizzo, visto che lasciandoli accesi troppo a lungo potrebbero finire col seccare eccessivamente l’aria.

Nel periodo invernale sono ottimi per rimuovere la condensa che si crea all’interno delle casa a causa delle temperature esterne troppo basse, mentre nel periodo estivo rimuovono quella fastidiosa cappa di afa umida che si viene a creare a causa dell’elevata temperatura, la quale accelera l’evaporazione.

Sui vantaggi nel mantenere la giusta percentuale di umidità nell’aria ci siamo già dilungati in precedenza, volendo proseguire il discorso sull’efficacia, invece, c’è da dire che gran parte della necessità d’utilizzo di un deumidificatore è legata soprattutto alle condizioni ambientali del luogo in cui si vive. Geograficamente parlando infatti, l’Italia intera è collocata in una fascia tendenzialmente umida, quindi soggetta a variazioni di temperatura a seconda della stagione e dell’orientamento dell’asse terrestre.

Scendendo nel microcosmo del luogo dove si vive, quindi, molto è dato da caratteristiche fisiche come altitudine, prossimità a corpi d’acqua come fiumi, laghi o mari, presenza più o meno massiva di alberi e vegetazione e via dicendo. Un ulteriore fattore determinante per la formazione dell’umidità in una casa, è dato dai criteri costruttivi della stessa. Un appartamento ben isolato e dotato di infissi a tenuta, per esempio, è meno soggetto a sviluppare umidità rispetto a una casa vecchia, priva di rivestimenti isolanti e con spifferi a ogni imposta.

 

A seconda della situazione

Dopo aver effettuato una stima dei periodi in cui è maggiormente necessario usarlo, e del tempo medio di utilizzo giornaliero per raggiungere le prestazioni richieste, potrete farvi un’idea precisa del tipo di elettrodomestico da acquistare. Nell’ottica di una soluzione radicale permanente, infatti, si potrebbe anche optare direttamente per la scelta di un impianto di climatizzazione domestica i cui split comprendano la funzionalità di deumidificazione. Il loro costo è maggiore ma, oltre a deumidificare l’ambiente, potrete anche riscaldarvi d’inverno e stare freschi durante l’estate.

Le soluzioni economiche fai da te, invece, sono favorevoli soltanto per coloro i quali il problema umidità è appena accennato e solo in brevi periodi dell’anno, oppure per locali che in realtà sono esposti all’umidità ma non sono adibiti per viverci, come le cantine, i garage e i sottotetti per esempio. In questi casi non sussiste alcuna reale necessità di spendere cifre elevate per apparecchi la cui efficienza finirebbe col causare più svantaggi che vantaggi, ed è possibile ovviare con soluzioni più gestibili e decisamente meno care.

 

 

Quando i danni sono evidenti

Nel caso in cui ci si trovi ad affrontare le conseguenze dovute all’accumulo di umidità prolungato nel tempo, invece, come la risalita di sali dal terreno o la massiccia proliferazione di muffe e funghi, allora è il caso di rivolgersi a un esperto del settore e chiedere innanzitutto una valutazione sull’entità del problema e un consiglio sulla maniera migliore di affrontarlo. In questo modo potrete capire se è possibile risolvere personalmente il problema, e magari farvi consigliare i prodotti migliori da usare, oppure se la situazione è a un punto tale da richiedere per forza l’intervento di personale specializzato.

Se la formazione di sali, cloruri, solfati e nitrati soprattutto, o di flora microscopica viene trascurata, infatti, questa può arrivare a penetrare in profondità e l’espansione dei cristalli, o dei filamenti organici delle spore a seconda del tipo di proliferazione, finisce con il corrodere lentamente le opere in muratura, che iniziano a sfaldarsi, e a far marcire le travi, i costolati e gli altri sostegni in legno dei tetti, danneggiare mobili e impianti, soprattutto quello elettrico, e creare problemi di integrità strutturale che si manifestano sotto forma di sgretolamenti e distacco di intonaco e calcinacci.

In questo caso, quindi, limitarsi ai prodotti per interrompere la proliferazione di muffe e funghi e sull’utilizzo di un deumidificatore, per quanto prestante ed efficace possa essere, purtroppo, non risolve i danni pregressi operati sulla struttura.

 

 

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