In arrivo il Reddito Energetico, la prima legge è stata approvata in Puglia

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

La legge del M5S prevede l’installazione gratuita di pannelli solari per i cittadini meno abbienti.

 

Tra i numerosi progetti di utilità sociale proposti dal Movimento 5 Stelle nel corso di questi ultimi anni, ce n’è uno molto interessante che è stato definito Reddito Energetico, il quale rappresenta un’iniziativa che ha il fine ultimo di aiutare le famiglie italiane a risparmiare sulle bollette, diffondere la cultura delle energie rinnovabili e creare nuovi posti di lavoro collegati a questo importante settore, peraltro in fase di costante crescita.

Il progetto è basato su un fondo pubblico che servirà a finanziare l’installazione gratuita, sui tetti delle case dei cittadini, di impianti fotovoltaici dalla potenza inferiore ai 20 Kilowatt.

Il target principale del reddito energetico è rappresentato innanzitutto dalle famiglie che rientrano nella fascia più bassa di reddito ovviamente, visto che sono quelle ad avere le maggiori difficoltà nel pagare le bollette della luce; ma dal momento che tra gli obiettivi del progetto rientra anche quello di diffondere il più possibile l’uso di impianti basati sulle energie rinnovabili, tutti i cittadini senza distinzione alcuna potranno accedere al reddito energetico.

 

L’idea di base

Il principio di funzionamento del reddito energetico è sostanzialmente semplice, come ha spiegato in diverse occasioni il Ministro per i rapporti con il Parlamento, l’onorevole Riccardo Fraccaro del Movimento 5 Stelle.

Una volta installato l’impianto fotovoltaico parte dell’energia prodotta sarà utilizzata dalla famiglia, che in questo modo potrà risparmiare sulla bolletta della luce con una riduzione stimata fino a 200 euro all’anno. Dato che un buon pannello solare produce energia anche quando questa non viene usata, tutto il surplus prodotto e non utilizzato dalla famiglia viene ceduto alla rete e quindi va a sua volta ad alimentare il fondo destinato al progetto, che di conseguenza assumerà un carattere rotativo.

In questo modo si verrà a creare un circolo virtuoso; col passare degli anni infatti, aumenterà il numero di tetti fotovoltaici realizzati grazie al progetto, di conseguenza i cittadini si trasformeranno pian piano da consumatori a produttori di elettricità e cedendo il surplus di energia alla rete favoriranno l’ulteriore diffusione di impianti fotovoltaici.

Nel giro di poco, quindi, si metterà in moto un cambiamento radicale nel panorama energetico italiano, un incremento nella sensibilità alle problematiche ambientali e, ovviamente, si avrà un aumento di posti di lavoro dovuto all’indotto generato da questo importante settore.

 

 

La sperimentazione di Porto Torres

Alcuni potranno obiettare che si tratta dell’ennesima promessa da politici, ma in realtà questo cambiamento è già partito e proprio di recente. Il progetto del reddito energetico proposto dal Movimento 5 Stelle nel 2017, infatti, è stato già avviato nel comune sardo di Porto Torres, dove nel gennaio del 2019 il sindaco Sean Wheeler ha inaugurato il fondo rotativo previsto dal progetto, il tutto grazie a un investimento di 500.000 euro spalmati in due anni, da parte della società Gse (Gestore servizi energetici).

Trattandosi della prima applicazione pratica del progetto la sua attuazione è iniziata in maniera sperimentale e, di conseguenza, si è scelto di suddividere e assegnare i 250.000 euro del primo anno tramite bando, diretto ai nuclei familiari in ristrettezze economiche, per finanziare l’acquisto (in comodato) di impianti fotovoltaici per l’abitazione.

La proprietà effettiva dell’impianto, quindi, rimane dello Stato, e il comodato ha una durata iniziale di 9 anni ma potrà essere rinnovato per altri 9 e quindi per altri 7, raggiungendo una durata massima di 25 anni, al termine dei quali l’utente beneficiario avrà la possibilità di riscattare l’impianto.

I dati di bilancio iniziali riportano che sono già oltre cinquanta i cittadini che sono entrati in possesso di un impianto fotovoltaico gratuitamente grazie al reddito energetico, con una produzione di quasi 30 Megawatt/ora di energia elettrica e un risparmio di 13,6 tonnellate di CO2.

 

La legge varata in Puglia

La prima regione italiana a varare la legge effettiva per l’istituzione del reddito energetico, però, è stata la Puglia, dove questo progetto è stato capace di mettere d’accordo perfino il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Questa regione infatti, da sola, brucia oltre il 40% del carbone consumato a livello nazionale, e le relative emissioni di CO2 sono concentrate in una fascia territoriale di soli 70 chilometri che va da Brindisi a Taranto.

La legge per l’istituzione del reddito energetico Regionale è stata quindi approvata con l’unanimità dei voti a favore, in una seduta congiunta delle commissioni di Industria ed Ecologia.

Ma come funzioneranno le cose ora che la prima legge sul reddito energetico è stata approvata, e non in via sperimentale? È molto semplice, il modello pugliese prevede la concessione di contributi da parte della Regione, finalizzati all’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni, e fin qui niente di nuovo, e la priorità sarà ovviamente data alle famiglie con il reddito più basso.

L’utente beneficiario dei contributi dovrà sottoscrivere una convenzione con il Gse, la società di gestione dei servizi energetici che ha come unico partner il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Mediante questa convenzione viene attivato il servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica, il quale prevede che il surplus di energia prodotta sia ceduto alla Gse; tutti i crediti che l’utente maturerà nei confronti della società di gestione dei servizi energetici, quindi, andranno a loro volta ceduti alla Regione.

In questo modo le risorse prodotte dall’utente saranno utilizzate per finanziare l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici, aumentando il numero dei beneficiari e accrescendo ulteriormente l’entità delle risorse destinate al fondo rotativo.

 

 

Le altre regioni

Dopo l’esperimento positivo di Porto Torres e l’approvazione delle legge in Puglia, anche le altre regioni d’Italia sembrano aver compreso la portata di questo progetto e si stanno attivando in tal senso.

La capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio, Roberta Lombardi, ha infatti annunciato misure che impegneranno la giunta a incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili mediante l’istituzione di un fondo rotativo per il reddito energetico. Di conseguenza è lecito aspettarsi un adeguamento delle altre regioni entro tempi ragionevolmente brevi.

 

 

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