I sistemi più usati per rinfrescare la casa senza condizionatore

Ultimo aggiornamento: 23.10.20

 

Le profonde mutazioni climatiche in atto stanno portando a un incremento delle temperature medie a ogni stagione, con il risultato che più andiamo avanti e più ci troveremo a fronteggiare inverni sempre più rigidi ed estati sempre più torride.

Grazie al livello di sviluppo raggiunto dalla tecnologia moderna, però, siamo in grado di assicurare, almeno nelle nostre case e nei luoghi di lavoro, il mantenimento di una temperatura accettabile e, supportati dai moderni ed efficienti sistemi di filtrazione, anche un’aria sana, priva di allergeni e particelle inquinanti.

I vantaggi offerti dagli impianti di climatizzazione però, richiedono un elevato pedaggio a causa dei costi di gestione, soprattutto quelli legati all’elettricità e alle altre fonti di energia. Se nel periodo invernale bisogna fare di necessità virtù per tenere la casa calda e priva di umidità, d’estate invece è possibile adottare tutta una serie di soluzioni alternative che richiedono un fabbisogno di energia minimo o addirittura nullo.

 

Le soluzioni alternative

Rinfrescare la casa senza dover ricorrere al condizionatore è possibile, basta tornare ai metodi tradizionali che si usavano nelle case delle nostre nonne, quando erano ancora delle bambine. Uno dei metodi più diffusi ancora praticato da molte persone durante i mesi più caldi dell’anno, soprattutto da chi abita in zone costiere o pianeggianti, è quello di appendere delle tende di lino o cotone davanti alle finestre aperte, dopo averle bagnate a dovere in una bacinella piena di acqua fredda. Le tende lavorate con la tecnica del crochet sono le migliori per questo tipo di utilizzo; la trama del loro decoro, infatti, è fitta di aperture la cui dimensione è ideale per consentire il passaggio della brezza estiva senza ostacolarla.

Che le tende siano realizzate con fibre naturali è un requisito molto importante ovviamente, perché le fibre sintetiche non trattengono l’acqua a lungo e quindi risultano essere del tutto inefficaci. Il lino, la canapa o il cotone, invece, una volta bagnati assorbono l’acqua e la trattengono a lungo, in questo modo l’aria calda, passando attraverso le tende bagnate, si rinfresca e contribuisce a mantenere una temperatura fresca e accettabile in modo del tutto naturale e senza l’ausilio di elettrodomestici.

 

 

Altri metodi tradizionali per rinfrescare la propria casa durante le giornate più calde, sono quello di schermare le fonti di luce e assicurare la giusta ventilazione degli ambienti aprendo le finestre nei punti chiave della casa. A questo scopo è possibile utilizzare le tende da balcone e quelle da esterno, se avete già provveduto a installare i relativi telai, oppure, in mancanza, appendere delle tende di fortuna abbastanza spesse da schermare il più possibile i raggi diretti del sole e la sua luce.

Per alleviare dall’afa durante le ore notturne, invece, molti sono soliti tenere le lenzuola ben piegate e imbustate all’interno del freezer, durante il giorno, per poi tirarle fuori e metterle sul letto di notte, al momento di andare a coricarsi. Va da sé ovviamente che questo tipo di soluzioni sono da ritenersi quantomeno estreme, soprattutto l’uso di tende bagnate e coperture di fortuna, dato che dal punto di vista della praticità potrebbero non essere proprio il massimo, e quindi sono considerabili soltanto nell’ottica di una necessità momentanea, destinata a non protrarsi nel tempo.

 

Alla ricerca del risparmio

Laddove l’uso intensivo del condizionatore diventa troppo oneroso, quello dei piccoli elettrodomestici, invece, può portare grossi vantaggi, soprattutto se si tratta soltanto di rinfrescare l’aria.

Uno dei dispositivi elettrici a basso consumo più diffuso e apprezzato per questo scopo, è il ventilatore in tutte le sue varianti, da quello a soffitto fino ai modelli a piantana, inclusi i modelli da scrivania e i mini-ventilatori portatili destinati a uso personale.

I ventilatori da soffitto offrono anche la funzionalità di lampadari, ma non tutti i consumatori sembrano essere d’accordo sulla loro reale efficacia. I ventilatori a piantana e quelli da scrivania invece, godono di un gradimento pressoché totale perché sono molto efficienti e altrettanto pratici nell’uso, facili da spostare ovunque sia necessaria un po’ d’aria fresca.

Il loro assorbimento energetico può variare dai 40 ai 70 Watt circa, a seconda del modello scelto; in termini di consumo elettrico quindi, si presentano come una eccellente alternativa all’uso del condizionatore. I ventilatori portatili invece hanno un impatto ancora minore sui consumi, dato che i modelli disponibili sul mercato sono quasi tutti alimentati a batteria o direttamente da una fonte USB.

 

 

Ventilatori e raffrescatori

L’uso del ventilatore, soprattutto se intensivo, potrebbe portare a un’eccessiva secchezza dell’aria, con tutte le conseguenze negative del caso. Se abitate in una casa dove l’umidità tende ad asciugarsi fin troppo in fretta, infatti, allora è consigliabile lasciar perdere i ventilatori e optare invece per un buon raffrescatore evaporativo.

Questo dispositivo è in realtà una sorta di ventilatore ad acqua, dove l’elica è inscatolata e collocata al di sopra di una vaschetta da riempire con acqua o cubetti di ghiaccio, a seconda dei casi. Man mano che il ghiaccio si scioglie e l’acqua evapora, il ventilatore cattura le particelle di umidità e le diffonde insieme al flusso d’aria generato.

I raffrescatori evaporativi sono praticamente la versione moderna, e a energia, del vecchio sistema delle tende bagnate di cui abbiamo parlato in precedenza, con la differenza che offrono una maggiore efficienza e non sono soggetti ai capricci della brezza, per cui possono essere impiegati anche tenendo le imposte chiuse ed evitando quindi la creazione di correnti d’aria in casa.

L’impatto che il raffrescatore ha sul consumo di energia domestico è leggermente più alto rispetto a quello dei normali ventilatori, ma resta comunque irrisorio rispetto agli impianti di climatizzazione; l’assorbimento di potenza di questi dispositivi, infatti, può variare dai 60 ai 120 Watt al massimo, a seconda del modello scelto. I modelli migliori, inoltre, integrano anche sistemi di filtrazione che consentono alle particelle di umidità di passare liberamente, ma trattengono i particolati solidi e la polvere, offrendo il vantaggio di rinfrescare l’aria e purificarla allo stesso tempo.

 

Quando è meglio il deumidificatore

In alcuni ambienti per ridurre la sensazione di afa (ma non solo come vedremo) può essere un’idea intelligente acquistare un deumidificatore. Ma quali vantaggi comporta l’utilizzo di questo apparecchio? Innanzitutto, come accennato, durante i periodi più caldi, eliminando l’umidità si ottiene sollievo da quella sensazione di cappa e caldo spesso opprimente.

È possibile poi utilizzarlo anche d’inverno non tanto nella speranza che riscaldi l’ambiente ma che lo renda più piacevole, andando a migliorarne la qualità dell’aria. Inoltre un deumidificatore scongiurerà il rischio che si formino muffe sulle pareti, condensa sui vetri delle finestre e odori fastidiosi e ristagnanti.

 

 

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