Legna da ardere: come scegliere la migliore

Ultimo aggiornamento: 29.05.20

 

Non tutta la legna è uguale  e spesso un prezzo basso nasconde un pessimo prodotto perchè troppo umido e dalla scarsa capacità di produrre calore: impariamo a riconoscere la legna di buona qualità.

 

Che abbiate un camino o una stufa a legna poco importa, in entrambi i casi ciò che vi serve è della buona legna. E cosa rende la legna buona? Sicuramente la resa termica. Molto spesso si pensa di risparmiare comprando della legna che solo all’apparenza è più economica. Altre volte, invece, si pagano i ceppi più di quanto effettivamente valgono perché non si è in grado di capire a occhio se è un buon combustibile oppure no. Leggendo il nostro articolo eviterete brutte sorprese il prossimo inverno.

 

Usare legna secca 

La legna da ardere più venduta è quella secca. Per legna secca si intende quella con umidità non superiore al 20%. Bruciare legna con un contenuto idrico superiore significa avere una minore efficienza energetica ma anche produrre più polveri sottili, dunque incidere ancor di più sull’inquinamento atmosferico.

Il risparmio non sta nel prezzo

Molte persone scelgono la legna in base al prezzo prediligendo quella che costa meno. Questo è un finto risparmio. Se la legna cosa molto poco è perchè non ha rispettato un tempo di stagionatura necessario all’essiccazione, in altre parole il suo contenuto idrico è superiore al 20%. Ne consegue che servirà più legna per produrre calore perché la maggior parte dell’energia è sprecata per far evaporare l’umidità, ciò che resta è ben poco per produrre calore. Un altro finto risparmio è dovuto al tipo di legno. Dovete sapere che c’è la legna debole  e quella forte. La prima è vero che costa meno ma brucia anche più in fretta, dunque ne serve di più. La seconda, più costosa, ha una combustione più lenta dunque diffonde calore per un tempo maggiore.

 

Legna certificata

Non tutti sanno distinguere la buona legna da quella pessima. Allora come tutelarsi ed essere certi di acquistare un buon prodotto? Si può acquistare legna certificata BiomassPlus, in sostanza è uno schema di certificazione europeo per la legna da ardere. La certificazione si basa sul pacchetto di normative UNI EN ISO 17225:2014. Nel caso specifico della legna da ardere la norma ISO è la 17225-5. La migliore classe è la A1 Plus la cui legna ha un contenuto idrico inferiore al 15%. La classe A1 etichetta la legna pronta all’uso e con un contenuto idrico inferiore al 25%. La legna classificata B richiede un periodo di stagionatura prima d’essere bruciata. L’etichettatura, oltre a dare informazioni sulla qualità della legna la rende anche tracciabile, è infatti possibile risalire al produttore e al bosco da dove proviene. Un’altra etichetta è la FSC, questa però non ha a che fare con la qualità della legna ma garantisce la provenienza da foreste gestite nel pieno rispetto dei criteri della sostenibilità ambientale.

 

Per risparmiare

Ricapitolando, per risparmiare nell’immediato, bisogna prendere legna con il minor contenuto idrico possibile ma se si dispone dello spazio e di un luogo adatto, nulla vieta di acquistare legna con umidità superiore al 20% e lasciarla accatastata per utilizzarla l’anno seguente. In questo caso, però, la conservazione della legna è fondamentale; questa va tenuta in un luogo dove è raggiunta dalla luce del sole, ben ventilato, deve stare sollevata dal suolo per evitare di far marcire il legno e/o ammuffirsi. La parte superiore della casta va coperta per proteggere i ceppi da pioggia e neve. Una conservazione non corretta fa sì che invece si essiccarsi la legna immagazzini più umidità. Chi non dispone di spazio adeguato e pensa di poter sistemare la legna in garage o in cantina commette un grosso errore e questo vale anche quando si compra legna ben stagionata. Meglio comprare lo stretto necessario che fare scorte in abbondanza se non si ha la certezza di consumarle nel breve periodo.

I prezzi

Quanto ai prezzi in media per un quintale di legna certificata A1 si spende tra i 160 e i 200 euro a tonnellata. Il prezzo varia anche se la legna è comprata sfusa oppure ad interi bancali senza dimenticare i costi di trasporto e consegna.

 

 

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