Cosa fare per risolvere il problema dell’umidità in casa

Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Ora cercheremo di parlare nella maniera più dettagliata possibile di come affrontare le conseguenze dovute a un accumulo di umidità più o meno prolungato nel tempo, all’interno di abitazioni o locali specifici, come scantinati e garage per esempio, e di come comportarsi per procedere alla loro eliminazione, dove questa sia possibile.

Le zone più soggette a una maggiore concentrazione di umidità nell’aria, sono soprattutto gli scantinati, i garage, i sottotetti e le pareti esterne dell’abitazione, e questo ci porta a fare una ulteriore differenziazione tra umidità di condensa e umidità di risalita.

L’umidità di condensa si forma liberamente dall’aria, in seguito alle variazioni improvvise di temperatura o in presenza di acqua non asciugata, e si crea soprattutto nelle stanze e nelle zone interne in generale, mentre l’umidità di risalita affligge soprattutto le fondazioni, gli scantinati e la base delle pareti esterne, dal momento che risale, appunto, direttamente dal terreno sul quale è costruito l’edificio.

L’umidità di risalita è quasi impossibile da sconfiggere in maniera definitiva, a differenza invece dell’umidità di condensa che, attuando le misure del caso, è possibile eliminare del tutto.

 

Valutare con attenzione il problema

Abbiamo già esaminato in precedenza i numerosi metodi a disposizione per l’aumento, l’eliminazione o il controllo del tasso di umidità nell’aria, e quindi possiamo affermare senza ombra di dubbio che eliminare l’umidità dall’aria, all’interno di una casa o di una stanza in particolare, è effettivamente possibile e fattibile sia in maniera economica, usando i metodi tradizionali come il sale per esempio, sia in modo tecnologico, grazie ai deumidificatori elettrici e ad altri dispositivi analoghi attualmente disponibili in commercio.

L’eliminazione dell’umidità accumulata nelle pareti e nella struttura abitativa in generale invece, è tutt’altra cosa, e il problema richiede un approccio del tutto diverso, a cominciare da una valutazione approfondita e quanto più accurata possibile. Per questo scopo è necessario avvalersi di attrezzature specialistiche, come igrometri da superficie, termocamere a infrarossi, termobilance e altri strumenti di precisione, quindi è d’obbligo ricorrere a dei tecnici specializzati nel settore.

 

 

Se la stima dei danni dovuti alla proliferazione di muffe, funghi e sali minerali è lieve, e l’umidità è penetrata soltanto a livello superficiale, allora è ancora possibile risolvere la situazione di persona e con una spesa tutto sommato ragionevole.

Il primo passo ovviamente è eliminare l’umidità penetrata nelle pareti, facendo largo uso del sale o dei deumidificatori elettrici, anche in maniera intensiva. Una volta asciugate per bene le mura, se erano presenti tracce visibili di proliferazione, noterete che si sono leggermente attenuate, e in parte staccate, a causa dell’essiccazione. Tutto quel che resta, invece, sarà facile da rimuovere usando una spazzola dura, candeggina o altri prodotti specifici per la rimozione di muffe e funghi, in modo da eliminare anche la parte organica della proliferazione, oltre a quella minerale. Durante questa operazione è consigliabile fare uso di occhiali e mascherina di protezione, meglio una di tipo professionale con i filtri per l’aria, e ovviamente anche di guanti usa e getta, in modo da non entrare in contatto con le spore e i miceli, che potrebbero essere nocivi per la salute.

A quel punto una nuova fase di deumidificazione intensiva dovrebbe risolvere definitivamente il problema, soprattutto se poi si ha l’accortezza di evitare i fenomeni di condensa e mantenere la giusta percentuale di umidità nell’aria.

 

L’umidità di risalita

Per quanto concerne l’umidità di risalita invece, come già accennato prima, l’unico modo di evitarla è farlo durante la fase di progettazione dell’immobile, attuando le dovute misure necessarie a scongiurarla.

In tutti gli edifici già costruiti, invece, il solo intervento possibile è rivolgersi a una ditta per operare a livello radicale e stabilire quindi una manutenzione periodica, atta a contenere il fenomeno e rallentarne l’espansione.

Se la casa è costruita su un terreno particolarmente umido e la base ha pareti e fondazioni che non hanno subito alcun tipo di trattamento isolante preventivo, allora non è possibile impedire all’umidità del terreno di penetrare all’interno delle pareti ed espandersi ai locali del basamento e del semi-interrato, prima, per poi risalire lentamente lungo tutto l’edificio. In quel caso anche l’uso perenne del sale in cantina, per esempio, è del tutto inadeguato e serve soltanto a rallentare l’inevitabile processo di accumulo dell’umidità.

 

Quando il problema è grave

I danni provocati dall’umidità di risalita sono maggiori, purtroppo, dal momento che la proliferazione avviene di gran lunga più rapidamente e non si limita soltanto alla componente organica, ma è accompagnata anche dal fenomeno di cristallizzazione dei sali minerali contenuti nel terreno. Sono soprattutto questi ultimi, infatti, a rappresentare un vero pericolo per la struttura abitativa, perché i microcristalli salini durante il processo di formazione spaccano i legami molecolari delle sostanze a cui attecchiscono, disintegrando lentamente il cemento e la pietra.

 

 

Le opere in muratura quindi, col passare del tempo, vengono letteralmente erose e sgretolate a livello microscopico. Sulla breve durata il problema non sussiste, ma se si lascia passare troppo tempo senza correre ai ripari, a un certo punto cominciano a insorgere i fenomeni di sgretolamento, scagliatura, caduta di frammenti superficiali di intonaco, sfarinamenti e altro, che rappresentano i sintomi di una struttura dall’integrità ormai compromessa.

Lo stesso discorso vale nel caso in cui si voglia eliminare l’umidità da uno scantinato e poi sanificarlo allo scopo di ricavare uno spazio vivibile, come una tavernetta o un laboratorio, tanto per fare un esempio. Le soluzioni economiche alla buona, come il montaggio di pareti di cartongesso e l’applicazione di intercapedini con i vespai, sono una spesa del tutto inutile perché sono dei palliativi destinati a durare per qualche mese al meglio.

Dietro il cartongesso e nelle intercapedini, infatti, la muffa e i funghi si riformeranno nuovamente e in misura ancora maggiore; praticare fori di aerazione inoltre, a quel punto non servirà a null’altro che ad accentuare ulteriormente la penetrazione e l’accumulo di umidità. Anche in questo caso, quindi, bisognerà stabilire con le termografie da dove provengono le infiltrazioni, e quindi rimuoverle insieme all’umidità accumulata, e rivolgersi a una ditta specializzata nel settore rappresenta la soluzione migliore al problema.

 

 

Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments