Incasso record per il nuovo brevetto sulla finestra pannello solare

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Dai pannelli solari nelle finestre fino alle celle fotovoltaiche stampabili: cosa ci riserva il futuro della tecnologia solare

 

La luce emessa dal nostro Sole è sempre stata considerata la prima e più importante tra tutte le fonti di energia rinnovabili, e in un periodo in cui il livello di industrializzazione raggiunto dalla civiltà umana, a causa dell’inquinamento, ha messo a serio rischio le condizioni ambientali del pianeta e la sopravvivenza stessa del genere umano, è normale che sempre più persone siano portate a considerare l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione.

L’ostacolo più grande alla diffusione massiva degli impianti solari fotovoltaici per uso domestico, però, è sempre stato l’elevato costo di produzione delle celle al silicio, che al momento rappresentano la tecnologia solare più diffusa. Di conseguenza la spesa per l’acquisto e l’installazione di un impianto solare, seppur inferiore rispetto a dieci anni fa, è ancora abbastanza consistente da risultare poco conveniente, soprattutto a causa dei tempi necessari ad ammortizzare la spesa e godere in modo tangibile dei benefici, i quali sono ancora lunghi.

Ecco perché negli ultimi anni gli sforzi della ricerche scientifiche condotte nell’ambito delle tecnologie solari, sono sempre più concentrati sull’obiettivo di ridurre i costi di produzione e, al tempo stesso, aumentare l’efficienza delle celle fotovoltaiche.

 

Il brevetto milionario della Bicocca

Uno degli esempi di quello che ci riserva a breve il futuro è dato dalle nuove finestre pannello solare. Si tratta di pannelli di plexiglass, o vetro, al cui interno sono inseriti dei nanocristalli capaci di convertire la luce solare in raggi infrarossi che poi vengono riflessi dall’interno del pannello verso i bordi dello stesso, dove sono posizionate delle sottili strisce di celle fotovoltaiche al silicio. Queste ultime provvedono alla conversione dei raggi infrarossi in energia elettrica.

Questo pannello solare (lista dei migliori prodotti) di nuova generazione è stato messo a punto nel 2014 dai professori Sergio Brovelli e Francesco Meinardi, nei laboratori del Dipartimento di Scienze dei Materiali dell’università di Milano-Bicocca. Il brevetto è stato venduto per la cifra record di un milione di euro a una società spin-off della stessa università di Milano, la Glass to Power, costituita allo scopo di realizzare e introdurre sul mercato i primi esemplari di finestre fotovoltaiche entro il 2020.

Chiunque fosse interessato ad approfondire l’argomento e ad avere ulteriori informazioni sull’acquisto e l’installazione di questo nuovo tipo di pannelli, può consultare direttamente il sito della società.

 

 

I pannelli solari stampabili australiani

Un’altra scoperta rivoluzionaria, invece, arriva dall’Australia dove l’ente nazionale di ricerca CSIRO ha messo a punto uno speciale inchiostro contenente particelle di tellururo di cadmio, un composto ad alta conduttività che riesce a catturare la luce e convertirla in piccole scariche elettriche. Grazie a questo “inchiostro fotovoltaico” sarà quindi possibile stampare i pannelli su lamine sottilissime, dello spessore sub-millimetrico, e su qualsiasi tipo di materiale: plastica PET, metallo, vetro e perfino la carta.

Le celle fotovoltaiche risultanti, quindi, saranno leggerissime e arrotolabili, e potranno ricoprire qualsiasi tipo di superficie senza alcuna limitazione data dalla forma o dal peso.

Gli ulteriori vantaggi dei pannelli fotovoltaici stampabili sono rappresentati dai costi di produzione molto bassi, dall’impatto architettonico ridotto praticamente a zero e dal fatto che per la stampa non occorrono macchinari specifici, ma basta una semplice stampante commerciale, anche per uso domestico, con il gruppo ugelli riadattato per l’utilizzo dell’inchiostro fotovoltaico.

 

L’analoga ricerca italiana

Anche l’Italia è decisamente avanti per quanto riguarda la tecnologia dei pannelli solari  stampabili, grazie a Marco Carvelli, ricercatore presso l’Istituto di Tecnologie di Genova, il quale già da qualche anno sta lavorando al progetto Solar Print.

L’obiettivo del progetto è analogo a quello perseguito dagli scienziati australiani, e cioè la realizzazione di celle fotovoltaiche stampabili senza l’utilizzo di silicio, quindi a basso impatto ambientale e a basso costo di produzione. 

L’unica differenza tra l’inchiostro fotovoltaico italiano e quello australiano, a quanto pare, sta nell’utilizzo di nanoparticelle di argento invece che di tellururo di cadmio, ma il principio di funzionamento è lo stesso, così come la facilità del processo produttivo. L’inchiostro Solar Print potrà essere trasferito tramite una comune stampante a getto con gli ugelli modificati, su una notevole varietà di materiali di supporto, e dare così origine a delle celle fotovoltaiche dello spessore di appena un micrometro, capaci di rivestire interamente un intero edificio o una singola abitazione.

 

 

Le applicazioni pratiche

La rivoluzione rappresentata dalle celle fotovoltaiche stampabili risiede soprattutto nelle potenziali applicazioni pratiche di questo tipo di tecnologia, la quale non è limitata soltanto agli edifici e alle finestre.

La sottigliezza delle celle stampabili infatti, che è di appena un milionesimo di metro, permette loro di essere applicate praticamente ovunque, perfino sui normali oggetti domestici, sui mobili e sui dispositivi elettronici. Dal momento che le nanoparticelle contenute nell’inchiostro fotovoltaico sono capaci di convertire la luce in energia a prescindere se questa sia di origine naturale, quindi solare, oppure artificiale.

Le celle saranno quindi in grado di produrre energia elettrica per la casa, o per i relativi dispositivi sui quali sono integrate, ininterrottamente durante tutto l’arco della giornata, usando sia la luce solare sia quelle delle lampadine.

Ovviamente bisognerà aspettare ancora qualche anno, ma gli scienziati prevedono che in un futuro molto prossimo, oltre alle applicazioni appena citate, anche i libri, i giornali, le riviste e le confezioni dei prodotti potranno integrare delle celle fotovoltaiche stampabili allo scopo di alimentare i loro contenuti interattivi, e consentiranno inoltre la creazione di volantini pubblicitari contenenti video e immagini animate, etichette intelligenti e perfino smartphone, tablet e computer portatili con schermi trasparenti e ripiegabili.

 

 

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