Il ventilatore come soluzione contro l’inquinamento

 

Uno dei maggiori problemi che affligge il nostro pianeta, causato principalmente dalla rapida evoluzione tecnologica messa in atto dall’essere umano, è l’inquinamento, soprattutto quello atmosferico. Nonostante la consapevolezza circa i danni ambientali prodotti, infatti, e delle nefaste conseguenze sul clima, paventate in passato ma ormai divenute una realtà tangibile a causa degli sconvolgimenti climatici in atto, la nostra economia basata sul consumo non ci ha ancora permesso di raggiungere un equilibrio e trovare uno stile di vita che possa essere facilmente sostenibile, sia per la nostra società sia per il pianeta e le sue risorse.

 

Che cosa genera l’inquinamento

Una delle cause prime dell’inquinamento atmosferico è la costante emissione dei fumi prodotti dalla combustione. Le industrie, per quanto possa apparire incredibile, sono responsabili soltanto del 40% di queste emissioni, il restante 60% è dovuto a ciò che si definisce inquinamento diffuso e mobile, ed è estremamente difficile da contrastare in quanto è da imputarsi soprattutto all’incremento demografico subito dalla popolazione mondiale negli ultimi decenni.

Autoveicoli e impianti di riscaldamento domestico, quindi, hanno raggiunto una diffusione massiva al punto tale da aggravare seriamente il problema dell’inquinamento atmosferico, in misura nettamente superiore rispetto alle fabbriche.

Nella costante ricerca di nuovi metodi per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, o per la rimozione delle particelle e delle sostanze inquinanti, sembra che i ventilatori stiano giocando un ruolo determinante, sia in ambito domestico sia industriale.

Uno degli esempi più emblematici dell’uso dei ventilatori nella lotta contro l’inquinamento atmosferico, è rappresentato dalla tecnologia messa a punto dalla società canadese Carbon Engineering e testata sul campo nella cittadina di Squamish, situata nella British Columbia. L’impianto dimostrativo ha avuto pieno successo dal momento che da quando è entrato in funzione, infatti, è stato capace di rimuovere dall’aria una tonnellata circa di CO2 al giorno, equivalente alla quantità emessa in un anno da 15 autoveicoli.

 

 

Dinamiche di funzionamento

Questo impianto ha l’aspetto di una gigantesca parete, scalabile ovviamente, composta da ventilatori modulari. I ventilatori aspirano l’aria e la convogliano in condotti dove viene miscelata a una soluzione che assorbe la CO2 e la converte in sale, preparandola così per un ciclo di rigenerazione. L’anidride carbonica estratta può essere usata in due modi diversi: può essere combinata con la CO2 derivante dall’energia usata per azionare i ventilatori, e quindi riutilizzata come fonte di energia per altri impianti, come avviene a Squamish appunto, dove l’impianto dimostrativo produce l’energia necessaria al funzionamento di un gasdotto ad alta pressione situato nelle vicinanze.

La seconda modalità di utilizzo riguarda la CO2 conservata sotto forma di sale, invece, la quale viene utilizzata in seguito per la produzione di idrocarburi, combinandola con idrogeno.

Le dimensioni dell’impianto dimostrativo, ovviamente, sono ridotte; nella sua scala reale, invece, si stima che la sua efficacia sia 20.000 volte maggiore, con una capacità di estrazione di CO2 giornaliera equivalente alla quantità emessa da 300.000 autoveicoli in un anno, la quale consentirebbe la produzione di 10.000 barili di carburante sintetico all’anno.

Un ulteriore esempio dell’uso dei ventilatori nella lotta all’inquinamento su grande scala, è la Smog Free Tower messa a punto e prodotta dalla società danese European Nano Solutions.

Si tratta di una torre di metallo alta poco più di sette metri che combina un sistema di ventilazione a uno di ionizzazione, il primo esemplare dimostrativo è stato posizionato in parco di Rotterdam e ha dimostrato la sua efficienza arrivando a purificare fino a un milione di piedi cubi d’aria in una sola ora. Uno dei progettisti della Smog Free Tower infatti, Daan Roosegaarde, ha dichiarato che quando il dispositivo è attivo è in grado di purificare l’aria di un intero quartiere in una sola giornata.

Il principio di funzionamento della torre è tutto sommato semplice, il ventilatore aspira l’aria sporca al suo interno, convogliandola in una camera dove le particelle inferiori ai 15 micron di diametro vengono trattate con una carica elettrica positiva. Le particelle inquinanti contenute nell’aria, quindi, vengono attratte da un contro-elettrodo situato sul pavimento della camera. L’aria pulita viene poi espulsa nuovamente attraverso delle aperture poste nella parte inferiore della torre, circondandola quindi con una bolla di aria pulita.

Il primo vantaggio della Smog Free Tower, a differenza dei normali depuratori d’aria ionici, è quello di non produrre ozono, gas che in elevate concentrazioni risulta dannoso per la salute umana. Le particelle inquinanti estratte dall’aria, inoltre, vengono poi riutilizzate trasformandole in anelli e altri oggetti di design.

 

 

Sfide all’inventiva

Ulteriori brevetti sono stati ideati e registrati in tutto il mondo, relativi a tecnologie o metodologie per la purificazione dell’aria dalle particelle inquinanti, e l’Italia non è da meno in questo campo. Basta citare infatti la Macchina della Pioggia brevettata da Enrico Ragni e presentata al Climathon di Ancona, la maratona di 24 ore organizzata dall’Università Politecnica delle Marche allo scopo di promuovere la creazione di nuovi sistemi per l’abbattimento delle emissioni e la ricerca di soluzioni future a basso impatto ambientale.

L’attuale livello raggiunto dalla tecnologia ha reso possibile usare sistemi di ventilazione capaci, allo stesso tempo, di purificare l’aria, anche in ambito domestico ovviamente, e le soluzioni tra cui si può scegliere sono veramente tante.

Gli impianti di climatizzazione domestica, tanto per cominciare, integrano già tutti un sistema di filtrazione molto efficiente. Nell’ottica di una soluzione più economica, però, ci si può orientare anche sui piccoli purificatori d’aria portatili, sui raffrescatori evaporativi, sui condizionatori portatili o sui ventilatori di ultima generazione, come quelli progettati e realizzati da James Dyson, famoso per aver adattato per l’impiego domestico la tecnologia di aspirazione ciclonica, fino a pochi anni fa usata esclusivamente su scala industriale.

I nuovi ventilatori Dyson, infatti, sono in grado di ventilare e purificare l’aria al tempo stesso, a differenza dei ventilatori tradizionali che si limitano soltanto a movimentarla.

 

 

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