Jacuzzi: la vasca nata dal desiderio un padre che voleva guarire il figlio

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Dall’agricoltura all’ingegneria meccanica: la storia di una vasca idromassaggio che ha salvato la vita di un bambino  e di tanti altri.

 

Oggigiorno (già da molto a dire il vero) Jacuzzi è sinonimo di vasca idromassaggio e lusso ma le sue origini sono ben lontane dallo sfarzo; dietro c’è una storia di duro lavoro, addii alla terra natia e tanta sofferenza: questi sono gli ingredienti che hanno permesso di realizzare la migliore vasca da bagno. Ripercorreremo la storia della famiglia Jacuzzi, cominciata ai primi del ‘900 per comprendere com’è nato lo storico marchio di fama mondiale.

 

Emigranti come tanti

L’italia è stato un paese di emigranti, lo sappiamo tutti: a centinaia di migliaia se non di più si imbarcarono con l’iconica valigia di cartone, alla volta del nuovo continente: uomini e donne disposti a un lungo viaggio in mare pronti a tutto pur di lasciarsi alle spalle la miseria e un futuro tutt’altro che allettante per vivere quello che poi sarebbe stato definito come il sogno americano. Tra quei passeggeri (era il 1907) c’erano tre dei fratelli Jacuzzi: Francesco, Rachele e Valerio erano contadini ma la terra dava loro molto poco così decisero di lasciare il Friuli per approdare in California ma non per cambiare mestiere, non per sfuggire alla fatica, ma solo per sperare di condurre una vita fatta di meno stenti. Infatti, proseguirono la loro attività di braccianti agricoli sul suolo americano. In effetti la qualità della loro vita migliorò e finalmente stabilitisi qualche anno dopo furono raggiunti dagli altri quattro fratelli: Giuseppe, Giocondo, Glindo e Candido, le sorelle (5) e i genitori. La famiglia Jacuzzi si era riunita. 

Scrutando il cielo

Rachele aveva la passione per la meccanica  osservando il volo dei primi aerei che si trovavano in mostra proprio a San Francisco pensò che l’unica potesse essere migliorata: dopo tanti tentativi, grazie alla sua tenacia riuscì a progettare l’elica Toothpick che di fatto aprì ai Jacuzzi le porte al business del volo: a Jacuzzi si deve il primo monoplano a cabina chiusa. Purtroppo una tragedia era dietro l’angolo, nel testare il primo aereo a 7 posti ci fu un incidente aereo e Giacomo perse la vita e Jacuzzi cambiò settore. 

 

I problemi di salute del piccolo Kenneth

Nel 1915 la Jacuzzi Brothers cominciò a sviluppare una serie di brevetti in campo idraulico con una particolare attenzione per il settore agricolo. Tra le invenzioni di maggior successo c’era una pompa per l’estrazione dell’acqua, praticamente acquistata da tutti i contadini statunitensi che la usavano per l’irrigazione dei campi e una ventola anti brina destinata ai frutteti. Rachele morì, fu Candido a prendere in mano le redini della Jacuzzi Brothers. L’uomo, però, ben presto dovette fare i conti con un dramma che nessun genitore vorrebbe mai vivere: suo figlio Kenneth, 15 mesi appena, stava male: gli fu diagnosticato l’artrite reumatoide giovanile. Secondo i dottori, nella migliore delle ipotesi, il piccolo non avrebbe superato i tre anni di vita e fino a quel triste epilogo il povero Ken avrebbe dovuto convivere con dolori e una ridotta capacità di movimento. Tutto ciò che si poteva fare era alleviare i dolori con delle sedute di idroterapia. Il trattamento funziona, la madre nota che il piccolo soffre di meno e si muove con più facilità. La donna non si arrende al destino che pare essere segnato per il bimbo, sa che le sessioni di terapia in ospedale non sono sufficienti, serve un trattamento intensivo e l’unico modo è farlo a casa. La donna non sa ancora che sta per salvare la vita del figlio, tutto quello che le interessa al momento è che soffra il meno possibile.

Ne discute con Candido, serve qualcosa che possa replicare gli effetti della idroterapia praticata in ospedale. Candido, partendo dalla sua esperienza con le pompe per acqua progetta un dispositivo che possa essere applicato ad una comune vasca da bagno. Discute del progetto con il medico che ha in cura Ken, l’idea gli piace tanto da fargli suggerire di commercializzare perché possano trarne beneficio in tanti. Non solo i dolori del bimbo si alleviano ma come da lui stesso raccontato, quella invenzione gli ha permesso di vivere una vita normale, si è sposato, ha viaggiato tanto per lavoro e per festeggiare il suo sessantesimo compleanno si è persino lanciato con il paracadute. Kenneth Jacuzzi è deceduto nel 2017 a 75 anni e anche se ha vissuto parte della sua esistenza su una sedia a rotelle, l’invenzione del padre gli ha salvato la vita.

 

 

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