In Cina il più grande purificatore d’aria è una torre alta 100 metri

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Sulla via della seta lo smog si tocca con mano: il governo cinese, già da qualche tempo, sta cercando di arginare il problema con una serie di misure drastiche.

 

La Cina è un paese in forte espansione economica; è la seconda potenza al mondo per il Pil nazionale, è cosa nota ma è anche un paese afflitto da un grave problema di inquinamento causato dalla corsa all’industrializzazione cominciato sul finire degli anni ‘50, quando Mao Tse Tung avviò la politica del Grande Balzo in Avanti al fine di portare il paese agli stessi livelli del Regno Unito nel giro di dieci anni. 

Il piano, in vero, presentava più di una falla: l’industrializzazione forzata e collettivistica si tradusse in sfruttamento dei lavoratori, costretti a prestare la loro opera per pochissimo denaro a fronte di una produzione considerevole. Critiche a parte, la politica di Mao fu la base per il processo di industrializzazione intrapreso da Deng Xiaoping, il suo successore. 

La grossa novità apportata da Xiaoping era rappresentata dell’apertura dell’economia verso i principi del libero mercato. Queste sono le due scintille o se preferite micce che hanno fatto esplodere l’industrializzazione cinese alla quale si aggiunsero altri fattori che non stiamo qui a trattare per evitare di uscire dal tema che è e resta l’inquinamento e cosa fa la Cina per risolvere il problema.

 

 

La torre di Xian

Se dovesse funzionare davvero, il metodo sarebbe rivoluzionario e migliorare la qualità della vita non solo dei cinesi. A Xian, città che si trova nella regione dello Shaanxi, è stata costruita una torre alta 100 metri (i lavori sono stati ultimati nel 2017). Ma non è la sua altezza l’elemento di interesse, bensì la sua funzione: purificare l’aria (controllare qui la lista delle migliori offerte) dalle sostanze inquinanti. A capo del progetto sperimentale dell’Accademia Cinese delle Scienze c’è Cao Junji che ha spiegato il funzionamento. 

Alla base della torre c’è una serra (è grande circa la metà di un campo di calcio). L’aria viene aspirata all’interno della serra al cui interno, per effetto dei raggi solari, si riscalda e risale su per la torre dove una serie di filtri la purificano. L’equipe di ricercatori afferma che la torre sia in grado di produrre dieci milioni di metri cubi di aria pulita ogni giorno. 

I benefici interessano un’area di 10 km quadrati. Per verificare l’efficacia del sistema sono state montate delle centraline nei dintorni e i dati rilevati sono confortanti: è stata registrata una diminuzione pari al 15% delle polveri sottili PM 2.5 che sono quelle più dannose per la salute. Va detto che a ispirare i ricercatori cinesi è stato Daan Roosegaarde, un artista danese che aveva installato a Pechino una torre alta 7 metri e capace di produrre 8 metri cubi di aria pulita ogni secondo. Se i dati saranno confortanti, verrà costruita un’altra torre ma di dimensioni superiori: sarà alta 500 metri e avrà un diametro di 200 m. La serra alla base avrebbe la dimensione di 30 km quadrati. Un impianto siffatto, affermano i ricercatori, sarebbe sufficiente a purificare l’aria di una piccola città.

 

Riduzione dell’inquinamento: misure drastiche

In attesa che la torre dia effetti sperati, in Cina non se ne stanno con le mani in mano. La lotta all’inquinamento è presa molto sul serio dal governo e le misure adottate sono drastiche. Misure che comunque stanno dando risultati se si pensa agli ultimi dati dell’Organizzazione MOndiale della Sanità secondo la quale Pechino è la cinquantaseiesima città più inquinata al mondo, insomma la situazione è ancora drammatica ma comunque in miglioramento. 

 

 

Dicevamo delle misure drastiche: ebbene, i pechinesi per comprare un’auto devono vincere una lotteria. Dal 2011 è in vigore questo sistema volto alla riduzione del numero delle vetture in circolazione. Insomma, un cinese che vuol comprare una nuova automobile deve partecipare a questa sorta di lotteria e sperare di vincere. Il compito è arduo perché ad esempio, nel 2018, sono state “messe in palio” centomila targhe; di queste trentottomila per auto a benzina e le restanti cinquantaquattromila per quelle elettriche. 

Per meglio comprendere la portata di questi numeri bisogna tenere conto che Pechino conta su per giù venti milioni di abitanti. Lo scopo della lotteria è ridurre il numero di auto a 6,3 milioni entro il 2020. Le estrazioni avvengono bimestralmente e in totale è concessa una targa ogni 2.000 persone.

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...