Il ruolo dei pannelli solari nella produzione di energia

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Quale futuro dobbiamo attenderci per gli impianti fotovoltaici nel mondo e in Italia.

 

Poco più di un anno fa, il 16 maggio del 2018, l’allora governatore della California Jerry Brown varò un programma per ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera del 40% entro il 2030. Il programma stabilisce che la maggior parte delle nuove unità abitative, costruite a partire dal 1 gennaio 2020, dovranno includere obbligatoriamente i sistemi solari per la produzione di energia elettrica, secondo quanto previsto dagli standard adottati dalla California Energy Commission.

Con questa legge la California è diventata di fatto il primo dei 50 stati dell’Unione a regolamentare l’uso e l’installazione obbligatoria dei pannelli solari in tutte le case e gli edifici di nuova costruzione.

Al pari di qualsiasi altra nuova legge ovviamente, a prescindere dall’oggetto della stessa, si creano subito le correnti a favore e quelle contro.

Nel caso del programma dell’ex governatore Brown, l’effetto principale è stato innanzitutto quello di dare una notevole spinta alle industrie produttrici di impianti solari. Il rovescio della medaglia invece, portato all’attenzione dai più critici, ha riguardato il conseguente incremento nel costo di acquisto di una casa, che è aumentato in media di circa 10.000 dollari.

In realtà questa premessa ci serve a introdurre un argomento sensibile che sta a cuore a molti italiani, soprattutto a coloro che possiedono immobili, e cioè lo sviluppo e il futuro degli impianti solari, soprattutto quelli fotovoltaici destinati alla produzione di energia elettrica.

 

La questione inquinamento e la riduzione delle emissioni

Il nocciolo principale della questione, e cioè il motivo per cui la maggior parte dei governi del mondo spinge sempre di più verso l’uso dei pannelli solari, è il problema rappresentato delle emissioni inquinanti, in particolar modo il CO2 e gli altri cosiddetti “gas serra”.

L’esempio della California ci porta a riflettere proprio sulla gravità della situazione infatti, dal momento che le abitazioni saranno obbligate a disporre degli impianti solari. In Europa non sono state ancora varate norme così drastiche, quindi i proprietari di casa possono tranquillizzarsi sapendo che non saranno costretti ad affrontare una spesa notevole per installare un impianto fotovoltaico.

 

 

L’attuale normativa infatti, invece di obbligare, preferisce incentivare i proprietari che stanno costruendo un nuovo immobile o ristrutturando una vecchia proprietà, mettendo a loro disposizione una serie di incentivi fiscali mirati all’installazione di impianti di riscaldamento a basse emissioni, in caso di caldaie a combustione, o a basso consumo elettrico, nel caso dei climatizzatori.

Le detrazioni fiscali più consistenti, però, sono proprio quelle destinate a coloro che scelgono di dotare la propria abitazione di un impianto solare, di tipo fotovoltaico, termico oppure combinato.

 

Il problema dei costi

I pannelli solari, in passato, erano considerati una tecnologia “da ricchi” visto che il loro costo era talmente elevato da risultare sconveniente per l’impiego domestico, a meno di non essere appunto ricchi sfondati.

Al giorno d’oggi invece, grazie anche ai progressi tecnologici che ne hanno incrementato le prestazioni e ridotto i costi, pur rimanendo comunque un investimento consistente, la spesa di acquisto e installazione di un impianto solare fotovoltaico si è notevolmente ridotta. 

Se a questo fattore si aggiungono le diverse legislazioni di tutti i Paesi più industrializzati entrate in vigore negli ultimi anni, le quali prevedono dei contributi statali o, in alternativa, delle detrazioni fiscali, allora appare chiaro che la tendenza generale di quasi tutti i governi del mondo, in un prossimo futuro, è quella di accelerare il passaggio massivo dai combustibili fossili al solare per tutto quel che concerne la produzione di energia elettrica, soprattutto in ambito domestico.

 

Un po’ di numeri

Ma quanto si spende attualmente in Italia per l’acquisto e l’installazione di un impianto solare fotovoltaico? Proviamo quindi a fare un po’ di conti per farci un’idea il più chiara possibile.

Fatte le debite eccezioni, generalmente il fabbisogno energetico è di circa 1 kW a persona, quindi un nucleo familiare composto da 3-5 persone necessita di un impianto fotovoltaico da almeno 4,5 kW costituito nel seguente modo:

 

– Diciotto pannelli solari fotovoltaici da 250 Watt l’uno, garantiti almeno per 10 anni.

– Un inverter da 5 kW

– Un quadro di campo AC/DC

– Otto raccordi MC4

– 100 metri di cavo solare

– Tre strutture di sostegno

– Una certificazione RAEE per lo smaltimento dei moduli a fine vita.

 

Il costo totale di un impianto così costituito è di poco più di 7.000 euro, a cui andrebbero aggiunti 2.500 euro circa per l’installazione, per un totale complessivo di 9.500 euro.

Dal momento che anche il miglior pannello solare sul mercato non è in grado di produrre elettricità in maniera costante, perché nel periodo invernale il sole è coperto dalle nubi per la maggior parte del tempo, nell’ottica di un incremento dell’efficienza si possono aggiungere degli accumulatori all’impianto, oppure delle batterie al litio, in modo da compensare i periodi in cui la produzione di energia è minima.

In questo caso la spesa aumenta, arrivando a oscillare dai 9.000 ai 12.000 euro circa a seconda del tipo di impianto scelto, con batterie al litio oppure ad accumulo.

 

 

La prospettiva futura

Sono ancora in molti a ritenere che questa spesa sia proibitiva, soprattutto considerando che l’uso del metano è ancora largamente diffuso per cucinare e per produrre acqua calda, fattore che allunga notevolmente i tempi per ammortizzare i costi di acquisto e installazione dell’impianto. Nella realtà dei fatti, però, bisogna innanzitutto considerare l’aspetto economico legato alle normative vigenti che, come accennato in precedenza, prevedono detrazioni fiscali dal 50 al 65% della spesa complessiva, il cui importo sarà detratto dalla dichiarazione dei redditi per i successivi 10 anni dall’ottenimento dell’agevolazione.

Un impianto fotovoltaico del valore di 7.000 euro, quindi, considerando una detrazione del 50% verrebbe a costare 3.500 euro, che scenderebbero a soli 2.450 euro nel caso si raggiunga il tetto massimo del 65% previsto dalla normativa.

A prescindere dai calcoli sulla convenienza o meno dell’energia solare che in ogni caso, a lungo termine, porta soltanto benefici sia dal punto di vista economico sia per quanto riguarda l’impatto ambientale, la tendenza attuale è chiaramente rivolta al potenziamento della produzione energetica tramite pannelli solari.

Non è escluso, quindi, che in un prossimo futuro vengano introdotte ulteriori norme e strumenti finanziari atti a incentivare e facilitare ulteriormente l’acquisto di impianti fotovoltaici.

 

 

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