Le diverse soluzioni di riscaldamento: stufe, termosifoni, termocamini

Ultimo aggiornamento: 01.06.20

 

Il riscaldamento domestico pone sempre grandi problematiche, non soltanto per coloro che si accingono a installare un impianto ex novo, ma anche per chi ne possiede già uno. Ogni anno, infatti, le normative di legge vigenti in Europa in materia di inquinamento e scarico dei fumi, sono soggette a revisioni e modifiche, e bisogna tenersi costantemente al passo per non trovarsi in condizioni di grave inadempienza. Queste costanti modifiche sono dovute soprattutto all’esigenza di far fronte agli inverni sempre più rigidi, dovuti ai cambiamenti climatici, con il minimo impatto ambientale generato dall’inquinamento prodotto dai fumi di combustione.

 

Tipologie

Le scelte relative al tipo di impianto da installare, quindi, sono subordinate a una serie di fattori; quello della conformità alle normative è solo uno dei tanti, gli altri riguardano la convenienza in termini di costi di gestione, la resa termica in base alla superficie da scaldare, l’eventuale produzione di acqua calda sanitaria e altro ancora a seconda dei casi.

I generatori di calore attualmente più usati per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, si possono raggruppare in tre categorie principali: i termocamini, i termosifoni e le stufe, e adesso cercheremo di esaminare più nel dettaglio queste diverse tipologie, in modo da mettere a confronto i loro i punti di forza e le eventuali limitazioni.

Iniziamo partendo dal camino termico oppure, come è più comunemente noto, termocamino, il quale è sostanzialmente identico al tradizionale camino a camera aperta con la differenza, però, che nel termocamino la camera di combustione è chiusa da uno sportello di vetro termico, che all’occorrenza può essere aperto per alimentarlo di combustibile o per sottoporlo a pulizia.

Il termocamino viene utilizzato come sistema di riscaldamento domestico alimentato a legna o a pellet di legno, e spesso viene affiancato ad altri impianti, come i termosifoni, in modo da trasferire il calore in tutti i vani dell’appartamento, anche se collocati su piani sovrapposti. La caratteristica di poter chiudere la camera di combustione lo rende più efficiente rispetto ai camini tradizionali, sia per quanto riguarda la resa termica sia per il risparmio energetico. Tramite particolari accorgimenti, infatti, i termocamini permettono di recuperare una consistente porzione del calore prodotto, evitando così che vada disperso nella canna fumaria.

 

 

Termocamini ad aria e ad acqua

I termocamini possono a loro volta essere di due tipi: ad aria o ad acqua. I primi sono dotati di un’intercapedine tra il rivestimento esterno e quello interno, l’aria all’interno dell’intercapedine viene riscaldata dal nucleo del camino stesso, ovvero la camera di combustione, e fatta circolare da un sistema di ventilazione forzata dall’interno verso l’esterno e viceversa, attraverso delle bocchette poste sui lati del corpo principale del termocamino.

Rispetto ai modelli ad acqua è più economico e anche più semplice da installare, inoltre offre il vantaggio di poter essere usato per l’efficientamento energetico dei vecchi camini di pregio, salvandoli così dalla demolizione. Alcuni modelli di termocamini ad aria possono essere anche adattati per distribuire l’aria calda prodotta nell’intercapedine in altri ambienti dell’abitazione, in modo da riscaldarla integralmente, a questo scopo però sono molto più efficienti i modelli ad acqua.

Il termocamino ad acqua, infatti, è ideale per quelle abitazioni dove si ha intenzione di installare, oppure è già presente, un impianto di termosifoni. Il liquido all’interno del loro circuito viene riscaldato sia tramite lo scambiatore di calore del camino, sia all’interno dell’intercapedine che si trova sul fondo della camera di combustione, che è realizzata in ghisa o acciaio a elevato spessore, assicurando così una diffusione uniforme del calore attraverso le piastre radianti e agli eventuali termoarredi, ovunque siano stati collocati, e dare anche modo di escludere le stanze dove il riscaldamento non è necessario, semplicemente chiudendo la manopola del relativo termosifone.

 

Le stufe

Un altro sistema di riscaldamento particolarmente apprezzato per il basso impatto ambientale e i costi di gestione economici sono le stufe, soprattutto quelle a pellet che stanno lentamente soppiantando le stufe a legna, da cui sono direttamente derivate.

Anche in questo caso le stufe, a legna o pellet a seconda delle preferenze, sono caratterizzate dal basso costo del combustibile e dalla stabilità del prezzo, che non è soggetto a grandi fluttuazioni nel corso del tempo, a differenza dei combustibili fossili e dell’elettricità.

La variante a pellet, sotto questo aspetto, è ancora più economica ma, a differenza della stufa a legna, la camera di combustione è attrezzata con un bruciatore a resistenza che richiede obbligatoriamente di essere collegato alla rete elettrica. Il bruciatore, ovviamente, entra in funzione soltanto durante la fase di accensione della stufa e occasionalmente, se c’è bisogno di mantenere la temperatura minima per l’autocombustione del pellet.

Le stufe a pellet (Ecco i migliori modelli) sono classificate in base alla potenza espressa in kW, e ne esistono versioni a partire da 4,6 kW fino a 20 kW e più, a seconda se sono progettate per coprire il fabbisogno energetico di una sola abitazione o di tutti gli appartamenti in un singolo immobile condominiale.

 

 

Termosifoni e termoarredi

I termosifoni e i termoarredi, invece, pur dipendendo direttamente da un generatore di calore di qualsiasi tipo per il loro funzionamento, vengono considerati a tutti gli effetti come tipologia a sé stante di impianto di riscaldamento. Si tratta né più né meno di un circuito d’acqua che scorre all’interno di tubature inserite nelle pareti; una coppia di tubi del circuito fuoriesce da punti precisi in ogni stanza di un’abitazione, a questi tubi andranno collegate quindi le piastre radianti dei termosifoni, oppure i più moderni termoarredi.

I termosifoni però rappresentano una soluzione tanto comoda quanto complessa, dal momento che richiedono comunque l’installazione di una caldaia per funzionare e riscaldare l’acqua all’interno del circuito.

Se sono già presenti nell’abitazione, quindi, sarete costretti ad adattarvi e a utilizzare un tipo di caldaia che possa essere compatibile, se invece la casa è in fase di progettazione, allora avrete ampio margine per studiare qual è soluzione che offre la maggiore resa termica con il minimo possibile dei costi, inclusi quelli successivi di gestione.

 

 

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