Come usare correttamente un ventilatore in presenza di anziani e bambini

 

A causa dei cambiamenti climatici in atto, da imputarsi soprattutto all’inquinamento generato dalle attività umane, ogni anno i passaggi da una stagione all’altra e le relative variazioni nella temperatura, per non parlare poi dei fenomeni meteorologici stessi, diventano più estremi e difficili da affrontare. Le ondate di caldo, per esempio, sono sempre più insopportabili ormai e i picchi raggiunti dalle temperature sempre più alti, al punto da battere ogni anno il record stabilito in quello precedente.

La maggior parte delle persone fa ancora ricorso ai ventilatori meccanici per trovare sollievo dalla calura torrida ma, secondo il parere degli esperti, questi apparecchi possono rappresentare un potenziale rischio per la salute se non vengono utilizzati con le dovute attenzioni, soprattutto per le categorie più soggette, ovvero persone anziane, malati, disabili e bambini piccoli. Ma anche coloro che non hanno bisogno di utilizzare i ventilatori perché hanno la fortuna di possedere dei condizionatori, oppure un impianto di climatizzazione, devono fare particolare attenzione a usarli in modo corretto, al fine di evitare potenziali rischi.

Il corpo umano, per sopravvivere, brucia energia e quindi produce calore in continuazione. L’eccesso di calore viene quindi dissipato in maniera naturale grazie a un sistema di regolazione del calore corporeo in cui il sudore riveste un ruolo di primaria importanza. Quest’ultimo infatti, venendo espulso dai pori ed evaporando a contatto con l’aria, contribuisce a raffreddare il corpo mantenendo la temperatura all’interno di un intervallo costante e accettabile per le funzioni biologiche basilari.

In estate poi, quando la temperatura esterna sale oltre i 30 gradi, questo processo naturale è maggiormente stimolato e ci induce a cercare refrigerio adottando diverse soluzioni, la più diffusa delle quali è proprio l’uso del ventilatore.

 

L’importanza della qualità dell’aria

In realtà, però, questo apparecchio ci offre soltanto la sensazione del refrigerio, visto che le pale si limitano a movimentare l’aria e non influiscono minimamente sulla temperatura, a differenza dei condizionatori invece. Un altro fattore di estrema rilevanza di cui bisogna tenere conto, inoltre, è la presenza della polvere e dei microbi; se il ventilatore è privo di un efficiente sistema di filtrazione dell’aria di tipo HEPA, infatti, una volta azionato solleverà le polveri sottili, i pollini, gli allergeni e le particelle inquinanti in generale, esponendo al rischio di allergie, attacchi d’asma, problemi alle vie respiratorie e altre patologie più o meno gravi.

 

 

Tutto ciò, ovviamente, non presuppone che i ventilatori rappresentino il male assoluto e che quindi non vadano usati ma serve soltanto a capire che, in determinate condizioni e per alcune categorie di persone, il loro uso diventa superfluo quando non addirittura dannoso. Questo perché la loro efficacia è dovuta al fatto che la brezza generata, quando arriva a contatto con la pelle, va stimolare il processo di sudorazione accelerando l’evaporazione e il rateo di traspirazione della stessa, dandoci una piacevole sensazione di refrigerio.

Se per una persona giovane e in salute l’incremento della sudorazione non rappresenta un particolare problema, le cose cambiano drasticamente invece quando si tratta di persone anziane, dai 60 anni in su. A quest’età infatti, il sistema di regolazione del calore corporeo è meno efficiente rispetto a quello di una persona più giovane. Le pareti dei vasi sanguigni per esempio, che sono essenziali tanto per il trasporto dell’ossigeno quanto per la distribuzione del calore, durante la vecchiaia tendono progressivamente a perdere di elasticità e a diventare meno reattive.

 

Rischio disidratazione

L’esposizione al ventilatore, quindi, potrebbe risultare particolarmente problematica, soprattutto se la temperatura esterna arriva a superare i 42 gradi. In queste condizioni ambientali, infatti, esporre una persona anziana a un flusso d’aria ventilato significa incrementare notevolmente la sua sudorazione con la conseguenza di un ulteriore aumento nel tasso di umidità dell’aria circostante.

Una maggiore sudorazione può dare quindi luogo a episodi di disidratazione, per non parlare della frequenza cardiaca che tende ad aumentare, seppur di poco, e se tutto ciò non ha effetti rilevanti sul metabolismo di una persona giovane e sana, su quello di una anziana invece, che magari soffre anche di problemi cardiaci, potrebbe rivelarsi estremamente deleterio se non addirittura fatale.

Per gli over 60 quindi, per quanto possa sembrare paradossale, la soluzione migliore per affrontare le elevate temperature estive sono gli impianti di climatizzazione, soprattutto se usati con la funzione di deumidificazione che spesso e volentieri basta a combattere il senso di afa opprimente, oppure in alternativa, l’idratazione con acqua o bevande fresche e l’applicazione di uno o più asciugamani bagnati.

 

 

Metodi alternativi

Il trattamento con asciugamani bagnati, ovviamente, va fatto secondo un certo criterio: bisogna prenderne un paio e piegarli nel senso della lunghezza, immergerli in acqua fredda, o ghiacciata, dopodiché strizzarli a dovere fino a eliminare il liquido in eccesso. Una volta fatto ciò andranno avvolti intorno a determinate zone del corpo, come la testa, il collo, le caviglie o i polsi.

Il trattamento va limitato a una o due zone del corpo però, non di più, il collo e i polsi per esempio, oppure testa e caviglie, per evitare di correre il rischio di raffreddarsi eccessivamente. Gli asciugamani bagnati funzioneranno come degli scambiatori di calore, dissipando quello in eccesso nel corpo e riducendo quindi la temperatura; l’ulteriore vantaggio di questo trattamento è quello di poterlo ripetere con la frequenza desiderata, stando però sempre attenti a non far calare troppo la temperatura corporea.

Un ulteriore metodo, ancor più semplice e di facile attuabilità, è quello di mettere i polsi sotto la corrente di acqua fredda del rubinetto, lasciandola scorrere dai dieci ai venti secondi al massimo, in modo da ristabilire la giusta temperatura corporea ed evitare il rischio di colpi di calore.

Se invece preferite continuare a usare il ventilatore a prescindere dalle problematiche connesse, allora è consigliabile almeno spendere qualcosa in più e dotarsi di un modello di nuova generazione, come i ventilatori Dyson Pure Cool, che sono dotati di sistemi di filtrazione HEPA per la purificazione dell’aria e di funzionalità che riducono drasticamente le potenziali conseguenze negative descritte in precedenza.

 

 

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