Come prevenire, individuare e sconfiggere l’umidità in casa

Ultimo aggiornamento: 29.05.20

 

L’umidità non è altro che la componente acquea dell’aria, in sospensione sotto forma di vapore, e in quanto tale la sua presenza è essenziale per la vita sul pianeta. Le variazioni consistenti nella percentuale di umidità nell’aria però, proprio perché influiscono sulle condizioni climatiche, possono creare seri problemi a cose e persone.

Un livello troppo basso di umidità si traduce in un’aria secca e polverosa, incrementando la percentuale del particolato solido e delle nanopolveri presenti al suo interno; per contro invece, un eccesso di umidità si traduce in una condensa che, accumulandosi, può causare fenomeni di proliferazione, di tipo organico o inorganico, che rappresentano un rischio anche per l’integrità della struttura abitativa oltre che per le persone che ci vivono.

A lungo andare, infatti, possono insorgere problemi alla pelle e alle vie respiratorie, allergie, infezioni dovute a spore micotiche, muffe e batteri, e altre patologie collegate all’accumulo di polveri sottili nell’organismo. Per quanto riguarda i problemi strutturali, invece, le proliferazioni che generano gli accumuli o le infiltrazioni di umidità, siano esse di tipo organico come muffe e funghi, oppure di tipo inorganico come le efflorescenze cristalline dei sali, si attaccano alle opere in muratura e le corrodono lentamente e inesorabilmente.

 

Tenere d’occhio la situazione

È normale quindi preoccuparsi di adottare le dovute misure atte a mantenere sempre la giusta percentuale di umidità in casa, in base alle esigenze specifiche date dal luogo dove si vive. Il primo passo da compiere è quello di un’attenta valutazione del problema, se il fenomeno dell’accumulo, o della rarefazione di umidità è stagionale o comunque occasionale, allora sarà possibile adottare misure semplici che non richiedono una grossa spesa.

In presenza di tracce visibili di proliferazione all’interno dell’abitazione, invece, come chiazze di muffa, funghi, nitrati e solfuri per esempio, che si formano proprio a causa di accumuli di umidità di condensa, per infiltrazioni d’acqua nella struttura o per il fenomeno dell’umidità di risalita, bisogna far eseguire una valutazione professionale con l’uso di strumenti specifici, come i termografi a infrarossi, capaci di rilevare l’esatta posizione e la provenienza delle infiltrazioni. È bene anche ricordare che, a prescindere se si tratta di uno scantinato o di stanze d’uso quotidiano, i metodi alla buona come l’applicazione di pannelli di cartongesso o la creazione di intercapedini a nido d’ape, non sono assolutamente risolutive del problema anzi, a lungo termine non fanno che peggiorare la situazione.

 

 

Che cosa fare

Le soluzioni possibili per la regolazione e il controllo dell’umidità in casa sono numerose ovviamente, sia per i diversi sistemi disponibili e per il loro livello di efficacia sia per quanto riguarda l’aspetto economico, ma si possono raggruppare in due categorie distinte: i metodi tradizionali e i moderni dispositivi elettrici. Nella categoria dei metodi tradizionali rientrano quello classico dell’utilizzo di tende di cotone o di lino, in ogni caso sono da preferire le fibre naturali, che una volta bagnati vengono appesi davanti alle finestre e ai balconi, in estate, per mantenere l’aria fresca in maniera del tutto naturale e allo stesso tempo evitare che diventi troppo secca. Se invece preferite spendere qualcosa in più per una soluzione più pratica e moderna, allora è sicuramente da valutare l’acquisto di un buon raffrescatore evaporativo, un dispositivo elettrico di potenza variabile dai 60 ai 120 Watt circa che funge da ventilatore, filtro e umidificatore al tempo stesso.

Se invece l’esigenza è quella di ridurre l’umidità, allora i sacchetti di sale, bicarbonato, carbonato di calcio e gel di silice sono ancora i metodi economici che offrono i migliori risultati, soprattutto se le condizioni della casa sono ottimali e non vi sono pregressi accumuli di umidità. Le alternative “elettriche” per un risultato più immediato ed efficiente sono le lampade di sale, utili soprattutto durante la notte visto che sono assolutamente silenziose, e i ventilatori. L’azione costante delle pale e il flusso d’aria generato, infatti, tendono ad aumentare l’evaporazione e a ridurre, di conseguenza, l’umidità quando questa è troppo elevata.

La soluzione più efficiente, affidabile e anche versatile, dato che può essere usata sia d’inverno sia d’estate, è l’impianto di climatizzazione. Nel caso in cui non ne abbiate ancora installato uno e il problema dell’umidità in casa è particolarmente duro da gestire, allora sarebbe il caso di pensare seriamente a farlo.

Gli split degli impianti di climatizzazione, infatti, sono dotati anche della funzione di deumidificazione e possono essere usati tranquillamente solo come tali, con un assorbimento di potenza decisamente inferiore.

Se a causa di altre ragioni o condizioni particolari non è possibile affrontare una spesa del genere, invece, allora potreste optare per un normale deumidificatore elettrico (Controllare qui la lista delle migliori offerte), molto più economico sia sul fronte del prezzo sia su quello del consumo di energia, o ripiegare semplicemente sull’uso del sale, anche se in quantità maggiori a questo punto.

 

 

Come scovare dove l’umidità fa danni

L’umidità in casa, spesso e volentieri, tende a formarsi nei posti più impensati e nascosti mettendo a rischio anche gli oggetti che conserviamo, come vestiti, libri, documenti cartacei, pentole, attrezzi e altro ancora. I mobili e i cassetti, infatti, contengono un microclima a sé molto più stabile rispetto a quello della camera dove sono collocati, proprio perché il ricambio dell’aria che si trova al loro interno avviene più di rado. Se in casa esiste quindi un reale problema di accumulo di umidità, soprattutto quella dovuta alla condensa, gli armadi, le cassettiere, le credenze e altri mobili analoghi sono tutti egualmente esposti al rischio di accumulo di umidità e probabile proliferazione di muffe.

L’odore è il primo campanello d’allarme per rilevare un’eventualità del genere, quindi è sconsigliabile usare deodoranti se non si fa qualcosa per togliere anche l’umidità, anzi si rischia soltanto di non accorgersi del problema e ignorarlo fino a quando ormai è troppo tardi.

Per evitare che ciò accada, quindi, e per mantenere sempre il corretto livello di umidità anche nei piccoli spazi chiusi, il metodo migliore rimane l’utilizzo dei sacchettini pieni di sale, o di gel di silice. Tenendoli all’interno dei cassetti e all’interno di armadi e credenze assorbiranno subito gli eccessi di umidità mantenendo l’ambiente secco e sano, sia per gli indumenti sia per qualsiasi altro oggetto vi sia riposto.

 

 

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