Come rinfrescare la casa senza ricorrere al condizionatore

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Una serie di piccoli e utili consigli su come affrontare il caldo estivo contenendo al minimo la spesa.

 

Affrontare la stagione calda sta diventando sempre più difficile ormai, soprattutto considerando i picchi di temperatura dovuti ai cambiamenti climatici in atto.

Per combattere le ondate di caldo quando la colonnina di mercurio supera i 31-32°, purtroppo, non si può fare a meno del climatizzatore, che rimane la soluzione più efficace a dispetto del maggiore consumo di elettricità.

Ma se la temperatura non oltrepassa la soglia dei 32° allora si può tranquillamente ricorrere a una serie di altri metodi che permettono di mantenere la casa fresca senza dover ricorrere all’uso dei condizionatori, e quindi di gran lunga più sostenibili per quanto riguarda l’aspetto economico e i consumi energetici.

 

I ventilatori da soffitto e free standing

L’alternativa più economica ai climatizzatori restano i ventilatori, fissi o portatili che siano, ma soprattutto i modelli da soffitto. I classici ventilatori free standing, come al solito, sono i più diffusi e i consumatori tendono a preferirli per tutta una serie di ragioni, valide e meno valide, eppure i modelli da soffitto sono decisamente molto più interessanti, soprattutto quelli di ultima generazione. Questo tipo di apparecchi sono solitamente sottovalutati per l’uso domestico infatti, sono maggiormente usati in ambito lavorativo ma, dato che sono da installare in maniera definitiva, molti ne temono la rumorosità o l’inefficacia.

Anche rimanendo nella fascia media di prezzo infatti, tra i tanti attualmente disponibili sul mercato non è difficile acquistare un ottimo ventilatore da soffitto, in questo modo scoprirete che gli apparecchi di produzione più recente sono silenziosi ed efficienti, dispongono di funzionalità che gli permettono di essere usati in modi diversi e tutto l’anno, e che alcuni sono dotati perfino di telecomando.

 

 

Regolare la percentuale di umidità nell’aria

Spesso e volentieri la soluzione più efficace consiste nel regolare la percentuale dell’umidità nell’aria, riportandola in un intervallo compreso tra il 40 e il 65%, che è quello standard per mantenere le condizioni ideali di salubrità. In questo caso si può fare ricorso a umidificatori e deumidificatori, a seconda delle necessità.

Tanto per fare degli esempi pratici, se il problema è rappresentato dal caldo eccessivamente secco, si può fare ricorso agli umidificatori oppure al metodo tradizionale che prevede l’uso di tende bagnate messe davanti alle finestre aperte; se invece il problema è quello opposto, e cioè l’afa, utilizzare un deumidificatore elettrico oppure le classiche lampade di sale, vi aiuteranno a risolvere il problema con dei costi davvero irrisori.

Un altro modo per regolare la percentuale di umidità nell’aria, ma leggermente più caro rispetto agli umidificatori e deumidificatori, è il raffrescatore evaporativo. Esteticamente è simile a un climatizzatore portatile, in realtà è un normale ventilatore sotto il quale è posta una vaschetta dove mettere acqua, ghiaccio o mattonelle refrigeranti.

La naturale evaporazione prodotta dal ghiaccio che si scioglie, viene convogliata nel flusso d’aria del ventilatore e diffusa nell’ambiente. I raffrescatori di fascia medio-alta sono dotati anche di sistemi di filtrazione HEPA, quindi oltre a ventilare l’aria la purificano anche.

 

Schermare la luce

La luce solare è un altro fattore che in molti sottovalutano ma che incide moltissimo sul microclima che si crea nell’abitazione. Durante l’inverno è piacevole, se la giornata è soleggiata, aprire le tende e lasciar filtrare i raggi solari attraverso le finestre chiuse, perché questi contribuiscono a riscaldare l’aria nella casa. In estate, però, non fa che incrementare il fenomeno di condensazione, e di conseguenza il tasso di umidità, rendendo l’aria afosa e irrespirabile.

Anche in questo caso la soluzione più semplice ed efficace arriva dal passato, quando non esistevano ancora gli impianti di climatizzazione, e cioè mettere delle tende pesanti alle finestre oppure abbassare le tapparelle, in modo da schermare la luce. Adottando questo semplice accorgimento contribuirete a mantenere la temperatura domestica al di sotto di quella esterna, con una differenza fino a 4 o 5 gradi.

Le soluzioni appena proposte sono le più economiche in assoluto ovviamente, ma chi è disposto a spendere almeno qualcosa in più per un sistema analogo ma di gran lunga più funzionale ed efficiente, anche dal punto di vista estetico dell’immobile, può optare per l’installazione delle tende da sole avvolgibili, ai balconi e alle finestre, in modo da poterle usare a prescindere dalla stagione.

Questa scelta infatti, seppur più costosa, si rivela in realtà la più intelligente visto che ormai la naturale successione delle stagioni è sempre più alterata e imprevedibile, soggetta a picchi estremi dovuti tanto a cause di origine naturale quanto all’azione dell’uomo.

 

 

Installare infissi a tenuta

Finestre e balconi entrano in causa anche per quanto concerne gli infissi e la loro tenuta, perché una casa con gli spifferi potrà essere riscaldata o raffreddata a piacimento nel corso dell’anno, ma dal momento che non è perfettamente isolata l’efficienza degli impianti sarà penalizzata più o meno pesantemente a seconda della gravità delle condizioni degli infissi, con un conseguente e proporzionale innalzamento dei consumi energetici.

Se si è costretti a vivere in una casa dove gli infissi sono vecchi e non più a tenuta, bisogna mettere in conto il rincaro delle spese di gestione dovuto al maggior consumo di elettricità; a prescindere dal tipo di soluzione scelta: il ventilatore da soffitto, il raffrescatore o l’impianto di climatizzazione.

Per quanto riguarda il problema luce, esposto nel paragrafo precedente, il vantaggio delle tende da sole è dato proprio dal fatto che non richiedono un’alimentazione elettrica costante per svolgere il loro lavoro, quindi la spesa per l’acquisto e l’installazione potrebbe risultare più accessibile. Sostituire gli infissi a tenuta, invece, comporta una spesa di tutt’altro tenore che, in ogni caso e facendo le dovute valutazioni del caso, potrebbe trovare attuazione nell’ottica di un progetto di ristrutturazione dell’immobile.

Se i lavori sono volti al miglioramento delle condizioni strutturali e all’efficientamento energetico degli impianti, infatti, allora è possibile accedere alle detrazioni fiscali previste dalla legge, le quali possono arrivare fino al 65% della spesa complessiva.

 

 

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