Inquinamento domestico: i purificatori d’aria servono?

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

L’aria di casa uccide più di quella che respiriamo all’aperto ma la prevenzione è possibile: i dati ufficiali sui decessi causati dall’inquinamento sono drammatici.

 

Facciamo una piccola premessa: se siete facilmente impressionabili, se leggendo i sintomi di una malattia immediatamente ritenete di averli tutti, allora lasciate perdere questo articolo. Non è nostra intenzione fare terrorismo ma i “numeri” che vi presenteremo a breve sono da brividi. Sappiatelo: la situazione è drammatica oltre che paradossale. Drammatica perché i morti per inquinamento sono tantissimi ogni anno, paradossale perché respirare è una condizione indispensabile per vivere. Tuttavia, quando respiriamo, ci avveleniamo perché l’aria è inquinata e rinchiudersi in casa non fa certo miracoli, come vedremo tra un attimo.

 

Otto milioni di morti l’anno

I dati dell’OMS sono implacabili: si stimano 8 milioni (lo 0,1% della popolazione mondiale) di decessi l’anno a causa dell’inquinamento in tutto il mondo. 4,3 milioni sono decessi conseguenti l’inquinamento in locali chiusi mentre i restanti 3,7 milioni sono dovuti all’inquinamento all’aperto. Facendo riferimento alla sola Italia, i decessi dovuti all’esposizione alle polveri sottili, biossido di azoto e ozono, sono 80.000 l’anno. 

Secondo l’International Council on Transportation, questi numeri spediscono l’Italia direttamente al nono posto della classifica dei decessi provocati da gas e polveri sottili; siamo noni su 184 Paesi. I dati raccolti dall’International Council fanno riferimento ai livelli di inquinamento registrati a MIlano e Torino. Molti studi condotti sull’argomento giungono tutti alla stessa conclusione, ovvero, che in molte zone europee, a causa dell’inquinamento l’attesa di vita è ridotta di un anno.

 

 

Perchè l’aria indoor è più inquinata?

Come abbiamo visto in precedenza, i morti dovuti da inquinamento indoor sono più di quelli causati dall’inquinamento outdoor. Come si spiega? Una risposta la fornisce il dottor Alessandro Miani, esperto in prevenzione ambientale della Statale di MIlano nonché presidente della SIMA, Società Italiana di Medicina Ambientale.

Miani spiega che in assenza di adeguate contromisure, l’aria degli ambienti chiusi può essere dalle 5 alle 10 volte più inquinata di quella all’aperto. Poiché negli ambienti chiusi gli inquinanti si accumulano: dentro casa non soltanto entra lo smog da fuori ma noi stesso produciamo inquinamento con l’uso di prodotti chimici o persino quando cuciniamo.

 

Quali effetti sulla salute?

Le sostanze inquinanti hanno pesanti effetti sul sistema respiratorio: asma e allergie ma anche disturbi al sistema immunitario, cardiovascolare e nervoso; senza dimenticare i problemi recati a cute e mucose.

Miani mette in guardia anche sugli effetti del radon, ossia, un gas radioattivo presente in alcuni zone dello Stivale e che emerge dal terreno accumulandosi negli ambienti chiusi: si lega alle polveri sottili e così giunge fino ai bronchi. A questo punto il decadimento radioattivo colpisce le cellule dei polmoni. Ciò comporta danni al DNA. Per queste cause in Italia, ogni anno, si registrano 3.200 decessi di persone che si ammalano di tumore polmonare.

 

La vera arma è la prevenzione

Come sempre la salvaguardia della salute passa per la prevenzione ma non aspettatevi miracoli poichè i suggerimenti che seguono servono sì a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo in casa ma non si tratta di interventi risolutivi. Bisogna areare tutte le stanze della casa tre volte al giorno per almeno cinque minuti. 

 

 

Quando si fanno le pulizie, lasciate le finestre aperte in quanto molti prodotti per la casa contengono composti organici volatili, sarebbe meglio usare candeggina, ammoniaca e bicarbonato. L’uso di un aspirapolvere con filtro ad acqua oppure HEPA è auspicabile. 

Quando cucinate, attivate la cappa. La qualità dell’aria può essere migliorata anche con alcune piante. La dottoressa Alessia Maccaro, ricercatrice presso il dipartimento di Bioetica della Federico II di Napoli, per esempio, sottolinea come una serie di studi abbiano confermato come alcune specie siano in grado di ridurre la presenza di diversi inquinanti. In particolare le piante in grado di contrastare l’inquinamento domestico sono la dracena, il fico d’india falcato, l’areca palmate, l’albero di giada, la guzmania, il falangio, lo spatifillo e il filodendro.

 

La tecnologia serve?

Ma la tecnologia, e in particolare i purificatori d’aria, servono a arginare il problema. In merito non c’è unanimità di vedute. C’è chi ritiene che l’impiego del miglior purificatore d’aria (controllare qui la lista delle migliori offerte) sia utile alla causa, pur sottolineando che non sempre sono all’altezza delle promesse e chi invece come l’agenzia francese per la sicurezza sanitaria ANSES ritiene che la loro efficacia non sia stata dimostrata in alcun caso.

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...