Legna da ardere: consigli e costi

Ultimo aggiornamento: 01.06.20

 

La legna va acquistata tenendo conto del tipo e soprattutto del tasso di umidità, vi spieghiamo qual è la migliore.

 

Sebbene gli impianti di riscaldamento siano diffusissimi c’è chi non rinuncia alla poesia di un camino scoppiettante o al tepore generato da una stufa a legna. Certo, in questo caso la praticità va a farsi benedire ma non è questo il punto. Dopotutto chi scegli di riscaldarsi con il fuoco ama prendersi il suo tempo, odia andare sempre di corsa e molto probabilmente non vive in città dove la vita è frenetica e caotica. Qui però dobbiamo fare una distinzione tra chi preferisce procurarsi da solo la legna da ardere e chi invece la compra impacchettata e pronta per esser data in pasto alle fiamme. Attenzione però alla legna da ardere economica perché il suo rendimento potrebbe non coincidere con le aspettative, ma ci sarà tempo per parlare di questo. Come prima cosa vediamo una serie di consigli sulla legna poi parleremo anche di costi.

 

L’umidità della legna

Una delle principali caratteristiche nel determinare la qualità della legna è il tasso di umidità. Dei buoni ceppi hanno un valore di umidità che non supera il 20%. Per ottenere un tale risultato la legna deve essiccare per un paio d’anni. Nulla vieta di gettare nel camino o nella stufa legna più umida ma evidentemente hanno minor resa poiché serve più energia a far evaporare l’acqua e bruciare. Se gran parte dell’energia va sprecata per l’evaporazione dell’acqua contenuta nella legna, quella che resta riscalda poco.

Le dimensioni 

Si parla di pezzatura per indicare le dimensioni dei ceppi di legna da ardere. Nel caso della stufa a legna, ma anche del camino volendo è preferibile usare legna con spessore compreso tra i 7  i 10 cm. La lunghezza, invece, deve essere appena inferiore alla camera di combustione. È da tenere presente che più è ampia la superficie della legna e migliore è la resa.

 

Legna debole e forte

Possiamo dividere la legna in due categorie: debole e forte. La legna dolce si accende velocemente ma altrettanto in fretta brucia. Origina una fiamma lunga, caratteristica che la rende indicata per i forni mentre è sconsigliata per stufe e camini poiché oltre alla breve durata generano più creosoto altrimenti detto catrame di carbone. Esempi di legna dolce sono il pioppo, il salice, l’abete, l’ontano e il pino. Più lentamente brucia la legna forte. Le fiamme sono più corte rispetto a quelle della legna dolce e la combustione ha una maggior durata, quindi ben si prestano ad essere usate per camini e stufe. Esempi di legna forte sono: faggio, quercia, carpine, olmo, rovere, leccio, betulla e frassino.

 

I prezzi

Per quanto riguarda i prezzi, innanzitutto bisogna distinguere tra “legna mista, taglio camino”, “legna mista taglio stufa” e “legna tipo singolo, taglio camino”. Un altro fattore che determina il costo finale è la stagionatura. Il legna si vende a quintale oppure a bancale. I prezzi che stiamo per comunicarvi sono indicativi, ci teniamo a sottolinearlo. La legna mista con taglio da camino costa intorno ai 10 euro al quintale. La lunghezza del taglio da camino va dai 40 ai 50 cm. La legna mista ma con taglio da stufa, quindi una lunghezza compresa tra i 20 e i 25 cm ed un minore spessore costa intorno ai 12/13 euro. La legna pregiata di un solo tipo, caratterizzata da una ottima resa termica costa, a seconda dello specifico tipo di legno dai 15 ai 20 euro al quintale.

 

Distinguere la legna umida da quella secca

Quando comprate la legna potreste incappare in qualche fregatura se non sapere distinguere quella sufficientemente secca da quella troppo umida. Osservate i ciocchi, se notate delle crepe vuol dire che è in atto il processo di essiccazione. Le suddette crepe, nella fase finale si chiudono un po’. 

Per chi si procura da sé la legna

Come detto in apertura c’è chi provvede in prima persona all’approvvigionamento della legna. In questo caso bisogna accatastare e aspettare che si essicchi. Il processo di essiccazione può essere accelerato se il tronco è spaccato immediatamente dopo l’abbattimento. La catasta deve asciugare in un luogo ventilato. Più piccolo è il ciocco e più velocemente si essicca. Con questi accorgimenti, la vostra legna potrebbe già essere usata dopo 7 – 8 mesi, poi lo ripetiamo, maggiore è il tempo di essiccazione e migliore è la resa. Ad ogni modo potete rendervi conto dello stato di essiccazione da alcuni particolari: per esempio man mano che la legna perde umidità la catasta si rimpicciolisce, oppure potete bruciare qualche ceppo e osservare il fumo, se è nero la legna è troppo umida, se p bianco, invece, è pronta.

 

 

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