I pannelli solari sono esclusi dalle agevolazioni se installati su beni “merce”

Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Ecobonus 2020: escluse dalle agevolazioni ditte e imprese prive del requisito di “strumentalità”

 

Le rigide norme di legge finalizzate all’abbattimento delle emissioni inquinanti nell’atmosfera, e le conseguenti agevolazioni fiscali previste per tutti coloro che decidono di ristrutturare la propria abitazione, o semplicemente di sostituire i vecchi impianti per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda sanitaria con impianti di nuova generazione, con una maggiore efficienza sia nella resa sia nella riduzione dei consumi energetici, hanno dato luogo a un notevole aumento nelle vendite degli impianti solari, sia quelli termici sia quelli fotovoltaici.

Questi ultimi in particolare sono sempre stati penalizzati dai costi elevati e dai lunghi tempi di ammortamento; grazie alle nuove tecnologie e alla scoperta di nuovi materiali rivoluzionari che hanno permesso di ridurre i costi di produzione, anche i prezzi d’acquisto stanno calando notevolmente. È normale quindi che un pannello solare economico, che permette non solo di ridurre drasticamente le spese di acquisto e installazione ma anche di tagliare i successivi costi dell’elettricità, sia di gran lunga preferibile a una stufa a pellet o a una caldaia a gas.

Per quanto riguarda gli impianti solari fotovoltaici, anche se non si può ancora parlare di una vera e propria “corsa all’acquisto”, non si può negare che il mercato è ormai entrato in una fase altamente competitiva, soprattutto da quando alcuni centri di ricerca sulle tecnologie solari hanno annunciato la nascita di una nuova generazione di pannelli solari stampabili.

Nonostante gli scettici e i diffidenti in materia siano ancora molti, la maggior parte delle persone si sono finalmente rese conto dell’importanza di ricorrere alle fonti di energia rinnovabili.

 Il solare rappresenta di certo la più conveniente delle energie rinnovabili, sotto tutti gli aspetti, perché anche se l’investimento richiesto per l’installazione di un impianto fotovoltaico è consistente, i vantaggi a lungo termine sono di gran lunga superiori sia per quanto riguarda l’aspetto economico sia per l’impatto ambientale sul nostro pianeta.

 

Gli incentivi fiscali

Nell’ottica degli interventi per la riqualificazione energetica degli immobili, quindi, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei cittadini una serie di agevolazioni fiscali, dirette sia alle persone fisiche sia alle imprese, in modo da incentivare il maggior numero possibile di persone a effettuare il passaggio dagli impianti alimentati a combustibili fossili a quelli che invece sfruttano l’energia solare.

 

 

L’investimento iniziale è in ogni caso a carico del richiedente, il quale dovrà presentare la documentazione relativa alle caratteristiche energetiche dell’impianto scelto e al pagamento delle spese di acquisto e installazione di quest’ultimo, da eseguire nelle modalità prescritte dalla normativa. Una volta ottenuta l’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, però, sarà possibile detrarre dalle tasse una cifra che può variare dal 50 al 65% delle spese complessive, spalmata nei successivi dieci anni a partire dall’ottenimento del bonus.

Nel caso degli immobili condominiali, inoltre, la detrazione incrementa e varia dal 70 al 75%, se poi questi immobili sono situati in zone sismiche e quindi sottoposti alla classificazione di rischio, si potrà usufruire di una detrazione dell’80% o dell’85% a seconda se i lavori effettuati comportano il passaggio a una o due classi di rischio inferiore.

 

Le limitazioni agli incentivi

Esistono però delle limitazioni che di fatto escludono alcune categorie di immobili da queste detrazioni, e anche dal super-ammortamento previsto per gli immobili condominiali.

La risoluzione numero 303/E del 15 luglio 2008, infatti, evidenzia che la normativa riguardante tali agevolazioni è finalizzata “a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso un beneficio che un’interpretazione sistematica consente di riferire esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio”.

Questa posizione è stata successivamente ribadita anche nella risoluzione numero 340/E, la quale riporta che “Per quanto concerne la fruizione della detrazione da parte delle società o, più in generale da parte dei titolari di reddito d’impresa, si deve ritenere che la stessa competa con esclusivo riferimento ai fabbricati strumentali da questi utilizzati nell’esercizio della propria attività imprenditoriale (…)” e di conseguenza non può essere utilizzata per “i beni oggetto dell’attività esercitata”.

 

Le categorie fiscali di beni immobili

Ai fini fiscali esistono diverse categorie di immobili quindi, e adesso cercheremo di capire insieme cosa comporta questa distinzione e come vengono trattate a livello fiscale le diverse categorie, soprattutto nell’ottica della fruizione delle detrazioni previste dall’Ecobonus.

Le categorie principali sono quattro: gli immobili strumentali per natura, per destinazione, merce e patrimonio.

 

Immobili strumentali per natura e destinazione

Quelli definiti per natura sono tutti quelli direttamente destinati all’esercizio dell’attività aziendale o a uso abitativo e come tali, di conseguenza, sono soggetti a un trattamento differenziato dagli immobili di altro tipo per quanto riguarda la tassazione.

Nella categoria degli immobili strumentali per destinazione, invece, possono rientrare anche immobili di altre categorie catastali che però il titolare dell’impresa o il proprietario hanno destinato all’esercizio dell’attività aziendale o all’uso abitativo, e pertanto saranno soggetti all’identico trattamento, dal punto di vista fiscale, della categoria degli immobili strumentali per natura.

Questo significa che tutti gli immobili strumentali, per natura o per destinazione, sono ammessi alla fruizione dell’Ecobonus.

 

Immobili merce

Nella categoria degli immobili merce, invece, rientrano tutti gli edifici e le unità abitative alla cui vendita o realizzazione è diretta l’attività aziendale, e cioè tutti quegli immobili realizzati ai fini della compravendita e quindi considerati come una merce vera e propria.

Qualora si voglia installare un impianto solare fotovoltaico, o termico, su un immobile destinato alla compravendita, non sarà possibile fruire dell’Ecobonus.

 

 

Immobili patrimonio

Lo stesso discorso vale per gli immobili patrimonio, e cioè tutti quegli immobili che non rientrano nelle categorie fiscali precedenti e che sono oggetto di investimento da parte dell’imprenditore.

Gli immobili patrimonio non sono strumentali all’attività dell’impresa o all’uso abitativo, di conseguenza i costi relativi all’acquisto e all’installazione dei pannelli solari non sono deducibili a livello fiscale.

 

 

Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments