Come misurare e trattare l’umidità in casa

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

L’aria che respiriamo è una miscela composta da vari elementi che, in condizioni di temperatura e pressione atmosferica ottimali, si trovano solitamente allo stato gassoso.

In base alle variazioni nei parametri di temperatura e pressione, l’ossigeno e l’idrogeno contenuti in essa possono creare legami molecolari e trasformarsi in particelle di acqua che, proprio grazie alle loro dimensioni microscopiche, rimangono in sospensione sotto forma di vapore acqueo. Umidità, quindi, è il termine usato per indicare appunto la quantità di vapore acqueo presente nell’aria.

 

Le conseguenze di un’eccessiva umidità

La miscela che compone l’aria prevede la presenza di una certa percentuale di umidità, dovuta all’evaporazione delle grandi masse d’acqua sul pianeta, quando questa percentuale viene superata però, avviene il fenomeno della condensazione. Negli strati medio alti dell’atmosfera la condensazione dà origine alle nuvole e ai fenomeni di ricaduta dell’acqua: la pioggia, la grandine o la neve a seconda della temperatura, mentre al livello del suolo causa la formazione della nebbia e, nei luoghi chiusi, il fenomeno di lacrimazione delle superfici.

L’umidità, quindi, rappresenta una delle cause principali del degrado degli immobili, ecco perché è di estrema importanza conoscere i metodi atti a rilevare con la massima precisione possibile la sua concentrazione, capire come stabilire le cause del suo accumulo e sapere quale metodo applicare per affrontare in maniera efficiente e definitiva i fenomeni da esso generati.

Le stazioni meteo domestiche, soprattutto quelle di fascia medio-alta, sono complete di sensori igroscopici e sono decisamente utili nell’ottica del controllo ambientale nei locali di uso quotidiano, quindi ben aerati e meno soggetti alle conseguenze più nefaste date dall’accumulo di condensa. Per mantenere il giusto livello di umidità in questi ambienti, quindi camere da letto, salotti, corridoi e living, si possono tranquillamente usare piccoli dispositivi elettrici, come ventilatori, raffrescatori evaporativi o deumidificatori, in base alla percentuale di umidità rilevata dalla stazione meteo.

Per le cucine e i bagni invece, che tendono a sviluppare un microclima a sé più caldo e umido, la presenza costante di sacchetti di sale, o di gel di silice, messi in posizioni strategiche e, possibilmente, non a contatto con le pareti, può essere di grande aiuto. Lo stesso vale per l’interno dei mobili e dei cassetti. Un ulteriore metodo decisamente economico ma non meno efficace, è l’uso delle lampade realizzate con grossi cristalli di sale rosa dell’Himalaya; quando sono accese infatti, deumidificano l’ambiente in maniera naturale e del tutto silenziosa e, in più, diffondono una luce soffusa ideale per rilassarsi oppure come luce notturna.

 

 

Se la situazione è grave

Se non viene fatto nulla per regolare la percentuale di umidità nell’abitazione, la condensa generata tenderà inesorabilmente ad accumularsi, creando le condizioni ideali per la proliferazione. Con il termine proliferazione si indica lo sviluppo e la moltiplicazione di elementi organici, soprattutto spore, miceli e batteri, e inorganici, in particolare le formazioni cristalline dovute all’evaporazione dei cloruri, dei nitrati e dei solfati. La presenza di chiazze di muffa, la crescita di funghi e le efflorescenze cristalline, quindi, sono tutte manifestazioni conseguenti all’accumulo di umidità, che può essere dovuto a diverse ragioni.

In una situazione del genere le stazioni meteo e i comuni sensori igroscopici non bastano, occorre invece l’ausilio di uno strumento ottico in grado di visualizzare in maniera precisa le zone dove l’accumulo di umidità è maggiore. È bene quindi rivolgersi a ditte specializzate che usano dei termografi FLIR per avere un’immagine a infrarossi in tempo reale, grazie alla quale potranno valutare con precisione la posizione degli accumuli, l’eventuale presenza di infiltrazioni nascoste, l’entità dei danni e una stima degli interventi da attuare.

L’origine delle proliferazioni, inoltre, è importante per determinare il tipo di contromisure da adottare. Le proliferazioni di muffa che si formano negli angoli del soffitto della doccia, per esempio, o sulla parete dove è posizionata la cappa della cucina, così come tutte le altre proliferazioni dovute all’accumulo di umidità di condensa, possono infatti essere facilmente eliminate.

 

Quando l’umidità… risale

Per quanto concerne l’umidità di risalita, invece, l’unica soluzione definitiva sarebbe troppo radicale da attuare, e cioè una completa ricostruzione dell’immobile. L’umidità di risalita, infatti, è rappresentata dalla componente acquea del terreno che, se non opportunamente schermata, penetra nelle fondazioni e nel basamento, trasmettendosi alle pareti esterne e a quelle dei locali interni, soprattutto i semi-interrati, gli scantinati e i garage.

 

 

Nella progettazione delle abitazioni e degli edifici moderni, questo aspetto è tenuto in conto e, in fase di costruzione, vengono attuate tutte le misure atte a scongiurare il fenomeno dell’umidità di risalita. Gli immobili di vecchia data, invece, sono privi di queste caratteristiche e soffrono maggiormente del problema, soprattutto nelle zone di campagna dove la vegetazione è più folta, nelle zone montane e in quelle boschive.

Se si tratta di dover restaurare una casa il cui basamento soffre a causa dell’umidità di risalita, quindi, non basteranno né il sale né i deumidificatori domestici, ma bisognerà ricorrere a una ditta specializzata del settore e intervenire con prodotti e attrezzature professionali. Dal momento che la soluzione non è permanente, inoltre, bisognerà concordare un piano di manutenzione periodica per salvaguardare l’integrità strutturale della casa.

I metodi per trattare l’umidità in casa quindi, come abbiamo potuto vedere per sommi capi, sono numerosi e differenziati in base alle esigenze personali. Queste sono dettate dalle condizioni della propria abitazione, dalla posizione geografica, dalle condizioni climatiche stagionali e da una serie di altri piccoli fattori; come la superficie totale dell’abitazione, la disposizione degli spazi interni, il numero di finestre, il corretto ricircolo dell’aria e via dicendo. E a seconda del tipo di soluzione, ovviamente, si dovrà affrontare una certa spesa.

A meno che non si sappia già in partenza di dover spendere grosse cifre per un intervento di ristrutturazione o consolidamento di immobile, però, le soluzioni attuabili in tutti gli altri casi, fortunatamente, sono decisamente accessibili. La spesa da affrontare, infatti, può oscillare tra le poche decine di euro richieste per l’acquisto di sale, gel di silice o lampade di sale, fino a cifre variabili dai 100 ai 1.000 euro circa, per i dispositivi elettrici e gli impianti di climatizzazione.

 

 

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